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	<title>Amitie Community Italia &#187; bologna</title>
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		<title>La Voce del Tamburo Afro-Brasiliano &#8211; Il tour italiano del Gruppo Pé no chao</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 13:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
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		<description><![CDATA[ Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera! Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato. Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa. Ma non è finita qui!!! I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo A voz do tambor afro-brasileiro. Seguendo questi link  http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf e http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli. Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i meninos de rua, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora, l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale. Con il progetto Eco dalla Periferia, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee. Lo spettacolo di danza e percussioni A voz do tambor afro-brasileiro “propone un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia) Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro! Giulia Giovagnoli Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera!</strong></p>
<p align="justify">Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato.</p>
<p align="justify"><strong>Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro</strong>, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa.</p>
<p align="justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3479" alt="Pe-no-Chao_001[1]" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg" width="549" height="322" /></a></p>
<p align="justify">Ma non è finita qui!!!</p>
<p align="justify">I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo <strong><i>A voz do tambor afro-brasileiro</i></strong>. Seguendo questi link  <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf</a></span></span> e <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf</a></span></span>  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli.</p>
<p align="justify">Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i <i>meninos de rua</i>, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora,<strong> l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale.</strong></p>
<p align="justify">Con il <strong>progetto Eco dalla Periferia</strong>, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee.</p>
<p align="justify">Lo spettacolo di danza e percussioni <i>A voz do tambor afro-brasileiro</i> “propone <strong>un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee</strong>. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia)</p>
<p align="justify">Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro!</p>
<p align="justify">Giulia Giovagnoli</p>
<p align="justify">Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani</p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>AMITIE ha incontrato i ragazzi del doposcuola Guinizzelli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[scuole medie guinizzelli]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto AMITIE  è stato presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna dove, due volte la settimana, una quarantina di ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza. Tra le attività proposte al doposcuola ci sono uscite in città, laboratori e iniziative di vario genere come, appunto, l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla, che hanno raccontato questo progetto e dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di razzismo e pregiudizi. Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo. Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela. Quello della relazione con l’altro, il cosiddetto straniero (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang, testimone del progetto. Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo! Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230; &#160; 1. Racconta la tua storia Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea. 2. Cosa pensi degli stranieri? Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via. 3. Che cos&#8217;è il razzismo? E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi. 4. Perché dobbiamo combattere il razzismo? Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone. 5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani? Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!) 6. Sai cosa vuol dire integrazione? Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente). 7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri? Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc.. 8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa? Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società. 9. Hai qualcosa da aggiungere? Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>progetto AMITIE</strong>  è stato <strong>presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna</strong> dove, due volte la settimana, una quarantina di <strong>ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni</strong> si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza.</p>
<p>Tra le <strong>attività</strong> proposte al doposcuola ci sono <strong>uscite in città, laboratori e iniziative</strong> di vario genere <strong>come</strong>, appunto, <strong>l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla</strong>, che hanno raccontato questo progetto e <strong>dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza</strong> che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di <strong>razzismo e pregiudizi.</strong></p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg"><img class="wp-image-3279 aligncenter" alt="fabian" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg" width="510" height="255" /></a></p>
<p>Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. <em>Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo.</em> Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela.</p>
<p>Quello della<strong> relazione con l’altro, il cosiddetto straniero</strong> (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), <strong>per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità</strong> – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste <strong>brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang</strong>, testimone del progetto.</p>
<p>Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo!</p>
<p>Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #3366ff">1. Racconta la tua storia</span></h3>
<p>Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">2. Cosa pensi degli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: right">Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via.</p>
<h3><span style="color: #800080">3. Che cos&#8217;è il razzismo?</span></h3>
<p>E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">4. Perché dobbiamo combattere il razzismo?</span></h3>
<p style="text-align: right">Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!)</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">6. Sai cosa vuol dire integrazione?</span></h3>
<p style="text-align: right">Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente).</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #800080">7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc..</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa?</span></h3>
<p style="text-align: right">Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">9. Hai qualcosa da aggiungere?</span></h3>
<p style="text-align: left">Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.</p>
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		<title>Percorsi di cittadinanza: Diritti di Cittadinanza e Immigrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Centro interculturale Zonarelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 5 aprile si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico “Percorsi di Cittadinanza”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Dalle 17.00 alle 19.30, al Centro Interculturale M. Zonarelli (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. A seguire, le testimonianze delle Associazioni del Centro Zonarelli sulla tematica in oggetto e, infine, aperitivo e buffet come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani. Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. &#160; Introduzione Fausto Amelii (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna) Modera Nazzarena Zorzella (Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri Antonio Mumolo  (Presidente Avvocato di Strada) – La residenza come nuova forma di cittadinanza Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – Europa 2020: la voce di Cittadini Europei Leonardo Barcelo&#8217; (Consigliere Comunale) – Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale Micaela Malena (UNHCR) &#8211; Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive Testimonianze delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito Conclusioni di Ass.re Amelia Frascaroli &#160; Aperitivo e Buffet &#160; Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l’evento su Facebook. &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160; &#160;   &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 5 aprile</strong> si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico <strong>“Percorsi di Cittadinanza</strong>”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla <strong>migrazione come risorsa di sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class=" wp-image-2978 aligncenter" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="510" height="254" /></a></p>
<p><strong>Dalle 17.00 alle 19.30</strong>, al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong></a> (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema <strong>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. </strong></p>
<p>A seguire, le testimonianze delle Associazioni del <strong>Centro Zonarelli</strong> sulla tematica in oggetto e, infine, <strong>aperitivo e buffet</strong> come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani.</p>
<p>Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Introduzione <strong>Fausto Amelii</strong> (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna)</p>
<p>Modera<b> </b><strong>Nazzarena Zorzella </strong>(Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - <em>La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri</em></p>
<ul>
<li><strong>Antonio Mumolo</strong><b>  </b>(Presidente<b> </b>Avvocato di Strada) – <em>La residenza come nuova forma di cittadinanza</em></li>
<li><strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – <i>Europa 2020: la voce di Cittadini Europei</i> <b></b></li>
<li><strong>Leonardo Barcelo&#8217; </strong>(Consigliere Comunale) – <i>Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale</i></li>
<li><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) &#8211; <i>Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive</i></li>
<li><strong>Testimonianze </strong>delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito</li>
<li>Conclusioni di Ass.re <strong>Amelia Frascaroli</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aperitivo e Buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/556592814381566/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l’evento su <strong>Facebook.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I luoghi dello sport e dell&#8217;integrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 10:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Cadei]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Etnografica]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca etnografica Luoghi e Memorie dello Sport a Bologna, finanziata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha permesso di compiere un monitoraggio dei luoghi storici e attuali dello sport a Bologna, al fine di riconoscere elementi di continuità e di rottura fra il passato e il presente. Siamo partiti dai luoghi, dalla loro storia e dalla loro frequentazione, per captare narrazioni di persone che li attraversano. Le voci delle persone che hanno fatto da informatori per questa ricerca rendono la complessità di un racconto corale: dal bolognese sessantenne che ha partecipato alla fondazione della polisportiva del suo quartiere, al giovane senza cittadinanza che gioca a basket nel playground di periferia. Il primo elemento di rilievo registrato è che esiste una grande varietà di luoghi dello sport: abbiamo importanti squadre agonistiche con relative scuole, associazioni sportive universitarie, realtà caratterizzate dalla presenza quasi esclusiva di giovani bolognesi a cui si oppongono altre in cui troviamo quasi esclusivamente studenti fuori-sede. E, ancora, polisportive di quartiere (che molto si sono evolute nel tempo), palestre popolari attivate da centri sociali e, infine, una costellazione di luoghi informali di intensa pratica di sport. I luoghi che abbiamo potuto osservare differiscono molto fra di loro per possibilità di accesso, soggetti coinvolti, concezione e finalità dell&#8217;attività sportiva. Questa varietà si declina in due caratteristiche: da un lato, è indicatrice di un&#8217;offerta ricca e varia che caratterizza Bologna, dove quasi tutti gli sport praticati a livello nazionale hanno una propria rappresentanza; dall&#8217;altro, vi si può leggere una tendenza alla frammentazione, alla parcellizzazione, del tessuto sociale impegnato in attività sportive (c&#8217;è chi ha parlato, come per la cultura musicale giovanile, di una sorta di tribalizzazione dell&#8217;ambito sportivo contemporaneo). Quest&#8217;ultimo aspetto si traduce in una difficoltà a entrare in relazione, attraverso lo sport, da parte delle diverse anime della cittadinanza bolognese, che rimangono in qualche modo confinate in uno spazio sportivo costruito “su misura”. Per dirla con un esempio, se negli anni &#8217;50 una manifestazione come il Palio Cestistico Petroniano coinvolgeva tutti i giocatori di basket della città, mescolando agonismo e informalità, oggi è più difficile immaginare iniziative “trasversali” ai diversi contesti di pratica dello sport. Ecco un primo dato che emerge e che mette in discussione il titolo di questo abstract: l&#8217;integrazione non ha a che fare soltanto con i flussi migratori, anzi, mette in gioco questioni più ampie. I luoghi e le situazioni che riescono ad essere terreno di incontro fra espressioni diverse della città rappresentano un grande valore per la comunità nelle sue diverse anime, con i suoi diversi attriti: fra vecchi e giovani, fra periferie e centri, fra chi ha molta e chi ha scarsa disponibilità economica, fra i gruppi di ragazzi che parlano italiano e altri che abitualmente parlano fra loro altre lingue, fra chi ha la cittadinanza e chi non ce l&#8217;ha (e rischia di non conquistarla nemmeno al compimento dei 18 anni). Inutile dire che contesti capaci di favorire un mescolamento di questo genere sono molto rari. Il tema della cittadinanza, in senso crudamente burocratico, e della qualità dell&#8217;integrazione emergono da diversi contesti in cui è forte la presenza di giovani cosiddetti di “seconda generazione” (termine che già crea una classificazione molto forte, conferendo un attributo a dei giovani nati in Italia sulla base delle origini dei loro genitori). Queste due tematiche, emerse dal campo, ci invitano a ricollocare lo sport nell&#8217;ambito più ampio del tessuto esperienziale dei suoi protagonisti. Voglio perciò concludere riportando, in forma anonima e con una lieve riformulazione sintetica, due frasi emerse dalla ricerca, capaci di condensare i due temi accennati: «Senza la cittadinanza italiana sei escluso da molte gare, dalle gare più importanti, non conta se vinci, perché ad alcuni obiettivi non ci puoi arrivare&#8230;» «Non c&#8217;è bisogno che qualcuno venga ad integrarci, se qualcuno vuol giocare a basket noi siamo sempre qui, in Piazza dell&#8217;Unità».   &#160; &#160; Claudio Cadei, Antropologo, claudiocadei@gmail.com]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca etnografica <strong>Luoghi e Memorie dello Sport a Bologna</strong>, finanziata dalla <a href="http://www.fondazionedelmonte.it/" target="_blank"><strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</strong></a>, ha permesso di compiere un monitoraggio dei <strong>luoghi storici e attuali dello sport a Bologna, al fine di riconoscere elementi di continuità e di rottura fra il passato e il presente.</strong></p>
<p>Siamo partiti dai <strong>luoghi</strong>, dalla loro storia e dalla loro frequentazione, per captare narrazioni di persone che li attraversano. Le voci delle persone che hanno fatto da informatori per questa ricerca rendono la complessità di un racconto corale: dal bolognese sessantenne che ha partecipato alla fondazione della polisportiva del suo quartiere, al giovane senza cittadinanza che gioca a basket nel playground di periferia.</p>
<p>Il primo elemento di rilievo registrato è che <strong>esiste una grande varietà di luoghi dello sport</strong>: abbiamo importanti squadre agonistiche con relative scuole, associazioni sportive universitarie, realtà caratterizzate dalla presenza quasi esclusiva di giovani bolognesi a cui si oppongono altre in cui troviamo quasi esclusivamente studenti fuori-sede. E, ancora, polisportive di quartiere (che molto si sono evolute nel tempo), palestre popolari attivate da centri sociali e, infine, una costellazione di luoghi informali di intensa pratica di sport.</p>
<p>I luoghi che abbiamo potuto osservare differiscono molto fra di loro per possibilità di accesso, soggetti coinvolti, concezione e finalità dell&#8217;attività sportiva. Questa varietà si declina in due caratteristiche: da un lato, è indicatrice di un&#8217;offerta ricca e varia che caratterizza Bologna, dove quasi tutti gli sport praticati a livello nazionale hanno una propria rappresentanza; dall&#8217;altro, vi si può leggere una tendenza alla frammentazione, alla parcellizzazione, del tessuto sociale impegnato in attività sportive (c&#8217;è chi ha parlato, come per la cultura musicale giovanile, di una sorta di <i>tribalizzazione</i> dell&#8217;ambito sportivo contemporaneo). Quest&#8217;ultimo aspetto si traduce in una difficoltà a entrare in relazione, attraverso lo sport, da parte delle diverse anime della cittadinanza bolognese, che rimangono in qualche modo confinate in uno spazio sportivo costruito “su misura”. Per dirla con un esempio, se negli anni &#8217;50 una manifestazione come il Palio Cestistico Petroniano coinvolgeva tutti i giocatori di basket della città, mescolando agonismo e informalità, oggi è più difficile immaginare iniziative “trasversali” ai diversi contesti di pratica dello sport.</p>
<p>Ecco un primo dato che emerge e che mette in discussione il titolo di questo abstract: <strong>l&#8217;integrazione non ha a che fare soltanto con i flussi migratori, anzi, mette in gioco questioni più ampie.</strong> I luoghi e le situazioni che riescono ad essere terreno di incontro fra espressioni diverse della città rappresentano un grande valore per la comunità nelle sue diverse anime, con i suoi diversi attriti: fra vecchi e giovani, fra periferie e centri, fra chi ha molta e chi ha scarsa disponibilità economica, fra i gruppi di ragazzi che parlano italiano e altri che abitualmente parlano fra loro altre lingue, fra chi ha la cittadinanza e chi non ce l&#8217;ha (e rischia di non conquistarla nemmeno al compimento dei 18 anni). Inutile dire che contesti capaci di favorire un mescolamento di questo genere sono molto rari.</p>
<p>Il tema della cittadinanza, in senso crudamente burocratico, e della qualità dell&#8217;integrazione emergono da diversi contesti in cui è forte la presenza di giovani cosiddetti di “seconda generazione” (termine che già crea una classificazione molto forte, conferendo un attributo a dei giovani nati in Italia sulla base delle origini dei loro genitori). Queste due tematiche, emerse dal campo, ci invitano a ricollocare lo sport nell&#8217;ambito più ampio del tessuto esperienziale dei suoi protagonisti. Voglio perciò concludere riportando, in forma anonima e con una lieve riformulazione sintetica, due frasi emerse dalla ricerca, capaci di condensare i due temi accennati:</p>
<p><em>«Senza la cittadinanza italiana sei escluso da molte gare, dalle gare più importanti, non conta se vinci, perché ad alcuni obiettivi non ci puoi arrivare&#8230;»</em></p>
<p style="text-align: left"><em><strong>«Non c&#8217;è bisogno che qualcuno venga ad integrarci, se qualcuno vuol giocare a basket no</strong><strong>i siamo sempre qui, in Piazza dell&#8217;Unità».</strong></em></p>
<p style="text-align: center"> <a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bsket.jpg"><img class="size-full wp-image-3149 aligncenter" alt="bsket" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bsket.jpg" width="500" height="281" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Claudio Cadei, Antropologo, claudiocadei@gmail.com</p>
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		<title>La Scuola di Cucina AMITIE partecipa alla Settimana per il dialogo interculturale contro il razzismo e tutte le discriminazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 09:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[anti-razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Regionale contro le discriminazioni dell'Emilia - Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Cucina Amitie]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno, dal 2010, la Provincia di Bologna, con il contributo dell&#8217;Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e del Centro Regionale contro le discriminazioni dell&#8217;Emilia-Romagna , promuove la Settimana per il dialogo interculturale, contro il razzismo e tutte le discriminazioni, che si svolge quest&#8217;anno dal 16 al 24 marzo. Su tutto il territorio provinciale, sono organizzati diversi eventi incentrati sull&#8217;esperienza della discriminazione e la valorizzazione delle pari opportunità, per celebrare il 21 marzo, in quanto Giornata mondiale per l&#8217;eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall&#8217;ONU cinquant&#8217;anni fa in commemorazione dei 69 manifestanti che, in quel giorno del 1960 a Sharpeville, in Sud Africa, rimasero uccisi mentre protestavano contro il regime dell&#8217;Apartheid. A partire da allora, in tutto il mondo, si celebra la settimana di lotta al razzismo, promuovendo diversi eventi di sensibilizzazione e informazione sui temi della discriminazione, con l&#8217;obiettivo di lottare per abbattere l&#8217;ingiustizia, il silenzio, la paura e l&#8217;ignoranza verso l&#8217;altro. Anche AMITIE, quest&#8217;anno, ha voluto collaborare alla realizzazione di un evento all&#8217;interno di questo ricchissimo programma per la  Settimana per il dialogo interculturale contro il razzismo e tutte le discriminazioni (2013). Ci incontreremo proprio giovedì 21 marzo a La Gazzetta, via Zamboni 26, per la Scuola di Cucina dal Mondo AMITIE, che questa volta ci farà viaggiare tra i sapori del Senegal e dell&#8217;Africa. Per maggiori info sull&#8217;iniziativa potete consultare il programma. Il ricco calendario di quest&#8217;anno ci accompagnerà, attraverso laboratori nelle scuole, convegni e seminari, workshop musicali, biblioteche viventi, banchetti informativi, spettacoli e feste, alla scoperta della ricchezza di ogni diversità. Sarà, infine, lanciato e diffuso attraverso il sito Iperbole del Comune di Bologna un video-messaggio congiunto della Coalizione Europea di Città Contro il Razzismo e la Xenofobia. &#160; Giulia Giovagnoli &#8211; Dipartimento Benessere di comunità Cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, dal 2010, la Provincia di Bologna, con il contributo dell&#8217;<a href="http://www.unar.it/" target="_blank">Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (</a><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.unar.it/" target="_blank">UNAR</a>) </span>e del <a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it/contro-le-discriminazioni/" target="_blank">Centro Regionale contro le discriminazioni dell&#8217;Emilia-Romagna</a> , promuove la <a href="http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/613811180700/M/571111180700/T/Settimana-per-il-dialogo-interculturale-contro-il-razzismo-e-tutte-le-discriminazioni-2013" target="_blank"><strong>Settimana per il dialogo interculturale, contro il razzismo e tutte le discriminazioni</strong></a>, che si svolge quest&#8217;anno <strong>dal 16 al 24 marzo</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/z.jpg"><img class="size-full wp-image-3130 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/z.jpg" width="350" height="169" /></a></p>
<p>Su tutto il territorio provinciale, sono organizzati diversi eventi incentrati sull&#8217;esperienza della discriminazione e la valorizzazione delle pari opportunità, per celebrare il <strong>21 marzo,</strong> in quanto <strong>Giornata mondiale per l&#8217;eliminazione delle discriminazioni razziali</strong>, istituita dall&#8217;ONU cinquant&#8217;anni fa in commemorazione dei 69 manifestanti che, in quel giorno del 1960 a Sharpeville, in Sud Africa, rimasero uccisi mentre protestavano contro il regime dell&#8217;Apartheid.</p>
<p>A partire da allora, in tutto il mondo, si celebra la settimana di lotta al razzismo, promuovendo diversi eventi di sensibilizzazione e informazione sui temi della discriminazione, con l&#8217;obiettivo di lottare per abbattere l&#8217;ingiustizia, il silenzio, la paura e l&#8217;ignoranza verso l&#8217;altro.</p>
<p>Anche <strong>AMITIE,</strong> quest&#8217;anno, ha voluto collaborare alla realizzazione di un <strong>evento all&#8217;interno di questo ricchissimo programma</strong> per la <strong> <a href="http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/613811180700/M/571111180700/T/Settimana-per-il-dialogo-interculturale-contro-il-razzismo-e-tutte-le-discriminazioni-2013" target="_blank">Settimana per il dialogo interculturale contro il razzismo e tutte le discriminazioni (2013).</a></strong></p>
<p>Ci incontreremo proprio <strong>giovedì 21 marzo a La Gazzetta</strong>, via Zamboni 26, per la <b>Scuola di Cucina dal Mondo AMITIE,</b> che questa volta ci farà viaggiare tra i sapori del Senegal e dell&#8217;Africa.</p>
<p>Per maggiori info sull&#8217;iniziativa potete consultare il <a href="http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServeFile.php/f/News/Cucina_dal_Senegal_e_Africa_-_21_marzo_-_Scuola_di_Cucina_del_Mondo_AMITIE_a_La_Gazzetta.pdf" target="_blank">programma</a>.</p>
<p>Il ricco calendario di quest&#8217;anno ci accompagnerà, attraverso laboratori nelle scuole, convegni e seminari, workshop musicali, biblioteche viventi, banchetti informativi, spettacoli e feste, alla scoperta della <strong>ricchezza di ogni diversità</strong>.</p>
<p>Sarà, infine, lanciato e diffuso attraverso il sito Iperbole del <strong>Comune di Bologna</strong> un <strong><a href="http://www.eccar.info/" target="_blank">video-messaggio</a> congiunto della Coalizione Europea di Città Contro il Razzismo e la Xenofobia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli &#8211; Dipartimento Benessere di comunità Cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raccontiamo l&#8217;incontro sullo sport e una nuova buona notizia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 14:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 25 gennaio si è svolto, presso l&#8217;Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. La domanda: E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa? ha suscitato grande interesse, tanto che il nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro è stato ampiamente accolto e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento. Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti. Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;interessante novità che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: il 28 gennaio è stato firmato da Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e Anci (Associazione Nazionale Comuni) un protocollo d&#8217;intesa che si propone come strumento volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport. Finalmente, una buona notizia! Per quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), presentando qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. Roberto Farné (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo. E&#8217; stata, poi, la volta di Nico Bortoletto (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi. Carlo Balestri (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei Mondiali Antirazzisti, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione. L&#8217;antropologo Claudio Cadei ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come “fatto sociale totale” in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi. E&#8217; intervenuto, quindi, Davide Gubellini (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile. Il contributo di Giuseppe Scandurra (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta. L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da Hakim Chebakia, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro. Emanuele Franco si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio On the Move, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni? Infine, ha preso la parola Vénuste Niyongabo, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo video e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare qui. A concludere la giornata, le parole di Benedetto Zacchiroli, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo. &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>25 gennaio</strong> si è svolto, presso l&#8217;<strong>Urban Center</strong>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <em><strong>Percorsi di Cittadinanza</strong></em> della campagna AMITIE. La domanda:</p>
<blockquote><p><em>E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa?</em></p></blockquote>
<p>ha suscitato grande interesse, tanto che il <strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/progettare-percorsi-di-cittadinanza-ora-tocca-a-voi/" target="_blank">nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro</a> è stato ampiamente accolto</strong> e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento.</p>
<p>Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg"><img class="wp-image-2707 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg" width="369" height="277" /></a></p>
<p>Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;<strong>interessante novità</strong> che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: <strong>il 28 gennaio è stato firmato da Coni</strong> (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) <strong>e Anci</strong> (Associazione Nazionale Comuni) un <strong><a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it/news/lintegrazione-passa-anche-dallo-sport" target="_blank">protocollo d&#8217;intesa</a> che si propone come strumento</strong> <strong>volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport</strong>.</p>
<p>Finalmente, una buona notizia!</p>
<p>P<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2709" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg" width="272" height="363" /></a>er quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank">presentando</a> qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. <strong></strong></p>
<p><strong>Roberto Farné</strong> (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo.</p>
<p>E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Nico Bortoletto</strong> (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi.</p>
<p><strong>Carlo Balestri</strong> (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei <a href="http://www.mondialiantirazzisti.org/new/" target="_blank"><strong>Mondiali Antirazzisti</strong></a>, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione.</p>
<p>L&#8217;antropologo <strong>Claudio Cadei</strong> ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come <em>“fatto sociale totale”</em> in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi.</p>
<p>E&#8217; intervenuto, quindi, <strong>Davide Gubellini</strong> (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile.</p>
<p>Il contributo di <strong>Giuseppe Scandurra</strong> (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta.</p>
<p>L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da <strong>Hakim Chebakia</strong>, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro.</p>
<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2719" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg" width="302" height="226" /></a>Emanuele Franco</strong> si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio <strong>On the Move</strong>, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni?</p>
<p>Infine, ha preso la parola <strong>Vénuste Niyongabo</strong>, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v70KEHj-hls" target="_blank"><strong>video</strong></a> e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare <a href="http://amitie-community.eu/italia/intervista-a-venuste-niyongabo-lo-sport-come-promotore-di-integrazione/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>A concludere la giornata, le parole di <strong>Benedetto Zacchiroli</strong>, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Lo scaffale di AMITIE: ecco i prodotti realizzati dai partecipanti dei focus gruop!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
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		<category><![CDATA[cartoline]]></category>
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		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un punto di partenza. Le idee e le opinioni emerse da un gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il 15 ottobre 2011 al centro Zonarelli -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già un altro modo di comunicare la migrazione, che ha contribuito alla creazione della campagna di comunicazione di AMITIE. La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;ascolto dei cittadini, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella, Sherif, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di restituire potere al cittadino responsabile, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale. Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione, mettendo in luce i difetti della comunicazione per provare a superarli, o l&#8217;inadeguatezza di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità. Attraverso la realizzazione di un video (che troverete in fondo a questo post) e di una serie di cartoline, i partecipanti ai focus group hanno comunicato i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono. QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata! Buona visione! di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI &#8211; Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei <strong>focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE</strong>, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un <strong>punto di partenza</strong>.</p>
<blockquote><p>Le idee e le opinioni emerse da un <strong>gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi</strong>, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il <strong>15 ottobre 2011</strong> al <strong>centro Zonarelli</strong> -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già <strong>un altro modo di comunicare la migrazione,</strong> che ha contribuito alla creazione della <strong>campagna di comunicazione di AMITIE</strong>.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3.jpg"><img class="wp-image-2644 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;<strong>ascolto dei cittadini</strong>, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a <strong>Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella</strong>, <strong>Sherif</strong>, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di <strong>restituire potere al cittadino responsabile</strong>, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale.</p>
<p>Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, <strong>i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione</strong>, <strong>mettendo in luce i difetti</strong> della comunicazione per provare a superarli, <strong>o l&#8217;inadeguatezza</strong> di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità.</p>
<p>Attraverso la realizzazione di un <strong>video</strong> (che troverete in fondo a questo post) e di una <strong>serie di cartoline</strong>, i partecipanti ai focus group hanno comunicato<strong> i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono.</strong></p>
<blockquote><p>QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata!</p></blockquote>
<p>Buona visione!</p>
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI &#8211; Comune di Bologna</p>
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		<title>Un seminario per gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, a Bologna!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 09:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bande]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 gennaio, dalle 9:00 alle 13:00, presso il Centro Interculturale Zonarelli (via G. A. Sacco, 14), si terrà un interessante seminario dal titolo Integrazioni delle nuove generazioni, italiane e immigrate. Bande giovanili di strada: il gruppo come forma di inclusione. Amitie continua a fornirvi spunti di riflessioni importanti su tematiche quali il dialogo, lo scambio, l&#8217;armonizzazione delle diversità e il mantenimento delle peculiarità; questa volta, simili tematiche si dipanano intorno a un soggetto specifico, ovvero le nuove generazioni. Un soggetto che già di per sè offre svariate angolazioni di analisi. Dopo i saluti introduttivi di Simone Borsari (Presidente del Quartiere San Donato), potrete assistere ai seguenti interventi: Gian Guido Nobili &#8211; Regione Emilia-Romagna Stefania Crocitti &#8211; Università degli studi di Bologna Anna Maria Rais &#8211; Ricercatrice Elisabetta Zucchini &#8211; Quartiere San Donato Associazioni &#160; Il moderatore del seminario sarà Dino Cocchinella (Istituzione per l&#8217;inclusione sociale e comunitaria) e le conclusioni del lavori verranno affidate a Matilde Callari Galli (Istituzione per l&#8217;inclusione sociale e comunitaria). Vi aspettiamo numerosi. &#160; Per Info: Barbara Grazia Istituzione per l&#8217;Inclusione sociale e comunitaria &#8220;don Paolo Serra Zanetti&#8221; Comune di Bologna 051-219.31.61 barbara.grazia@comune.bologna.it]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg"><img class="wp-image-2567 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg" alt="" width="358" height="132" /></a>Il <strong>23 gennaio</strong>,<strong> dalle 9:00 alle 13:00</strong>, presso il <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale Zonarelli</strong></a> (via G. A. Sacco, 14), si terrà un interessante seminario dal titolo <a href="http://www.comune.bologna.it/inclusionesociale/notizie/139:16246/" target="_blank"><strong>Integrazioni delle nuove generazioni, italiane e immigrate. Bande giovanili di strada: il gruppo come forma di inclusione</strong></a>.</p>
<p><strong>Amitie</strong> continua a fornirvi spunti di riflessioni importanti su tematiche quali il dialogo, lo scambio, l&#8217;armonizzazione delle diversità e il mantenimento delle peculiarità; questa volta, simili tematiche si dipanano intorno a un soggetto specifico, ovvero le nuove generazioni. Un soggetto che già di per sè offre svariate angolazioni di analisi.</p>
<p>Dopo i saluti introduttivi di <strong>Simone Borsari</strong> (Presidente del Quartiere San Donato), potrete assistere ai seguenti interventi:</p>
<ul>
<li><strong>Gian Guido Nobili</strong> &#8211; Regione Emilia-Romagna</li>
<li><strong>Stefania Crocitti</strong> &#8211; Università degli studi di Bologna</li>
<li><strong>Anna Maria Rais</strong> &#8211; Ricercatrice</li>
<li><strong>Elisabetta Zucchini</strong> &#8211; Quartiere San Donato</li>
<li><strong>Associazioni</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il moderatore del seminario sarà <strong>Dino Cocchinella</strong> (Istituzione per l&#8217;inclusione sociale e comunitaria) e le conclusioni del lavori verranno affidate a <strong>Matilde Callari Galli</strong> (Istituzione per l&#8217;inclusione sociale e comunitaria).</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per Info:</strong><br />
Barbara Grazia<br />
<em> <a title="Istituzione per l`Inclusione sociale e comunitaria &quot;don Paolo Serra Zanetti&quot;" href="http://www.comune.bologna.it/inclusionesociale" target="">Istituzione per l&#8217;Inclusione sociale e comunitaria &#8220;don Paolo Serra Zanetti&#8221;</a> </em><br />
Comune di Bologna<br />
051-219.31.61<br />
<a title="barbara.grazia@comune.bologna.it" href="mailto:barbara.grazia@comune.bologna.it" target="">barbara.grazia@comune.bologna.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>‘Percorsi di cittadinanza’… com&#8217;è andata?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-come-andata/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 11:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2458</guid>
		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato qui, venerdì 14 Dicembre 2012 si è svolto all’Urban Center il secondo incontro tematico del ciclo ‘Percorsi di Cittadinanza’ &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al tema dell’economia. La domanda da cui siamo partiti è stata &#8216;la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?&#8216; In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le tendenze in materia di lavoro immigrato in tempo di crisi. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230; Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto. Ha aperto i lavori Eugenio Gentile [Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011. Poi Andrea Stuppini [funzionario della Regione Emilia-Romagna] ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro. E&#8217; stata, poi, la volta di Anna Lucia Colleo [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il tema dell’imprenditoria straniera, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria. Stefania Piccinelli [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: parliamo di braccia o parliamo di teste? Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub- Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero? Ha concluso il dibattito Leyla Dauki [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone. Infine Naziro, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda. Vi aspettiamo al prossimo incontro… il 24 Gennaio! Non mancate! Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2459" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/urban-center-bologna.jpg" alt="" width="320" height="320" /></a>Come vi avevamo anticipato <a href="http://amitie-community.eu/italia/proseguono-i-percorsi-di-cittadinanza-di-amitie/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>, <strong>venerdì 14 Dicembre 2012</strong> si è svolto all’<strong>Urban Center</strong> il secondo incontro tematico del ciclo <strong>‘Percorsi di Cittadinanza’</strong> &#8211; promosso dalla campagna Amitie &#8211; dedicato, questa volta, al <strong>tema dell’economia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La domanda da cui siamo partiti è stata <strong>&#8216;<em>la migrazione è fonte di sviluppo per l’economia e la società? Può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante?</em>&#8216;</strong></p>
<p style="text-align: justify">In quell&#8217;occasione abbiamo cercato di comprendere le <strong>tendenze in materia di lavoro <em>immigrato</em> in tempo di crisi</strong>. Eravamo in pochi e il tema piuttosto complesso, così si è cercato di affrontarlo a partire da alcune prospettive [sicuramente non da tutte!]&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Erano presenti diversi interlocutori, ognuno con competenze e conoscenze specifiche proprie. Ecco un tentativo di raccontare brevemente quanto accaduto.</p>
<p style="text-align: justify">Ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-eugenio-gentile-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong> </a>[Ufficio di Piano del Comune di Bologna] con una <strong>presentazione sui dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione sul territorio provinciale di Bologna</strong>, segnalando &#8211; ad esempio &#8211; come gli imprenditori nati all’estero e operanti in provincia siano passati da 1938 nel 2000 a 6417 nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify">Poi <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/14-1212-andrea-stuppini-lavoro-ed-economia" target="_blank"><strong>Andrea Stuppini</strong></a> [funzionario della Regione Emilia-Romagna] <strong>ha ripreso – e smontato – alcuni stereotipi che spesso caratterizzano il dibattito su economia e immigrazione</strong> (come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”, “pesano sulle casse dello Stato, non pagano le tasse e non producono”), mostrando come si possa in realtà sostenere che, anche volendo limitare – in maniera imperdonabilmente riduttiva &#8211; il discorso al tema costi/benefici della migrazione in Italia, vi sarebbe un saldo fiscale positivo di 1,5 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Anna Lucia Colleo</strong> [direttore del progetto Making Migration Work for Development], che ha affrontato il <strong>tema dell’imprenditoria straniera</strong>, sottolineando in premessa l’importanza della scelta del linguaggio quando si parla di immigrazione. A Bologna sono 153 le nazioni rappresentate dall’imprenditoria! Il 14,5% dell’industria manifatturiera è di titolarità straniera, così come il 13,4% dell’impresa edile. A seguire, commercio, trasporti e servizi alle imprese. <strong>Molto interessante anche il focus sulla comunità imprenditoriale cinese, sui rapporti con le banche e con le associazioni di categoria.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Stefania Piccinelli</strong> [Responsabile Educazione allo Sviluppo del GVC] ha riportato l’attenzione sul valore del capitale umano: <em>parliamo di braccia o parliamo di teste?</em> <em>Perché gli italiani non percepiscono la presenza di migranti altamente qualificati? Quali conseguenze ha l’emigrazione di personale qualificato sui paesi d’origine? Lo sappiamo che in alcune parti dell’Africa Sub-</em><br />
<em>Sahariana più della metà dei laureati vanno a lavorare all’estero?</em></p>
<p style="text-align: justify">Ha concluso il dibattito <strong>Leyla Dauki</strong> [mediatrice culturale e collaboratrice del CDLEI] portando la sua <strong>esperienza nei Centri per l’Impiego della Provincia di Bologna</strong> e raccontando quali possono essere le difficoltà che i lavoratori stranieri – o le persone in cerca di un impiego – incontrano e, quindi, quale ruolo può essere giocato dai diversi attori in campo affinchè tali difficoltà possano essere superate. Leyla ha ribadito l’importanza della comunicazione tra operatori e utenti, anche nei centri per l’impiego, e la necessità di formare gli operatori ad un ascolto e ad un accompagnamento attento. Non ce ne rendiamo conto, ma le informazioni date dagli operatori possono cambiare il destino delle persone.</p>
<p style="text-align: justify">Infine <strong>Naziro</strong>, membro della comunità nigeriana in Italia da tanti anni, <strong>ha sottolineato la necessità di prevedere dei percorsi di avviamento al lavoro che siano realmente intensivi</strong>, ossia capaci di formare il nuovo lavoratore a 360°, <strong>anche sull’apprendimento della lingua italiana e sulla cultura lavorativa dell’azienda.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Vi aspettiamo al prossimo incontro… il <strong>24 Gennaio! </strong>Non mancate!</p>
<p style="text-align: right">Lucia Fresa &#8211; Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Non solo numeri: 22° edizione Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 10:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione della 22° edizione Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes Mercoledì 19 dicembre &#8211; dalle ore 15.30 &#8211; presso l’Aula grande della Facoltà di Giurisprudenza (via Zamboni, 22) all’interno del seminario “Tra opportunità ed emergenza. Immigrazione in Italia e in provincia di Bologna”, verrà presentato la 22° edizione del “Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes”. Il dossier &#8211; ricco di dati e informazioni aggiornate sul composito fenomeno migratorio &#8211; è uno strumento di grande utilità per facilitare la comunicazione a partire dalla conoscenza di dati. Sarà presentato dal coordinatore Franco Pittau. La presenza di Raffaele Lelleri, responsabile dell’Osservatorio Immigrazione della Provincia di Bologna, contribuirà al dibattito offrendo la possibilità di un interessante confronto tra i dati nazionali e l’“Annuario Statistico Immigrazione in provincia di Bologna 2012”. Con Rita Paradisi, responsabile dell’Ufficio per le politiche dell’immigrazione della Provincia di Bologna, si parlerà dell’esperienza e della gestione dell’Emergenza Nord Africa, discorso che sarà poi ampliato ed entrerà nel dettaglio con la presentazione, da parte di Sandra Federici e Silvia Festi, del nuovo numero di Africa e Mediterraneo, che delinea un bilancio di due anni di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia e in Provincia. Prima di lasciare spazio alle domande del pubblico e alle riflessioni conclusive, l’intervento dell’avvocato Alessandra Ballerini offrirà un’analisi dello status giuridico dei richiedenti asilo dell’Emergenza Nord Africa. Ai partecipanti saranno inoltre distribuite le pubblicazioni presentate, fino a esaurimento delle copie. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, Assessorato alle Politiche Sociali. Leggi il programma completo: Invito Bologna 19 dic. Dossier Vi aspettiamo! Per chi non potesse seguire direttamente la presentazione presso la Facoltà di Giurisprudenza, vi invitiamo a seguire l&#8217;hashtag #doscarmigr12 su Twitter, per aggiornamenti e news varie. di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Presentazione della 22° edizione Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes</h3>
<p style="text-align: justify"><strong>Mercoledì 19 dicembre</strong> &#8211; dalle ore 15.30 &#8211; presso l’<strong>Aula grande della <a href="http://www.giuri.unibo.it/Giurisprudenza/default.htm" target="_blank">Facoltà di Giurisprudenza</a></strong> (via Zamboni, 22) all’interno del seminario <strong>“Tra opportunità ed emergenza. Immigrazione in Italia e in provincia di Bologna”</strong>, verrà presentato la <strong>22° edizione</strong> del <strong>“Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes”</strong>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Il dossier &#8211; ricco di dati e informazioni aggiornate sul composito fenomeno migratorio &#8211; è uno <em>strumento</em> di grande utilità per facilitare la comunicazione a partire dalla conoscenza di dati. Sarà presentato dal coordinatore <strong>Franco Pittau</strong>. La presenza di <strong>Raffaele Lelleri</strong>, responsabile dell’<strong>Osservatorio Immigrazione della Provincia di Bologna</strong>, contribuirà al dibattito offrendo la possibilità di un interessante confronto tra i dati nazionali e l’“<strong>Annuario Statistico Immigrazione in provincia di Bologna 2012</strong>”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/dossier_2012.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-2306" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/12/dossier_2012.jpeg" alt="" width="578" height="383" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Con <strong>Rita Paradisi</strong>, responsabile dell’Ufficio per le politiche dell’immigrazione della Provincia di Bologna, si parlerà dell’esperienza e della gestione dell’Emergenza Nord Africa, discorso che sarà poi ampliato ed entrerà nel dettaglio con la presentazione, da parte di <strong>Sandra Federici</strong> e <strong>Silvia Festi</strong>, del nuovo numero di <em>Africa e Mediterraneo</em>, che delinea un bilancio di due anni di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia e in Provincia. Prima di lasciare spazio alle domande del pubblico e alle riflessioni conclusive, l’intervento dell’avvocato <strong>Alessandra Ballerini</strong> offrirà un’analisi dello status giuridico dei richiedenti asilo dell’Emergenza Nord Africa.</p>
<p>Ai partecipanti saranno inoltre distribuite le pubblicazioni presentate, fino a esaurimento delle copie.</p>
<p>L’iniziativa è realizzata con il sostegno della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, <strong>Assessorato alle Politiche Sociali</strong>.</p>
<p>Leggi il <strong>programma</strong> completo: <strong><a href="http://www.africaemediterraneo.it/public/2012/12/invito_bologna_19dic2012.pdf" target="_blank">Invito Bologna 19 dic. Dossier</a></strong><br />
Vi aspettiamo!</p>
<p style="text-align: justify">Per chi non potesse seguire direttamente la presentazione presso la <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong>, vi invitiamo a <strong>seguire l&#8217;hashtag</strong> <a href="https://twitter.com/search?q=%23doscarmigr12&amp;src=typd" target="_blank"><strong>#doscarmigr12 su Twitter</strong></a>, per aggiornamenti e news varie.</p>
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI</p>
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