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	<title>Amitie Community Italia &#187; università di bologna</title>
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		<title>Alla Libreria Coop Zanichelli, a parlare di &#8216;Primavere Arabe&#8217;. Vi aspettiamo!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/alla-libreria-coop-zanichelli-a-parlare-di-primavere-arabe-vi-aspettiamo/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 09:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[conosciamoci]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[CDLEI - Centro Riesco]]></category>
		<category><![CDATA[Centro interculturale Massimo Zonarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Scienze dell'Educazione "G.M. Bertin"]]></category>
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		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 13 dicembre alle 17.00, presso la Libreria Coop Zanichelli [portico dell’Archiginnasio - piazza Galvani] sarà presentato il numero monografico sulle “Primavere Arabe&#8221; della Rivista Educazione Interculturale, Erickson, ottobre 2012. Per acquisire consapevolezza sull&#8217;interdipendenza tra diritti umani e migrazioni, per AMITIE è importante comprendere quello che avviene al di fuori dei nostri contesti, i contesti di origine dei migranti, a partire da chi ha portato la sua storia, e quella del paese che ha lasciato, per capire  le tante ragioni della migrazione e contribuire &#8211; con questo evento &#8211; a dare chiavi di lettura sulla complessa, e in continua evoluzione, situazione medio-orientale anche in un&#8217;ottica interculturale.  Per questo siete tutti invitati a partecipare all&#8216;incontro, che vedrà la partecipazione di Giorgio Dal Fiume (curatore della monografia “Primavere Arabe”) ed esperti, tra cui Sadi Marhaba (Università di Padova) e Lucia Goracci (Giornalista, redazione esteri TG-RAI3), ma anche testimonianze di chi nella rivista ha dato un contributo legato alla sua esperienza personale. L&#8217;evento, presieduto da Antonio Genovese, Co-direttore di Educazione Interculturale, è realizzato dall&#8217;Università di Bologna -  Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione &#8220;G.M. Bertin&#8221;, in collaborazione con Edizioni Erickson, Librerie Coop, CDLEI - Centro Riesco e Centro interculturale Massimo Zonarelli del Comune di Bologna, in partnership con il progetto AMITIE, di cui sarà distribuito il materiale.  Vi aspettiamo, non mancate! di Leyla Dauki &#8211; CD &#62;&#62; LEI &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/EI_3-12sito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2272" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/EI_3-12sito.jpg" alt="" width="130" height="184" /></a><a href="http://www.comune.bologna.it/cdlei/notizie/109:15769/" target="_blank">Giovedì 13 dicembre alle 17</a></strong></span><a href="http://www.comune.bologna.it/cdlei/notizie/109:15769/" target="_blank"><strong>.00</strong></a>, presso la<span style="color: #000000"><strong> Libreria Coop Zanichelli</strong></span> [portico dell’<span style="color: #000000">Archiginnasio - piazza Galvani] sarà presentato il numero monografico sulle </span><span style="color: #000000"><strong>“Primavere Arabe&#8221;</strong> della <strong>Rivista Educazione Interculturale, Erickson, ottobre </strong></span><strong><span style="color: #000000">2012.</span></strong></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000">Per acquisire consapevolezza sull&#8217;interdipendenza tra diritti umani e </span><span style="color: #000000">migrazioni, per AMITIE è importante comprendere quello che avviene al di fuori </span><span style="color: #000000">dei nostri contesti, i contesti di origine dei migranti, a partire da chi ha </span><span style="color: #000000">portato la sua storia, e quella del paese che ha lasciato, per capire  le tante </span><span style="color: #000000">ragioni della migrazione e contribuire &#8211; con questo evento &#8211; a dare chiavi di </span><span style="color: #000000">lettura sulla complessa, e in continua evoluzione, situazione medio-orientale </span><span style="color: #000000">anche in un&#8217;ottica interculturale. </span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000">Per questo siete tutti invitati a partecipare all<strong>&#8216;incontro</strong>, </span><span style="color: #000000">che <strong>vedrà la partecipazione di Giorgio Dal Fiume</strong> (curatore della </span><span style="color: #000000">monografia “Primavere Arabe”) ed esperti, tra cui <strong>Sadi Marhaba</strong> (Università di Padova) </span><span style="color: #000000">e <strong>Lucia Goracci</strong> (Giornalista, redazione esteri TG-RAI3), ma anche </span><strong><span style="color: #000000">testimonianze di chi nella rivista ha dato un contributo legato alla sua </span></strong><span style="color: #000000"><strong>esperienza personale</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #000000"><strong>L&#8217;evento</strong>, presieduto da <strong>Antonio Genovese</strong>, Co-direttore di </span><span style="color: #000000">Educazione Interculturale, <strong>è realizzato dall&#8217;<a href="http://www.scedu.unibo.it/ScienzeEducazione/default.htm" target="_blank">Università di </a></strong></span><span style="color: #000000"><a href="http://www.scedu.unibo.it/ScienzeEducazione/default.htm" target="_blank"><strong>Bologna -  Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione &#8220;G.M. Bertin&#8221;</strong></a>, in collaborazione con <strong>Edizioni</strong></span> <span style="color: #000000"><strong>Erickson, Librerie Coop, <a href="http://www.comune.bologna.it/cdlei" target="_blank">CDLEI </a>- Centro Riesco</strong> e <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro interculturale Massimo Zonarelli</strong></a> del Comune di Bologna, <strong>in partnership con </strong>il progetto<strong> AMITIE, </strong>di cui sarà distribuito il materiale. </span><br />
<span style="color: #000000">Vi aspettiamo, non mancate!</span></p>
<p style="text-align: right"><span style="color: #000000">di Leyla Dauki &#8211; CD &gt;&gt; LEI</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le fasi del progetto AMITIE: il Context Report &#8211; Intervista a Gustavo Gozzi</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/le-fasi-del-progetto-amitie-il-context-report/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/le-fasi-del-progetto-amitie-il-context-report/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 12:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[context report]]></category>
		<category><![CDATA[cosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Gozzi]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguriamo con questo articolo una nuova sessione del blog nella quale vi racconteremo le fasi del progetto AMITIE che hanno preceduto la presentazione ufficiale della Campagna il 20 ottobre 2012 tramite le testimonianze dei vari attori che ne hanno preso parte. Nelle prime fasi del progetto un ruolo fondamentale è stato svolto dall&#8217;Università di Bologna. Abbiamo intervistato il Professor Gustavo Gozzi,  Direttore del Master Diritti Umani e Intervento Umanitario, che ci ha parlato della prima fase del progetto AMITIE: il Context Report. La ricerca è stata svolta in due momenti distinti: In una prima fase è stata sviluppata tutta la parte relativa al concetto di co-sviluppo, di cui sono state analizzate tutte le implicazioni. Il Professor Gozzi ha posto l&#8217;accento sull&#8217;approccio ai temi del co-sviluppo in chiave di diritti umani, intrododucendo e valorizzando il concetto di sviluppo umano: la valorizzazione delle capacità dei soggetti come premessa dello sviluppo economico. Questa parte della ricerca &#8220;ha messo in discussione il concetto di crescita economica, ha evidenziato la necessità dell’integrazione e ha valorizzato l’importanza del multiculturalismo, mostrando i ritardi del dibattito europe e le resistenze dei vari paesi ad accettare queste idee&#8220;. Nella seconda parte l&#8217;analisi è stata diretta verso la comparazione dei vari modelli di integrazione e dei rapporti tra il migrante e il paese d’origine, per capire se questo rapporto era facilitato, era ostacolato o era sostento. Questo ha fatto emergere che alcune realtà sono molto avanzate (Spagna) sui temi del co-sviluppo e altre hanno ancora dei ritardi. Questa fase ha fornito le basi per la realizzazione del Corso di Alta Formazione (trovate qui il Booklet) destinato ai funzionari pubblici dei paesi coinvolti nel progetto.  &#8221;A seguito di queste fasi sono emerse proposte per il Comune di Bologna che non erano previste dal progetto e che state positivamente recepite dalle municipalità&#8221;, che riguardano la necessità di estendere il Corso di Alta Formazione per venire incontro ad una carenza generalizzata nell&#8217;affrontare i temi della migrazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo con questo articolo una nuova sessione del blog nella quale vi racconteremo le <strong>fasi del progetto AMITIE</strong> che hanno preceduto la <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-migrazione-nasce-sempre-dallamore-amitie-si-presenta-a-human-rights-nights-2012/" target="_blank">presentazione ufficiale della Campagna il 20 ottobre 2012</a> tramite le testimonianze dei vari attori che ne hanno preso parte.</p>
<p>Nelle prime fasi del progetto un ruolo fondamentale è stato svolto dall&#8217;Università di Bologna. <strong>Abbiamo intervistato il Professor Gustavo Gozzi,  Direttore del <a href="http://www.masterdirittiumani.it/" target="_blank">Master Diritti Umani e Intervento Umanitario</a>, che ci ha parlato della prima fase del progetto AMITIE: il </strong><em><strong>Context Report</strong>.</em></p>
<p><em></em>La ricerca è stata svolta in due momenti distinti:</p>
<ul>
<li>In una prima fase è stata sviluppata tutta la parte relativa al concetto di co-sviluppo, di cui sono state analizzate tutte le implicazioni. Il Professor Gozzi ha posto l&#8217;accento sull&#8217;approccio ai temi del co-sviluppo in chiave di diritti umani, intrododucendo e valorizzando il concetto di sviluppo umano: la valorizzazione delle capacità dei soggetti come premessa dello sviluppo economico.<strong> Questa parte della ricerca &#8220;<em>ha messo in discussione il concetto di crescita economica, ha evidenziato la necessità dell’integrazione e ha valorizzato l’importanza del multiculturalismo, mostrando i ritardi del dibattito europe e le resistenze dei vari paesi ad accettare queste idee</em>&#8220;</strong>.</li>
<li>Nella seconda parte l&#8217;analisi è stata diretta verso la comparazione dei vari modelli di integrazione e dei rapporti tra il migrante e il paese d’origine, per capire se questo rapporto era facilitato, era ostacolato o era sostento. Questo ha fatto emergere che alcune realtà sono molto avanzate (Spagna) sui temi del co-sviluppo e altre hanno ancora dei ritardi.</li>
</ul>
<p>Questa fase ha fornito le basi per la realizzazione del <strong>Corso di Alta Formazione</strong> (trovate <a href="http://www.comune.bologna.it/amitie/documents.php" target="_blank">qui</a> il Booklet) destinato ai funzionari pubblici dei paesi coinvolti nel progetto.</p>
<p><strong> &#8221;A seguito di queste fasi sono emerse proposte per il Comune di Bologna che non erano previste dal progetto e che state positivamente recepite dalle municipalità&#8221;</strong>, che riguardano la necessità di estendere il Corso di Alta Formazione per venire incontro ad una carenza generalizzata nell&#8217;affrontare i temi della migrazione.</p>
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		<title>Amitie&#8217;s community events: perché farli e perché farlo insieme?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/communityevents/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/communityevents/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 12:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[International Contest]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
		<category><![CDATA[community events]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mandato]]></category>
		<category><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra?]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i community events di Amitie. Come si costruiscono? A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono? La campagna di comunicazione Amitie ha come mission un nuovo modello di comunicazione sociale e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché i protagonisti siano i cittadini stessi. Costruire, in altre parole, modelli di socialità dal basso, bottom up. Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti. Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette? Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema? Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità. È naturale, quindi, che gli Amitie community events affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini. Amitie costruirà gli eventi lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un noi nuovo. Un saggio, guardando da lontano, grida: &#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221; Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama: &#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221; Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma: &#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221; (Narrazione Orientale). ______________________________ Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i <em>community events</em> di <em>Amitie.</em></p>
<p><strong>Come si costruiscono?</strong> <strong>A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono?</strong></p>
<p>La campagna di comunicazione <em><strong>Amitie</strong></em> ha come mission un nuovo modello di <strong>comunicazione sociale</strong> e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché <strong>i protagonisti siano i cittadini</strong> <strong></strong>stessi. <strong>Costruire</strong>, in altre parole, <strong>modelli di socialità dal basso, bottom up</strong>.</p>
<p>Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti.</p>
<p>Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: <strong>quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette?</strong> <strong>Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema?</strong></p>
<p>Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità.</p>
<p>È naturale, quindi, che gli <strong><em>Amitie community events</em></strong> affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini.</p>
<p>Amitie costruirà gli <strong>eventi </strong>lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che <strong>cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.</strong> Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un <strong>noi nuovo.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div style="text-align: justify;text-indent: 3em">
<div style="line-height: 0.7em;text-align: right" align="right">
<p><em><img class="alignleft" style="border: 1px solid black" src="http://milano.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/258030_bambinocinese.png" alt="Amitie-Community.eu/italia" width="225" height="148" />Un saggio, guardando da lontano, grida:</em></p>
<p>&#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221;</p>
<p>Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama:</p>
<p>&#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221;</p>
<p>Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma:</p>
<p>&#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221;</p>
<p>(Narrazione Orientale).<br />
______________________________</p>
</div>
</div>
<p>Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AMITIE e il Master in Diritti Umani, Migrazioni, Sviluppo</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-il-master-in-diritti-umani-migrazioni-sviluppo/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 11:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[facciamo]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Master in Diritti Umani Migrazioni Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo Master in Diritti Umani, Migrazioni, Sviluppo &#8211; che prenderà avvio quest’anno nella Sede di Ravenna dell’Alma Mater &#8211; è il risultato della trasformazione del precedente Master in Diritti Umani e Intervento Umanitario, che si è svolto per più di un decennio nell’Università di Bologna, anche grazie al progetto AMITIE che, nella sua fase di ricerca, ha fatto emergere la necessità di rinnovamento. Da tempo si avvertiva la necessità di mettere in discussione il concetto di “intervento umanitario”, che inizialmente intendeva riferirsi soprattutto alle operazioni di peace keeping. Ma gli interventi militari e le guerre condotte a partire dall’inizio degli anni Novanta hanno invece mostrato come in realtà l’intervento “umanitario” potesse nascondere finalità politiche di tipo egemonico. Così, l’avvio del progetto europeo AMITIE &#8211; promosso dal Comune di Bologna con una pluralità di partner internazionali, associazioni, organizzazioni non governative e l’Ateneo di Bologna - ha rappresentato l&#8217;occasione per ripensare i contenuti e le finalità formative del Master. Il progetto, infatti, intende approfondire e valorizzare il rapporto migrazione-sviluppo, sottolineando il ruolo fondamentale del migrante come cittadino transnazionale che, nella prospettiva dei diritti umani, può essere il protagonista insostituibile dei processi di co-sviluppo per la crescita culturale, sociale, politica, economica del paese diaccoglienza e del suo paese d’origine. Di qui è scaturita la convinzione di ripensare i contenuti e le finalità formative del Master, attribuendogli la nuova denominazione in “Diritti Umani, Migrazioni, Sviluppo” come diretta conseguenza del lavoro comune svolto in AMITIE e con l’intento di formare operatori che abbiano le competenze culturali, giuridiche, economiche, antropologiche, psicologiche necessarie per favorire i processi di integrazione dei migranti e per la realizzazione di progetti di cooperazione orientati ad uno sviluppo umano ed economico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo <a href="http://www.masterdirittiumani.it/" target="_blank"><strong>Master in Diritti Umani, Migrazioni, Sviluppo</strong></a> &#8211; che prenderà avvio quest’anno nella Sede di Ravenna dell’Alma Mater &#8211; è il risultato della trasformazione del precedente <em>Master in Diritti Umani e Intervento Umanitario</em>, che si è svolto per più di un decennio nell’<a href="http://www.unibo.it/Portale/default.htm" target="_blank"><strong>Università di Bologna</strong></a>, anche grazie al progetto AMITIE che, nella sua fase di ricerca, ha fatto emergere la necessità di rinnovamento.</p>
<p>Da tempo si avvertiva la <strong>necessità di mettere in discussione il concetto di “intervento umanitario”</strong>, che inizialmente intendeva riferirsi soprattutto alle operazioni di <em>peace keeping</em>. Ma gli interventi militari e le guerre condotte a partire dall’inizio degli anni Novanta hanno invece mostrato come in realtà<strong> l’intervento “umanitario” potesse nascondere finalità politiche di tipo egemonico</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/574449_10150701997905988_595737840_n.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1966" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/574449_10150701997905988_595737840_n.jpg" alt="" width="576" height="432" /></a></p>
<p>Così, l’avvio del<a href="http://www.comune.bologna.it/amitie/" target="_blank"><strong> progetto europeo</strong> <strong>AMITIE</strong></a> &#8211; promosso dal <a href="http://www.comune.bologna.it/" target="_blank"><strong>Comune di Bologna</strong></a> con una pluralità di <a href="http://amitie-community.eu/italia/amitie-2/" target="_blank"><strong>partner internazionali</strong>, </a><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/amitie-2/" target="_blank">associazioni, organizzazioni non governative e l’Ateneo di Bologna</a> -</strong> ha rappresentato l&#8217;occasione per ripensare i contenuti e le finalità formative del Master.</p>
<blockquote><p>Il progetto, infatti, intende approfondire e valorizzare il rapporto migrazione-sviluppo, sottolineando il ruolo fondamentale del migrante come cittadino transnazionale che, nella prospettiva dei diritti umani, può essere il protagonista insostituibile dei processi di co-sviluppo per la crescita culturale, sociale, politica, economica del paese diaccoglienza e del suo paese d’origine.</p></blockquote>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/CIMG0237.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1967" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/CIMG0237.jpg" alt="" width="576" height="432" /></a></p>
<p>Di qui è scaturita la convinzione di <strong>ripensare i contenuti e le finalità formative del <a href="http://www.masterdirittiumani.it/" target="_blank">Master</a>,</strong> attribuendogli la nuova denominazione in “Diritti Umani, Migrazioni, Sviluppo” come <strong>diretta conseguenza del lavoro comune svolto in AMITIE</strong> e con l’intento di <strong>formare operatori che abbiano le competenze culturali, giuridiche, economiche, antropologiche, psicologiche necessarie per favorire i processi di integrazione dei migranti e per la realizzazione di progetti di cooperazione orientati ad uno sviluppo umano ed economico.</strong></p>
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