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	<title>Amitie Community Italia &#187; urban center</title>
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		<title>Co-sviluppo e integrazione al 4° incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 10:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 8 febbraio si è tenuto, presso l’Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna Amitie. In quest’occasione abbiamo cercato di rispondere alle domande: Le migrazioni possono favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? L’integrazione nel paese di arrivo e l’impegno per lo sviluppo del paese di origine si rafforzano a vicenda? Il tema del co-sviluppo e della sua relazione con i processi di integrazione e partecipazione alla vita pubblica dei migranti ha fornito un’importante occasione di confronto fra soggetti diversi come Enti Locali, ONG, Associazioni di migranti e ricercatori, impegnati a diversi livelli in progetti di cooperazione che coinvolgono i migranti. Per co-sviluppo, infatti, ci si riferisce comunemente all&#8217;insieme delle politiche e delle pratiche che vedono la partecipazione dei migranti e delle loro comunità nell&#8217;implementazione di iniziative e progetti miranti a promuovere lo sviluppo economico e sociale sia nei loro paesi di origine, sia in quelli di destinazione, contribuendo quindi a sottolineare la fondamentale interdipendenza traterritori nei processi di sviluppo. I lavori sono stati aperti da Bruno Riccio (Professore di Antropologia Culturale presso l&#8217;Università di Bologna) che ha introdotto il tema dell&#8217;incontro e il “nesso fra migrazioni e sviluppo”. Il possibile contributo dei migranti al miglioramento economico e sociale dei propri paesi di origine ha acquisito, negli ultimi quindici anni, una posizione centrale nella cooperazione internazionale. Talvolta esso ha assunto anche i tratti di un discorso dominante nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, in sintonia con una retorica neoliberista che esalta la capacità individuale del “fare da sé” rispetto al ruolo delle istituzioni pubbliche nel promuovere lo sviluppo. Importante ricordare come le esperienze di co-sviluppo possano produrre anche effetti inattesi sia nei contesti di arrivo che in quelli di provenienza dei migranti, e quindi tutti i partecipanti sono stati invitati a riflettere su questo aspetto. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna) ha presentato i dati più recenti sulla presenza di immigrati, che al 31.12.2011 ha raggiunto ben il 14,6% della popolazione del Comune di Bologna. Il territorio provinciale bolognese mostra anche un tessuto associativo molto sviluppato con 110 associazioni di immigrati e 43 associazioni per immigrati, di cui la maggior parte impegnate in attività rivolte alle esigenze dei migranti nel contesto di arrivo, ma alcune di esse si dedicano anche ad attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi di origine. Ilaria Cicione (COSPE), ha raccontato come nell’ambito del progetto CoMiDe &#8211; Intiative for Migration and Development, teso ad incentivare la formulazione di politiche migratorie e per lo sviluppo coerenti a livello nazionale e comunitario, siano stati organizzati vari incontri con Associazioni di migranti e ONG del territorio, finalizzati alla costruzione di una visione comune sul nesso migrazione e sviluppo e alla definizione di azioni congiunte di lobbying, sensibilizzazione, ecc. Da questo percorso è emersa la prioritaria questione del miglioramento delle condizioni di vita dei migranti nel contesto di arrivo, da intendersi anche come precondizione alla realizzazione di progetti di co-sviluppo. L’accento è stato posto anche sulla necessità di ripensare l’idea stessa di sviluppo alla base delle politiche di cooperazione. Caterina Sarfatti (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano) ha sottolineato come, in un contesto come quello milanese in cui la storica amministrazione di centrodestra non è mai stata sensibile ai temi legati all’immigrazione, il Bando per il co-sviluppo, promosso dal Comune di Milano a partire dal 2007, sia stato un fondamentale strumento di rafforzamento della cittadinanza attiva (se non formale, almeno praticata) dei migranti, che ha permesso loro di imparare a rapportarsi con gli Enti Locali e di acquisire vere e proprie competenze politiche. Quest’esperienza è stata condivisa con altri Enti Locali nel Gruppo di Lavoro “Oltre le rimesse” al Forum Cooperazione 2012 che, purtroppo, non ha avuto seguito anche a causa del persistere di separazioni e contrasti fra le politiche sull’immigrazione e le politiche di cooperazione a livello nazionale e locale. La risoluzione di questo contrasto è quindi prioritaria perché se da una parte le politiche di co-sviluppo necessitano di una riforma della legge sulla cittadinanza, dall’altra le politiche per l’inclusione devono inevitabilmente considerare i contesti di origine dei migranti. Rossana Preus (Dipartimento Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) ha ribadito l’importanza del ruolo che gli Enti Locali e regionali possono giocare nel favorire il co-sviluppo in un ottica intersettoriale con le politiche di inclusione dei migranti, anche nei paesi di origine. Gli Enti Locali, quindi, non devono essere solo semplici co-finanziatori dei progetti, ma devono definire le linee d’azione insieme ai soggetti della società civile e coordinare le attività spontanee delle Associazioni dei migranti attraverso lo strumento dei Tavoli Paese, che andrebbe ulteriormente potenziato, e favorendo la federazione di diverse associazioni, come mostra il caso della Rete FARE &#8211; Forum delle Associazioni Albanesi in Emilia Romagna. Ad aprire la sessione dedicata alle testimonianze del mondo dell&#8217;associazionismo è stato Mohamed Rafia Boukhbiza (Associazione Sopra i Ponti) che ha sottolineato l’importanza che i progetti di co-sviluppo hanno avuto nell’innescare processi di cambiamento sociale nei villaggi marocchini, dove i rapporti di potere con le istituzioni locali sono stati in parte riformulati a favore del potenziamento della società civile. Andrea Tolomelli (CEFA Onlus, partner di Sopra i Ponti) ha rimarcato l’importanza del costruire reti con altre associazioni partendo dalle pratiche, cercando in questo modo di riequilibrare meglio il rapporto con soggetti più strutturati e preparati come le ONG. Ouissal Mejri (Associazione PONTES Italia) ha presentato assieme ad Alice Fanti (CEFA Onlus) l’esperienza dei progetti appena avviati in Tunisia rivolti principalmente ai migranti di ritorno. Se da una parte l’Associazione PONTES ha svolto un fondamentale ruolo di mediatrice con il contesto tunisino, specialmente nel delicato periodo post regime, dall’altra il CEFA ha aiutato la neonata PONTES a consolidarsi, anche per far fronte al boom di richieste di aiuto da parte dei migranti tunisini giunti in Italia dopo la caduta di Ben Ali. Matilde Marchesini (Associazione MANI di Parma) ha descritto la collaborazione instaurata con la Comunità dei Senegalesi di Parma e Provincia, la quale ha svolto un’azione fondamentale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>8 febbraio</strong> si è tenuto, presso l’<a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank"><strong>Urban Center</strong></a>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <strong>Percorsi di Cittadinanza</strong> della campagna Amitie. In quest’occasione abbiamo cercato di rispondere alle domande: <em>Le migrazioni possono favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? L’integrazione nel paese di arrivo e l’impegno per lo sviluppo del paese di origine si rafforzano a vicenda?</em></p>
<p>Il tema del co-sviluppo e della sua relazione con i processi di integrazione e partecipazione alla vita pubblica dei migranti ha fornito un’importante occasione di confronto fra soggetti diversi come Enti Locali, ONG, Associazioni di migranti e ricercatori, impegnati a diversi livelli in progetti di cooperazione che coinvolgono i migranti.</p>
<h5>Per co-sviluppo, infatti, ci si riferisce comunemente all&#8217;insieme delle politiche e delle pratiche che vedono la partecipazione dei migranti e delle loro comunità nell&#8217;implementazione di iniziative e progetti miranti a promuovere lo sviluppo economico e sociale sia nei loro paesi di origine, sia in quelli di destinazione, contribuendo quindi a sottolineare la fondamentale interdipendenza traterritori nei processi di sviluppo.</h5>
<p>I lavori sono stati aperti da <strong>Bruno Riccio</strong> (Professore di Antropologia Culturale presso l&#8217;Università di Bologna) che ha introdotto il tema dell&#8217;incontro e il “nesso fra migrazioni e sviluppo”. Il possibile contributo dei migranti al miglioramento economico e sociale dei propri paesi di origine ha acquisito, negli ultimi quindici anni, una posizione centrale nella cooperazione internazionale. Talvolta esso ha assunto anche i tratti di un discorso dominante nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, in sintonia con una retorica neoliberista che esalta la capacità individuale del “fare da sé” rispetto al ruolo delle istituzioni pubbliche nel promuovere lo sviluppo. Importante ricordare come le esperienze di co-sviluppo possano produrre anche effetti inattesi sia nei contesti di arrivo che in quelli di provenienza dei migranti, e quindi tutti i partecipanti sono stati invitati a riflettere su questo aspetto.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3025" alt="foto" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto.jpg" width="540" height="540" /></a></p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/08-0213-eugenio-gentile-cosviluppo" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna) ha presentato i <strong>dati più recenti sulla presenza di immigrati, che al 31.12.2011 ha raggiunto ben il 14,6% della popolazione del Comune di Bologna</strong>. Il territorio provinciale bolognese mostra anche un tessuto associativo molto sviluppato con 110 associazioni di immigrati e 43 associazioni per immigrati, di cui la maggior parte impegnate in attività rivolte alle esigenze dei migranti nel contesto di arrivo, ma alcune di esse si dedicano anche ad attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi di origine.</p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/08-0213-ilaria-cicione-cosviluppo" target="_blank"><strong>Ilaria Cicione</strong></a> (COSPE), ha raccontato come nell’ambito del <strong>progetto CoMiDe &#8211; Intiative for Migration and Development</strong>, teso ad incentivare la formulazione di politiche migratorie e per lo sviluppo coerenti a livello nazionale e comunitario, siano stati organizzati vari incontri con Associazioni di migranti e ONG del territorio, finalizzati alla costruzione di una visione comune sul nesso migrazione e sviluppo e alla definizione di azioni congiunte di lobbying, sensibilizzazione, ecc. Da questo percorso è emersa la prioritaria questione del miglioramento delle condizioni di vita dei migranti nel contesto di arrivo, da intendersi anche come precondizione alla realizzazione di progetti di co-sviluppo. L’accento è stato posto anche sulla necessità di ripensare l’idea stessa di sviluppo alla base delle politiche di cooperazione.</p>
<p><strong>Caterina Sarfatti</strong> (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano) ha sottolineato come, in un contesto come quello milanese in cui la storica amministrazione di centrodestra non è mai stata sensibile ai temi legati all’immigrazione, il <strong>Bando per il co-sviluppo</strong>, promosso dal Comune di Milano a partire dal 2007, sia stato un fondamentale strumento di rafforzamento della cittadinanza attiva (se non formale, almeno praticata) dei migranti, che ha permesso loro di imparare a rapportarsi con gli Enti Locali e di acquisire vere e proprie competenze politiche.</p>
<p>Quest’esperienza è stata condivisa con altri Enti Locali nel Gruppo di Lavoro <strong>“Oltre le rimesse”</strong> al <strong>Forum Cooperazione 2012</strong> che, purtroppo, non ha avuto seguito anche a causa del persistere di separazioni e contrasti fra le politiche sull’immigrazione e le politiche di cooperazione a livello nazionale e locale. La risoluzione di questo contrasto è quindi prioritaria perché se da una parte le politiche di co-sviluppo necessitano di una riforma della legge sulla cittadinanza, dall’altra le politiche per l’inclusione devono inevitabilmente considerare i contesti di origine dei migranti.</p>
<p><strong>Rossana Preus</strong> (Dipartimento Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) ha ribadito l’importanza del ruolo che gli Enti Locali e regionali possono giocare nel favorire il co-sviluppo in un ottica intersettoriale con le politiche di inclusione dei migranti, anche nei paesi di origine. Gli Enti Locali, quindi, non devono essere solo semplici co-finanziatori dei progetti, ma devono definire le linee d’azione insieme ai soggetti della società civile e coordinare le attività spontanee delle Associazioni dei migranti attraverso lo strumento dei Tavoli Paese, che andrebbe ulteriormente potenziato, e favorendo la federazione di diverse associazioni, come mostra il caso della <strong>Rete FARE &#8211; Forum delle Associazioni Albanesi in Emilia Romagna</strong>.</p>
<p>Ad aprire la sessione dedicata alle testimonianze del mondo dell&#8217;associazionismo è stato <strong>Mohamed Rafia Boukhbiza</strong> (Associazione Sopra i Ponti) che ha sottolineato l’importanza che i progetti di co-sviluppo hanno avuto nell’innescare processi di cambiamento sociale nei villaggi marocchini, dove i rapporti di potere con le istituzioni locali sono stati in parte riformulati a favore del potenziamento della società civile.</p>
<p><strong>Andrea Tolomelli</strong> (CEFA Onlus, partner di Sopra i Ponti) ha rimarcato l’importanza del costruire reti con altre associazioni partendo dalle pratiche, cercando in questo modo di riequilibrare meglio il rapporto con soggetti più strutturati e preparati come le ONG.</p>
<p><strong>Ouissal Mejri</strong> (Associazione PONTES Italia) ha presentato assieme ad <strong>Alice Fanti</strong> (CEFA Onlus) l’esperienza dei progetti appena avviati in Tunisia rivolti principalmente ai migranti di ritorno. Se da una parte l’<strong>Associazione PONTES</strong> ha svolto un fondamentale ruolo di mediatrice con il contesto tunisino, specialmente nel delicato periodo post regime, dall’altra il <strong>CEFA</strong> ha aiutato la neonata PONTES a consolidarsi, anche per far fronte al boom di richieste di aiuto da parte dei migranti tunisini giunti in Italia dopo la caduta di Ben Ali.</p>
<p><strong>Matilde Marchesini</strong> (Associazione MANI di Parma) ha descritto la collaborazione instaurata con la <strong>Comunità dei Senegalesi di Parma e Provincia</strong>, la quale ha svolto un’azione fondamentale per la creazione di un partenariato di diversi attori italiani e senegalesi impegnati in azioni di co-sviluppo. La capacità propositiva e relazionale della Comunità Senegalese mostra come<br />
le associazioni di migranti possano essere non solo portatrici di bisogni, ma anche attori del cambiamento politico e sociale. Nel contesto di arrivo, infatti, i migranti hanno conquistato credibilità e spazi di azione anche sulle politiche sull’inclusione, mentre il ruolo centrale delle associazioni femminili nel contesto di origine ha prodotto una messa in discussione dei rapporti di potere interni alla comunità senegalese sia qui che là.</p>
<p>Il compito di trarre le conclusioni è stato assegnato a <strong>Petra Mezzetti</strong>, ricercatrice del <strong>CeSPI</strong>, un centro di ricerca indipendente che ha collaborato a diversi progetti di co-sviluppo in Lombardia. Sulla base dei casi osservati in questi anni, Petra Mezzetti ha rilevato come il principale effetto inatteso dei progetti di co-sviluppo sia stato quello di costituire un’opportunità di accesso alla sfera pubblica e quindi di partecipazione politica sia nel contesto di arrivo che in quello di origine. Naturalmente, questo processo è anche carico di criticità ed ambivalenze: ad esempio, le asimmetrie fra attori diversi, come Associazioni di migranti e ONG, esistono, ma le differenze andrebbero considerate come capacità complementari. Diversi casi hanno mostrato che la collaborazione per la realizzazione di iniziative di co-sviluppo ha portato le prime ad acquisire maggiori competenze organizzative e gestionali, mentre le seconde hanno reso più flessibili le loro modalità d’azione e hanno conquistato una maggiore visibilità prendendo posizione sulle questioni legate all’immigrazione nel contesto di arrivo.</p>
<p>Infine, un pensiero affettuoso va a <strong>Selenia Marabello</strong>, antropologa che avrebbe contribuito utilmente alla discussione con la sua analisi sui punti di forza, sulle criticità e i risultati inattesi del progetto Ghanacoop, ma che purtroppo, per motivi di salute, non ha potuto essere presente.</p>
<p style="text-align: right">Elisa Nobler</p>
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		<title>Incontro sul co-sviluppo&#8230;inviateci le vostre idee!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/incontro-sul-co-sviluppo-inviateci-le-vostre-idee/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 8 febbraio, dalle 15:00 alle 19:00, presso l&#8217;Urban Center (Sala Borsa, Piazza Nettuno 3, Bologna), si parlerà di co-sviluppo. Vista la centralità del tema rispetto all&#8217;impegno del progetto AMITIE, abbiamo deciso di dedicare maggior tempo all&#8217;incontro, al fine di dare più voce ai tanti attori coinvolti nei progetti di co-sviluppo e portare sotto i riflettori l&#8217;esistenza di buone pratiche italiane, riflettendo inoltre sull&#8217;emergere di risultati inattesi. Cerchiamo, quindi, di rispondere insieme alle domande: Le migrazioni possono favorire maggiori e migliori possibilità di sviluppo sia in relazione ai Paesi di accoglienza che a quelli di origine? L&#8217;integrazione nel Paese di arrivo e l&#8217;impegno da parte del Paese di origine si rafforzano vicendevolmente? L&#8217;incontro, inserito all&#8217;interno della campagna di comunicazione AMITIE, è il quarto appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza, organizzati per promuovere un confronto fra operatori e cittadini su tematiche comunemente poco trattate e approfondite dai media mainstream, relative alla migrazione intesa come una risorsa di sviluppo. Vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare attivamente nel definire i programmi stessi degli incontri, quindi i contenuti, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a organizzare insieme gli spazi di comunicazione e interazione. Qui, di seguito, potrete trovare il programma (in via di definizione!) dell&#8217;incontro dell&#8217;8 febbraio e, compilando il form presente sotto, potrete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi proposte, suggestioni, e idee in genere. Moderatore Bruno Riccio Partiamo dai dati, Eugenio Gentile (Ufficio di Piano, Dipartimento di Comunità, Comune di Bologna) Il ruolo delle ONG nel co-sviluppo e gli spunti emersi dalla ricerca svolta nel progetto COMIDIE, Ilaria Cicione (COSPE) Il ruolo dell&#8217;ente locale nei progetti di co-sviluppo e l&#8217;esperienza del Forum Cooperazione 2012, Caterina Sarfatti (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano e relatrice al Forum Cooperazione 2012 del gruppo di Lavoro &#8220;Oltre le rimesse&#8221;) Una rilettura critica dei progetti di co-sviluppo sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna, Rossana Preus (Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) &#160; Coffee break Testimonianze su esperienze e progetti di co-sviluppo, di: Alice Fanti, Responsabile Paese, CEFA onlus Referente dell&#8217;associazione PONTES dei tunisini in Italia (in attesa di conferma) Andrea Tolomelli, Responsabile Paese, CEFA onlus Mohamed Rafia Boukhbiza, Associazione Sopra i Ponti Matilde Marchesini, Associazione MANI Oscar Mbengue, Presidente Comunità senegalese di Parma (in attesa di conferma) &#160; E a seguire: Punti di forza, criticità e risultati inattesi dei progetti di co-sviluppo: il caso di Ghanacoop (Selenia Marabello, antropologa) Co-sviluppo e integrazione: effetti inattesi alla luce di alcuni casi provenienti dalla Lombardia, Petra Mezzetti, Cespi &#160; Dibattito e conclusioni &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>8 febbraio</strong>, <strong>dalle 15:00 alle 19:00</strong>, presso <strong>l&#8217;<a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank">Urban Center</a></strong> (Sala Borsa, Piazza Nettuno 3, Bologna), si parlerà di <strong>co-sviluppo</strong>.</p>
<p>Vista la centralità del tema rispetto all&#8217;impegno del progetto<strong> AMITIE</strong>, abbiamo deciso di dedicare maggior tempo all&#8217;incontro, al fine di dare più voce ai tanti attori coinvolti nei progetti di co-sviluppo e portare sotto i riflettori l&#8217;esistenza di buone pratiche italiane, riflettendo inoltre sull&#8217;emergere di risultati inattesi.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di rispondere insieme alle domande:</p>
<blockquote>
<h4><em><strong>Le migrazioni possono favorire maggiori e migliori possibilità di sviluppo sia in relazione ai Paesi di accoglienza che a quelli di origine? L&#8217;integrazione nel Paese di arrivo e l&#8217;impegno da parte del Paese di origine si rafforzano vicendevolmente?</strong></em></h4>
</blockquote>
<p>L&#8217;incontro, inserito all&#8217;interno della campagna di comunicazione AMITIE, è il <strong>quarto appuntamento</strong> del ciclo <strong>Percorsi di Cittadinanza, </strong>organizzati per promuovere un confronto fra operatori e cittadini su tematiche comunemente poco trattate e approfondite dai media mainstream, relative alla migrazione intesa come una risorsa di sviluppo.</p>
<blockquote><p>Vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare attivamente nel definire i programmi stessi degli incontri, quindi i contenuti, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a organizzare insieme gli spazi di comunicazione e interazione.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/Alison.jpg"><img class="wp-image-2538 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/Alison.jpg" width="614" height="346" /></a></p>
<p>Qui, di seguito, potrete trovare<strong> il programma</strong> (in via di definizione!) <strong>dell&#8217;incontro dell&#8217;8 febbraio</strong> e, compilando il<strong> form</strong> presente sotto, potrete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi proposte, suggestioni, e idee in genere.</p>
<p><strong>Moderatore</strong><strong> Bruno Riccio</strong></p>
<ul>
<li><strong>Partiamo dai dati</strong>, <strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano, Dipartimento di Comunità, Comune di Bologna)</li>
<li><strong>Il ruolo delle ONG nel co-sviluppo e gli spunti emersi dalla ricerca svolta nel progetto COMIDIE,</strong> <strong>Ilaria Cicione</strong> (COSPE)</li>
<li><strong>Il ruolo dell&#8217;ente locale nei progetti di co-sviluppo e l&#8217;esperienza del Forum Cooperazione 2012,</strong> <strong>Caterina Sarfatti</strong> (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano e relatrice al Forum Cooperazione 2012 del gruppo di Lavoro &#8220;Oltre le rimesse&#8221;)</li>
<li><strong>Una rilettura critica dei progetti di co-sviluppo sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna,</strong> <strong>Rossana Preus</strong> (Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Coffee break</em></strong></p>
<p><strong>Testimonianze su esperienze e progetti di co-sviluppo, di:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Alice Fanti</strong>, Responsabile Paese,<strong> CEFA onlus</strong></li>
<li>Referente dell&#8217;<strong>associazione PONTES dei tunisini in Italia</strong> (in attesa di conferma)</li>
<li><strong>Andrea Tolomelli</strong>, Responsabile Paese, CEFA onlus</li>
<li><strong>Mohamed Rafia Boukhbiza</strong>, Associazione Sopra i Ponti</li>
<li><strong>Matilde Marchesini</strong>, Associazione MANI</li>
<li><strong>Oscar Mbengue</strong>, Presidente Comunità senegalese di Parma (in attesa di conferma)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>E a seguire:</p>
<ul>
<li>Punti di forza, criticità e risultati inattesi dei progetti di co-sviluppo: il caso di Ghanacoop (<strong>Selenia Marabello</strong>, antropologa)</li>
<li>Co-sviluppo e integrazione: effetti inattesi alla luce di alcuni casi provenienti dalla Lombardia, <strong>Petra Mezzetti</strong>, Cespi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dibattito e conclusioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Raccontiamo l&#8217;incontro sullo sport e una nuova buona notizia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 14:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 25 gennaio si è svolto, presso l&#8217;Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. La domanda: E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa? ha suscitato grande interesse, tanto che il nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro è stato ampiamente accolto e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento. Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti. Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;interessante novità che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: il 28 gennaio è stato firmato da Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e Anci (Associazione Nazionale Comuni) un protocollo d&#8217;intesa che si propone come strumento volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport. Finalmente, una buona notizia! Per quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), presentando qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. Roberto Farné (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo. E&#8217; stata, poi, la volta di Nico Bortoletto (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi. Carlo Balestri (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei Mondiali Antirazzisti, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione. L&#8217;antropologo Claudio Cadei ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come “fatto sociale totale” in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi. E&#8217; intervenuto, quindi, Davide Gubellini (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile. Il contributo di Giuseppe Scandurra (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta. L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da Hakim Chebakia, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro. Emanuele Franco si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio On the Move, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni? Infine, ha preso la parola Vénuste Niyongabo, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo video e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare qui. A concludere la giornata, le parole di Benedetto Zacchiroli, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo. &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>25 gennaio</strong> si è svolto, presso l&#8217;<strong>Urban Center</strong>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <em><strong>Percorsi di Cittadinanza</strong></em> della campagna AMITIE. La domanda:</p>
<blockquote><p><em>E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa?</em></p></blockquote>
<p>ha suscitato grande interesse, tanto che il <strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/progettare-percorsi-di-cittadinanza-ora-tocca-a-voi/" target="_blank">nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro</a> è stato ampiamente accolto</strong> e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento.</p>
<p>Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg"><img class="wp-image-2707 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg" width="369" height="277" /></a></p>
<p>Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;<strong>interessante novità</strong> che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: <strong>il 28 gennaio è stato firmato da Coni</strong> (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) <strong>e Anci</strong> (Associazione Nazionale Comuni) un <strong><a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it/news/lintegrazione-passa-anche-dallo-sport" target="_blank">protocollo d&#8217;intesa</a> che si propone come strumento</strong> <strong>volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport</strong>.</p>
<p>Finalmente, una buona notizia!</p>
<p>P<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2709" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg" width="272" height="363" /></a>er quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank">presentando</a> qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. <strong></strong></p>
<p><strong>Roberto Farné</strong> (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo.</p>
<p>E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Nico Bortoletto</strong> (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi.</p>
<p><strong>Carlo Balestri</strong> (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei <a href="http://www.mondialiantirazzisti.org/new/" target="_blank"><strong>Mondiali Antirazzisti</strong></a>, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione.</p>
<p>L&#8217;antropologo <strong>Claudio Cadei</strong> ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come <em>“fatto sociale totale”</em> in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi.</p>
<p>E&#8217; intervenuto, quindi, <strong>Davide Gubellini</strong> (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile.</p>
<p>Il contributo di <strong>Giuseppe Scandurra</strong> (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta.</p>
<p>L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da <strong>Hakim Chebakia</strong>, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro.</p>
<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2719" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg" width="302" height="226" /></a>Emanuele Franco</strong> si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio <strong>On the Move</strong>, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni?</p>
<p>Infine, ha preso la parola <strong>Vénuste Niyongabo</strong>, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v70KEHj-hls" target="_blank"><strong>video</strong></a> e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare <a href="http://amitie-community.eu/italia/intervista-a-venuste-niyongabo-lo-sport-come-promotore-di-integrazione/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>A concludere la giornata, le parole di <strong>Benedetto Zacchiroli</strong>, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>‘Percorsi di cittadinanza’… com&#8217;è andata?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-come-andata/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 11:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
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		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato qui, venerdì 14 Dicembre 2012 si è svolto all’Urban Center il secondo incontro tematico del ciclo ‘Percorsi di Cittadinanza’ &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al tema dell’economia. La domanda da cui siamo partiti è stata &#8216;la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?&#8216; In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le tendenze in materia di lavoro immigrato in tempo di crisi. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230; Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto. Ha aperto i lavori Eugenio Gentile [Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011. Poi Andrea Stuppini [funzionario della Regione Emilia-Romagna] ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro. E&#8217; stata, poi, la volta di Anna Lucia Colleo [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il tema dell’imprenditoria straniera, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria. Stefania Piccinelli [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: parliamo di braccia o parliamo di teste? Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub- Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero? Ha concluso il dibattito Leyla Dauki [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone. Infine Naziro, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda. Vi aspettiamo al prossimo incontro… il 24 Gennaio! Non mancate! Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2459" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg" alt="" width="320" height="320" /></a>Come vi avevamo anticipato <a href="http://amitie-community.eu/italia/proseguono-i-percorsi-di-cittadinanza-di-amitie/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>, <strong>venerdì 14 Dicembre 2012</strong> si è svolto all’<strong>Urban Center</strong> il secondo incontro tematico del ciclo <strong>‘Percorsi di Cittadinanza’</strong> &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al <strong>tema dell’economia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La domanda da cui siamo partiti è stata <strong>&#8216;<em>la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?</em>&#8216;</strong></p>
<p style="text-align: justify">In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le <strong>tendenze in materia di lavoro <em>immigrato</em> in tempo di crisi</strong>. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto.</p>
<p style="text-align: justify">Ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-eugenio-gentile-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong> </a>[Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una <strong>presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna</strong>, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify">Poi <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-andrea-stuppini-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Andrea Stuppini</strong></a> [funzionario della Regione Emilia-Romagna] <strong>ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione</strong> (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Anna Lucia Colleo</strong> [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il <strong>tema dell’imprenditoria straniera</strong>, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. <strong>Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Stefania Piccinelli</strong> [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: <em>parliamo di braccia o parliamo di teste?</em> <em>Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub-</em><br />
<em>Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero?</em></p>
<p style="text-align: justify">Ha concluso il dibattito <strong>Leyla Dauki</strong> [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua <strong>esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna</strong> e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone.</p>
<p style="text-align: justify">Infine <strong>Naziro</strong>, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, <strong>ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi</strong>, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, <strong>anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Vi aspettiamo al prossimo incontro… il <strong>24 Gennaio! </strong>Non mancate!</p>
<p style="text-align: right">Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Contribuisci per scrivere insieme nuovi &#8220;Percorsi di cittadinanza&#8221;!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 09:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[urban center]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 14 dicembre, dalle 17.00 alle 19.30 all&#8217;Urban Center, si parlerà di migrazioni, lavoro ed economia, per interrogarci sulle seguenti domande: la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante? Vorremmo riflettere insieme a voi sul perchè l&#8217;immigrazione costituisce una risorsa economica per le nostre città, sulle opportunità e sugli ostacoli che incontra un imprenditore straniero, sul tema dell&#8217;inclusione finanziaria, sul complesso e delicato tema delle rimesse, argomento che sarà ripreso e approfondito nel corso del 4° incontro, sul co-sviluppo. Lo faremo a partire dai dati e dalle esperienze dirette delle persone, con l&#8217;aiuto autorevolissimo di Andrea Stuppini, funzionario della Regione Emilia-Romagna, di Anna Lucia Colleo, ricercatrice di NOMISMA, di Alison Marchiò, Hakim e altri testimoni e ambasciatori di AMITIE. Vi chiediamo non solo di partecipare, ma anche di aiutarci a definire il programma, inviando proposte e suggerimenti che secondo voi possono rendere l&#8217;incontro più interessante!&#8221; A questo proposito vi basterà compilare il form qui sotto per inviarci la vostra proposta e iniziare ad aprire il dibattito, insieme. Qui il programma completo. Vi aspettiamo! &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa!"]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000">Il <a href="http://amitie-community.eu/italia/events/incontri-di-approfondimento-tematico-nellambito-della-campagna-amitie/" target="_blank"><strong>14 dicembre</strong>, <strong>dalle 17.00 alle 19.30</strong> all&#8217;<strong>Urban Center</strong></a>, si parlerà di migrazioni, lavoro ed economia, per interrogarci sulle seguenti domande:<em></em></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000"><em><span style="font-family: Arial,sans-serif">la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?</span></em></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000">Vorremmo<strong> riflettere insieme a voi sul perchè l&#8217;immigrazione costituisce una risorsa economica per le nostre città</strong>, sulle opportunità e sugli ostacoli che incontra un imprenditore straniero, sul tema dell&#8217;inclusione finanziaria, sul complesso e delicato tema delle rimesse, argomento che sarà ripreso e approfondito nel corso del 4° incontro, sul co-sviluppo. </span></p>
<p><span style="color: #000000">Lo faremo a partire dai <strong>dati e</strong> dalle <strong>esperienze dirette delle persone</strong>, con l&#8217;aiuto autorevolissimo di <strong>Andrea Stuppini</strong>, funzionario della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, di <strong>Anna Lucia Colleo</strong>, ricercatrice di <strong>NOMISMA</strong>, di <strong>Alison Marchiò</strong>, Hakim e altri testimoni e ambasciatori di AMITIE.</span></p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/3042775181_850074ab62_z.jpg"><img class="size-medium wp-image-2265 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/3042775181_850074ab62_z-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a><span style="color: #000000">Vi chiediamo <strong>non solo di partecipare, ma anche di aiutarci a definire il programma, inviando proposte e suggerimenti che secondo voi possono rendere l&#8217;incontro più interessante!&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000">A questo proposito vi basterà <strong>compilare il form qui sotto</strong> per inviarci la vostra proposta e iniziare ad aprire il dibattito, insieme.</span></p>
<p><span style="color: #000000"><a href="http://amitie-community.eu/italia/events/incontri-di-approfondimento-tematico-nellambito-della-campagna-amitie/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> il <strong>programma completo</strong>. Vi aspettiamo!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa!"]</p>
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