AMITIE ha incontrato i ragazzi del doposcuola Guinizzelli

Il progetto AMITIE  è stato presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna dove, due volte la settimana, una quarantina di ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza.

Tra le attività proposte al doposcuola ci sono uscite in città, laboratori e iniziative di vario genere come, appunto, l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla, che hanno raccontato questo progetto e dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di razzismo e pregiudizi.

fabian

Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo. Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela.

Quello della relazione con l’altro, il cosiddetto straniero (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang, testimone del progetto.

Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo!

Seguendo la tradizionale griglia AMITIE…

 

1. Racconta la tua storia

Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea.

2. Cosa pensi degli stranieri?

Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l’immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l’apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull’integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L’immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l’italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via.

3. Che cos’è il razzismo?

E’ il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E’ una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un’altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi.

4. Perché dobbiamo combattere il razzismo?

Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo “meritati” questa “sicurezza” rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone.

5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani?

Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!)

6. Sai cosa vuol dire integrazione?

Si, è l’inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all’interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente).

7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri?

Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc..

8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all’Italia? Se si che cosa?

Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l’integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società.

9. Hai qualcosa da aggiungere?

Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall’altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all’integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.

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