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	<title>Amitie Community Italia &#187; human rights nights</title>
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		<title>Amitie &#8211; Human Rights Nights</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 09:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[human rights nights]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna nella collocazione primaverile il Festival internazionale sul tema dei diritti umani, dal 18 al 21 aprile &#8211; presso il Cinema Lumiere di Bologna, via Azzo Gardino 65. Il nesso tra sviluppo e migrazione è al centro di questa tredicesima edizione dedicata ad AMITIE, progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna che ha messo in rete varie realtà multiculturali. Questa edizione prevede incontri, workshop, mostre e musica che integrano il ricco programma di visioni, con molte anteprime e alcuni grandi film a tema della storia del cinema. L&#8217;ingresso a tutte le proiezioni ed eventi del festival è gratuito, per maggiori informazioni consulta il programma. &#160; AMITIE è un progetto di educazione allo sviluppo che attraverso attività di ricerca, formazione, comunicazione, partecipazione intende creare spazi di comunicazione, incontro e scambio sulle tematiche di migrazione, sviluppo e diritti umani. Iniziato nel 2011 in Spagna, Romania, Lettonia, Italia e Brasile, è co-finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna. Gli obiettivi di AMITIE sono la diffusione di una maggiore consapevolezza, nella società europea e negli enti locali, sulla migrazione come risorsa di sviluppo e sull’interrelazione tra migrazioni, sviluppo e diritti umani, facilitando così nuove partnership e forme di partecipazione. Nel corso di questi due anni sono state realizzate numerose attività sulle tematiche AMITIE, tra le quali una ricerca sui contesti locali nei paesi partner, focus group con i nuovi cittadini, formazione agli operatori, workshop nelle scuole, una campagna di comunicazione e infine questo festival, come ultimo evento per condividere i risultati di progetto con i cittadini di Bologna, insieme ai partner internazionali. Migrazione, sviluppo, diritti. Queste le parole chiave. Anzi, le idee. Libere di muoversi, come le persone che di quelle idee sono portatrici. AMITIE diventa quindi un insieme: l’insieme di queste persone, di queste idee, raccolte e veicolate da una campagna di comunicazione per promuovere una nuova idea di cittadinanza, una campagna che vuole ampliarsi con nuove idee, raggiungere nuove persone. Human Rights Nights è da oltre dieci anni il luogo privilegiato dove queste idee nascono e trovano ascolto, si sviluppano e migrano, per tornare ai nostri assunti d’inizio, come dimostra la fittissima rete internazionale dei festival dedicati ai diritti umani, lo Human Rights Film Network di cui il nostro festival è membro fondatore dal 2004. Una rete senza confini, quindi, che trova però a Bologna il suo centro, grazie alla sensibilità, alla capacità di precorrere i tempi di realtà come il Comune di Bologna, la Cineteca di Bologna, vera e propria levatrice di Human Rights Nights, o dell’Università di Bologna, da sempre a sostegno dell’iniziativa. Era quindi naturale l’incontro tra AMITIE e Human Rights Nights, che torna quest’anno nella sua tradizionale collocazione primaverile, e fa così confluire in sé la conclusione del progetto AMITIE, costruendo attorno alle sue idee portanti un cartellone che vede un intenso programma filmico puntellato da una serie di iniziative trasversali ai diversi linguaggi artistici – dalla musica all’arte figurativa – e più ampiamente culturali, come le tradizioni culinarie, sportive e di moda dei diversi mondi che partecipano a questa edizione 2013. Senegal, Etiopia, Lettonia, Spagna, Macedonia, Nigeria, Stati Uniti, Francia, Olanda, Brasile, Romania, Angola, Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda. E Italia. Questo l’orizzonte sconfinato di un ideale gemellaggio tra popoli e nazioni: che per conoscersi hanno bisogno di costruire un linguaggio comune, di comunicare tra loro. Un orizzonte che guarda senza pregiudizi e vincoli a una società plurale, in cui la migrazione sia vissuta come risorsa, obiettivo raggiungibile se e solo se la tutela dei diritti fondamentali della donna e dell’uomo è estesa a ogni donna e a ogni uomo, senza pregiudizi e senza vincoli. È questo lo spirito che anima il programma cinematografico di Human Rights Nights, capace di presentare importanti produzioni in anteprima (come sono quest’anno A Better Life di Chriz Weitz o A Restless City di Andrew Dosumnu) o di mostrare, in occasioni uniche per il pubblico, film che difficilmente troveranno spazio nella poco coraggiosa circuitazione delle sale cinematografiche: un mosaico che non si ferma ai titoli di punta e compone un panorama del cinema d’impegno civile. Ma quest’anno il programma porterà con sé una novità: uno sguardo retrospettivo sul cinema che negli anni passati ha segnato momenti fondamentali per la nostra riflessione: dal maestro tra i maestri, maschera d’irresistibile comicità e profondità, Charles Chaplin e il suo The Immigrant del 1917 al cantore dei Balcani Emir Kusturiça con l’episodio Uros (Blue Gipsy), all’Orso d’Oro a Berlino nel 1982, La barca è piena di Markus Imhoof, senza dimenticare la nostra storia recente e i processi di migrazione interna narrati da Pietro Germi nel Cammino della speranza del 1950. Un altro futuro è invece quello rappresentato dai registi migranti, al quale si rivolge il Premio Gianandrea Mutti – Archivio delle Memorie Migranti, nato in seno al festival grazie alla volontà dell’Associazione Amici di Giana, Officina Cinema Sud-Est, Cineteca di Bologna e Archivio delle Memorie Migranti, protagonista anche quest’anno grazie a una vetrina che ci permetterà di vedere in anteprima il trailer del nuovo film di Dagmawi Yimer, Va’ Pensiero, attualmente in produzione, proprio grazie all’assegnazione del Premio nel 2011. “Diritto umano” è binomio che mette in gioco il valore stesso della nostra esistenza: del nostro esistere in relazione agli altri e alla comunità. Human Rights Nights ha scelto questo binomio come stella polare attorno alla quale far ruotare negli anni tutte le declinazioni del suo pensare e del suo agire: il tutto anche attraverso il mezzo cinematografico, di fiction o documentaristico, comunque fortissimo, se si pensa alla portata dirompente di un’immagine che può squarciare più d’ogni parola l’indifferenza delle coscienze. Sonorità contemporanee e tradizioni antiche – come quelle della kora, del balafon o del djembe della Guinea, rappresentate al festival da Les Amis de l’Afrique – incrociano realtà della nostra città come la nuova generazione hip hop di On The Move e B-Boys, mentre i giovani del Quartiere Pilastro incontreranno gli artisti brasiliani del Gruppo “Pe’ no Chão”, simbolo della lotta per la sopravvivenza quotidiana nelle favelas di Recife, e gli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/copertina2.jpg"><img class="size-full wp-image-3358 alignleft" alt="copertina2" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/copertina2.jpg" width="222" height="166" /></a>Torna nella collocazione primaverile il <a href="http://www.humanrightsnights.org/home/" target="_blank"><strong>Festival internazionale sul tema dei diritti umani</strong></a>, <strong>dal 18 al 21 aprile</strong> &#8211; presso il Cinema Lumiere di Bologna, via Azzo Gardino 65.</p>
<p>Il nesso tra sviluppo e migrazione è al centro di questa <strong>tredicesima edizione dedicata ad AMITIE</strong>, progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna che ha messo in rete varie realtà multiculturali. Questa edizione prevede <strong>incontri, workshop, mostre e musica che integrano il ricco programma di visioni, con molte anteprime e alcuni grandi film a tema della storia del cinema. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;ingresso a tutte le proiezioni ed eventi del festival è gratuito</strong>, per maggiori informazioni consulta il <strong><a href="http://www.humanrightsnights.org/festival/programma/" target="_blank">programma</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/hakim.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3254" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/hakim.jpg" width="689" height="344" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AMITIE è un progetto di educazione allo sviluppo</strong> che attraverso attività di ricerca, formazione, comunicazione, partecipazione intende creare spazi di comunicazione, incontro e scambio sulle tematiche di migrazione, sviluppo e diritti umani. Iniziato nel 2011 in Spagna, Romania, Lettonia, Italia e Brasile, è co-finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna.</p>
<p>Gli <strong>obiettivi di AMITIE sono la diffusione di una maggiore consapevolezza</strong>, nella società europea e negli enti locali, sulla migrazione come risorsa di sviluppo e sull’interrelazione tra migrazioni, sviluppo e diritti umani, facilitando così nuove partnership e forme di partecipazione. Nel corso di questi due anni sono state realizzate numerose attività sulle tematiche AMITIE, tra le quali una ricerca sui contesti locali nei paesi partner, focus group con i nuovi cittadini, formazione agli operatori, workshop nelle scuole, una campagna di comunicazione e infine questo festival, come ultimo evento per condividere i risultati di progetto con i cittadini di Bologna, insieme ai partner internazionali.</p>
<p><strong>Migrazione, sviluppo, diritti</strong>. Queste le parole chiave. Anzi, le idee. Libere di muoversi, come le persone che di quelle idee sono portatrici. AMITIE diventa quindi un insieme: l’insieme di queste persone, di queste idee, raccolte e veicolate da una campagna di comunicazione per promuovere una nuova idea di cittadinanza, una campagna che vuole ampliarsi con nuove idee, raggiungere nuove persone. Human Rights Nights è da oltre dieci anni il luogo privilegiato dove queste idee nascono e trovano ascolto, si sviluppano e migrano, per tornare ai nostri assunti d’inizio, come dimostra la fittissima rete internazionale dei festival dedicati ai diritti umani, lo Human Rights Film Network di cui il nostro festival è membro fondatore dal 2004.</p>
<p><strong>Una rete senza confini</strong>, quindi, che trova però a Bologna il suo centro, grazie alla sensibilità, alla capacità di precorrere i tempi di realtà come il Comune di Bologna, la Cineteca di Bologna, vera e propria levatrice di Human Rights Nights, o dell’Università di Bologna, da sempre a sostegno dell’iniziativa. Era quindi naturale l’incontro tra AMITIE e Human Rights Nights, che torna quest’anno nella sua tradizionale collocazione primaverile, e fa così confluire in sé la conclusione del progetto AMITIE, costruendo attorno alle sue idee portanti un cartellone che vede un intenso programma filmico puntellato da una serie di iniziative trasversali ai diversi linguaggi artistici – dalla musica all’arte figurativa – e più ampiamente culturali, come le tradizioni culinarie, sportive e di moda dei diversi mondi che partecipano a questa edizione 2013.</p>
<p><strong>Senegal, Etiopia, Lettonia, Spagna, Macedonia, Nigeria, Stati Uniti, Francia, Olanda, Brasile, Romania, Angola, Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda. E Italia.</strong> Questo l’orizzonte sconfinato di un ideale gemellaggio tra popoli e nazioni: che per conoscersi hanno bisogno di costruire un linguaggio comune, di comunicare tra loro. Un orizzonte che guarda senza pregiudizi e vincoli a una società plurale, in cui la migrazione sia vissuta come risorsa, obiettivo raggiungibile se e solo se la tutela dei diritti fondamentali della donna e dell’uomo è estesa a ogni donna e a ogni uomo, senza pregiudizi e senza vincoli.</p>
<p>È questo lo spirito che anima il <strong>programma cinematografico di Human Rights Nights</strong>, capace di presentare importanti produzioni in anteprima (come sono quest’anno A Better Life di Chriz Weitz o A Restless City di Andrew Dosumnu) o di mostrare, in occasioni uniche per il pubblico, film che difficilmente troveranno spazio nella poco coraggiosa circuitazione delle sale cinematografiche: un mosaico che non si ferma ai titoli di punta e compone un panorama del cinema d’impegno civile. Ma quest’anno il programma porterà con sé una novità: uno sguardo retrospettivo sul cinema che negli anni passati ha segnato momenti fondamentali per la nostra riflessione: dal maestro tra i maestri, maschera d’irresistibile comicità e profondità, Charles Chaplin e il suo The Immigrant del 1917 al cantore dei Balcani Emir Kusturiça con l’episodio Uros (Blue Gipsy), all’Orso d’Oro a Berlino nel 1982, La barca è piena di Markus Imhoof, senza dimenticare la nostra storia recente e i processi di migrazione interna narrati da Pietro Germi nel Cammino della speranza del 1950.</p>
<p>Un altro futuro è invece quello rappresentato dai registi migranti, al quale si rivolge il <strong>Premio Gianandrea Mutti – Archivio</strong><br />
<strong> delle Memorie Migranti</strong>, nato in seno al festival grazie alla volontà dell’Associazione Amici di Giana, Officina Cinema Sud-Est, Cineteca di Bologna e Archivio delle Memorie Migranti, protagonista anche quest’anno grazie a una vetrina che ci permetterà di vedere in anteprima il trailer del nuovo film di Dagmawi Yimer, Va’ Pensiero, attualmente in produzione, proprio grazie all’assegnazione del Premio nel 2011.</p>
<p>“Diritto umano” è binomio che mette in gioco il valore stesso della nostra esistenza: del nostro esistere in relazione agli altri e alla comunità. Human Rights Nights ha scelto questo binomio come stella polare attorno alla quale far ruotare negli anni tutte le declinazioni del suo pensare e del suo agire: il tutto anche attraverso il mezzo cinematografico, di fiction o documentaristico, comunque fortissimo, se si pensa alla portata dirompente di un’immagine che può squarciare più d’ogni parola l’indifferenza delle coscienze. Sonorità contemporanee e tradizioni antiche – come quelle della kora, del balafon o del djembe della Guinea, rappresentate al festival da Les Amis de l’Afrique – incrociano realtà della nostra città come la nuova generazione hip hop<br />
di On The Move e B-Boys, mentre i giovani del Quartiere Pilastro incontreranno gli artisti brasiliani del Gruppo “Pe’ no<br />
Chão”, simbolo della lotta per la sopravvivenza quotidiana nelle favelas di Recife, e gli artisti romeni di Parada, associazione<br />
che nasce con il clown franco-algerino Miloud.</p>
<p><strong>Incontri, workshop e tavole rotonde approfondiranno le tematiche di AMITIE coinvolgendo agenzie di comunicazione, ONG, rappresentanti istituzionali e direttori di festival.</strong> Le migliori campagne di comunicazione sociale saranno presentate per un confronto su come può una buona idea creare consapevolezza e ispirare cambiamento, analizzando quali processi di coinvolgimento e forme di advocacy siano più efficaci nel promuovere la costruzione di reti e partecipazione di comunità.</p>
<p><strong>Attivismo</strong> è il tema della tavola rotonda che vede impegnati direttori di festival, attivisti e studiosi dei diritti umani per condividere la loro esperienza per un’analisi critica sulle nuove potenzialità dei festival. Le sfide del co-sviluppo sono infine affrontate attraverso approfondimenti teorici e buone pratiche in diversi contesti. La comunicazione sociale e la creatività plurale sono infine riconosciute con il premio AMITIE Award assegnato ai migliori progetti artistici e di comunicazione presentati al concorso.</p>
<p><strong>Human Rights Nights AMITIE è realizzato da:</strong></p>
<p>Giulia Grassilli (Direttore Artistico)<br />
Alice Marzocchi (Direttore Organizzativo)<br />
Isabella Malaguti (Programmazione Cinema)<br />
Davide Sorlini (Direttore Tecnico)<br />
Abdoulaye Gaye (Curatore Musica)<br />
Beatrice Spallaccia (Assistente alla Direzione)<br />
Stefano Andreucci (Web Publisher)<br />
Giuseppe Mandato (Webmaster)<br />
Sara Anastasi (Segreteria Organizzativa)<br />
Caterina Mazzilli (Traduzioni)<br />
Mbaye Gaye, Mamadou Diop<br />
(Trainee/ Festival exchange HRNs-AfricanBamba)<br />
Mirca Ognisanti (Coordinatore progetto AMITIE)<br />
Lucia Fresa (Project Manager AMITIE)<br />
Leyla Dauki (Supporto al coordinamento AMITIE)<br />
Raffaella Gentile (Financial Officer AMITIE)<br />
Giulia Giovagnoli (Supporto al project manager AMITIE)<br />
Gustavo Gozzi (Coordinamento scientifico AMITIE)<br />
Bernardo Venturi (Supporto scientifico AMITIE)<br />
Stefania Piccinelli, Maria Chiara Lesi (Disseminazione AMITIE)<br />
Letizia Melchiorre (Blog AMITIE)</p>
<p><strong>Ringraziamenti:</strong> Comune di Bologna, Università degli Studi di Bologna, testimonial AMITIE, volontari, amici, staff di HRNs e di Cineteca di Bologna, i partner del progetto AMITIE, gli ospiti, i registi, professionisti, artisti, musicisti, scrittori, studiosi, studenti e tutti coloro che hanno partecipato e nutrito il festival. Fondazione Alta Mane Italia, Associazione QB Quanto Basta, Lollo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Amitie racconta con gli occhi di Marcos Moreno</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
				<category><![CDATA[International Contest]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mandato]]></category>
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		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il foto racconto di Marcos Moreno (AMITIE) Spesso sul blog di AMITIE vi parliamo di pluralità, storie di vita che solo apparentemente ci sono estranee. Parliamo di come le città affrontano le questioni relative alla migrazione. Questa volta vogliamo farlo in una maniera diversa, senza parole. Convinti che le migliori storie si raccontino da sé e comunichino anche senza parole, appunto, vogliamo presentarvi oggi questa bellissima galleria fotografica realizzata da Marcos Moreno, un fotografo spagnolo specializzato nel foto racconto. Marcos Moreno è un fotoreport di 37 anni, collabora con moltissime agenzie (AFP &#8211; Agence France-Press, ecc.). Nel 2009 ha vinto il National Journalism Awards con Sorriso di un Naufragio. Ne ha parlato anche www.repubblica.it e questa serie di scatti sta, letteralmente, facendo il giro del mondo. Il titolo, Hastìo y Esperanza, parla da sé. Vi consigliamo vivamente di guardarla con attenzione, ecco il link http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/  e, qualora aveste altre storie o racconti da suggerirci, vi preghiamo di farlo utilizzando i nostri canali Facebook e Twitter (aggiungendo l&#8217;hashtag #stories) o via mail. &#160; Nessuno è colpevole, siamo tutti colpevoli. Così si conclude questa serie di scatti&#8230; &#160; This is my story. Or Ours?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il foto racconto di Marcos Moreno (AMITIE)</h2>
<p>Spesso sul blog di AMITIE vi parliamo di pluralità, storie di vita che solo apparentemente ci sono estranee. Parliamo di come le città affrontano le questioni relative alla migrazione. Questa volta vogliamo farlo in una maniera diversa, senza parole.</p>
<p>Convinti che le migliori storie si raccontino da sé e comunichino anche senza parole, appunto, vogliamo presentarvi oggi questa bellissima galleria fotografica realizzata da <strong>Marcos Moreno</strong>, un fotografo spagnolo specializzato nel foto racconto.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 0px 10px" src="http://www.marcosmoreno.com/wp-content/uploads/2011/06/marcos81.jpg" alt="Marcos Moreno, Fotoreporter" width="194" height="164" />Marcos Moreno è un <em>fotoreport</em> di 37 anni, collabora con moltissime agenzie (AFP &#8211; Agence France-Press, ecc.). Nel <strong>2009</strong> ha vinto il National Journalism Awards con <strong>Sorriso di un Naufragio.</strong></p>
<h1 id="firstHeading"></h1>
<p>Ne ha parlato anche <strong><a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it" target="_blank">www.repubblica.it</a> </strong>e questa serie di scatti sta, letteralmente, facendo il giro del mondo. Il titolo, <em><strong>Hastìo y Esperanza</strong></em>, parla da sé. Vi consigliamo vivamente di guardarla con attenzione, ecco il link <a title="Sito Web Ufficiale di Marcos Moreno" href="http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/" target="_blank">http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/  </a>e, qualora aveste altre <strong>storie o racconti da suggerirci</strong>, vi preghiamo di farlo utilizzando i nostri canali <a href="https://www.facebook.com/AMITIEproject?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> e <a href="https://twitter.com/AMITIEproject" target="_blank"><strong>Twitter</strong></a> (aggiungendo l&#8217;<span style="text-decoration: underline">hashtag</span> <strong>#stories</strong>) o <strong>via <a href="mailto:campaign@amitie-project.eu" target="_blank">mail</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right">Nessuno è colpevole, siamo tutti colpevoli.</p>
<p style="text-align: right">Così si conclude questa serie di scatti&#8230;</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center">This is my story. Or Ours?</h3>
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		<title>Migrazione e co-sviluppo&#8230; un sogno che si realizza</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 09:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Abdoulaye Gaye]]></category>
		<category><![CDATA[africanbamba]]></category>
		<category><![CDATA[cineteca di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[co-sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[giulia grassilli]]></category>
		<category><![CDATA[human rights nights]]></category>
		<category><![CDATA[life in the city]]></category>
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		<category><![CDATA[reda zine]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra? &#8211; la versione italiana del film realizzato da Reda Zine nell&#8217;ambito del progetto AMITIE, sarà presentato all&#8217;Ambasciata Italiana a Dakar in Senegal, insieme al film Life in the City di Abdoulaye Gaye, vincitore nel 2008 della prima edizione del premio promosso da Officina Cinema Sud-Est e Cineteca di Bologna dedicato ai cinesti migranti. La presentazione è ospitata nel programma della settimana della cultura italiana a Dakar, e anticipa l&#8217;apertura di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, dedicato ai diritti umani, che inaugurerà il 5 Dicembre al Centre Culturelle Jacques Thiaroye con il film La Pirogue di Moussa Tourè. L&#8217;ambasciata italiana dedica la serata di apertura degli eventi della settimana delle cultura italiana ai nuovi cittadini (e questa è una prima bella notizia), abbracciando sia le nuove manifestazioni di cinema italiano rappresentate dalle produzioni di cineasti stranieri residenti in Italia, sia aprendo la nozione di cosa significhi essere e vivere in Italia oggi, che viene qui discussa attraverso le parole dei testimoni della campagna AMITIE di Bologna. La presentazione del film Life in the City, che racconta delle difficoltà di giovani Senegalesi senza documenti a Bologna, anche attraverso le parole di senza casa e clandestini, in un ambito prestigioso quale quello dell&#8217;ambasciata italiana, è in sè un riconoscimento della necessità di dare una voce a chi ha i propri diritti negati. Abdoulaye Gaye, esso stesso in un periodo della sua vita irregolare e senza documenti ha voluto esprimere attraverso questo film come si sopravvive comunque, anche se la vita è difficile, attaccandosi ai propri sogni, e attraverso la musica, gli amici, lo sport e i Giardini Margherita. La seconda bella notizia&#8230; a volte i sogni si realizzano, come per il festival AfricanBamba a Thiaroye. Il sogno di Abdoulaye di far nascere, anche in Senegal, un festival come quello in cui ha lavorato in Italia, sul tema dei diritti umani, curando la parte musica e gli eventi di sport di Human Rights Nights Film Festival. Ma realizzare un festival così a Thiaroye è veramente una cosa diversa, con un impatto significativo sulla comunità anche in termini di emancipazione e sviluppo. Quindi,un vero e proprio progetto di co-sviluppo dove il capitale sociale e culturale che si è riusciti a mobilizzare durante il percorso migratorio viene canalizzato anche nel paese di origine, per creare opportunità. Il tema scelto da Abdoulaye, direttore e fondatore di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, è appunto quello della migrazione, per rappresentare la verità sulla migrazione, perchè tutti sappiano che cosa significa il viaggio, quali sono le conseguenze, sia nel bene che nel male. Altro tema focus del festival di quest&#8217;anno è l&#8217;ambiente &#8211; per ricordare che l&#8217;inondazione che regolarmente ogni anno travolge la vita di Thiaroye, Pikine e altre parti del Senegal, e il fatto che nell&#8217;oceano non ci siano più così tanti pesci come prima non è normale, è fonte del cambiamento climatico e di scelte capitalistiche del sistema pesca, che ancora di più rendono difficile la vita dei giovani, che quindi hanno poi come unico sogno quello di partire. AfricanBamba Human Rights Film &#38; Arts Festival inaugura il 5 dicembre a Thiaroye quest&#8217;anno la sua prima edizione, in partnership con Human Rights Nights e Movies that Matters, e in collaborazione con Puma.Creative, la Cooperazione Italiana e l&#8217;Ambasciata del Brasile a Dakar.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/AFRICANBAMBA.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2152" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/AFRICANBAMBA-300x225.png" alt="Thiaroye, dove si terrà AfricanBamba" /></a> Questa è la mia storia. O la nostra?</strong> &#8211; la versione italiana del film realizzato da Reda Zine nell&#8217;ambito del progetto AMITIE, sarà presentato all&#8217;Ambasciata Italiana a Dakar in Senegal, insieme al film <strong>Life in the City di Abdoulaye Gaye</strong>, vincitore nel 2008 della prima edizione del premio promosso da<a href="http://www.officinacinemasudest.org/Benvenuto.html" target="_blank"> Officina Cinema Sud-Est</a> e <a href="http://www.cinetecadibologna.it/" target="_blank">Cineteca di Bologna</a> dedicato ai cinesti migranti. La presentazione è ospitata nel programma della settimana della cultura italiana a Dakar, e anticipa l&#8217;apertura di <a href="http://africanbamba.webs.com/" target="_blank">AfricanBamba Thiaroye Film Festival</a>, dedicato ai diritti umani, che inaugurerà il 5 Dicembre al Centre Culturelle Jacques Thiaroye con il film La Pirogue di Moussa Tourè.</p>
<p><strong>L&#8217;ambasciata italiana dedica la serata di apertura degli eventi della settimana delle cultura italiana ai nuovi cittadini</strong> (e questa è una prima bella notizia), abbracciando sia le nuove manifestazioni di cinema italiano rappresentate dalle produzioni di cineasti stranieri residenti in Italia, sia aprendo la nozione di cosa significhi essere e vivere in Italia oggi, che viene qui discussa attraverso le parole dei testimoni della campagna AMITIE di Bologna.</p>
<p>La presentazione del film <strong>Life in the City</strong>, che racconta delle difficoltà di giovani Senegalesi senza documenti a Bologna, anche attraverso le parole di senza casa e clandestini, in un ambito prestigioso quale quello dell&#8217;ambasciata italiana, è in sè un riconoscimento della <strong>necessità di dare una voce a chi ha i propri diritti negati</strong>. <strong>Abdoulaye Gaye</strong>, esso stesso in un periodo della sua vita irregolare e senza documenti ha voluto esprimere attraverso questo film come si sopravvive comunque, anche se la vita è difficile, attaccandosi ai propri sogni, e attraverso la musica, gli amici, lo sport e i Giardini Margherita.</p>
<p>La seconda bella notizia&#8230; a volte i sogni si realizzano, come per il festival <strong>AfricanBamba a Thiaroye</strong>. Il sogno di Abdoulaye di far nascere, anche in Senegal, un festival come quello in cui ha lavorato in Italia, sul tema dei diritti umani, curando la parte musica e gli eventi di sport di <a href="http://www.humanrightsnights.org/" target="_blank">Human Rights Nights Film Festival</a>. Ma realizzare un festival così a Thiaroye è veramente una cosa diversa, con un impatto significativo sulla comunità anche in termini di emancipazione e sviluppo.</p>
<blockquote><p>Quindi,<strong>un vero e proprio progetto di co-sviluppo dove il capitale sociale e culturale che si è riusciti a mobilizzare durante il percorso migratorio viene canalizzato anche nel paese di origine, per creare opportunità</strong>.</p></blockquote>
<p>Il tema scelto da Abdoulaye, direttore e fondatore di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, è appunto quello della migrazione, per rappresentare la verità sulla migrazione, perchè tutti sappiano che cosa significa il viaggio, quali sono le conseguenze, sia nel bene che nel male.</p>
<p>Altro tema focus del festival di quest&#8217;anno è l&#8217;<strong>ambiente</strong> &#8211; per ricordare che l&#8217;inondazione che regolarmente ogni anno travolge la vita di Thiaroye, Pikine e altre parti del Senegal, e il fatto che nell&#8217;oceano non ci siano più così tanti pesci come prima non è normale, è fonte del cambiamento climatico e di scelte capitalistiche del sistema pesca, che ancora di più rendono difficile la vita dei giovani, che quindi hanno poi come unico sogno quello di partire.</p>
<p><strong>AfricanBamba Human Rights Film &amp; Arts Festival inaugura il 5 dicembre a Thiaroye</strong> quest&#8217;anno la sua prima edizione, in partnership con <strong>Human Rights Nights</strong> e <strong><a href="http://www.moviesthatmatter.nl/" target="_blank">Movies that Matters</a></strong>, e in collaborazione con <strong><a href="http://creative.puma.com/us/en/?" target="_blank">Puma.Creative</a></strong>, la <strong>Cooperazione Italiana</strong> e l&#8217;<strong>Ambasciata del Brasile a Dakar</strong>.</p>
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		<title>AMITIE a HRNs 2012: i testimoni si presentano</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 09:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come avete letto qualche giorno fa in questo articolo, la première del film di AMITIE &#8220;This Is My Story. Or Ours?&#8221; di Reda Zine, si è tenuta il 20 ottobre al Cinema Lumière durante Human Rights Nights. Ecco il video che vi racconta la serata attraverso le parole dei nostri meravigliosi testimoni, che ringraziamo ancora per averci coinvolto con le loro storie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Come avete letto qualche giorno fa in <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-migrazione-nasce-sempre-dallamore-amitie-si-presenta-a-human-rights-nights-2012/" target="_blank">questo articolo</a>, la première del film di AMITIE &#8220;<a href="http://http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=nBld22HExVQ#!" target="_blank"><strong>This Is My Story. Or Ours?</strong></a>&#8221; di <strong>Reda Zine</strong>, si è tenuta il <strong>20 ottobre al Cinema Lumière</strong> durante <a href="http://www.humanrightsnights.org/" target="_blank"><strong>Human Rights Nights</strong></a>. Ecco il <strong>video che vi racconta la serata</strong> attraverso le parole dei nostri meravigliosi testimoni, che ringraziamo ancora per averci coinvolto con le loro storie.</p>
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		<title>Sheriff Bah, il pensiero di chi chiede asilo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 08:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi sarà a raccontare,  chi sarà?  Sarà chi rimane.  Io seguirò questo migrare,  seguirò questa corrente di ali.  Khorakhané, Fabrizio De André Oggi vorremmo farvi leggere le parole di un richiedente asilo &#8211; Sheriff Bah &#8211; dette in occasione del lancio della campagna Amitie.  Le sue parole, rileggendo questo discorso, richiamano alla mente quelle di Fabrizio De André in Khorakhané (album Anime Salve, 1996). Migrare ci pone in una condizione d&#8217;incertezza, con noi portiamo quel background che speriamo possa servire alla gente del posto. Costretti ad essere vento, come nella canzone, con la sola speranza che lì, da qualche parte, ci sia gente disposta ad aiutarci. Un luogo disposto ad accoglierci. Quell&#8217;aiuto, però, troppo spesso non arriva. Sheriff Bah ci aiuta, così, a spostare la prospettiva e riconosce nell&#8217;ambizione di Amitie il tentativo di produrre quel luogo d&#8217;accoglienza tanto necessario alla società globalizzata di oggi. Riportiamo, qui, le sue parole. &#8220;Grazie al progetto AMITIE il nesso tra migrazioni, diritti umani e sviluppo è diventato più chiaro rivelandomi due fattori chiave. In primo luogo un ambiente pacificato e sicuro, fondato sui principi fondamentali dei diritti umani e delle libertà fondamentali, offre opportunità alle persone di sviluppare le loro potenzialità, condurre una vita produttiva e creativa.  In secondo luogo, quando le persone si muovono, portano con sé un insieme di conoscenze e competenze e uno stile di vita che può contribuire in diversi modi allo sviluppo dei paesi di accoglienza. Poichè l’integrazione è una trasformazione sociale costante in cui entrambe le parti (chi accoglie e chi migra) devono essere preparate a dare e a prendere, con lo scopo di raggiungere un terreno comune per il bene di tutti, è altresì importante avere un luogo ben definito e programmi realistici di comunicazione volti a sensibilizzare il pubblico sui vantaggi dell’integrazione e in tal modo lottare contro la visione negativa e stereotipata della migrazione e rendere i cittadini più ricettivi e consapevoli. La migrazione può produrre sviluppo solo se è vista come parte di un processo più ampio di cambiamento in un mondo in rapida evoluzione che sta diventando sempre più interdipendente. La campagna del progetto AMITIE è rivolta ad accrescere la consapevolezza, mettendo in evidenza come un approccio integrato tra i temi migrazione, diritti umani e sviluppo può essere un beneficio per i paesi di origine e per quelli di accoglienza, così come per gli stessi migranti. Questo si può realizzare quando le politiche governative collaborano con le agenzie internazionali, la società civile, le associazioni di migranti e tutti coloro che sono interessati a raggiungere un approccio comune per realizzare risultati buoni per tutti&#8220;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Chi sarà a raccontare,  chi sarà?  Sarà chi rimane.  Io seguirò questo migrare,  seguirò questa corrente di ali. </em></p>
<p>Khorakhané, Fabrizio De André</p></blockquote>
<p>Oggi vorremmo farvi leggere le<strong> parole di un richiedente asilo</strong> &#8211; Sheriff Bah &#8211; <strong>dette in occasione del lancio della campagna Amitie</strong>.  Le sue parole, rileggendo questo discorso, richiamano alla mente quelle di Fabrizio De André in Khorakhané (album Anime Salve, 1996).</p>
<p><strong>Migrare ci pone in una condizione d&#8217;incertezza</strong>, con noi portiamo quel background che speriamo possa servire alla gente del posto. Costretti ad essere vento, come nella canzone, <strong>con la sola speranza che lì, da qualche parte, ci sia gente disposta ad aiutarci. Un luogo disposto ad accoglierci</strong>.</p>
<p>Quell&#8217;aiuto, però, troppo spesso non arriva. <strong>Sheriff Bah</strong> ci aiuta, così, a spostare la prospettiva e riconosce nell&#8217;ambizione di Amitie il tentativo di produrre quel luogo d&#8217;accoglienza tanto necessario alla società globalizzata di oggi.</p>
<p>Riportiamo, qui, le sue parole.</p>
<p>&#8220;<em>Grazie al progetto AMITIE il nesso tra migrazioni, diritti umani e sviluppo è diventato più chiaro rivelandomi due fattori chiave. In primo luogo un ambiente pacificato e sicuro, fondato sui principi fondamentali dei diritti umani e delle libertà fondamentali, offre opportunità alle persone di sviluppare le loro potenzialità, condurre una vita produttiva e creativa.  In secondo luogo, quando le persone si muovono, portano con sé un insieme di conoscenze e competenze e uno stile di vita che può contribuire in diversi modi allo sviluppo dei paesi di accoglienza.</em></p>
<p><em>Poichè l’integrazione è una trasformazione sociale costante in cui entrambe le parti (chi accoglie e chi migra) devono essere preparate a dare e a prendere, con lo scopo di raggiungere un terreno comune per il bene di tutti, è altresì importante avere un luogo ben definito e programmi realistici di comunicazione volti a sensibilizzare il pubblico sui vantaggi dell’integrazione e in tal modo lottare contro la visione negativa e stereotipata della migrazione e rendere i cittadini più ricettivi e consapevoli. La migrazione può produrre sviluppo solo se è vista come parte di un processo più ampio di cambiamento in un mondo in rapida evoluzione che sta diventando sempre più interdipendente. </em></p>
<p><em>La campagna del progetto AMITIE è rivolta ad accrescere la consapevolezza, mettendo in evidenza come un approccio integrato tra i temi migrazione, diritti umani e sviluppo può essere un beneficio per i paesi di origine e per quelli di accoglienza, così come per gli stessi migranti. Questo si può realizzare quando le politiche governative collaborano con le agenzie internazionali, la società civile, le associazioni di migranti e tutti coloro che sono interessati a raggiungere un approccio comune per realizzare risultati buoni per tutti</em>&#8220;.</p>
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		<title>&#8220;La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore&#8221;, AMITIE si presenta a Human Rights Nights 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 14:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutti coloro che sono mancati alla presentazione di AMITIE di sabato scorso ecco qua un breve riassunto! Tutta la giornata di sabato al festival Human Rights Nights è stata dedicata ai temi della migrazione, dello sviluppo e della cittadinanza attiva. Tra i sapori palestinesi che ci hanno accompagnato per tutta la mattina e l&#8217;ottima musica offertaci dal Capa Cupa Quartet, la presentazione di AMITIE ha significato per tutti un momento di riflessione e condivisione. La proiezione in anteprima nazionale del film &#8220;This Is My Story. Or Ours?&#8221; di Reda Zine (che verrà a breve reso disponibile su questo blog) è stata seguita da un dibattito insieme a tutti i testimoni italiani della campagna che &#8211; oltre ad aver fatto ritardare tutte le proiezioni successive &#8211; ha fortemente coinvolto il pubblico presente. &#8220;La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore&#8230;&#8221; (Fabian Nji Lang, testimone della campagna), dall&#8217;amore per la propria famiglia, dall&#8217;amore per le proprie comunità e dall&#8217;amore per il paese in cui ti stabilisci, con il quale inizi una sorta di corteggiamento, difficile, lungo, a volte doloroso. Quanto questo amore sia corrisposto è anche determinato dai nostri comportamenti e predisposizioni di tutti i giorni verso i migranti. &#8220;Se la migrazione è riconosciuta come risorsa nel suo valore, la sua piena potenzialità può essere sfruttata e canalizzata positivamente.&#8221; Questo non è solo uno dei 10 punti chiave AMITIE, ma anche una frase che rappresenta fortemente quello che è successo sabato sera al Cinema Lumière.  Un ringraziamento particolare va a tutti i presenti! Aspettiamo, invece, tutti gli assenti al prossimo evento AMITIE! A presto. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti coloro che sono mancati alla presentazione di AMITIE di sabato scorso ecco qua un breve riassunto!</p>
<p>Tutta la giornata di sabato al festival <a href="http://humanrightsnights.org/" target="_blank">Human Rights Nights</a> è stata dedicata ai temi della migrazione, dello sviluppo e della cittadinanza attiva. Tra i sapori palestinesi che ci hanno accompagnato per tutta la mattina e l&#8217;ottima musica offertaci dal Capa Cupa Quartet, la presentazione di AMITIE ha significato per tutti un momento di riflessione e condivisione.</p>
<p>La proiezione in <strong>anteprima nazionale del film &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ&amp;feature=relmfu" target="_blank">This Is My Story. Or Ours?</a>&#8221; di Reda Zine</strong> (che verrà a breve reso disponibile su questo blog) è stata seguita da un dibattito insieme a tutti i testimoni italiani della campagna che &#8211; oltre ad aver fatto ritardare tutte le proiezioni successive <img src='http://amitie-community.eu/italia/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; ha fortemente coinvolto il pubblico presente.</p>
<p>&#8220;<em><strong>La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore</strong>&#8230;</em>&#8221; (Fabian Nji Lang, testimone della campagna), dall&#8217;amore per la propria famiglia, dall&#8217;amore per le proprie comunità e dall&#8217;amore per il paese in cui ti stabilisci, con il quale inizi una sorta di corteggiamento, difficile, lungo, a volte doloroso. Quanto questo amore sia corrisposto è anche determinato dai nostri comportamenti e predisposizioni di tutti i giorni verso i migranti.</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Se la migrazione è riconosciuta come risorsa nel suo valore, la sua piena potenzialità può essere sfruttata e canalizzata positivamente.&#8221; Questo non è solo uno dei 10 punti chiave AMITIE, ma anche una frase che rappresenta fortemente quello che è successo sabato sera al Cinema Lumière. </strong></p></blockquote>
<p>Un ringraziamento particolare va a tutti i presenti!</p>
<p>Aspettiamo, invece, tutti gli assenti al prossimo evento AMITIE! A presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;This Is My Story. Or Ours?&#8221; Il film di AMITIE a Human Rights Nights 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 08:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che appuntamenti avete per sabato 20 ottobre? Vi stiamo ufficialmente invitando alla proiezione in anteprima nazionale del film &#8216;This Is My Story. Or Ours?&#8217; di Reda Zine (qui il trailer ufficiale). Il film racconta le storie di vita, raccolte a Bologna, Riga, Siviglia e Bucarest, di tutti i testimoni della campagna AMITIE. Tra memorie, sogni, passioni e visioni di un sé, il documentario, in pieno spirito AMITIE, suggerisce l’idea di un’aspirazione comune verso la definizione di una nuova identità europea, in cui l’immigrazione è una risorsa e la diversità culturale è una ricchezza. L&#8217;appuntamento è alle ore 20 presso il Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65, Bologna. La proiezione del film è all&#8217;interno della XII edizione di Human Rights Nights International Film Festival che, come ogni anno, presenta all’interno della sua programmazione alcune delle campagne di comunicazione e sensibilizzazione più significative del territorio. Quest’anno uno dei due progetti presentati, insieme a NoiNo.org, sarà proprio la campagna AMITIE.  È particolarmente significativo il suo inserimento nella programmazione di Human Rights Nights, che ormai da più di dieci anni rappresenta uno sguardo costante verso uno sviluppo umano, sociale ed economico equo e solidale. Pertanto non ci resta che rinnovarvi l&#8217;invito e&#8230; vi aspettiamo! &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che appuntamenti avete per <strong>sabato 20 ottobre?</strong></p>
<p>Vi stiamo ufficialmente invitando alla <strong>proiezione</strong> in anteprima nazionale <strong>del film</strong> &#8216;<strong>This Is My Story. Or Ours?&#8217;</strong> di Reda Zine (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ&amp;feature=plcp" target="_blank"><strong>qui</strong></a> il trailer ufficiale).</p>
<p>Il film racconta le storie di vita, raccolte a Bologna, Riga, Siviglia e Bucarest, di tutti i testimoni della campagna AMITIE. Tra memorie, sogni, passioni e visioni di un sé, il documentario, in pieno spirito AMITIE, <strong>suggerisce l’idea di un’aspirazione comune verso la definizione di una nuova identità europea, in cui l’immigrazione è una risorsa e la diversità culturale è una ricchezza</strong>.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è <strong>alle ore 20 presso il Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65, Bologna</strong>.</p>
<p>La proiezione del film è all&#8217;interno della <strong>XII edizione di <a href="http://humanrightsnights.org/" target="_blank">Human Rights Nights International Film Festival</a></strong> che, come ogni anno, presenta all’interno della sua programmazione alcune delle campagne di comunicazione e sensibilizzazione più significative del territorio.</p>
<p>Quest’anno uno dei due progetti presentati, insieme a <a href="http://www.noino.org/" target="_blank">NoiNo.org</a>, sarà proprio la campagna AMITIE.  È particolarmente significativo il suo inserimento nella programmazione di Human Rights Nights, che ormai da più di dieci anni rappresenta uno sguardo costante verso uno sviluppo umano, sociale ed economico equo e solidale.</p>
<p>Pertanto non ci resta che rinnovarvi l&#8217;invito e&#8230; vi aspettiamo!</p>
<p>&nbsp;</p>
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