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	<title>Amitie Community Italia &#187; Zonarelli</title>
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		<title>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione allo Zonarelli&#8230; com&#8217;è andata?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 5 aprile si è svolto, presso il Centro Interculturale M. Zonarelli, il settimo ed ultimo incontro dei Percorsi di Cittadinanza AMITIE. Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio. Dopo i saluti di benvenuto di Fausto Amelii (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa Nazzarena Zorzella, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;ASGI, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia. E&#8217; stata poi la volta di Antonio Mumolo (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare qui le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica. Ha preso quindi la parola Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome della nostra nuova cittadinanza europea. Il Consigliere Comunale Leonardo Barcelò ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali. Micaela Malena (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave. Le associazioni dello Zonarelli hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet. Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini! &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>5 aprile</strong> si è svolto, presso il <strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong>, il <a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">settimo ed ultimo incontro dei </a><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">Percorsi di Cittadinanza AMITIE</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2567" alt="337124_361824290553854_1953959720_o" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg" width="511" height="189" /></a></p>
<p>Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio.</p>
<p>Dopo i saluti di benvenuto di <strong>Fausto Amelii</strong> (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa <strong>Nazzarena Zorzella</strong>, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;<strong>ASGI</strong>, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento<br />
delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana.</p>
<p><strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-eugenio-gentile-diritti-cittadinanza" target="_blank">i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna</a>, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta di <strong>Antonio Mumolo</strong> (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-avvocato-di-strada-diritti-cittadinanza" target="_blank">qui</a> le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica.</p>
<p>Ha preso quindi la parola <strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome<br />
della nostra nuova cittadinanza europea.</p>
<p>Il Consigliere Comunale <strong>Leonardo Barcelò</strong> ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali.</p>
<p><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;<strong>Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale</strong>, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave.</p>
<p>Le <strong>associazioni dello Zonarelli</strong> hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet.</p>
<p>Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>Lo scaffale di AMITIE: ecco i prodotti realizzati dai partecipanti dei focus gruop!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un punto di partenza. Le idee e le opinioni emerse da un gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il 15 ottobre 2011 al centro Zonarelli -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già un altro modo di comunicare la migrazione, che ha contribuito alla creazione della campagna di comunicazione di AMITIE. La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;ascolto dei cittadini, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella, Sherif, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di restituire potere al cittadino responsabile, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale. Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione, mettendo in luce i difetti della comunicazione per provare a superarli, o l&#8217;inadeguatezza di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità. Attraverso la realizzazione di un video (che troverete in fondo a questo post) e di una serie di cartoline, i partecipanti ai focus group hanno comunicato i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono. QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata! Buona visione! di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI &#8211; Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei <strong>focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE</strong>, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un <strong>punto di partenza</strong>.</p>
<blockquote><p>Le idee e le opinioni emerse da un <strong>gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi</strong>, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il <strong>15 ottobre 2011</strong> al <strong>centro Zonarelli</strong> -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già <strong>un altro modo di comunicare la migrazione,</strong> che ha contribuito alla creazione della <strong>campagna di comunicazione di AMITIE</strong>.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3.jpg"><img class="wp-image-2644 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;<strong>ascolto dei cittadini</strong>, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a <strong>Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella</strong>, <strong>Sherif</strong>, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di <strong>restituire potere al cittadino responsabile</strong>, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale.</p>
<p>Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, <strong>i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione</strong>, <strong>mettendo in luce i difetti</strong> della comunicazione per provare a superarli, <strong>o l&#8217;inadeguatezza</strong> di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità.</p>
<p>Attraverso la realizzazione di un <strong>video</strong> (che troverete in fondo a questo post) e di una <strong>serie di cartoline</strong>, i partecipanti ai focus group hanno comunicato<strong> i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono.</strong></p>
<blockquote><p>QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata!</p></blockquote>
<p>Buona visione!</p>
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI &#8211; Comune di Bologna</p>
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