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	<title>Amitie Community Italia &#187; video</title>
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		<title>Lo scaffale di AMITIE: ecco i prodotti realizzati dai partecipanti dei focus gruop!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un punto di partenza. Le idee e le opinioni emerse da un gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il 15 ottobre 2011 al centro Zonarelli -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già un altro modo di comunicare la migrazione, che ha contribuito alla creazione della campagna di comunicazione di AMITIE. La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;ascolto dei cittadini, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella, Sherif, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di restituire potere al cittadino responsabile, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale. Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione, mettendo in luce i difetti della comunicazione per provare a superarli, o l&#8217;inadeguatezza di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità. Attraverso la realizzazione di un video (che troverete in fondo a questo post) e di una serie di cartoline, i partecipanti ai focus group hanno comunicato i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono. QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata! Buona visione! di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI &#8211; Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei <strong>focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE</strong>, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un <strong>punto di partenza</strong>.</p>
<blockquote><p>Le idee e le opinioni emerse da un <strong>gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi</strong>, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il <strong>15 ottobre 2011</strong> al <strong>centro Zonarelli</strong> -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già <strong>un altro modo di comunicare la migrazione,</strong> che ha contribuito alla creazione della <strong>campagna di comunicazione di AMITIE</strong>.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3.jpg"><img class="wp-image-2644 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;<strong>ascolto dei cittadini</strong>, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a <strong>Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella</strong>, <strong>Sherif</strong>, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di <strong>restituire potere al cittadino responsabile</strong>, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale.</p>
<p>Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, <strong>i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione</strong>, <strong>mettendo in luce i difetti</strong> della comunicazione per provare a superarli, <strong>o l&#8217;inadeguatezza</strong> di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità.</p>
<p>Attraverso la realizzazione di un <strong>video</strong> (che troverete in fondo a questo post) e di una <strong>serie di cartoline</strong>, i partecipanti ai focus group hanno comunicato<strong> i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono.</strong></p>
<blockquote><p>QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata!</p></blockquote>
<p>Buona visione!</p>
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI &#8211; Comune di Bologna</p>
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