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	<title>Amitie Community Italia &#187; percorsi di cittadinanza</title>
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		<title>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione allo Zonarelli&#8230; com&#8217;è andata?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 5 aprile si è svolto, presso il Centro Interculturale M. Zonarelli, il settimo ed ultimo incontro dei Percorsi di Cittadinanza AMITIE. Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio. Dopo i saluti di benvenuto di Fausto Amelii (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa Nazzarena Zorzella, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;ASGI, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia. E&#8217; stata poi la volta di Antonio Mumolo (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare qui le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica. Ha preso quindi la parola Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome della nostra nuova cittadinanza europea. Il Consigliere Comunale Leonardo Barcelò ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali. Micaela Malena (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave. Le associazioni dello Zonarelli hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet. Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini! &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>5 aprile</strong> si è svolto, presso il <strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong>, il <a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">settimo ed ultimo incontro dei </a><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">Percorsi di Cittadinanza AMITIE</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2567" alt="337124_361824290553854_1953959720_o" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg" width="511" height="189" /></a></p>
<p>Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio.</p>
<p>Dopo i saluti di benvenuto di <strong>Fausto Amelii</strong> (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa <strong>Nazzarena Zorzella</strong>, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;<strong>ASGI</strong>, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento<br />
delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana.</p>
<p><strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-eugenio-gentile-diritti-cittadinanza" target="_blank">i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna</a>, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta di <strong>Antonio Mumolo</strong> (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-avvocato-di-strada-diritti-cittadinanza" target="_blank">qui</a> le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica.</p>
<p>Ha preso quindi la parola <strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome<br />
della nostra nuova cittadinanza europea.</p>
<p>Il Consigliere Comunale <strong>Leonardo Barcelò</strong> ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali.</p>
<p><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;<strong>Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale</strong>, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave.</p>
<p>Le <strong>associazioni dello Zonarelli</strong> hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet.</p>
<p>Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Percorsi di cittadinanza: Diritti di Cittadinanza e Immigrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 5 aprile si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico “Percorsi di Cittadinanza”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Dalle 17.00 alle 19.30, al Centro Interculturale M. Zonarelli (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. A seguire, le testimonianze delle Associazioni del Centro Zonarelli sulla tematica in oggetto e, infine, aperitivo e buffet come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani. Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. &#160; Introduzione Fausto Amelii (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna) Modera Nazzarena Zorzella (Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri Antonio Mumolo  (Presidente Avvocato di Strada) – La residenza come nuova forma di cittadinanza Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – Europa 2020: la voce di Cittadini Europei Leonardo Barcelo&#8217; (Consigliere Comunale) – Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale Micaela Malena (UNHCR) &#8211; Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive Testimonianze delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito Conclusioni di Ass.re Amelia Frascaroli &#160; Aperitivo e Buffet &#160; Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l’evento su Facebook. &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160; &#160;   &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 5 aprile</strong> si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico <strong>“Percorsi di Cittadinanza</strong>”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla <strong>migrazione come risorsa di sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class=" wp-image-2978 aligncenter" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="510" height="254" /></a></p>
<p><strong>Dalle 17.00 alle 19.30</strong>, al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong></a> (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema <strong>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. </strong></p>
<p>A seguire, le testimonianze delle Associazioni del <strong>Centro Zonarelli</strong> sulla tematica in oggetto e, infine, <strong>aperitivo e buffet</strong> come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani.</p>
<p>Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Introduzione <strong>Fausto Amelii</strong> (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna)</p>
<p>Modera<b> </b><strong>Nazzarena Zorzella </strong>(Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - <em>La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri</em></p>
<ul>
<li><strong>Antonio Mumolo</strong><b>  </b>(Presidente<b> </b>Avvocato di Strada) – <em>La residenza come nuova forma di cittadinanza</em></li>
<li><strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – <i>Europa 2020: la voce di Cittadini Europei</i> <b></b></li>
<li><strong>Leonardo Barcelo&#8217; </strong>(Consigliere Comunale) – <i>Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale</i></li>
<li><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) &#8211; <i>Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive</i></li>
<li><strong>Testimonianze </strong>delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito</li>
<li>Conclusioni di Ass.re <strong>Amelia Frascaroli</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aperitivo e Buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/556592814381566/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l’evento su <strong>Facebook.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura e Migrazione alla Casa di Khaoula</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/cultura-e-migrazione-alla-casa-di-khaoula/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 16:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca casa di Khaoula]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la Biblioteca Casa di Khaoula, il sesto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità? Dopo i saluti di apertura di Michele Righini, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori Maria Chiara Patuelli (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed Enrica Menarbin (Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei Percorsi di Cittadinanza, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca I consumi culturali dei cittadini stranieri, che potete trovare qui), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio. Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della ricerca, ha preso la parola Wu Ming 2, scrittore e docente del Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale organizzato dall&#8217;associazione Eks &#38; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di scrittura meticcia, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (qui) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del divenire creolo. E&#8217; stata quindi la volta di Gian Luca Farinelli (Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia meticcio. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca. Leyla Dauki, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale “LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura. Infine, Blagovesta Guetova, utente della Biblioteca Casa di Khaoula, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la nostra biblioteca”. Sua figlia è cresciuta con e nella biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.  Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3239" alt="biblioteca" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg" width="233" height="270" /></a>Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, il sesto incontro del ciclo <b>Percorsi di Cittadinanza</b> della campagna <b>AMITIE</b>.</p>
<p>Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande<b><i> La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità?</i></b></p>
<p>Dopo i saluti di apertura di <b>Michele Righini</b>, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori <b>Maria Chiara Patuelli</b> (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed <b>Enrica Menarbin </b>(Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei <i>Percorsi di Cittadinanz</i>a, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca <i>I consumi culturali dei cittadini stranieri</i>, che potete trovare <a href="http://www.lelleri.it/report/Dossier_consumi_culturali.pdf" target="_blank">qui</a>), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio.</p>
<p>Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della <a href="http://www.eksetra.net/ecco-i-racconti-collettivi-e-meticci-2012-e-incontro-il-1403-a-bologna-con-wu-ming-2/" target="_blank">ricerca</a>, ha preso la parola <b>Wu Ming 2</b>, scrittore e docente del <strong>Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale</strong> organizzato dall&#8217;associazione Eks &amp; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di <i>scrittura meticcia</i>, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (<a href="http://www.eksetra.net/laboratorio/laboratorio-2012/racconti/" target="_blank">qui</a>) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del <i>divenire creolo</i>.</p>
<p>E&#8217; stata quindi la volta di <b>Gian Luca Farinelli</b> (Direttore della <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong>) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia <i>meticcio</i>. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca.</p>
<p><b>Leyla Dauki</b>, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale <strong>“LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”</strong>, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura.</p>
<p>Infine, <b>Blagovesta Guetova</b>, utente della <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la <i>nostra</i> biblioteca”. Sua figlia è cresciuta <i>con</i> e <i>nella</i> biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.</p>
<p style="text-align: right"> Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Percorsi di cittadinanza: la migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 15:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 14 marzo, nell&#8217;ambito dei &#8220;Percorsi di cittadinanza&#8221;, riflettiamo insieme ad alcuni autorevoli testimoni sulla migrazione come fonte di sviluppo culturale per la città e su buone pratiche di inclusione sociale e partecipazione attraverso la cultura. L&#8217;evento, di cui trovate il programma in fondo alla pagina, è stato organizzato in collaborazione con la Biblioteca Casa di Khaoula/Istituzione Biblioteche e il Dipartimento Cultura e Scuola del Comune di Bologna. Vi aspettiamo alla Biblioteca Casa di Khaoula, in Via di Corticella 104 a Bologna, dalle 17.00 alle 19.30, per rispondere insieme alle domande: la migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità? L’incontro, inserito nell’ambito della campagna di comunicazione AMITIE, è il sesto appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Vi chiediamo non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire i programmi degli incontri, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 14 marzo e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. Modera Michele Righini – Responsabile Biblioteca Casa di Khaoula Partiamo dai dati: presentazione della ricerca del 2009 I consumi culturali dei cittadini stranieri – Maria Chiara Patuelli (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna), Enrica Menarbin (Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna) Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale dell&#8217;associazione Eks&#38;Tra – Wu Ming 2 e lettura di alcuni racconti prodotti nel laboratorio Il punto di vista della Cineteca sul rapporto tra la programmazione dell&#8217;offerta culturale e la partecipazione &#8211; Gian Luca Farinelli (Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna) Esperienza delle visite guidate ai musei in lingue straniere: progetto Benvenuti a Bologna – Maura Grandi (Istituzione Bologna Musei, Comune di Bologna) Esperienze di insegnamento della lingua italiana nelle biblioteche - Leyla Dauki (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) Testimonianza di una madre che frequenta i corsi di italiano per stranieri Testimonianza di Blagovesta Guetova, utente frequentatrice della Casa di Khaoula &#160; Dibattito e conclusioni &#160; Alle ore 17.30 al piano terra della biblioteca si terrà il laboratorio per bambini/e da 6 a 10 anni Libri scombina-colori a cura di Blu Sole. Per il laboratorio è richiesta la prenotazione al n. 051-6312721. I libri scombina-colori sono libretti speciali, da dipingere con i colori acrilici, decorare con i pastelli ad olio e rilegare al momento. Per giocare con i colori, le forme, i segni e poi divertirsi a scombinare tutto! Vai alla pagina sul sito. Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l&#8217;evento su Facebook! &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedì 14 marzo</strong>, nell&#8217;ambito dei <strong>&#8220;Percorsi di cittadinanza&#8221;</strong>, riflettiamo insieme ad alcuni autorevoli testimoni sulla <strong>migrazione come fonte di sviluppo culturale per la città e su buone pratiche di inclusione sociale e partecipazione attraverso la cultura</strong>. L&#8217;evento, di cui trovate il programma in fondo alla pagina, è stato organizzato in collaborazione con la <strong>Biblioteca Casa di Khaoula/Istituzione Biblioteche</strong> e il <strong>Dipartimento Cultura e Scuola del Comune di Bologna.</strong></p>
<p style="text-align: left">Vi aspettiamo alla <strong>Biblioteca Casa di Khaoula, in Via di Corticella 104 a Bologna, dalle 17.00 alle 19.30</strong>, per rispondere insieme alle domande: <em>la migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità?</em></p>
<p>L’incontro, inserito nell’ambito della campagna di comunicazione AMITIE, è il <strong>sesto appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza</strong>, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo.</p>
<p style="text-align: left">Vi chiediamo non solo di partecipare, ma anche di <strong>collaborare a definire i programmi degli incontri</strong>,<strong> inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione.</strong> Qui di seguito trovate il <strong>programma</strong> dell’incontro del 14 marzo e, compilando il <strong>form sotto</strong>, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2978" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="510" height="254" /></a></p>
<p>Modera <strong>Michele Righini</strong> – Responsabile Biblioteca Casa di Khaoula</p>
<ul>
<li>Partiamo dai dati: presentazione della ricerca del 2009 I consumi culturali dei cittadini stranieri – <strong>Maria Chiara Patuelli</strong> (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna), <strong>Enrica Menarbin</strong> (Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna)</li>
<li>Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale dell&#8217;associazione <strong>Eks&amp;Tra – Wu Ming 2</strong> e lettura di alcuni racconti prodotti nel laboratorio</li>
<li>Il punto di vista della Cineteca sul rapporto tra la programmazione dell&#8217;offerta culturale e la partecipazione &#8211; <strong>Gian Luca Farinelli</strong> (Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna)</li>
<li>Esperienza delle visite guidate ai musei in lingue straniere: progetto Benvenuti a Bologna – <strong>Maura Grandi</strong> (Istituzione Bologna Musei, Comune di Bologna)</li>
<li>Esperienze di insegnamento della lingua italiana nelle biblioteche -<strong> Leyla Dauki</strong> (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE)</li>
<li>Testimonianza di una madre che frequenta i corsi di italiano per stranieri</li>
<li>Testimonianza di <strong>Blagovesta Guetova</strong>, utente frequentatrice della Casa di Khaoula</li>
</ul>
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<p>Dibattito e conclusioni</p>
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<p><strong>Alle ore 17.30</strong> al piano terra della biblioteca si terrà il <strong>laboratorio per bambini/e da 6 a 10 anni Libri scombina-colori</strong> a cura di <strong>Blu Sole</strong>. Per il laboratorio è richiesta la <strong>prenotazione al n. 051-6312721</strong>. I libri scombina-colori sono libretti speciali, da dipingere con i colori acrilici, decorare con i pastelli ad olio e rilegare al momento. Per giocare con i colori, le forme, i segni e poi divertirsi a scombinare tutto! Vai alla <a href="http://www.bibliotechebologna.it/eventi/51431/luogo/51650/date/2013-03-06/date_from/2013-03-06/id/55806" target="_blank">pagina sul sito</a>.<span style="font-family: Default Sans Serif,Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size: small"><span style="font-size: medium"><br />
</span><span style="font-family: Calibri;font-size: small"><br />
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<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/520637571321279/?context=create#" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l&#8217;evento su <strong>Facebook</strong>!</p>
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<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
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		<title>Co-sviluppo e integrazione al 4° incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 10:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 8 febbraio si è tenuto, presso l’Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna Amitie. In quest’occasione abbiamo cercato di rispondere alle domande: Le migrazioni possono favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? L’integrazione nel paese di arrivo e l’impegno per lo sviluppo del paese di origine si rafforzano a vicenda? Il tema del co-sviluppo e della sua relazione con i processi di integrazione e partecipazione alla vita pubblica dei migranti ha fornito un’importante occasione di confronto fra soggetti diversi come Enti Locali, ONG, Associazioni di migranti e ricercatori, impegnati a diversi livelli in progetti di cooperazione che coinvolgono i migranti. Per co-sviluppo, infatti, ci si riferisce comunemente all&#8217;insieme delle politiche e delle pratiche che vedono la partecipazione dei migranti e delle loro comunità nell&#8217;implementazione di iniziative e progetti miranti a promuovere lo sviluppo economico e sociale sia nei loro paesi di origine, sia in quelli di destinazione, contribuendo quindi a sottolineare la fondamentale interdipendenza traterritori nei processi di sviluppo. I lavori sono stati aperti da Bruno Riccio (Professore di Antropologia Culturale presso l&#8217;Università di Bologna) che ha introdotto il tema dell&#8217;incontro e il “nesso fra migrazioni e sviluppo”. Il possibile contributo dei migranti al miglioramento economico e sociale dei propri paesi di origine ha acquisito, negli ultimi quindici anni, una posizione centrale nella cooperazione internazionale. Talvolta esso ha assunto anche i tratti di un discorso dominante nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, in sintonia con una retorica neoliberista che esalta la capacità individuale del “fare da sé” rispetto al ruolo delle istituzioni pubbliche nel promuovere lo sviluppo. Importante ricordare come le esperienze di co-sviluppo possano produrre anche effetti inattesi sia nei contesti di arrivo che in quelli di provenienza dei migranti, e quindi tutti i partecipanti sono stati invitati a riflettere su questo aspetto. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna) ha presentato i dati più recenti sulla presenza di immigrati, che al 31.12.2011 ha raggiunto ben il 14,6% della popolazione del Comune di Bologna. Il territorio provinciale bolognese mostra anche un tessuto associativo molto sviluppato con 110 associazioni di immigrati e 43 associazioni per immigrati, di cui la maggior parte impegnate in attività rivolte alle esigenze dei migranti nel contesto di arrivo, ma alcune di esse si dedicano anche ad attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi di origine. Ilaria Cicione (COSPE), ha raccontato come nell’ambito del progetto CoMiDe &#8211; Intiative for Migration and Development, teso ad incentivare la formulazione di politiche migratorie e per lo sviluppo coerenti a livello nazionale e comunitario, siano stati organizzati vari incontri con Associazioni di migranti e ONG del territorio, finalizzati alla costruzione di una visione comune sul nesso migrazione e sviluppo e alla definizione di azioni congiunte di lobbying, sensibilizzazione, ecc. Da questo percorso è emersa la prioritaria questione del miglioramento delle condizioni di vita dei migranti nel contesto di arrivo, da intendersi anche come precondizione alla realizzazione di progetti di co-sviluppo. L’accento è stato posto anche sulla necessità di ripensare l’idea stessa di sviluppo alla base delle politiche di cooperazione. Caterina Sarfatti (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano) ha sottolineato come, in un contesto come quello milanese in cui la storica amministrazione di centrodestra non è mai stata sensibile ai temi legati all’immigrazione, il Bando per il co-sviluppo, promosso dal Comune di Milano a partire dal 2007, sia stato un fondamentale strumento di rafforzamento della cittadinanza attiva (se non formale, almeno praticata) dei migranti, che ha permesso loro di imparare a rapportarsi con gli Enti Locali e di acquisire vere e proprie competenze politiche. Quest’esperienza è stata condivisa con altri Enti Locali nel Gruppo di Lavoro “Oltre le rimesse” al Forum Cooperazione 2012 che, purtroppo, non ha avuto seguito anche a causa del persistere di separazioni e contrasti fra le politiche sull’immigrazione e le politiche di cooperazione a livello nazionale e locale. La risoluzione di questo contrasto è quindi prioritaria perché se da una parte le politiche di co-sviluppo necessitano di una riforma della legge sulla cittadinanza, dall’altra le politiche per l’inclusione devono inevitabilmente considerare i contesti di origine dei migranti. Rossana Preus (Dipartimento Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) ha ribadito l’importanza del ruolo che gli Enti Locali e regionali possono giocare nel favorire il co-sviluppo in un ottica intersettoriale con le politiche di inclusione dei migranti, anche nei paesi di origine. Gli Enti Locali, quindi, non devono essere solo semplici co-finanziatori dei progetti, ma devono definire le linee d’azione insieme ai soggetti della società civile e coordinare le attività spontanee delle Associazioni dei migranti attraverso lo strumento dei Tavoli Paese, che andrebbe ulteriormente potenziato, e favorendo la federazione di diverse associazioni, come mostra il caso della Rete FARE &#8211; Forum delle Associazioni Albanesi in Emilia Romagna. Ad aprire la sessione dedicata alle testimonianze del mondo dell&#8217;associazionismo è stato Mohamed Rafia Boukhbiza (Associazione Sopra i Ponti) che ha sottolineato l’importanza che i progetti di co-sviluppo hanno avuto nell’innescare processi di cambiamento sociale nei villaggi marocchini, dove i rapporti di potere con le istituzioni locali sono stati in parte riformulati a favore del potenziamento della società civile. Andrea Tolomelli (CEFA Onlus, partner di Sopra i Ponti) ha rimarcato l’importanza del costruire reti con altre associazioni partendo dalle pratiche, cercando in questo modo di riequilibrare meglio il rapporto con soggetti più strutturati e preparati come le ONG. Ouissal Mejri (Associazione PONTES Italia) ha presentato assieme ad Alice Fanti (CEFA Onlus) l’esperienza dei progetti appena avviati in Tunisia rivolti principalmente ai migranti di ritorno. Se da una parte l’Associazione PONTES ha svolto un fondamentale ruolo di mediatrice con il contesto tunisino, specialmente nel delicato periodo post regime, dall’altra il CEFA ha aiutato la neonata PONTES a consolidarsi, anche per far fronte al boom di richieste di aiuto da parte dei migranti tunisini giunti in Italia dopo la caduta di Ben Ali. Matilde Marchesini (Associazione MANI di Parma) ha descritto la collaborazione instaurata con la Comunità dei Senegalesi di Parma e Provincia, la quale ha svolto un’azione fondamentale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>8 febbraio</strong> si è tenuto, presso l’<a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank"><strong>Urban Center</strong></a>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <strong>Percorsi di Cittadinanza</strong> della campagna Amitie. In quest’occasione abbiamo cercato di rispondere alle domande: <em>Le migrazioni possono favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? L’integrazione nel paese di arrivo e l’impegno per lo sviluppo del paese di origine si rafforzano a vicenda?</em></p>
<p>Il tema del co-sviluppo e della sua relazione con i processi di integrazione e partecipazione alla vita pubblica dei migranti ha fornito un’importante occasione di confronto fra soggetti diversi come Enti Locali, ONG, Associazioni di migranti e ricercatori, impegnati a diversi livelli in progetti di cooperazione che coinvolgono i migranti.</p>
<h5>Per co-sviluppo, infatti, ci si riferisce comunemente all&#8217;insieme delle politiche e delle pratiche che vedono la partecipazione dei migranti e delle loro comunità nell&#8217;implementazione di iniziative e progetti miranti a promuovere lo sviluppo economico e sociale sia nei loro paesi di origine, sia in quelli di destinazione, contribuendo quindi a sottolineare la fondamentale interdipendenza traterritori nei processi di sviluppo.</h5>
<p>I lavori sono stati aperti da <strong>Bruno Riccio</strong> (Professore di Antropologia Culturale presso l&#8217;Università di Bologna) che ha introdotto il tema dell&#8217;incontro e il “nesso fra migrazioni e sviluppo”. Il possibile contributo dei migranti al miglioramento economico e sociale dei propri paesi di origine ha acquisito, negli ultimi quindici anni, una posizione centrale nella cooperazione internazionale. Talvolta esso ha assunto anche i tratti di un discorso dominante nelle politiche di cooperazione allo sviluppo, in sintonia con una retorica neoliberista che esalta la capacità individuale del “fare da sé” rispetto al ruolo delle istituzioni pubbliche nel promuovere lo sviluppo. Importante ricordare come le esperienze di co-sviluppo possano produrre anche effetti inattesi sia nei contesti di arrivo che in quelli di provenienza dei migranti, e quindi tutti i partecipanti sono stati invitati a riflettere su questo aspetto.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3025" alt="foto" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto.jpg" width="540" height="540" /></a></p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/08-0213-eugenio-gentile-cosviluppo" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna) ha presentato i <strong>dati più recenti sulla presenza di immigrati, che al 31.12.2011 ha raggiunto ben il 14,6% della popolazione del Comune di Bologna</strong>. Il territorio provinciale bolognese mostra anche un tessuto associativo molto sviluppato con 110 associazioni di immigrati e 43 associazioni per immigrati, di cui la maggior parte impegnate in attività rivolte alle esigenze dei migranti nel contesto di arrivo, ma alcune di esse si dedicano anche ad attività di cooperazione allo sviluppo nei paesi di origine.</p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/08-0213-ilaria-cicione-cosviluppo" target="_blank"><strong>Ilaria Cicione</strong></a> (COSPE), ha raccontato come nell’ambito del <strong>progetto CoMiDe &#8211; Intiative for Migration and Development</strong>, teso ad incentivare la formulazione di politiche migratorie e per lo sviluppo coerenti a livello nazionale e comunitario, siano stati organizzati vari incontri con Associazioni di migranti e ONG del territorio, finalizzati alla costruzione di una visione comune sul nesso migrazione e sviluppo e alla definizione di azioni congiunte di lobbying, sensibilizzazione, ecc. Da questo percorso è emersa la prioritaria questione del miglioramento delle condizioni di vita dei migranti nel contesto di arrivo, da intendersi anche come precondizione alla realizzazione di progetti di co-sviluppo. L’accento è stato posto anche sulla necessità di ripensare l’idea stessa di sviluppo alla base delle politiche di cooperazione.</p>
<p><strong>Caterina Sarfatti</strong> (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano) ha sottolineato come, in un contesto come quello milanese in cui la storica amministrazione di centrodestra non è mai stata sensibile ai temi legati all’immigrazione, il <strong>Bando per il co-sviluppo</strong>, promosso dal Comune di Milano a partire dal 2007, sia stato un fondamentale strumento di rafforzamento della cittadinanza attiva (se non formale, almeno praticata) dei migranti, che ha permesso loro di imparare a rapportarsi con gli Enti Locali e di acquisire vere e proprie competenze politiche.</p>
<p>Quest’esperienza è stata condivisa con altri Enti Locali nel Gruppo di Lavoro <strong>“Oltre le rimesse”</strong> al <strong>Forum Cooperazione 2012</strong> che, purtroppo, non ha avuto seguito anche a causa del persistere di separazioni e contrasti fra le politiche sull’immigrazione e le politiche di cooperazione a livello nazionale e locale. La risoluzione di questo contrasto è quindi prioritaria perché se da una parte le politiche di co-sviluppo necessitano di una riforma della legge sulla cittadinanza, dall’altra le politiche per l’inclusione devono inevitabilmente considerare i contesti di origine dei migranti.</p>
<p><strong>Rossana Preus</strong> (Dipartimento Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) ha ribadito l’importanza del ruolo che gli Enti Locali e regionali possono giocare nel favorire il co-sviluppo in un ottica intersettoriale con le politiche di inclusione dei migranti, anche nei paesi di origine. Gli Enti Locali, quindi, non devono essere solo semplici co-finanziatori dei progetti, ma devono definire le linee d’azione insieme ai soggetti della società civile e coordinare le attività spontanee delle Associazioni dei migranti attraverso lo strumento dei Tavoli Paese, che andrebbe ulteriormente potenziato, e favorendo la federazione di diverse associazioni, come mostra il caso della <strong>Rete FARE &#8211; Forum delle Associazioni Albanesi in Emilia Romagna</strong>.</p>
<p>Ad aprire la sessione dedicata alle testimonianze del mondo dell&#8217;associazionismo è stato <strong>Mohamed Rafia Boukhbiza</strong> (Associazione Sopra i Ponti) che ha sottolineato l’importanza che i progetti di co-sviluppo hanno avuto nell’innescare processi di cambiamento sociale nei villaggi marocchini, dove i rapporti di potere con le istituzioni locali sono stati in parte riformulati a favore del potenziamento della società civile.</p>
<p><strong>Andrea Tolomelli</strong> (CEFA Onlus, partner di Sopra i Ponti) ha rimarcato l’importanza del costruire reti con altre associazioni partendo dalle pratiche, cercando in questo modo di riequilibrare meglio il rapporto con soggetti più strutturati e preparati come le ONG.</p>
<p><strong>Ouissal Mejri</strong> (Associazione PONTES Italia) ha presentato assieme ad <strong>Alice Fanti</strong> (CEFA Onlus) l’esperienza dei progetti appena avviati in Tunisia rivolti principalmente ai migranti di ritorno. Se da una parte l’<strong>Associazione PONTES</strong> ha svolto un fondamentale ruolo di mediatrice con il contesto tunisino, specialmente nel delicato periodo post regime, dall’altra il <strong>CEFA</strong> ha aiutato la neonata PONTES a consolidarsi, anche per far fronte al boom di richieste di aiuto da parte dei migranti tunisini giunti in Italia dopo la caduta di Ben Ali.</p>
<p><strong>Matilde Marchesini</strong> (Associazione MANI di Parma) ha descritto la collaborazione instaurata con la <strong>Comunità dei Senegalesi di Parma e Provincia</strong>, la quale ha svolto un’azione fondamentale per la creazione di un partenariato di diversi attori italiani e senegalesi impegnati in azioni di co-sviluppo. La capacità propositiva e relazionale della Comunità Senegalese mostra come<br />
le associazioni di migranti possano essere non solo portatrici di bisogni, ma anche attori del cambiamento politico e sociale. Nel contesto di arrivo, infatti, i migranti hanno conquistato credibilità e spazi di azione anche sulle politiche sull’inclusione, mentre il ruolo centrale delle associazioni femminili nel contesto di origine ha prodotto una messa in discussione dei rapporti di potere interni alla comunità senegalese sia qui che là.</p>
<p>Il compito di trarre le conclusioni è stato assegnato a <strong>Petra Mezzetti</strong>, ricercatrice del <strong>CeSPI</strong>, un centro di ricerca indipendente che ha collaborato a diversi progetti di co-sviluppo in Lombardia. Sulla base dei casi osservati in questi anni, Petra Mezzetti ha rilevato come il principale effetto inatteso dei progetti di co-sviluppo sia stato quello di costituire un’opportunità di accesso alla sfera pubblica e quindi di partecipazione politica sia nel contesto di arrivo che in quello di origine. Naturalmente, questo processo è anche carico di criticità ed ambivalenze: ad esempio, le asimmetrie fra attori diversi, come Associazioni di migranti e ONG, esistono, ma le differenze andrebbero considerate come capacità complementari. Diversi casi hanno mostrato che la collaborazione per la realizzazione di iniziative di co-sviluppo ha portato le prime ad acquisire maggiori competenze organizzative e gestionali, mentre le seconde hanno reso più flessibili le loro modalità d’azione e hanno conquistato una maggiore visibilità prendendo posizione sulle questioni legate all’immigrazione nel contesto di arrivo.</p>
<p>Infine, un pensiero affettuoso va a <strong>Selenia Marabello</strong>, antropologa che avrebbe contribuito utilmente alla discussione con la sua analisi sui punti di forza, sulle criticità e i risultati inattesi del progetto Ghanacoop, ma che purtroppo, per motivi di salute, non ha potuto essere presente.</p>
<p style="text-align: right">Elisa Nobler</p>
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		<title>Percorsi di Cittadinanza &#8211; Dialogo Inter-religioso oggi pomeriggio all&#8217;Urban Center!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-dialogo-inter-religioso-oggi-pomeriggio-allurban-center/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-dialogo-inter-religioso-oggi-pomeriggio-allurban-center/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 13:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[urban center bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio, dalle 17:00 alle 19:00, all&#8217;Urban Center, parleremo di Dialogo Inter-religioso. In che modo di dialogo inter-religioso, la valorizzazione e il rispetto delle differenze religiose, possono promuovere l&#8217;inclusione sociale e la partecipazione? Nell&#8217;ambito dei &#8220;Percorsi di cittadinanza&#8221; del progetto AMITIE, cofinanziato dall&#8217;Unione Europea, riflettiamo insieme ad alcuni autorevoli testimoni su esperienze di inclusione sociale e partecipazione attraverso il dialogo inter-religioso. L&#8217;evento è stato organizzato in collaborazione con l&#8216;Istituzione per l&#8217;Inclusione Sociale e Comunitaria del Comune di Bologna. Di seguito, potrete trovare il programma: Moderatore Berardino Cocchianella Introduzione, Giancarla Codrignani (giornalista) Partiamo dai dati, dati sulle religioni presenti a Bologna, sui luoghi di culto e sulle associazioni religiose, Eugenio Gentile (Ufficio di Piano, Dipartimento Benessere di Comunità, Comune di Bologna) Beyond Islam&#8217;s doors (Oltre le porte dell&#8217;Islam), teaser anteprima del documentario a cura del regista e produttore Fabrizio Fantini Ladamasognatrice audio-video in HD e Fausto Amelii (responsabile del Centro Interculturale Zonarelli di Bologna) Dalla comunità alla minoranza: una ricerca sull&#8217;Islam nelle città italiane, Bartolomeo Conti (ricercatore presso l&#8217;École des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi) Testimonianze di:  Rav Alberto Sermoneta (Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna) , Don Giovanni Nicolini (Parroco di S.Antonio alla Dozza),  Padre Dyonisios Papavassiliou (Archimandrita della Chiesa Greco-Ortodossa di Bologna),  Richard Ampofo Kofi (membro della Chiesa Evangelica Metodista di Bologna),  Yassine Lafram (membro dell&#8217;associazione Giovani Musulmani d&#8217;Italia Bologna) , Sunil Deepak (medico indiano e membro dell&#8217;Ong AIFO) e  May Bulletti (membro del Direttivo dell&#8217;Ass, per gli studi bahá’í «Alessandro Bausani») Il volontariato di matrice religiosa nell&#8217;ambito dell&#8217;immigrazione: l’esperienza della chiesa metodista di Bologna, Guido Armellini (Chiesa metodista) &#160; Dibattito Conclusioni di Amelia Frascaroli (Assessore Servizi Sociali, Volontariato, Associazionismo e Partecipazione) Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l&#8217;evento su Facebook. Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio, <strong>dalle 17:00 alle 19:00, all&#8217;<a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank">Urban Center</a></strong>, parleremo di <strong>Dialogo Inter-religioso</strong>.</p>
<p><strong>In che modo di dialogo inter-religioso, la valorizzazione e il rispetto delle differenze religiose, possono promuovere l&#8217;inclusione sociale e la partecipazione?</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2978" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="595" height="297" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito dei &#8220;<strong>Percorsi di cittadinanza&#8221; del progetto AMITIE</strong>, cofinanziato dall&#8217;Unione Europea, riflettiamo insieme ad alcuni autorevoli testimoni su esperienze di inclusione sociale e partecipazione attraverso il dialogo inter-religioso.</p>
<p>L&#8217;evento è stato organizzato in collaborazione con l<strong>&#8216;<a href="http://www.comune.bologna.it/comune/organigramma/17:1083/5037/" target="_blank">Istituzione per l&#8217;Inclusione Sociale e Comunitaria del Comune di Bologna</a></strong><a href="http://www.comune.bologna.it/comune/organigramma/17:1083/5037/" target="_blank">.</a></p>
<p>Di seguito, potrete trovare il programma:<br />
Moderatore <strong>Berardino Cocchianella</strong></p>
<ul>
<li>Introduzione, <strong>Giancarla Codrignani</strong> (giornalista)</li>
<li>Partiamo dai dati, dati sulle religioni presenti a Bologna, sui luoghi di culto e sulle associazioni religiose, <strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano, Dipartimento Benessere di Comunità, Comune di Bologna)</li>
<li>Beyond Islam&#8217;s doors (Oltre le porte dell&#8217;Islam), teaser anteprima del documentario a cura del regista e produttore <strong>Fabrizio Fantini</strong></li>
<li>Ladamasognatrice audio-video in HD e <strong>Fausto Amelii</strong> (responsabile del Centro Interculturale Zonarelli di Bologna)</li>
<li>Dalla comunità alla minoranza: una ricerca sull&#8217;Islam nelle città italiane, <strong>Bartolomeo Conti</strong> (ricercatore presso l&#8217;École des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi)</li>
<li>Testimonianze di:  <strong>Rav Alberto Sermoneta</strong> (Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna) , <strong>Don Giovanni Nicolini</strong> (Parroco di S.Antonio alla Dozza),  <strong>Padre Dyonisios Papavassiliou</strong> (Archimandrita della Chiesa Greco-Ortodossa di Bologna),  <strong>Richard Ampofo Kofi</strong> (membro della Chiesa Evangelica Metodista di Bologna), <strong> Yassine Lafram</strong> (membro dell&#8217;associazione Giovani Musulmani d&#8217;Italia Bologna) , <strong>Sunil Deepak</strong> (medico indiano e membro dell&#8217;Ong AIFO) e  <strong>May Bulletti</strong> (membro del Direttivo dell&#8217;Ass, per gli studi bahá’í «Alessandro Bausani»)</li>
<li>Il volontariato di matrice religiosa nell&#8217;ambito dell&#8217;immigrazione: l’esperienza della chiesa metodista di Bologna, <strong>Guido Armellini</strong> (Chiesa metodista)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dibattito</p>
<p>Conclusioni di <strong>Amelia Frascaroli</strong> (Assessore Servizi Sociali, Volontariato, Associazionismo e Partecipazione)</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/424195024322669/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l&#8217;evento su <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Incontro sul co-sviluppo&#8230;inviateci le vostre idee!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/incontro-sul-co-sviluppo-inviateci-le-vostre-idee/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[coprogettazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 8 febbraio, dalle 15:00 alle 19:00, presso l&#8217;Urban Center (Sala Borsa, Piazza Nettuno 3, Bologna), si parlerà di co-sviluppo. Vista la centralità del tema rispetto all&#8217;impegno del progetto AMITIE, abbiamo deciso di dedicare maggior tempo all&#8217;incontro, al fine di dare più voce ai tanti attori coinvolti nei progetti di co-sviluppo e portare sotto i riflettori l&#8217;esistenza di buone pratiche italiane, riflettendo inoltre sull&#8217;emergere di risultati inattesi. Cerchiamo, quindi, di rispondere insieme alle domande: Le migrazioni possono favorire maggiori e migliori possibilità di sviluppo sia in relazione ai Paesi di accoglienza che a quelli di origine? L&#8217;integrazione nel Paese di arrivo e l&#8217;impegno da parte del Paese di origine si rafforzano vicendevolmente? L&#8217;incontro, inserito all&#8217;interno della campagna di comunicazione AMITIE, è il quarto appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza, organizzati per promuovere un confronto fra operatori e cittadini su tematiche comunemente poco trattate e approfondite dai media mainstream, relative alla migrazione intesa come una risorsa di sviluppo. Vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare attivamente nel definire i programmi stessi degli incontri, quindi i contenuti, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a organizzare insieme gli spazi di comunicazione e interazione. Qui, di seguito, potrete trovare il programma (in via di definizione!) dell&#8217;incontro dell&#8217;8 febbraio e, compilando il form presente sotto, potrete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi proposte, suggestioni, e idee in genere. Moderatore Bruno Riccio Partiamo dai dati, Eugenio Gentile (Ufficio di Piano, Dipartimento di Comunità, Comune di Bologna) Il ruolo delle ONG nel co-sviluppo e gli spunti emersi dalla ricerca svolta nel progetto COMIDIE, Ilaria Cicione (COSPE) Il ruolo dell&#8217;ente locale nei progetti di co-sviluppo e l&#8217;esperienza del Forum Cooperazione 2012, Caterina Sarfatti (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano e relatrice al Forum Cooperazione 2012 del gruppo di Lavoro &#8220;Oltre le rimesse&#8221;) Una rilettura critica dei progetti di co-sviluppo sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna, Rossana Preus (Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna) &#160; Coffee break Testimonianze su esperienze e progetti di co-sviluppo, di: Alice Fanti, Responsabile Paese, CEFA onlus Referente dell&#8217;associazione PONTES dei tunisini in Italia (in attesa di conferma) Andrea Tolomelli, Responsabile Paese, CEFA onlus Mohamed Rafia Boukhbiza, Associazione Sopra i Ponti Matilde Marchesini, Associazione MANI Oscar Mbengue, Presidente Comunità senegalese di Parma (in attesa di conferma) &#160; E a seguire: Punti di forza, criticità e risultati inattesi dei progetti di co-sviluppo: il caso di Ghanacoop (Selenia Marabello, antropologa) Co-sviluppo e integrazione: effetti inattesi alla luce di alcuni casi provenienti dalla Lombardia, Petra Mezzetti, Cespi &#160; Dibattito e conclusioni &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>8 febbraio</strong>, <strong>dalle 15:00 alle 19:00</strong>, presso <strong>l&#8217;<a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank">Urban Center</a></strong> (Sala Borsa, Piazza Nettuno 3, Bologna), si parlerà di <strong>co-sviluppo</strong>.</p>
<p>Vista la centralità del tema rispetto all&#8217;impegno del progetto<strong> AMITIE</strong>, abbiamo deciso di dedicare maggior tempo all&#8217;incontro, al fine di dare più voce ai tanti attori coinvolti nei progetti di co-sviluppo e portare sotto i riflettori l&#8217;esistenza di buone pratiche italiane, riflettendo inoltre sull&#8217;emergere di risultati inattesi.</p>
<p>Cerchiamo, quindi, di rispondere insieme alle domande:</p>
<blockquote>
<h4><em><strong>Le migrazioni possono favorire maggiori e migliori possibilità di sviluppo sia in relazione ai Paesi di accoglienza che a quelli di origine? L&#8217;integrazione nel Paese di arrivo e l&#8217;impegno da parte del Paese di origine si rafforzano vicendevolmente?</strong></em></h4>
</blockquote>
<p>L&#8217;incontro, inserito all&#8217;interno della campagna di comunicazione AMITIE, è il <strong>quarto appuntamento</strong> del ciclo <strong>Percorsi di Cittadinanza, </strong>organizzati per promuovere un confronto fra operatori e cittadini su tematiche comunemente poco trattate e approfondite dai media mainstream, relative alla migrazione intesa come una risorsa di sviluppo.</p>
<blockquote><p>Vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare attivamente nel definire i programmi stessi degli incontri, quindi i contenuti, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a organizzare insieme gli spazi di comunicazione e interazione.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/Alison.jpg"><img class="wp-image-2538 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/10/Alison.jpg" width="614" height="346" /></a></p>
<p>Qui, di seguito, potrete trovare<strong> il programma</strong> (in via di definizione!) <strong>dell&#8217;incontro dell&#8217;8 febbraio</strong> e, compilando il<strong> form</strong> presente sotto, potrete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi proposte, suggestioni, e idee in genere.</p>
<p><strong>Moderatore</strong><strong> Bruno Riccio</strong></p>
<ul>
<li><strong>Partiamo dai dati</strong>, <strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano, Dipartimento di Comunità, Comune di Bologna)</li>
<li><strong>Il ruolo delle ONG nel co-sviluppo e gli spunti emersi dalla ricerca svolta nel progetto COMIDIE,</strong> <strong>Ilaria Cicione</strong> (COSPE)</li>
<li><strong>Il ruolo dell&#8217;ente locale nei progetti di co-sviluppo e l&#8217;esperienza del Forum Cooperazione 2012,</strong> <strong>Caterina Sarfatti</strong> (Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Milano e relatrice al Forum Cooperazione 2012 del gruppo di Lavoro &#8220;Oltre le rimesse&#8221;)</li>
<li><strong>Una rilettura critica dei progetti di co-sviluppo sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna,</strong> <strong>Rossana Preus</strong> (Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Coffee break</em></strong></p>
<p><strong>Testimonianze su esperienze e progetti di co-sviluppo, di:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Alice Fanti</strong>, Responsabile Paese,<strong> CEFA onlus</strong></li>
<li>Referente dell&#8217;<strong>associazione PONTES dei tunisini in Italia</strong> (in attesa di conferma)</li>
<li><strong>Andrea Tolomelli</strong>, Responsabile Paese, CEFA onlus</li>
<li><strong>Mohamed Rafia Boukhbiza</strong>, Associazione Sopra i Ponti</li>
<li><strong>Matilde Marchesini</strong>, Associazione MANI</li>
<li><strong>Oscar Mbengue</strong>, Presidente Comunità senegalese di Parma (in attesa di conferma)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>E a seguire:</p>
<ul>
<li>Punti di forza, criticità e risultati inattesi dei progetti di co-sviluppo: il caso di Ghanacoop (<strong>Selenia Marabello</strong>, antropologa)</li>
<li>Co-sviluppo e integrazione: effetti inattesi alla luce di alcuni casi provenienti dalla Lombardia, <strong>Petra Mezzetti</strong>, Cespi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dibattito e conclusioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Raccontiamo l&#8217;incontro sullo sport e una nuova buona notizia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 14:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 25 gennaio si è svolto, presso l&#8217;Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. La domanda: E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa? ha suscitato grande interesse, tanto che il nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro è stato ampiamente accolto e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento. Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti. Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;interessante novità che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: il 28 gennaio è stato firmato da Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e Anci (Associazione Nazionale Comuni) un protocollo d&#8217;intesa che si propone come strumento volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport. Finalmente, una buona notizia! Per quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), presentando qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. Roberto Farné (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo. E&#8217; stata, poi, la volta di Nico Bortoletto (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi. Carlo Balestri (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei Mondiali Antirazzisti, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione. L&#8217;antropologo Claudio Cadei ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come “fatto sociale totale” in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi. E&#8217; intervenuto, quindi, Davide Gubellini (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile. Il contributo di Giuseppe Scandurra (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta. L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da Hakim Chebakia, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro. Emanuele Franco si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio On the Move, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni? Infine, ha preso la parola Vénuste Niyongabo, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo video e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare qui. A concludere la giornata, le parole di Benedetto Zacchiroli, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo. &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>25 gennaio</strong> si è svolto, presso l&#8217;<strong>Urban Center</strong>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <em><strong>Percorsi di Cittadinanza</strong></em> della campagna AMITIE. La domanda:</p>
<blockquote><p><em>E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa?</em></p></blockquote>
<p>ha suscitato grande interesse, tanto che il <strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/progettare-percorsi-di-cittadinanza-ora-tocca-a-voi/" target="_blank">nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro</a> è stato ampiamente accolto</strong> e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento.</p>
<p>Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg"><img class="wp-image-2707 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg" width="369" height="277" /></a></p>
<p>Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;<strong>interessante novità</strong> che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: <strong>il 28 gennaio è stato firmato da Coni</strong> (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) <strong>e Anci</strong> (Associazione Nazionale Comuni) un <strong><a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it/news/lintegrazione-passa-anche-dallo-sport" target="_blank">protocollo d&#8217;intesa</a> che si propone come strumento</strong> <strong>volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport</strong>.</p>
<p>Finalmente, una buona notizia!</p>
<p>P<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2709" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg" width="272" height="363" /></a>er quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank">presentando</a> qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. <strong></strong></p>
<p><strong>Roberto Farné</strong> (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo.</p>
<p>E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Nico Bortoletto</strong> (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi.</p>
<p><strong>Carlo Balestri</strong> (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei <a href="http://www.mondialiantirazzisti.org/new/" target="_blank"><strong>Mondiali Antirazzisti</strong></a>, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione.</p>
<p>L&#8217;antropologo <strong>Claudio Cadei</strong> ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come <em>“fatto sociale totale”</em> in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi.</p>
<p>E&#8217; intervenuto, quindi, <strong>Davide Gubellini</strong> (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile.</p>
<p>Il contributo di <strong>Giuseppe Scandurra</strong> (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta.</p>
<p>L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da <strong>Hakim Chebakia</strong>, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro.</p>
<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2719" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg" width="302" height="226" /></a>Emanuele Franco</strong> si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio <strong>On the Move</strong>, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni?</p>
<p>Infine, ha preso la parola <strong>Vénuste Niyongabo</strong>, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v70KEHj-hls" target="_blank"><strong>video</strong></a> e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare <a href="http://amitie-community.eu/italia/intervista-a-venuste-niyongabo-lo-sport-come-promotore-di-integrazione/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>A concludere la giornata, le parole di <strong>Benedetto Zacchiroli</strong>, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Progettare &#8216;percorsi di cittadinanza&#8217;&#8230; ora tocca a voi!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 14:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 gennaio, dalle 17.00 alle 19.30 all&#8217;Urban Center, si parlerà di Sport e Integrazione. A partire dall&#8217;analisi dei dati, dall&#8217;ascolto delle esperienze dirette delle persone e dalle riflessioni di professori universitari, ricercatori e di altre autorevoli figure attive nel mondo dello sport, cercheremo di confrontarci insieme a voi per tentare di rispondere alla seguente domanda: E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa? L&#8217;incontro, inserito nell&#8217;ambito della campagna di comunicazione AMITIE, è il terzo appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Vi chiediamo non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire i programmi degli incontri, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell&#8217;incontro del 25 gennaio e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. &#160; &#160; &#160; &#160; Modera Benedetto Zacchiroli – Consigliere Comunale Eugenio Gentile – Ufficio di Piano del Comune di Bologna – Partiamo dai dati Roberto Farnè – Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita – Sport e formazione alla cittadinanza Nico Bortoletto – Università di Teramo &#8211; La cornice normativa dello sport come elemento di possibile integrazione Carlo Balestri – Referente UISP e Mondiali Antirazzisti &#8211; Lo sport per l&#8217;integrazione e la multiculturalità Claudio Cadei – Antropologo &#8211; Una riflessione antropologica su esempi di pratiche sportive a Bologna, legate al fenomeno migratorio. Luoghi e memorie dello sport Giuseppe Scandurra – Università di Ferrara &#8211; Il ring e la strada. Percorsi di Cittadinanza. Davide Gubellini &#8211; Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana – Il cricket come modello di integrazione Il pugile Hakim Chebakia, testimone AMITIE, racconta la sua storia Emanuele Franco – Laboratorio On the Move Testimonianza del campione olimpico Vénuste Niyongabo – La costruzione di una pace sostenibile attraverso lo sport. Insieme. &#160; Dibattito e conclusioni &#160; Giulia Giovagnoli &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>25 gennaio</strong>, <strong>dalle 17.00 alle 19.30 all&#8217;Urban Center</strong>, si parlerà di <strong>Sport e Integrazione</strong>.</p>
<p>A partire dall&#8217;analisi dei dati, dall&#8217;ascolto delle esperienze dirette delle persone e dalle riflessioni di professori universitari, ricercatori e di altre autorevoli figure attive nel mondo dello sport, cercheremo di <strong>confrontarci insieme a voi</strong> per tentare di rispondere alla seguente domanda:</p>
<blockquote>
<h3>E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa?</h3>
</blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/9a5cb5f0903011e18cf91231380fd29b_72.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2601" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/9a5cb5f0903011e18cf91231380fd29b_72.jpg" alt="" width="353" height="353" /></a>L&#8217;incontro, inserito nell&#8217;ambito della campagna di comunicazione AMITIE, è il <strong>terzo appuntamento del ciclo Percorsi di Cittadinanza</strong>, organizzati <strong>per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo.</strong></p>
<p>Vi chiediamo <strong>non solo</strong> di <strong>partecipare</strong>, <strong>ma anche</strong> di <strong>collaborare a definire i programmi degli incontri</strong>, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a <strong>costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione</strong>.</p>
<p>Qui di seguito trovate il <strong>programma</strong> dell&#8217;incontro del 25 gennaio e, compilando il <strong>form</strong> sotto, potete <strong>aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</strong></p>
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<p>Modera <strong>Benedetto Zacchiroli</strong> – Consigliere Comunale</p>
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<li><strong>Eugenio Gentile</strong> – Ufficio di Piano del Comune di Bologna – Partiamo dai dati</li>
<li><strong>Roberto Farnè</strong> – Università di Bologna, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita – Sport e formazione alla cittadinanza</li>
<li><strong>Nico Bortoletto</strong> – Università di Teramo &#8211; La cornice normativa dello sport come elemento di possibile integrazione</li>
<li><strong>Carlo Balestri</strong> – Referente UISP e Mondiali Antirazzisti &#8211; Lo sport per l&#8217;integrazione e la multiculturalità</li>
<li><strong>Claudio Cadei</strong> – Antropologo &#8211; Una riflessione antropologica su esempi di pratiche sportive a Bologna, legate al fenomeno migratorio. Luoghi e memorie dello sport</li>
<li><strong>Giuseppe Scandurra</strong> – Università di Ferrara &#8211; Il ring e la strada. Percorsi di Cittadinanza.</li>
<li><strong>Davide Gubellini</strong> &#8211; Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana – Il cricket come modello di integrazione</li>
<li><strong>Il pugile Hakim Chebakia</strong>, testimone AMITIE, racconta la sua storia</li>
<li><strong>Emanuele Franco</strong> – Laboratorio On the Move</li>
<li><strong>Testimonianza del campione olimpico Vénuste Niyongabo</strong> – La costruzione di una pace sostenibile attraverso lo sport. Insieme.</li>
</ul>
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<p>Dibattito e conclusioni</p>
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<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
<h3></h3>
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<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
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		<title>‘Percorsi di cittadinanza’… com&#8217;è andata?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 11:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato qui, venerdì 14 Dicembre 2012 si è svolto all’Urban Center il secondo incontro tematico del ciclo ‘Percorsi di Cittadinanza’ &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al tema dell’economia. La domanda da cui siamo partiti è stata &#8216;la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?&#8216; In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le tendenze in materia di lavoro immigrato in tempo di crisi. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230; Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto. Ha aperto i lavori Eugenio Gentile [Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011. Poi Andrea Stuppini [funzionario della Regione Emilia-Romagna] ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro. E&#8217; stata, poi, la volta di Anna Lucia Colleo [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il tema dell’imprenditoria straniera, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria. Stefania Piccinelli [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: parliamo di braccia o parliamo di teste? Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub- Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero? Ha concluso il dibattito Leyla Dauki [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone. Infine Naziro, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda. Vi aspettiamo al prossimo incontro… il 24 Gennaio! Non mancate! Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2459" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg" alt="" width="320" height="320" /></a>Come vi avevamo anticipato <a href="http://amitie-community.eu/italia/proseguono-i-percorsi-di-cittadinanza-di-amitie/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>, <strong>venerdì 14 Dicembre 2012</strong> si è svolto all’<strong>Urban Center</strong> il secondo incontro tematico del ciclo <strong>‘Percorsi di Cittadinanza’</strong> &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al <strong>tema dell’economia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La domanda da cui siamo partiti è stata <strong>&#8216;<em>la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?</em>&#8216;</strong></p>
<p style="text-align: justify">In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le <strong>tendenze in materia di lavoro <em>immigrato</em> in tempo di crisi</strong>. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto.</p>
<p style="text-align: justify">Ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-eugenio-gentile-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong> </a>[Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una <strong>presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna</strong>, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify">Poi <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-andrea-stuppini-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Andrea Stuppini</strong></a> [funzionario della Regione Emilia-Romagna] <strong>ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione</strong> (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Anna Lucia Colleo</strong> [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il <strong>tema dell’imprenditoria straniera</strong>, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. <strong>Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Stefania Piccinelli</strong> [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: <em>parliamo di braccia o parliamo di teste?</em> <em>Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub-</em><br />
<em>Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero?</em></p>
<p style="text-align: justify">Ha concluso il dibattito <strong>Leyla Dauki</strong> [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua <strong>esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna</strong> e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone.</p>
<p style="text-align: justify">Infine <strong>Naziro</strong>, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, <strong>ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi</strong>, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, <strong>anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Vi aspettiamo al prossimo incontro… il <strong>24 Gennaio! </strong>Non mancate!</p>
<p style="text-align: right">Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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