Contribuisci per scrivere insieme nuovi “Percorsi di cittadinanza”!

Il 14 dicembre, dalle 17.00 alle 19.30 all’Urban Center, si parlerà di migrazioni, lavoro ed economia, per interrogarci sulle seguenti domande:

la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?

Vorremmo riflettere insieme a voi sul perchè l’immigrazione costituisce una risorsa economica per le nostre città, sulle opportunità e sugli ostacoli che incontra un imprenditore straniero, sul tema dell’inclusione finanziaria, sul complesso e delicato tema delle rimesse, argomento che sarà ripreso e approfondito nel corso del 4° incontro, sul co-sviluppo.

Lo faremo a partire dai dati e dalle esperienze dirette delle persone, con l’aiuto autorevolissimo di Andrea Stuppini, funzionario della Regione Emilia-Romagna, di Anna Lucia Colleo, ricercatrice di NOMISMA, di Alison Marchiò, Hakim e altri testimoni e ambasciatori di AMITIE.

Vi chiediamo non solo di partecipare, ma anche di aiutarci a definire il programma, inviando proposte e suggerimenti che secondo voi possono rendere l’incontro più interessante!”

A questo proposito vi basterà compilare il form qui sotto per inviarci la vostra proposta e iniziare ad aprire il dibattito, insieme.

Qui il programma completo. Vi aspettiamo!

 

Partecipa! Inviaci il tuo contributo!

  1. Druu Rispondi

    Concordo pienamente con quanto ha affermato il Presidente Gasparri, voglio precisare che già con il ricongiungimento famigliare arrivano nel nostro Paese migliaia di extracomunitari, portatori perlopiù di patologie invalidanti o da tempo debellate in Italia che minacciano la salute pubblica. Costoro ben istruiti dalla cigl, fanno subito domanda presso le ASL o USL per ottenere esenzioni totali per patologie e diritto all’accompagnamento e vengono, per forza, esauditi. Ciò pesa enormemente sia sulle casse dell’Inps, che sul servizio sanitario nazionale. Non solo, si è scatenata una guerra tra poveri, ovvero tra chi italiano da anni ha raggiunto i requisiti per ottenere una casa popolare e si vede, pur essendo primo in graduatoria scavalcare, da un giovane extracomunitario che è ancora solo in Italia ma deve essere raggiunto dalla moglie incinta! Posso provare ciò che dico. Inoltre, dovremo prima o poi affrontare anche il problema della poligamia, quante mogli e quanti figli potranno entrare? In secondo luogo, non mi risulta che negli altri paesi europei sia così facile ottenere la cittadinanza, anzi le procedure sono alqunato complesse. Per non parlare poi, dell’estrema difficoltà di questa pratica negli Stati Uniti. Concludendo, non basta per la prole degli extracomunitari, il solo evento della nascita in Italia, per divenire tout court cittadino o cittadina italiani, bisogna prima conquistarsi la cittadinanza! Non si tratta di discriminazione, ma occorre valutare nella crescita e nello sviluppo se chi vi ambisce, abbia certi requisiti, se cioè abbia la consapevolezza di cosa significa essere Italiano, se il suo percorso di vita si è profuso nel segno dell’integrazione a cominciare dalla conoscenza della nostra lingua, se il suo operare ed il comportamento sono stati rispettosi delle nostre normative e delle nostre regole di vita. Quindi senza alcun dubbio, devono passare anni, l’aspirante neonato deve frequentare le scuole obbligatorie, se lo merita proseguire negli studi o mettersi a lavorare, deve inoltre raggiungere sicuramente un’ete0 matura, per valutare se sia degno di essere cittadino italiano. La cittadinanza è una conquista, non un premio.

  2. Bernardo Rispondi

    Nel post di Druu vengono affrontate varie questioni, ma mi sembra in modo un po’ generico e confuso. Riprendo un paio di punti.

    Non è chiaro innanzitutto né a cosa si riferisce, né il contesto delle presunte “patologie invalidanti o da tempo debellate in Italia”. Attualmente è ampiamente presente un fenomeno che – mi verrebbe da dire – è l’opposto: malattie facilmente curabili nei paesi occidentali, ma che mietono milioni di vittime altrove. Penso, per esempio, a influenza o diarrea in Africa centrale.

    Per quanto riguarda la cittadinanza, credo che chi nasce in Italia, ci cresce, vada a scuola, ecc. ne abbia già tutti i diritti senza bisogno di dimostrare o “conquistare” nulla. Druu cita gli Stati Uniti, dove però è presente lo jus solis: chi ci nasce è cittadino statunitense da subito. Potrebbe essere effettivamente un buon esempio da seguire.

  3. Pingback: ‘Percorsi di cittadinanza’… com'è andata? » Amitie Community Italia

  4. ruggio88 Rispondi

    Sono in totale disaccordo con praticamente tutto ciò che ha detto il caro druu. Infatti dal suo discorso la prima domanda che mi sono fatto è come sia possibile che nel nostro paese esistano ancora persone del genere . Poi mi sono subito risposto, e come se esistono. E sono anche tante. Le si trova ovunque, le si sente parlare, offendere, guardare con sospetto. Sono la vera e propria fonte di disgrazia del nostro paese. Druu afferma che gli immigrati ci portano le malattie, vorrei usare le parole del caro druu ma mi sentirei un verme anche solo a fare copia e incolla con le parole che ha usato. Caro druu, è un messaggio a te e a tutti coloro che la pensano come te , poi figurati, vivi e lascia vivere. hai scritto una marea di falsità e cattiverie inutili infondate e fuorvianti, la mia speranza è che chi legga si facci una gran risata.. Partiamo da principio. Già che sei d’accordo con una persona come Gasparri renderebbe invalido tutto il resto, passerebbe la voglia di leggere ma vediamo dove vuoi arrivare. Sorvolando lo schifo che hai scritto sulle patologie che non sai nemmeno cos’è una patologia . Vabè . guerra tra poveri perchè italiani sono scavalcati dagli extracomunitari. Ma ti rendi conto ? Tu per sbaglio avrai sentito quell’unica storiella che hai malamente raccontato e adesso vuoi dire che gli extracomunitari ci scavalcano. A parte che è la prima volta in assoluto che mi capita di sentire una cosa del genere, perchè fin ora quelli come te hanno sempre detto.. ci rubano il lavoro.. quando in realtà la stragrande magg. ricopre quelle posizioni che i nostri culetti ovattati non vogliono più ricoprire … invece adesso ci rubano le ASL ?? boh .. ma poi … dici che negli altri paesi le leggi sono più dure sull’immigrazione… Ma a cosa ti stai riferendo ?? ma dove lo hai letto ?? in Germania sono praticamente più turchi e polacchi che tedeschi ma lì a differenza del nostro paese( per colpa di quelli come te), sanno cosa vuol dire integrazione, e riescono a metterla in atto perchè le persone come te li sono state DEBELLATE come dicevi tu delle malattie degli immigrati. Li alla base non ci sono le estreme differenze sociali tra autoctoni e alloctoni che ci sono qui, è normale che poi le prestazioni scolastiche e lavorative sono diverse e quindi tu dici .. devono meritarselo..certo perkè tu paragoni la tua karrieruccia da studentello col culo parato dai genitori e non consideri l’esperienza di un ragazzo rumeno o albanese con il padre operaio e la madre probabilmente non occupata e una condizione abitativa pessima in confronto alla tua…E parli di integrazione ? Ma ti rendi conto che schifo di appello che hai fatto ?? cioè tu parti dalle malattie che ci portano e passando per un mare di esempi idioti e più unici che rari giungi a dire che devono meritarsi la tua cittadinanza… Guarda se l’Italia è e sarà fatta da gente come te come lo è stata purtroppo per gli ultimi 20 anni ( considera che ne ho 23) , io sarei felice e orgoglioso di regalarla la mia cittadinanza ad un immigrato, gratis, senza che la merti, in quanto io non saprei cosa farmene.Anzi se fosse un foglio di carta la butterei per non recargli danno. Bella anche l’ultima metafora,, è una conquista non un premio .. forse volevi dire”una conquista non un regalo” dato che il premio di solito lo si conquista.. insomma.. Complimenti Druu ..

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