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	<title>Amitie Community Italia &#187; diritti umani</title>
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		<title>La Voce del Tamburo Afro-Brasiliano &#8211; Il tour italiano del Gruppo Pé no chao</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 13:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera! Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato. Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa. Ma non è finita qui!!! I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo A voz do tambor afro-brasileiro. Seguendo questi link  http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf e http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli. Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i meninos de rua, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora, l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale. Con il progetto Eco dalla Periferia, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee. Lo spettacolo di danza e percussioni A voz do tambor afro-brasileiro “propone un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia) Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro! Giulia Giovagnoli Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera!</strong></p>
<p align="justify">Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato.</p>
<p align="justify"><strong>Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro</strong>, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa.</p>
<p align="justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3479" alt="Pe-no-Chao_001[1]" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg" width="549" height="322" /></a></p>
<p align="justify">Ma non è finita qui!!!</p>
<p align="justify">I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo <strong><i>A voz do tambor afro-brasileiro</i></strong>. Seguendo questi link  <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf</a></span></span> e <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf</a></span></span>  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli.</p>
<p align="justify">Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i <i>meninos de rua</i>, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora,<strong> l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale.</strong></p>
<p align="justify">Con il <strong>progetto Eco dalla Periferia</strong>, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee.</p>
<p align="justify">Lo spettacolo di danza e percussioni <i>A voz do tambor afro-brasileiro</i> “propone <strong>un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee</strong>. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia)</p>
<p align="justify">Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro!</p>
<p align="justify">Giulia Giovagnoli</p>
<p align="justify">Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani</p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>Percorsi di cittadinanza: Diritti di Cittadinanza e Immigrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 5 aprile si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico “Percorsi di Cittadinanza”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Dalle 17.00 alle 19.30, al Centro Interculturale M. Zonarelli (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. A seguire, le testimonianze delle Associazioni del Centro Zonarelli sulla tematica in oggetto e, infine, aperitivo e buffet come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani. Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. &#160; Introduzione Fausto Amelii (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna) Modera Nazzarena Zorzella (Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri Antonio Mumolo  (Presidente Avvocato di Strada) – La residenza come nuova forma di cittadinanza Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – Europa 2020: la voce di Cittadini Europei Leonardo Barcelo&#8217; (Consigliere Comunale) – Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale Micaela Malena (UNHCR) &#8211; Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive Testimonianze delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito Conclusioni di Ass.re Amelia Frascaroli &#160; Aperitivo e Buffet &#160; Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l’evento su Facebook. &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160; &#160;   &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 5 aprile</strong> si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico <strong>“Percorsi di Cittadinanza</strong>”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla <strong>migrazione come risorsa di sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class=" wp-image-2978 aligncenter" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="510" height="254" /></a></p>
<p><strong>Dalle 17.00 alle 19.30</strong>, al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong></a> (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema <strong>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. </strong></p>
<p>A seguire, le testimonianze delle Associazioni del <strong>Centro Zonarelli</strong> sulla tematica in oggetto e, infine, <strong>aperitivo e buffet</strong> come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani.</p>
<p>Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Introduzione <strong>Fausto Amelii</strong> (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna)</p>
<p>Modera<b> </b><strong>Nazzarena Zorzella </strong>(Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - <em>La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri</em></p>
<ul>
<li><strong>Antonio Mumolo</strong><b>  </b>(Presidente<b> </b>Avvocato di Strada) – <em>La residenza come nuova forma di cittadinanza</em></li>
<li><strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – <i>Europa 2020: la voce di Cittadini Europei</i> <b></b></li>
<li><strong>Leonardo Barcelo&#8217; </strong>(Consigliere Comunale) – <i>Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale</i></li>
<li><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) &#8211; <i>Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive</i></li>
<li><strong>Testimonianze </strong>delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito</li>
<li>Conclusioni di Ass.re <strong>Amelia Frascaroli</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aperitivo e Buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/556592814381566/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l’evento su <strong>Facebook.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>10 Domande, 1000 Risposte&#8230;Ecco quelle di Alì</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/10-domande-1000-risposte-ecco-quelle-di-ali-migrazion/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 11:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[esprimiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[10 domande]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco le 10 risposte di Alì, un ragazzo pakistano di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Migrare è un diritto? Più che diritto a volte è l&#8217;unica strada percorribile per molte persone. Nessuno vorrebbe lasciare il paese dove è nato, cresciuto, dove ha una rete sociale consolidata muovendosi verso una realtà sconosciuta, ignota e forse anche inconsapevolmente ignorata. Ma purtroppo la nostra vita a volte non ci da scelte, quindi l&#8217;unica soluzione è migrare e cercare di migliorare le proprie condizioni attraverso questo che è un fenomeno antichissimo e radicato nella storia dell&#8217;uomo, cioè la migrazione. La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società? La migrazione se valorizzata ed utilizzata come dovrebbe essere certamente potrebbe portare innumerevoli benefici alla società e all&#8217;economia della nazione. Ma ahimè, molte, troppe volte la migrazione viene vista dal goverso inizialmente come una risorsa utile ma poi ben presto passa da status di risorsa a quello di &#8220;problema&#8221; e percesìpito quindi dagli stessi cittadini come un &#8220;pericolo&#8221;. Quello che non si conosce fa paura, quindi questa ci fa allontanare da questo fenomeno chiudendo tutte le porte al dialogo e creando falsi pregiudizi. Lo sviluppo è un diritto umano? Lo sviluppo più che diritto credo che faccia parte della natura umana. Ogni essere umano si &#8220;Sviluppa&#8221; nel arco della sua vita. Nasce, cresce, acquisisce una idealogia (che nel corso degli anni può mutare, e muta!) e si muove costantemente per migliorare le proprie condizioni. Cerca incessantemente il proprio &#8220;Sviluppo&#8221;. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante? Certo che può esserlo. Attraverso il dialogo e scambio di idee pensieri e capacità si può solo che uscirne arricchiti. Il paese d&#8217;origine può trarne beneficio dal momento che questi suoi &#8220;migranti&#8221; posso portare all&#8217;interno del paese quelle &#8220;risorse&#8221; in termini di idee e capacità che prima non c&#8217;erano, portanto così la società verso un progretto e uno sviluppo collettivo. Sempre se sostenuto e voluto dal governo d&#8217;origine, cosa molto difficile da realizzare nel fatti! Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Il cittadino straniero, forse talvolta più di quello italiana, contribuisce attivamente a finanziare il cosi detto &#8220;Welfare State&#8221; attraverso le sue tasse che talvolta sono maggiori di quelle del cittadino italiano. Tuttavia credo che per il cittadino il benessere sociale non sia uno dei temi che lo toccano e al quale è particolarmente sensibile. Lo potrebbe diventare se si sentisse VERAMENTE Parte integrante di una società multiculturale e moderna! La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Certo che può favorirlo, come dicevo prima lo scambio di idee e capacità può solo che portare ad uno sviluppo collettivo che non per forza deve essere uno sviluppo economico, ma sopratutto deve essere uno sviluppo mentale e nelle coscienze delle persone! In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Possono dare la possibilità di migliore le proprie condizioni a persone che vivono in posti dove queste possibilità sono assenti Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Credo che bisogna comunicare direttamente col popolo prima di tutto per far cadere tutti i falsi pregiudizi che si sono creati, e che talvolta sono stati portati a crearsi da parte di qualcuno che aveva interesse. Comunicare con queste persone, far vedere le cose come stanno e non come sembrano stiano, far conoscere lo &#8220;straniero&#8221;, il fenomeno della migrazione, solo conoscendo possiamo migliorarci ed integrarci. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Creando eventi adatti a svolgere questo processo che credo non sia una cosa immediata ma abbia bisogno di molto tempo. Noi possiamo solo seminare, poi sarà il tempo e le persone (se vorranno) a far germogliare tutto il resto!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le 10 risposte di Alì, un ragazzo pakistano di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/"> http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ </a></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Più che diritto a volte è l&#8217;unica strada percorribile per molte persone. Nessuno vorrebbe lasciare il paese dove è nato, cresciuto, dove ha una rete sociale consolidata muovendosi verso una realtà sconosciuta, ignota e forse anche inconsapevolmente ignorata. Ma purtroppo la nostra vita a volte non ci da scelte, quindi l&#8217;unica soluzione è migrare e cercare di migliorare le proprie condizioni attraverso questo che è un fenomeno antichissimo e radicato nella storia dell&#8217;uomo, cioè la migrazione.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società?</strong></p>
<p>La migrazione se valorizzata ed utilizzata come dovrebbe essere certamente potrebbe portare innumerevoli benefici alla società e all&#8217;economia della nazione. Ma ahimè, molte, troppe volte la migrazione viene vista dal goverso inizialmente come una risorsa utile ma poi ben presto passa da status di risorsa a quello di &#8220;problema&#8221; e percesìpito quindi dagli stessi cittadini come un &#8220;pericolo&#8221;. Quello che non si conosce fa paura, quindi questa ci fa allontanare da questo fenomeno chiudendo tutte le porte al dialogo e creando falsi pregiudizi.</p>
<p><strong>Lo sviluppo è un diritto umano?</strong></p>
<p>Lo sviluppo più che diritto credo che faccia parte della natura umana. Ogni essere umano si &#8220;Sviluppa&#8221; nel arco della sua vita. Nasce, cresce, acquisisce una idealogia (che nel corso degli anni può mutare, e muta!) e si muove costantemente per migliorare le proprie condizioni. Cerca incessantemente il proprio &#8220;Sviluppo&#8221;.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante?</strong></p>
<p>Certo che può esserlo. Attraverso il dialogo e scambio di idee pensieri e capacità si può solo che uscirne arricchiti. Il paese d&#8217;origine può trarne beneficio dal momento che questi suoi &#8220;migranti&#8221; posso portare all&#8217;interno del paese quelle &#8220;risorse&#8221; in termini di idee e capacità che prima non c&#8217;erano, portanto così la società verso un progretto e uno sviluppo collettivo. Sempre se sostenuto e voluto dal governo d&#8217;origine, cosa molto difficile da realizzare nel fatti!</p>
<p><strong>Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p>Il cittadino straniero, forse talvolta più di quello italiana, contribuisce attivamente a finanziare il cosi detto &#8220;Welfare State&#8221; attraverso le sue tasse che talvolta sono maggiori di quelle del cittadino italiano. Tuttavia credo che per il cittadino il benessere sociale non sia uno dei temi che lo toccano e al quale è particolarmente sensibile. Lo potrebbe diventare se si sentisse VERAMENTE Parte integrante di una società multiculturale e moderna!</p>
<p><strong>La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Certo che può favorirlo, come dicevo prima lo scambio di idee e capacità può solo che portare ad uno sviluppo collettivo che non per forza deve essere uno sviluppo economico, ma sopratutto deve essere uno sviluppo mentale e nelle coscienze delle persone!</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p>Possono dare la possibilità di migliore le proprie condizioni a persone che vivono in posti dove queste possibilità sono assenti</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p>Credo che bisogna comunicare direttamente col popolo prima di tutto per far cadere tutti i falsi pregiudizi che si sono creati, e che talvolta sono stati portati a crearsi da parte di qualcuno che aveva interesse. Comunicare con queste persone, far vedere le cose come stanno e non come sembrano stiano, far conoscere lo &#8220;straniero&#8221;, il fenomeno della migrazione, solo conoscendo possiamo migliorarci ed integrarci.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p>Creando eventi adatti a svolgere questo processo che credo non sia una cosa immediata ma abbia bisogno di molto tempo. Noi possiamo solo seminare, poi sarà il tempo e le persone (se vorranno) a far germogliare tutto il resto! <img src='http://amitie-community.eu/italia/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Le fasi del progetto AMITIE: il Context Report &#8211; Intervista a Gustavo Gozzi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 12:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
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		<category><![CDATA[cosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Gozzi]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguriamo con questo articolo una nuova sessione del blog nella quale vi racconteremo le fasi del progetto AMITIE che hanno preceduto la presentazione ufficiale della Campagna il 20 ottobre 2012 tramite le testimonianze dei vari attori che ne hanno preso parte. Nelle prime fasi del progetto un ruolo fondamentale è stato svolto dall&#8217;Università di Bologna. Abbiamo intervistato il Professor Gustavo Gozzi,  Direttore del Master Diritti Umani e Intervento Umanitario, che ci ha parlato della prima fase del progetto AMITIE: il Context Report. La ricerca è stata svolta in due momenti distinti: In una prima fase è stata sviluppata tutta la parte relativa al concetto di co-sviluppo, di cui sono state analizzate tutte le implicazioni. Il Professor Gozzi ha posto l&#8217;accento sull&#8217;approccio ai temi del co-sviluppo in chiave di diritti umani, intrododucendo e valorizzando il concetto di sviluppo umano: la valorizzazione delle capacità dei soggetti come premessa dello sviluppo economico. Questa parte della ricerca &#8220;ha messo in discussione il concetto di crescita economica, ha evidenziato la necessità dell’integrazione e ha valorizzato l’importanza del multiculturalismo, mostrando i ritardi del dibattito europe e le resistenze dei vari paesi ad accettare queste idee&#8220;. Nella seconda parte l&#8217;analisi è stata diretta verso la comparazione dei vari modelli di integrazione e dei rapporti tra il migrante e il paese d’origine, per capire se questo rapporto era facilitato, era ostacolato o era sostento. Questo ha fatto emergere che alcune realtà sono molto avanzate (Spagna) sui temi del co-sviluppo e altre hanno ancora dei ritardi. Questa fase ha fornito le basi per la realizzazione del Corso di Alta Formazione (trovate qui il Booklet) destinato ai funzionari pubblici dei paesi coinvolti nel progetto.  &#8221;A seguito di queste fasi sono emerse proposte per il Comune di Bologna che non erano previste dal progetto e che state positivamente recepite dalle municipalità&#8221;, che riguardano la necessità di estendere il Corso di Alta Formazione per venire incontro ad una carenza generalizzata nell&#8217;affrontare i temi della migrazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo con questo articolo una nuova sessione del blog nella quale vi racconteremo le <strong>fasi del progetto AMITIE</strong> che hanno preceduto la <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-migrazione-nasce-sempre-dallamore-amitie-si-presenta-a-human-rights-nights-2012/" target="_blank">presentazione ufficiale della Campagna il 20 ottobre 2012</a> tramite le testimonianze dei vari attori che ne hanno preso parte.</p>
<p>Nelle prime fasi del progetto un ruolo fondamentale è stato svolto dall&#8217;Università di Bologna. <strong>Abbiamo intervistato il Professor Gustavo Gozzi,  Direttore del <a href="http://www.masterdirittiumani.it/" target="_blank">Master Diritti Umani e Intervento Umanitario</a>, che ci ha parlato della prima fase del progetto AMITIE: il </strong><em><strong>Context Report</strong>.</em></p>
<p><em></em>La ricerca è stata svolta in due momenti distinti:</p>
<ul>
<li>In una prima fase è stata sviluppata tutta la parte relativa al concetto di co-sviluppo, di cui sono state analizzate tutte le implicazioni. Il Professor Gozzi ha posto l&#8217;accento sull&#8217;approccio ai temi del co-sviluppo in chiave di diritti umani, intrododucendo e valorizzando il concetto di sviluppo umano: la valorizzazione delle capacità dei soggetti come premessa dello sviluppo economico.<strong> Questa parte della ricerca &#8220;<em>ha messo in discussione il concetto di crescita economica, ha evidenziato la necessità dell’integrazione e ha valorizzato l’importanza del multiculturalismo, mostrando i ritardi del dibattito europe e le resistenze dei vari paesi ad accettare queste idee</em>&#8220;</strong>.</li>
<li>Nella seconda parte l&#8217;analisi è stata diretta verso la comparazione dei vari modelli di integrazione e dei rapporti tra il migrante e il paese d’origine, per capire se questo rapporto era facilitato, era ostacolato o era sostento. Questo ha fatto emergere che alcune realtà sono molto avanzate (Spagna) sui temi del co-sviluppo e altre hanno ancora dei ritardi.</li>
</ul>
<p>Questa fase ha fornito le basi per la realizzazione del <strong>Corso di Alta Formazione</strong> (trovate <a href="http://www.comune.bologna.it/amitie/documents.php" target="_blank">qui</a> il Booklet) destinato ai funzionari pubblici dei paesi coinvolti nel progetto.</p>
<p><strong> &#8221;A seguito di queste fasi sono emerse proposte per il Comune di Bologna che non erano previste dal progetto e che state positivamente recepite dalle municipalità&#8221;</strong>, che riguardano la necessità di estendere il Corso di Alta Formazione per venire incontro ad una carenza generalizzata nell&#8217;affrontare i temi della migrazione.</p>
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