Sheriff Bah, il pensiero di chi chiede asilo

Chi sarà a raccontare,
 chi sarà?
 Sarà chi rimane. 
Io seguirò questo migrare, 
seguirò questa corrente di ali.


Khorakhané, Fabrizio De André

Oggi vorremmo farvi leggere le parole di un richiedente asilo – Sheriff Bah – dette in occasione del lancio della campagna Amitie.
 Le sue parole, rileggendo questo discorso, richiamano alla mente quelle di Fabrizio De André in Khorakhané (album Anime Salve, 1996).

Migrare ci pone in una condizione d’incertezza, con noi portiamo quel background che speriamo possa servire alla gente del posto. Costretti ad essere vento, come nella canzone, con la sola speranza che lì, da qualche parte, ci sia gente disposta ad aiutarci. Un luogo disposto ad accoglierci.

Quell’aiuto, però, troppo spesso non arriva. Sheriff Bah ci aiuta, così, a spostare la prospettiva e riconosce nell’ambizione di Amitie il tentativo di produrre quel luogo d’accoglienza tanto necessario alla società globalizzata di oggi.

Riportiamo, qui, le sue parole.

Grazie al progetto AMITIE il nesso tra migrazioni, diritti umani e sviluppo è diventato più chiaro rivelandomi due fattori chiave.
In primo luogo un ambiente pacificato e sicuro, fondato sui principi fondamentali dei diritti umani e delle libertà fondamentali, offre opportunità alle persone di sviluppare le loro potenzialità, condurre una vita produttiva e creativa. 
In secondo luogo, quando le persone si muovono, portano con sé un insieme di conoscenze e competenze e uno stile di vita che può contribuire in diversi modi allo sviluppo dei paesi di accoglienza.

Poichè l’integrazione è una trasformazione sociale costante in cui entrambe le parti (chi accoglie e chi migra) devono essere preparate a dare e a prendere, con lo scopo di raggiungere un terreno comune per il bene di tutti, è altresì importante avere un luogo ben definito e programmi realistici di comunicazione volti a sensibilizzare il pubblico sui vantaggi dell’integrazione e in tal modo lottare contro la visione negativa e stereotipata della migrazione e rendere i cittadini più ricettivi e consapevoli. La migrazione può produrre sviluppo solo se è vista come parte di un processo più ampio di cambiamento in un mondo in rapida evoluzione che sta diventando sempre più interdipendente.

La campagna del progetto AMITIE è rivolta ad accrescere la consapevolezza, mettendo in evidenza come un approccio integrato tra i temi migrazione, diritti umani e sviluppo può essere un beneficio per i paesi di origine e per quelli di accoglienza, così come per gli stessi migranti. Questo si può realizzare quando le politiche governative collaborano con le agenzie internazionali, la società civile, le associazioni di migranti e tutti coloro che sono interessati a raggiungere un approccio comune per realizzare risultati buoni per tutti“.

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