<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Amitie Community Italia &#187; THIS IS MY STORY. OR OURS</title>
	<atom:link href="http://amitie-community.eu/italia/tag/this-is-my-story-or-ours/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://amitie-community.eu/italia</link>
	<description>Solo un altro sito  Amitie Community Siti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Feb 2025 12:24:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione allo Zonarelli&#8230; com&#8217;è andata?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3458</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso 5 aprile si è svolto, presso il Centro Interculturale M. Zonarelli, il settimo ed ultimo incontro dei Percorsi di Cittadinanza AMITIE. Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio. Dopo i saluti di benvenuto di Fausto Amelii (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa Nazzarena Zorzella, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;ASGI, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia. E&#8217; stata poi la volta di Antonio Mumolo (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare qui le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica. Ha preso quindi la parola Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome della nostra nuova cittadinanza europea. Il Consigliere Comunale Leonardo Barcelò ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali. Micaela Malena (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave. Le associazioni dello Zonarelli hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet. Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini! &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>5 aprile</strong> si è svolto, presso il <strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong>, il <a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">settimo ed ultimo incontro dei </a><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">Percorsi di Cittadinanza AMITIE</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2567" alt="337124_361824290553854_1953959720_o" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg" width="511" height="189" /></a></p>
<p>Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio.</p>
<p>Dopo i saluti di benvenuto di <strong>Fausto Amelii</strong> (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa <strong>Nazzarena Zorzella</strong>, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;<strong>ASGI</strong>, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento<br />
delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana.</p>
<p><strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-eugenio-gentile-diritti-cittadinanza" target="_blank">i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna</a>, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta di <strong>Antonio Mumolo</strong> (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-avvocato-di-strada-diritti-cittadinanza" target="_blank">qui</a> le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica.</p>
<p>Ha preso quindi la parola <strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome<br />
della nostra nuova cittadinanza europea.</p>
<p>Il Consigliere Comunale <strong>Leonardo Barcelò</strong> ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali.</p>
<p><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;<strong>Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale</strong>, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave.</p>
<p>Le <strong>associazioni dello Zonarelli</strong> hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet.</p>
<p>Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amitie e l&#8217;Associazione Gaudeamus per la cultura moldava e rumena</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 07:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Gaudeamus]]></category>
		<category><![CDATA[Centro interculturale Massimo Zonarelli]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3366</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 6 aprile al Centro Interculturale Zonarelli, AMITIE ha incontrato gli studenti moldavi e rumeni dell&#8217;Associazione Gaudeamus, associazione nata proprio dall&#8217;esigenza di riunire gli studenti universitari provenienti da questi due Paesi, ma anche aperta a tutti coloro i quali credono nello scambio culturale e nel dialogo come fonte di arricchimento reciproco. Tra i partecipanti all&#8217;incontro di sabato anche il presidente dell&#8217;associazione, Vladislav Diacenco, che studia economia a Bologna. Il motto dell associazione è &#8220;Insieme, moldavi e rumeni per cambiare la mentalità&#8221;. E in linea con questa idea è stato pensato l&#8217;incontro con AMITIE e la proiezione di &#8220;This is my story. Or ours?&#8221;. Gli studenti hanno potuto esprimere le loro idee e le loro opinioni a partire dalle loro storie! Ci siamo lasciati con l&#8217;impegno di diffondere AMITIE, i suoi valori di rispondere ai 10 quesiti e di rivederci numerosi al Festival AMITIE. Grazie all&#8217;Associazione Gaudeamus che ha promosso l&#8217;incontro e grazie al Centro Interculturale Zonarelli che lo ha ospitato! &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 6 aprile</strong> al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale Zonarelli</strong></a>, AMITIE ha incontrato gli studenti moldavi e rumeni dell&#8217;<a href="http://www.studentitalia.org/" target="_blank"><strong>Associazione Gaudeamus</strong></a>,<strong> </strong>associazione nata proprio dall&#8217;esigenza di riunire gli studenti universitari provenienti da questi due Paesi, ma anche aperta a tutti coloro i quali credono nello scambio culturale e nel dialogo come fonte di arricchimento reciproco.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/LogoGaudeamus.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3371" alt="LogoGaudeamus" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/LogoGaudeamus.jpg" width="300" height="221" /></a><br />
Tra i partecipanti all&#8217;incontro di sabato anche il presidente dell&#8217;associazione, <strong>Vladislav Diacenco</strong>, che studia economia a Bologna. Il motto dell associazione è &#8220;Insieme, moldavi e rumeni per cambiare la mentalità&#8221;. E in linea con questa idea è stato pensato l&#8217;incontro con AMITIE e la proiezione di <strong>&#8220;This is my story. Or ours?&#8221;</strong>. Gli studenti hanno potuto esprimere le loro idee e le loro opinioni a partire dalle loro storie!</p>
<p><strong>Ci siamo lasciati con l&#8217;impegno di diffondere AMITIE, i suoi valori di rispondere ai 10 quesiti e di rivederci numerosi al Festival AMITIE.</strong></p>
<p>Grazie all&#8217;Associazione Gaudeamus che ha promosso l&#8217;incontro e grazie al Centro Interculturale Zonarelli che lo ha ospitato!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/DSCN7414.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3415" alt="DSCN7414" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/DSCN7414.jpg" width="528" height="457" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amitie &#8211; Human Rights Nights</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-human-rights-nights/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-human-rights-nights/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 09:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[human rights nights]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3350</guid>
		<description><![CDATA[Torna nella collocazione primaverile il Festival internazionale sul tema dei diritti umani, dal 18 al 21 aprile &#8211; presso il Cinema Lumiere di Bologna, via Azzo Gardino 65. Il nesso tra sviluppo e migrazione è al centro di questa tredicesima edizione dedicata ad AMITIE, progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna che ha messo in rete varie realtà multiculturali. Questa edizione prevede incontri, workshop, mostre e musica che integrano il ricco programma di visioni, con molte anteprime e alcuni grandi film a tema della storia del cinema. L&#8217;ingresso a tutte le proiezioni ed eventi del festival è gratuito, per maggiori informazioni consulta il programma. &#160; AMITIE è un progetto di educazione allo sviluppo che attraverso attività di ricerca, formazione, comunicazione, partecipazione intende creare spazi di comunicazione, incontro e scambio sulle tematiche di migrazione, sviluppo e diritti umani. Iniziato nel 2011 in Spagna, Romania, Lettonia, Italia e Brasile, è co-finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna. Gli obiettivi di AMITIE sono la diffusione di una maggiore consapevolezza, nella società europea e negli enti locali, sulla migrazione come risorsa di sviluppo e sull’interrelazione tra migrazioni, sviluppo e diritti umani, facilitando così nuove partnership e forme di partecipazione. Nel corso di questi due anni sono state realizzate numerose attività sulle tematiche AMITIE, tra le quali una ricerca sui contesti locali nei paesi partner, focus group con i nuovi cittadini, formazione agli operatori, workshop nelle scuole, una campagna di comunicazione e infine questo festival, come ultimo evento per condividere i risultati di progetto con i cittadini di Bologna, insieme ai partner internazionali. Migrazione, sviluppo, diritti. Queste le parole chiave. Anzi, le idee. Libere di muoversi, come le persone che di quelle idee sono portatrici. AMITIE diventa quindi un insieme: l’insieme di queste persone, di queste idee, raccolte e veicolate da una campagna di comunicazione per promuovere una nuova idea di cittadinanza, una campagna che vuole ampliarsi con nuove idee, raggiungere nuove persone. Human Rights Nights è da oltre dieci anni il luogo privilegiato dove queste idee nascono e trovano ascolto, si sviluppano e migrano, per tornare ai nostri assunti d’inizio, come dimostra la fittissima rete internazionale dei festival dedicati ai diritti umani, lo Human Rights Film Network di cui il nostro festival è membro fondatore dal 2004. Una rete senza confini, quindi, che trova però a Bologna il suo centro, grazie alla sensibilità, alla capacità di precorrere i tempi di realtà come il Comune di Bologna, la Cineteca di Bologna, vera e propria levatrice di Human Rights Nights, o dell’Università di Bologna, da sempre a sostegno dell’iniziativa. Era quindi naturale l’incontro tra AMITIE e Human Rights Nights, che torna quest’anno nella sua tradizionale collocazione primaverile, e fa così confluire in sé la conclusione del progetto AMITIE, costruendo attorno alle sue idee portanti un cartellone che vede un intenso programma filmico puntellato da una serie di iniziative trasversali ai diversi linguaggi artistici – dalla musica all’arte figurativa – e più ampiamente culturali, come le tradizioni culinarie, sportive e di moda dei diversi mondi che partecipano a questa edizione 2013. Senegal, Etiopia, Lettonia, Spagna, Macedonia, Nigeria, Stati Uniti, Francia, Olanda, Brasile, Romania, Angola, Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda. E Italia. Questo l’orizzonte sconfinato di un ideale gemellaggio tra popoli e nazioni: che per conoscersi hanno bisogno di costruire un linguaggio comune, di comunicare tra loro. Un orizzonte che guarda senza pregiudizi e vincoli a una società plurale, in cui la migrazione sia vissuta come risorsa, obiettivo raggiungibile se e solo se la tutela dei diritti fondamentali della donna e dell’uomo è estesa a ogni donna e a ogni uomo, senza pregiudizi e senza vincoli. È questo lo spirito che anima il programma cinematografico di Human Rights Nights, capace di presentare importanti produzioni in anteprima (come sono quest’anno A Better Life di Chriz Weitz o A Restless City di Andrew Dosumnu) o di mostrare, in occasioni uniche per il pubblico, film che difficilmente troveranno spazio nella poco coraggiosa circuitazione delle sale cinematografiche: un mosaico che non si ferma ai titoli di punta e compone un panorama del cinema d’impegno civile. Ma quest’anno il programma porterà con sé una novità: uno sguardo retrospettivo sul cinema che negli anni passati ha segnato momenti fondamentali per la nostra riflessione: dal maestro tra i maestri, maschera d’irresistibile comicità e profondità, Charles Chaplin e il suo The Immigrant del 1917 al cantore dei Balcani Emir Kusturiça con l’episodio Uros (Blue Gipsy), all’Orso d’Oro a Berlino nel 1982, La barca è piena di Markus Imhoof, senza dimenticare la nostra storia recente e i processi di migrazione interna narrati da Pietro Germi nel Cammino della speranza del 1950. Un altro futuro è invece quello rappresentato dai registi migranti, al quale si rivolge il Premio Gianandrea Mutti – Archivio delle Memorie Migranti, nato in seno al festival grazie alla volontà dell’Associazione Amici di Giana, Officina Cinema Sud-Est, Cineteca di Bologna e Archivio delle Memorie Migranti, protagonista anche quest’anno grazie a una vetrina che ci permetterà di vedere in anteprima il trailer del nuovo film di Dagmawi Yimer, Va’ Pensiero, attualmente in produzione, proprio grazie all’assegnazione del Premio nel 2011. “Diritto umano” è binomio che mette in gioco il valore stesso della nostra esistenza: del nostro esistere in relazione agli altri e alla comunità. Human Rights Nights ha scelto questo binomio come stella polare attorno alla quale far ruotare negli anni tutte le declinazioni del suo pensare e del suo agire: il tutto anche attraverso il mezzo cinematografico, di fiction o documentaristico, comunque fortissimo, se si pensa alla portata dirompente di un’immagine che può squarciare più d’ogni parola l’indifferenza delle coscienze. Sonorità contemporanee e tradizioni antiche – come quelle della kora, del balafon o del djembe della Guinea, rappresentate al festival da Les Amis de l’Afrique – incrociano realtà della nostra città come la nuova generazione hip hop di On The Move e B-Boys, mentre i giovani del Quartiere Pilastro incontreranno gli artisti brasiliani del Gruppo “Pe’ no Chão”, simbolo della lotta per la sopravvivenza quotidiana nelle favelas di Recife, e gli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/copertina2.jpg"><img class="size-full wp-image-3358 alignleft" alt="copertina2" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/copertina2.jpg" width="222" height="166" /></a>Torna nella collocazione primaverile il <a href="http://www.humanrightsnights.org/home/" target="_blank"><strong>Festival internazionale sul tema dei diritti umani</strong></a>, <strong>dal 18 al 21 aprile</strong> &#8211; presso il Cinema Lumiere di Bologna, via Azzo Gardino 65.</p>
<p>Il nesso tra sviluppo e migrazione è al centro di questa <strong>tredicesima edizione dedicata ad AMITIE</strong>, progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna che ha messo in rete varie realtà multiculturali. Questa edizione prevede <strong>incontri, workshop, mostre e musica che integrano il ricco programma di visioni, con molte anteprime e alcuni grandi film a tema della storia del cinema. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;ingresso a tutte le proiezioni ed eventi del festival è gratuito</strong>, per maggiori informazioni consulta il <strong><a href="http://www.humanrightsnights.org/festival/programma/" target="_blank">programma</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/hakim.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3254" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/hakim.jpg" width="689" height="344" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AMITIE è un progetto di educazione allo sviluppo</strong> che attraverso attività di ricerca, formazione, comunicazione, partecipazione intende creare spazi di comunicazione, incontro e scambio sulle tematiche di migrazione, sviluppo e diritti umani. Iniziato nel 2011 in Spagna, Romania, Lettonia, Italia e Brasile, è co-finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna.</p>
<p>Gli <strong>obiettivi di AMITIE sono la diffusione di una maggiore consapevolezza</strong>, nella società europea e negli enti locali, sulla migrazione come risorsa di sviluppo e sull’interrelazione tra migrazioni, sviluppo e diritti umani, facilitando così nuove partnership e forme di partecipazione. Nel corso di questi due anni sono state realizzate numerose attività sulle tematiche AMITIE, tra le quali una ricerca sui contesti locali nei paesi partner, focus group con i nuovi cittadini, formazione agli operatori, workshop nelle scuole, una campagna di comunicazione e infine questo festival, come ultimo evento per condividere i risultati di progetto con i cittadini di Bologna, insieme ai partner internazionali.</p>
<p><strong>Migrazione, sviluppo, diritti</strong>. Queste le parole chiave. Anzi, le idee. Libere di muoversi, come le persone che di quelle idee sono portatrici. AMITIE diventa quindi un insieme: l’insieme di queste persone, di queste idee, raccolte e veicolate da una campagna di comunicazione per promuovere una nuova idea di cittadinanza, una campagna che vuole ampliarsi con nuove idee, raggiungere nuove persone. Human Rights Nights è da oltre dieci anni il luogo privilegiato dove queste idee nascono e trovano ascolto, si sviluppano e migrano, per tornare ai nostri assunti d’inizio, come dimostra la fittissima rete internazionale dei festival dedicati ai diritti umani, lo Human Rights Film Network di cui il nostro festival è membro fondatore dal 2004.</p>
<p><strong>Una rete senza confini</strong>, quindi, che trova però a Bologna il suo centro, grazie alla sensibilità, alla capacità di precorrere i tempi di realtà come il Comune di Bologna, la Cineteca di Bologna, vera e propria levatrice di Human Rights Nights, o dell’Università di Bologna, da sempre a sostegno dell’iniziativa. Era quindi naturale l’incontro tra AMITIE e Human Rights Nights, che torna quest’anno nella sua tradizionale collocazione primaverile, e fa così confluire in sé la conclusione del progetto AMITIE, costruendo attorno alle sue idee portanti un cartellone che vede un intenso programma filmico puntellato da una serie di iniziative trasversali ai diversi linguaggi artistici – dalla musica all’arte figurativa – e più ampiamente culturali, come le tradizioni culinarie, sportive e di moda dei diversi mondi che partecipano a questa edizione 2013.</p>
<p><strong>Senegal, Etiopia, Lettonia, Spagna, Macedonia, Nigeria, Stati Uniti, Francia, Olanda, Brasile, Romania, Angola, Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda. E Italia.</strong> Questo l’orizzonte sconfinato di un ideale gemellaggio tra popoli e nazioni: che per conoscersi hanno bisogno di costruire un linguaggio comune, di comunicare tra loro. Un orizzonte che guarda senza pregiudizi e vincoli a una società plurale, in cui la migrazione sia vissuta come risorsa, obiettivo raggiungibile se e solo se la tutela dei diritti fondamentali della donna e dell’uomo è estesa a ogni donna e a ogni uomo, senza pregiudizi e senza vincoli.</p>
<p>È questo lo spirito che anima il <strong>programma cinematografico di Human Rights Nights</strong>, capace di presentare importanti produzioni in anteprima (come sono quest’anno A Better Life di Chriz Weitz o A Restless City di Andrew Dosumnu) o di mostrare, in occasioni uniche per il pubblico, film che difficilmente troveranno spazio nella poco coraggiosa circuitazione delle sale cinematografiche: un mosaico che non si ferma ai titoli di punta e compone un panorama del cinema d’impegno civile. Ma quest’anno il programma porterà con sé una novità: uno sguardo retrospettivo sul cinema che negli anni passati ha segnato momenti fondamentali per la nostra riflessione: dal maestro tra i maestri, maschera d’irresistibile comicità e profondità, Charles Chaplin e il suo The Immigrant del 1917 al cantore dei Balcani Emir Kusturiça con l’episodio Uros (Blue Gipsy), all’Orso d’Oro a Berlino nel 1982, La barca è piena di Markus Imhoof, senza dimenticare la nostra storia recente e i processi di migrazione interna narrati da Pietro Germi nel Cammino della speranza del 1950.</p>
<p>Un altro futuro è invece quello rappresentato dai registi migranti, al quale si rivolge il <strong>Premio Gianandrea Mutti – Archivio</strong><br />
<strong> delle Memorie Migranti</strong>, nato in seno al festival grazie alla volontà dell’Associazione Amici di Giana, Officina Cinema Sud-Est, Cineteca di Bologna e Archivio delle Memorie Migranti, protagonista anche quest’anno grazie a una vetrina che ci permetterà di vedere in anteprima il trailer del nuovo film di Dagmawi Yimer, Va’ Pensiero, attualmente in produzione, proprio grazie all’assegnazione del Premio nel 2011.</p>
<p>“Diritto umano” è binomio che mette in gioco il valore stesso della nostra esistenza: del nostro esistere in relazione agli altri e alla comunità. Human Rights Nights ha scelto questo binomio come stella polare attorno alla quale far ruotare negli anni tutte le declinazioni del suo pensare e del suo agire: il tutto anche attraverso il mezzo cinematografico, di fiction o documentaristico, comunque fortissimo, se si pensa alla portata dirompente di un’immagine che può squarciare più d’ogni parola l’indifferenza delle coscienze. Sonorità contemporanee e tradizioni antiche – come quelle della kora, del balafon o del djembe della Guinea, rappresentate al festival da Les Amis de l’Afrique – incrociano realtà della nostra città come la nuova generazione hip hop<br />
di On The Move e B-Boys, mentre i giovani del Quartiere Pilastro incontreranno gli artisti brasiliani del Gruppo “Pe’ no<br />
Chão”, simbolo della lotta per la sopravvivenza quotidiana nelle favelas di Recife, e gli artisti romeni di Parada, associazione<br />
che nasce con il clown franco-algerino Miloud.</p>
<p><strong>Incontri, workshop e tavole rotonde approfondiranno le tematiche di AMITIE coinvolgendo agenzie di comunicazione, ONG, rappresentanti istituzionali e direttori di festival.</strong> Le migliori campagne di comunicazione sociale saranno presentate per un confronto su come può una buona idea creare consapevolezza e ispirare cambiamento, analizzando quali processi di coinvolgimento e forme di advocacy siano più efficaci nel promuovere la costruzione di reti e partecipazione di comunità.</p>
<p><strong>Attivismo</strong> è il tema della tavola rotonda che vede impegnati direttori di festival, attivisti e studiosi dei diritti umani per condividere la loro esperienza per un’analisi critica sulle nuove potenzialità dei festival. Le sfide del co-sviluppo sono infine affrontate attraverso approfondimenti teorici e buone pratiche in diversi contesti. La comunicazione sociale e la creatività plurale sono infine riconosciute con il premio AMITIE Award assegnato ai migliori progetti artistici e di comunicazione presentati al concorso.</p>
<p><strong>Human Rights Nights AMITIE è realizzato da:</strong></p>
<p>Giulia Grassilli (Direttore Artistico)<br />
Alice Marzocchi (Direttore Organizzativo)<br />
Isabella Malaguti (Programmazione Cinema)<br />
Davide Sorlini (Direttore Tecnico)<br />
Abdoulaye Gaye (Curatore Musica)<br />
Beatrice Spallaccia (Assistente alla Direzione)<br />
Stefano Andreucci (Web Publisher)<br />
Giuseppe Mandato (Webmaster)<br />
Sara Anastasi (Segreteria Organizzativa)<br />
Caterina Mazzilli (Traduzioni)<br />
Mbaye Gaye, Mamadou Diop<br />
(Trainee/ Festival exchange HRNs-AfricanBamba)<br />
Mirca Ognisanti (Coordinatore progetto AMITIE)<br />
Lucia Fresa (Project Manager AMITIE)<br />
Leyla Dauki (Supporto al coordinamento AMITIE)<br />
Raffaella Gentile (Financial Officer AMITIE)<br />
Giulia Giovagnoli (Supporto al project manager AMITIE)<br />
Gustavo Gozzi (Coordinamento scientifico AMITIE)<br />
Bernardo Venturi (Supporto scientifico AMITIE)<br />
Stefania Piccinelli, Maria Chiara Lesi (Disseminazione AMITIE)<br />
Letizia Melchiorre (Blog AMITIE)</p>
<p><strong>Ringraziamenti:</strong> Comune di Bologna, Università degli Studi di Bologna, testimonial AMITIE, volontari, amici, staff di HRNs e di Cineteca di Bologna, i partner del progetto AMITIE, gli ospiti, i registi, professionisti, artisti, musicisti, scrittori, studiosi, studenti e tutti coloro che hanno partecipato e nutrito il festival. Fondazione Alta Mane Italia, Associazione QB Quanto Basta, Lollo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/amitie-human-rights-nights/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>And the winner is&#8230; Ecco i vincitori del Bando Amitie!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[cdlei]]></category>
		<category><![CDATA[cineteca]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3288</guid>
		<description><![CDATA[La commissione per il bando AMITIE sulla Comunicazione Sociale e Creatività Plurali formata da: Giulia Grassilli e Alice Marzocchi (Cineteca di Bologna, 1 voto), Leyla Dauki (CDLEI, 1 voto), Alison Marchiò, Dim Sampaio e Antar Mohamed Marincola (Testimoni Amitie, 1 voto ciascuno) &#8211; dopo aver esaminato tutte le opere in concorso per il bando &#8211; ha selezionato una lista di vincitori e candidati alle nomination per ogni categoria in concorso. Le opere che hanno raggiunto il maggior numero di voti come preferenze vincitore sono state selezionate come vincitrici, le nomination raccolgono le opere che hanno ricevuto almeno due nominations. Qui di seguito la lista di vincitori e candidati alle nomination selezionati, che saranno presentati al festival AMITIE. Per la CATEGORIA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SOCIALE Vincitore: &#8221; E TU COSA CI VEDI&#8221; di Amref Italia. Nomination: &#8220;MIGRANTI&#8221; di Fatema aktar, &#8220;ULYSSES/ 12 RITRATTI MIGRANTI&#8221; di AssociazioneTutamondo, &#8220;FRONTE DI LIBERAZIONE DEI PIZZINNI PIZZONI&#8221; di AssociazioneTaMaLaCà. Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria, saranno presentate nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. L&#8217;opera vincitrice &#8220;E TU COSA CI VEDI&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA CINEMA / VIDEO Vincitori a pari merito: &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; di Giuliana Fantoni e &#8220;LE CUCINE DEI MIRASOLI&#8221; del Teatro dei Mignoli. Nomination: &#8220;2012&#8243; di Tatiana Villani  e &#8220;STESSO SANGUE&#8221; di Multimagine. Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria  saranno proiettate durante tutta la durata del festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, piccolo cinema itinerante che per l&#8217;occasione si fermerà nel cortile del Cinema Lumière per tutta la durata del festival. Le opere vincitrici &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; e &#8220;LE CUCINE DEI MIRACOLI&#8221;, saranno premiate durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA FOTOGRAFIA Vincitore: &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; del Collettivo Ubiq. L&#8217;opera vincitrice &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; sarà esibita nel &#8220;Cinemino&#8221;, e premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA LETTERATURA / POESIA Vincitore: &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; di Lorenzo Cimmino. Nomination: &#8221; LEONI LUPI SASSI IENE&#8221; di Alice Keller, &#8220;ASMODEO&#8221; di Stefano Giovannini, &#8220;BELOLIVRO&#8221; di Associazione N.O.V.A..L&#8217;opera vincitrice la &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Le opere di questa categoria saranno presentate durante il festival.  L&#8217;opera &#8220;BELOLIVRO&#8221; sarà presentata nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. Per la CATEGORIA TEATRO Vincitore: &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; di Associazione culturale Youkali. Nomination: &#8220;LE FAUX FOU&#8221; di Compagnie Kakatar (Senegal). L&#8217;opera vincitrice &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. L&#8217; opera &#8220;LE FAUX FOU&#8221; sarà segnalata al festival &#8220;AfricanBamba&#8221; in Senegal. Per la CATEGORIA FUMETTO Vincitore: &#8220;IL MIO VIAGGIO FINO A TE E VOLI INTERROTTI. STORIE ABBOZZATE DI MIGRANTI&#8221; di ExprisComics. L&#8217;opera vincitrice di questa categoria sarè esibita durante il festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, e sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per le CATEGORIE ARTE e MUSICA Nessuna opera presentata nelle categorie Arte e Musica è stata ritenuta meritevole o conforme ai requisiti richiesti dal bando AMITIE.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>commissione</strong> per il <strong>bando AMITIE sulla <em>Comunicazione Sociale e Creatività Plurali</em></strong> formata da: <strong>Giulia Grassilli e Alice Marzocchi</strong> (Cineteca di Bologna, 1 voto), <strong>Leyla Dauki</strong> (CDLEI, 1 voto), <strong>Alison Marchiò, Dim Sampaio e Antar Mohamed Marincola</strong> (Testimoni Amitie, 1 voto ciascuno) &#8211; dopo aver esaminato tutte le opere in concorso per il bando &#8211; ha selezionato una l<strong>ista di vincitori e candidati alle nomination per ogni categoria in concorso</strong>. Le opere che hanno raggiunto il maggior numero di voti come preferenze vincitore sono state selezionate come vincitrici, le nomination raccolgono le opere che hanno ricevuto almeno due nominations.</p>
<p>Qui di seguito la <strong>lista di vincitori e candidati alle nomination</strong> selezionati, che saranno presentati al festival AMITIE.</p>
<p><span style="color: #3366ff"><strong>Per la CATEGORIA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SOCIALE</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8221; E TU COSA CI VEDI&#8221; di Amref Italia.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;MIGRANTI&#8221; di Fatema aktar, &#8220;ULYSSES/ 12 RITRATTI MIGRANTI&#8221; di AssociazioneTutamondo, &#8220;FRONTE DI LIBERAZIONE DEI PIZZINNI PIZZONI&#8221; di AssociazioneTaMaLaCà.</p>
<p>Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria, saranno presentate nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. L&#8217;opera vincitrice &#8220;E TU COSA CI VEDI&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #000080"><strong>Per la CATEGORIA CINEMA / VIDEO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitori a pari merito</strong>: &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; di Giuliana Fantoni e &#8220;LE CUCINE DEI MIRASOLI&#8221; del Teatro dei Mignoli.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;2012&#8243; di Tatiana Villani  e &#8220;STESSO SANGUE&#8221; di Multimagine.</p>
<p>Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria  saranno proiettate durante tutta la durata del festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, piccolo cinema itinerante che per l&#8217;occasione si fermerà nel cortile del Cinema Lumière per tutta la durata del festival. Le opere vincitrici &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; e &#8220;LE CUCINE DEI MIRACOLI&#8221;, saranno premiate durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #800080"><strong>Per la CATEGORIA FOTOGRAFIA</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; del Collettivo Ubiq. L&#8217;opera vincitrice &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; sarà esibita nel &#8220;Cinemino&#8221;, e premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #ff6600"><strong>Per la CATEGORIA LETTERATURA / POESIA</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; di Lorenzo Cimmino.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8221; LEONI LUPI SASSI IENE&#8221; di Alice Keller, &#8220;ASMODEO&#8221; di Stefano Giovannini, &#8220;BELOLIVRO&#8221; di Associazione N.O.V.A..L&#8217;opera vincitrice la &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Le opere di questa categoria saranno presentate durante il festival.  L&#8217;opera &#8220;BELOLIVRO&#8221; sarà presentata nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival.</p>
<p><span style="color: #3366ff"><strong>Per la CATEGORIA TEATRO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; di Associazione culturale Youkali.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;LE FAUX FOU&#8221; di Compagnie Kakatar (Senegal). L&#8217;opera vincitrice &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. L&#8217; opera &#8220;LE FAUX FOU&#8221; sarà segnalata al festival &#8220;AfricanBamba&#8221; in Senegal.</p>
<p><span style="color: #000080"><strong>Per la CATEGORIA FUMETTO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;IL MIO VIAGGIO FINO A TE E VOLI INTERROTTI. STORIE ABBOZZATE DI MIGRANTI&#8221; di ExprisComics. L&#8217;opera vincitrice di questa categoria sarè esibita durante il festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, e sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><strong><span style="color: #800080">Per le CATEGORIE ARTE e MUSICA</span></strong></p>
<p>Nessuna opera presentata nelle categorie Arte e Musica è stata ritenuta meritevole o conforme ai requisiti richiesti dal bando AMITIE.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AMITIE ha incontrato i ragazzi del doposcuola Guinizzelli</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[scuole medie guinizzelli]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3274</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto AMITIE  è stato presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna dove, due volte la settimana, una quarantina di ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza. Tra le attività proposte al doposcuola ci sono uscite in città, laboratori e iniziative di vario genere come, appunto, l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla, che hanno raccontato questo progetto e dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di razzismo e pregiudizi. Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo. Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela. Quello della relazione con l’altro, il cosiddetto straniero (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang, testimone del progetto. Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo! Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230; &#160; 1. Racconta la tua storia Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea. 2. Cosa pensi degli stranieri? Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via. 3. Che cos&#8217;è il razzismo? E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi. 4. Perché dobbiamo combattere il razzismo? Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone. 5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani? Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!) 6. Sai cosa vuol dire integrazione? Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente). 7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri? Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc.. 8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa? Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società. 9. Hai qualcosa da aggiungere? Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>progetto AMITIE</strong>  è stato <strong>presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna</strong> dove, due volte la settimana, una quarantina di <strong>ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni</strong> si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza.</p>
<p>Tra le <strong>attività</strong> proposte al doposcuola ci sono <strong>uscite in città, laboratori e iniziative</strong> di vario genere <strong>come</strong>, appunto, <strong>l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla</strong>, che hanno raccontato questo progetto e <strong>dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza</strong> che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di <strong>razzismo e pregiudizi.</strong></p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg"><img class="wp-image-3279 aligncenter" alt="fabian" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg" width="510" height="255" /></a></p>
<p>Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. <em>Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo.</em> Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela.</p>
<p>Quello della<strong> relazione con l’altro, il cosiddetto straniero</strong> (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), <strong>per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità</strong> – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste <strong>brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang</strong>, testimone del progetto.</p>
<p>Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo!</p>
<p>Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #3366ff">1. Racconta la tua storia</span></h3>
<p>Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">2. Cosa pensi degli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: right">Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via.</p>
<h3><span style="color: #800080">3. Che cos&#8217;è il razzismo?</span></h3>
<p>E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">4. Perché dobbiamo combattere il razzismo?</span></h3>
<p style="text-align: right">Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!)</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">6. Sai cosa vuol dire integrazione?</span></h3>
<p style="text-align: right">Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente).</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #800080">7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc..</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa?</span></h3>
<p style="text-align: right">Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">9. Hai qualcosa da aggiungere?</span></h3>
<p style="text-align: left">Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esercizi di comunicazione: prove di democrazia nella società interculturale</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/esercizi-di-comunicazione-prove-di-democrazia-nella-societa-interculturale/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/esercizi-di-comunicazione-prove-di-democrazia-nella-societa-interculturale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Erickson]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Educazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3050</guid>
		<description><![CDATA[E’ uscito il numero 1/2013 di Educazione Interculturale, rivista di Erickson, casa editrice trentina specializzata sui temi dell&#8217;educazione. Questo numero, che inaugura il decimo anno della pubblicazione, promossa dal Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione, porta il titolo &#8220;Raccontare l’immigrazione &#8211; letteratura, cinema, musica, fotogiornalismo&#8221; &#8211; curata da Lorenzo Luatti. Monografia che &#8211; come spiega il curatore nell’editoriale &#8211; intende “sintetizzare, in un linguaggio rigoroso ma accessibile” […] &#8220;alcuni temi dell’immigrazione e i differenti linguaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario sull’immigrazione&#8220;. Trai i tanti diversi linguaggi, anche quello della comunicazione sociale con un articolo dedicato al progetto AMITIE di Mirca Ognisanti (Responsabile dell’Unità Intermedia Documentazione e Intercultura, Settore Istruzione – Comune di Bologna) e coordinatrice del progetto. &#8220;Esercizi di comunicazione &#8211; prove di democrazia nella società interculturale&#8220;, questo il titolo dell&#8217;articolo, ripercorre il percorso del progetto, le tante azioni realizzate, gli strumenti prodotti, i soggetti coinvolti e loro contributo di idee e proposte per veicolare un’altra idea di migrazione. Riproponendo il focus group o pratiche di comunicazione basate sulla partecipazione di cittadini, descrive il ruolo determinante, che la comunicazione e l’acquisizione di strategie comunicative consapevoli e realmente partecipate, hanno, nell’attivazione di un reale dialogo interculturale nelle nostre città. di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/EducazioneInterculturale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3051" alt="EducazioneInterculturale" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/EducazioneInterculturale1.jpg" width="130" height="183" /></a>E’ uscito il <a href="http://www.erickson.it/Riviste/Pagine/Scheda-Numero-Rivista.aspx?ItemId=40331" target="_blank"><strong>numero 1/2013 di Educazione Interculturale</strong></a>, rivista di <a href="www.erickson.it" target="_blank"><strong>Erickson</strong></a>, casa editrice trentina specializzata sui temi dell&#8217;educazione. Questo numero, che inaugura il decimo anno della pubblicazione, promossa dal Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione, porta il titolo <strong>&#8220;Raccontare l’immigrazione &#8211; letteratura, cinema, musica, fotogiornalismo&#8221;</strong> &#8211; curata da <strong>Lorenzo Luatti</strong>. Monografia che &#8211; come spiega il curatore nell’editoriale &#8211; intende “<em>sintetizzare, in un linguaggio rigoroso ma accessibile</em>” […] &#8220;<em>alcuni temi dell’immigrazione e i differenti linguaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario sull’immigrazione</em>&#8220;.</p>
</div>
<div>
<p>Trai i tanti diversi linguaggi, anche quello della <strong>comunicazione sociale</strong> con un articolo dedicato al <strong>progetto AMITIE</strong> di <strong>Mirca Ognisanti</strong> (Responsabile dell’Unità Intermedia Documentazione e Intercultura, Settore Istruzione – Comune di Bologna) e coordinatrice del progetto.</p>
</div>
<div>
<p>&#8220;<strong>Esercizi di comunicazione &#8211; prove di democrazia nella società interculturale</strong>&#8220;, questo il titolo dell&#8217;articolo, ripercorre il percorso del progetto, le tante azioni realizzate, gli strumenti prodotti, i soggetti coinvolti e loro contributo di idee e proposte per veicolare un’altra idea di migrazione. Riproponendo il focus group o pratiche di comunicazione basate sulla partecipazione di cittadini, <strong>descrive il ruolo determinante, che la comunicazione e l’acquisizione di strategie comunicative consapevoli e realmente partecipate, hanno, nell’attivazione di un reale dialogo interculturale nelle nostre città</strong>.</p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/esercizi-di-comunicazione-prove-di-democrazia-nella-societa-interculturale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un nuovo prodotto AMITIE sulla comunicazione: chiedine una copia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[cdlei]]></category>
		<category><![CDATA[guidelines]]></category>
		<category><![CDATA[scaffale amitie]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2986</guid>
		<description><![CDATA[Lo scaffale dei prodotti AMITIE, dopo oltre un anno di attività di ricerca, di sperimentazione di nuove forme partecipative indirizzate a coinvolgere cittadini non nativi di origine straniera, lo scaffale si arricchisce di un nuovo strumento: le guidelines, ovvero indicazioni operative per la comunicazione sui temi della migrazione, dello sviluppo, dei diritti umani, indirizzate e pensate per chi opera in questi settori, ma soprattutto per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Non si tratta di un manuale, ma di indicazioni operative, che nascono da una serie di interviste a interlocutori chiave, soggetti che lavorano che da tempo contribuiscono alla promozione di un’altra idea di sviluppo, di partecipazione oltre che di una promozione dei diritti umani. Questo volume guida il lettore in un percorso di riflessione che spinge ad adottare un approccio più consapevole, teso all’erogazione di un’offerta comunicativa davvero capace di unire al discorso sulla tutela dei diritti dei nuovi cittadini, lo sguardo globale ai processi di cui la migrazione costituisce solo uno degli aspetti chiave. Un documento aperto ai feedback di chi è interessato, ai suggerimenti ma anche alle critiche, che verranno utilizzate come stimoli per mantenere vivo un dibattito che si è aperto anche grazie al progetto AMITIE e che avrà come obiettivo, anche, quello di portare alla luce competenze all’interno degli enti locali, fra operatori dei servizi legati alla migrazione e alla cooperazione. È possibile richiedere gratuitamente una copia all&#8217;indirizzo email: cdleibiblioteca@comune.bologna.it Oppure recarsi presso la Biblioteca del CD&#62;&#62;LEI, in via Ca&#8217; Selvatica 7, orari di apertura: Martedì e giovedì: dalle 9 alle 14 e dalle 14.30 alle 17.30. &#160; Mirca Ognisanti &#8211; Settore Istruzione Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>scaffale dei prodotti AMITIE</strong>, dopo oltre un anno di attività di ricerca, di sperimentazione di nuove forme partecipative indirizzate a coinvolgere cittadini non nativi di origine straniera, lo scaffale si arricchisce di un nuovo strumento: le <strong>guidelines</strong>, ovvero <strong>indicazioni operative per la comunicazione sui temi della migrazione, dello sviluppo, dei diritti umani,</strong> indirizzate e pensate per chi opera in questi settori, ma soprattutto per i <strong>dipendenti della Pubblica Amministrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto4.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2996" alt="foto(4)" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto4.jpg" width="411" height="411" /></a></p>
<p>Non si tratta di un manuale, ma di<strong> indicazioni operative, che nascono da una serie di interviste a interlocutori chiave</strong>, soggetti che lavorano che da tempo contribuiscono alla promozione di un’altra idea di sviluppo, di partecipazione oltre che di una promozione dei diritti umani. Questo volume guida il lettore in un percorso di riflessione che spinge ad adottare un <strong>approccio più consapevole</strong>, teso all’erogazione di un’offerta comunicativa davvero capace di unire al discorso sulla tutela dei diritti dei nuovi cittadini, lo sguardo globale ai processi di cui la migrazione costituisce solo uno degli aspetti chiave.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto3.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2997" alt="foto(3)" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto3.jpg" width="404" height="404" /></a></p>
<p>Un<strong> documento aperto ai feedback di chi è interessato</strong>, ai suggerimenti ma anche <strong>alle critiche</strong>, che verranno utilizzate come stimoli per <strong>mantenere vivo un dibattito che si è aperto anche grazie al progetto AMITIE</strong> e che avrà come obiettivo, anche, quello di portare alla luce competenze all’interno degli enti locali, fra operatori dei servizi legati alla migrazione e alla cooperazione.</p>
<p>È possibile richiedere gratuitamente una copia all&#8217;indirizzo email: <a href="mailto:cdleibiblioteca@comune.bologna.it" target="_blank">cdleibiblioteca@comune.bologna.it</a></p>
<p>Oppure recarsi presso la Biblioteca del CD&gt;&gt;LEI, in via Ca&#8217; Selvatica 7, orari di apertura: Martedì e giovedì: dalle 9 alle 14 e dalle 14.30 alle 17.30.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Mirca Ognisanti &#8211; Settore Istruzione Comune di Bologna</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le nostre storie AMITIE &#8211; Alex Sarr</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/le-nostre-storie-migranti-alex-sarr/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/le-nostre-storie-migranti-alex-sarr/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 09:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[alex sarr]]></category>
		<category><![CDATA[cosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[storie migranti]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[turismo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2368</guid>
		<description><![CDATA[Alex Sarr è di orgine senegalese, in Italia si occupa di Turismo Responsabile. Hai realizzato i tuoi sogni venendo i Italia? Sono sempre stato un sognatore. Fin da ragazzo ricordo che sognavo di viaggiare, di andare a conoscere altre parti del mondo. Così, anche meravigliando i miei genitori, a 18 anni ho deciso di lasciare il lavoro e di mettermi in viaggio. Io sono rimasto quello di allora, ho fatto tanti incontri nella mia vita, ho conosciuto momenti belli e anche momenti di estrema difficoltà. Si sono avverati tanti dei miei sogni e forse anche molti di più, ma quella voglia di scoprire cose nuove e di dare una mano per cambiare il mondo c&#8217;è ancora tutta. Per questo, in forme certo diverse, il mio viaggio continua, non potrebbe essere altrimenti, io sono Elajhi (il viandante). Cosa fai in Italia? Gli italiani che vogliono conoscere l&#8217;Africa sono costretti a utilizzare circuiti turistici che non rappresentano un vero e proprio incontro con l&#8217;Africa. Certo, l&#8217;Africa è anche Malindi, o i centri turistici di Zanzibar, ma conoscere solo quest&#8217;Africa è riduttivo.  Per questo ho pensato di far qualcosa per far conoscere agli italiani la mia Africa, in questo caso il Senegal. Così ho iniziato ad occuparmi di Turismo responsabile. Ho iniziato volendo diffondere un’idea diversa dell’Africa rispetto al modo in cui viene sempre presentata. In genere qui si dà molto risalto all’Africa come luogo di emergenza continua, di bisogno, di disperazione. Io ho cercato di impostare tutto sull’incontro tra le persone, tra la gente. Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi? Faccio parte della Onlus “Chiama l&#8217;Africa”, un&#8217;associazione che tentava di parlare di Africa in maniera diversa, che non si limitava a proporre una solidarietà basata sull&#8217;aiuto, ma voleva far conoscere l&#8217;Africa nelle sue potenzialità e nella sua positività. Ricordo lo slogan di quando ho aderito: “l&#8217;Africa può”, tanti anni prima di Obama. Questa per me è stata una nuova opportunità che mi ha, in un certo senso, fatto scoprire di nuovo l&#8217;Africa, il mio continente. Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine? Sapevo che a Pikine – la più grande area metropolitana di Dakar &#8211; c&#8217;erano alcuni vecchi amici che si stavano impegnando per lo sviluppo del quartiere, ho pensato di partecipare e collaborare con diversi progetti. La cosa più bella è che non li abbiamo pensati noi per loro, non li abbiamo impostati dall’alto, ma abbiamo prima conosciuto le comunità locali, instaurato un dialogo con loro per poi collaborare alla realizzazione. Il progetto che continua tutt’ora è quello dell&#8217;adozione scolastica delle bambine. Esiste in tutto il Senegal un altissimo tasso di abbandono scolastico da parte delle bambine; si aggiunga a ciò il fatto che, da molti anni, il governo senegalese non dà sovvenzioni alle scuole, da qui è nata l’idea del progetto, partito nel 2003. All’inizio pensavamo di occuparci solo del ciclo elementare, quest’anno partirà un altro gruppo e abbiamo deciso di seguire le bambine fino agli studi superiori. Anche il sindaco di Pikine ha capito che è un progetto innovativo e così sono stato nominato cittadino onorario e consigliere speciale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/Foto-Testimonial.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2375" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/Foto-Testimonial-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Alex Sarr è di orgine senegalese, in Italia si occupa di Turismo Responsabile.</p>
<p><strong>Hai realizzato i tuoi sogni venendo i Italia?</strong></p>
<p><strong></strong>Sono sempre stato un sognatore. Fin da ragazzo ricordo che sognavo di viaggiare, di andare a conoscere altre parti del mondo. Così, anche meravigliando i miei genitori, a 18 anni ho deciso di lasciare il lavoro e di mettermi in viaggio. Io sono rimasto quello di allora, ho fatto tanti incontri nella mia vita, ho conosciuto momenti belli e anche momenti di estrema difficoltà. Si sono avverati tanti dei miei sogni e forse anche molti di più, ma quella voglia di scoprire cose nuove e di dare una mano per cambiare il mondo c&#8217;è ancora tutta. Per questo, in forme certo diverse, il mio viaggio continua, non potrebbe essere altrimenti, io sono Elajhi (il viandante).</p>
<p><strong>Cosa fai in Italia?</strong></p>
<p><strong></strong>Gli italiani che vogliono conoscere l&#8217;Africa sono costretti a utilizzare circuiti turistici che non rappresentano un vero e proprio incontro con l&#8217;Africa. Certo, l&#8217;Africa è anche Malindi, o i centri turistici di Zanzibar, ma conoscere solo quest&#8217;Africa è riduttivo.  Per questo ho pensato di far qualcosa per far conoscere agli italiani la mia Africa, in questo caso il Senegal. Così ho iniziato ad occuparmi di Turismo responsabile. Ho iniziato volendo diffondere un’idea diversa dell’Africa rispetto al modo in cui viene sempre presentata. In genere qui si dà molto risalto all’Africa come luogo di emergenza continua, di bisogno, di disperazione. Io ho cercato di impostare tutto sull’incontro tra le persone, tra la gente.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi?</strong></p>
<p>Faccio parte della <a href="http://www.lafricachiama.org/" target="_blank">Onlus “Chiama l&#8217;Africa”</a>, un&#8217;associazione che tentava di parlare di Africa in maniera diversa, che non si limitava a proporre una solidarietà basata sull&#8217;aiuto, ma voleva far conoscere l&#8217;Africa nelle sue potenzialità e nella sua positività. Ricordo lo slogan di quando ho aderito: “l&#8217;Africa può”, tanti anni prima di Obama. Questa per me è stata una nuova opportunità che mi ha, in un certo senso, fatto scoprire di nuovo l&#8217;Africa, il mio continente.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine?</strong></p>
<p><strong></strong>Sapevo che a Pikine – la più grande area metropolitana di Dakar &#8211; c&#8217;erano alcuni vecchi amici che si stavano impegnando per lo sviluppo del quartiere, ho pensato di partecipare e collaborare con diversi progetti. La cosa più bella è che non li abbiamo pensati noi per loro, non li abbiamo impostati dall’alto, ma abbiamo prima conosciuto le comunità locali, instaurato un dialogo con loro per poi collaborare alla realizzazione. Il progetto che continua tutt’ora è quello dell&#8217;adozione scolastica delle bambine. Esiste in tutto il Senegal un altissimo tasso di abbandono scolastico da parte delle bambine; si aggiunga a ciò il fatto che, da molti anni, il governo senegalese non dà sovvenzioni alle scuole, da qui è nata l’idea del progetto, partito nel 2003. All’inizio pensavamo di occuparci solo del ciclo elementare, quest’anno partirà un altro gruppo e abbiamo deciso di seguire le bambine fino agli studi superiori. Anche il sindaco di Pikine ha capito che è un progetto innovativo e così sono stato nominato cittadino onorario e consigliere speciale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/le-nostre-storie-migranti-alex-sarr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raccontiamo l&#8217;incontro sullo sport e una nuova buona notizia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 14:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[urban center]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2701</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso 25 gennaio si è svolto, presso l&#8217;Urban Center, il quarto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. La domanda: E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa? ha suscitato grande interesse, tanto che il nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro è stato ampiamente accolto e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento. Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti. Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;interessante novità che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: il 28 gennaio è stato firmato da Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e Anci (Associazione Nazionale Comuni) un protocollo d&#8217;intesa che si propone come strumento volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport. Finalmente, una buona notizia! Per quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), presentando qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. Roberto Farné (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo. E&#8217; stata, poi, la volta di Nico Bortoletto (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi. Carlo Balestri (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei Mondiali Antirazzisti, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione. L&#8217;antropologo Claudio Cadei ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come “fatto sociale totale” in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi. E&#8217; intervenuto, quindi, Davide Gubellini (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile. Il contributo di Giuseppe Scandurra (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta. L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da Hakim Chebakia, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro. Emanuele Franco si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio On the Move, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni? Infine, ha preso la parola Vénuste Niyongabo, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo video e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare qui. A concludere la giornata, le parole di Benedetto Zacchiroli, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo. &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>25 gennaio</strong> si è svolto, presso l&#8217;<strong>Urban Center</strong>, il <strong>quarto incontro</strong> del ciclo <em><strong>Percorsi di Cittadinanza</strong></em> della campagna AMITIE. La domanda:</p>
<blockquote><p><em>E’ possibile pensare a politiche locali e a progetti sullo sport che favoriscano l’integrazione e la partecipazione alla costruzione di una comunità locale più coesa?</em></p></blockquote>
<p>ha suscitato grande interesse, tanto che il <strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/progettare-percorsi-di-cittadinanza-ora-tocca-a-voi/" target="_blank">nostro invito a contribuire alla co-progettazione dell&#8217;incontro</a> è stato ampiamente accolto</strong> e abbiamo ricevuto tantissime proposte di intervento.</p>
<p>Grazie! Abbiamo costruito questa giornata insieme e la partecipazione è stata altissima&#8230; eravamo davvero in tanti.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg"><img class="wp-image-2707 aligncenter" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P1250144.jpg" width="369" height="277" /></a></p>
<p>Accompagniamo il racconto della giornata alla diffusione di un&#8217;<strong>interessante novità</strong> che si lega ad esigenze fortemente espresse da tutti coloro che hanno a cuore le tematiche dello sport e dell&#8217;integrazione: <strong>il 28 gennaio è stato firmato da Coni</strong> (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) <strong>e Anci</strong> (Associazione Nazionale Comuni) un <strong><a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it/news/lintegrazione-passa-anche-dallo-sport" target="_blank">protocollo d&#8217;intesa</a> che si propone come strumento</strong> <strong>volto a facilitare e standardizzare le procedure di accesso del minore straniero al mondo dello sport</strong>.</p>
<p>Finalmente, una buona notizia!</p>
<p>P<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2709" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/P12501491.jpg" width="272" height="363" /></a>er quanto riguarda l&#8217;incontro di venerdì scorso, ha aperto i lavori <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank"><strong>Eugenio Gentile</strong></a> (Ufficio di Piano del Comune di Bologna), <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/25-0113-eugenio-gentile-sport-e-integrazione" target="_blank">presentando</a> qualche dato sugli impianti sportivi del territorio e sugli sport maggiormente praticati a Bologna. <strong></strong></p>
<p><strong>Roberto Farné</strong> (Professore di Pedagogia del gioco e dello sport dell&#8217;Università di Bologna) ha, in seguito, riflettuto sul ruolo dello sport e del gioco come prime esperienze di educazione politica dei bambini, in grado di stimolare in loro la capacità di prendere decisioni condivise e di comprendere i valori dell&#8217;agire cooperativo e competitivo.</p>
<p>E&#8217; stata, poi, la volta di <strong>Nico Bortoletto</strong> (Professore dell&#8217;Università di Teramo), il quale ha sottolineato come lo sport, modello partecipativo e motore di cultura, sia capace di ri-creare l&#8217;emergere di una cornice normativa intesa come ambito di esplicitazione di valori condivisi.</p>
<p><strong>Carlo Balestri</strong> (Referente di UISP e dei Mondiali Antirazzisti) ha ricordato come il corpo, centro di ogni attività motoria, costituisca un linguaggio non-verbale potentissimo. Prima di presentare l&#8217;esperienza dei <a href="http://www.mondialiantirazzisti.org/new/" target="_blank"><strong>Mondiali Antirazzisti</strong></a>, ha affrontato la tematica della discriminazione strutturale veicolata dalle norme, illustrando come sia le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza, sia, ad esempio, il regolamento della FIGC per il tesseramento dei giovani siano gabbie normative capaci di abortire ogni reale possibilità di integrazione.</p>
<p>L&#8217;antropologo <strong>Claudio Cadei</strong> ha illustrato i risultati di una ricerca di equipe svolta nei luoghi dello sport, formali e informali, a Bologna. Dopo aver analizzato lo sport come <em>“fatto sociale totale”</em> in grado di toccare ogni ambito del quotidiano, si è concentrato sull&#8217;analisi della qualità di integrazione che ogni spazio è capace di veicolare, sia in termini di effettiva partecipazione, sia a seguito dei profondi cambiamenti occorsi sul piano giuridico e gestionale negli spazi pubblici e sportivi.</p>
<p>E&#8217; intervenuto, quindi, <strong>Davide Gubellini</strong> (Responsabile Nazionale per il Territorio della Federazione Cricket Italiana), che ha condiviso gli aspetti del cricket per i quali questo sport merita, a ragione, di essere considerato il caso esemplare di un modello di integrazione praticabile.</p>
<p>Il contributo di <strong>Giuseppe Scandurra</strong> (Professore di Antropologia Culturale dell&#8217;Università di Ferrara) si è concentrato sui risultati della ricerca etnografica svolta in una palestra di boxe situata nella zona della Bolognina, all&#8217;interno del Quartiere Navile di Bologna. Ne è emersa un&#8217;immagine della boxe come luogo sportivo e sociale di rifugio, vissuto dagli operai metalmeccanici di allora e dalle così dette seconde generazioni di oggi come spazio di sfogo e riscatto, capace di far emergere il senso dell&#8217;incontro nella condivisione della disciplina e di quel rispetto che la società, spesso, violentemente rifiuta.</p>
<p>L&#8217;analisi di Giuseppe è stata immediatamente confermata da <strong>Hakim Chebakia</strong>, boxeur e testimone di AMITIE, che ha condiviso con noi la sua critica al concetto di integrazione: non vi sono irriducibili alterità da integrare ma quotidiane pratiche di conoscenza (e boxe!) dettate dalla volontà di “prendere la misura” verso l&#8217;altro, in un mondo che è e deve essere nostro.</p>
<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2719" alt="" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto4.jpg" width="302" height="226" /></a>Emanuele Franco</strong> si è fatto portavoce delle riflessioni dei ragazzi del laboratorio <strong>On the Move</strong>, i quali criticano l&#8217;essere chiamati di seconda generazione -”non siamo secondi a nessuno”- e vivono l&#8217;imposizione delle politiche di integrazione col rifiuto d&#8217;esserne mero oggetto, tentando quindi di fuggire ad un processo di inferiorizzazione. Possiamo, inoltre, ignorare il fatto che molti giovani stranieri scelgono di frequentare gli istituti professionali poiché è questa l&#8217;unica opzione per potersi assicurare un lavoro che permetta loro di ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni?</p>
<p>Infine, ha preso la parola <strong>Vénuste Niyongabo</strong>, prima medaglia d&#8217;oro olimpica del Burundi, dalla cui vittoria è emerso un inaspettato grido per la pace e l&#8217;unione nel suo paese, che lui è stato perfettamente in grado di incarnare e che ha voluto raccontarci presentandoci questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v70KEHj-hls" target="_blank"><strong>video</strong></a> e nel corso di un&#8217;intervista che potete trovare <a href="http://amitie-community.eu/italia/intervista-a-venuste-niyongabo-lo-sport-come-promotore-di-integrazione/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>A concludere la giornata, le parole di <strong>Benedetto Zacchiroli</strong>, Consigliere Comunale e moderatore dell&#8217;incontro, dure nei confronti delle retrogradi leggi italiane in materia di immigrazione e positive nella lettura dello sport, esperienza formativa nella quale vince il merito e attraverso la quale si può quindi imparare a trovare il proprio posto nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/raccontiamo-lincontro-sullo-sport-e-una-nuova-buona-notizia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo scaffale di AMITIE: ecco i prodotti realizzati dai partecipanti dei focus gruop!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/lo-scaffale-di-amitie-ecco-i-prodotti-realizzati-dai-partecipanti-dei-focus-gruop/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/lo-scaffale-di-amitie-ecco-i-prodotti-realizzati-dai-partecipanti-dei-focus-gruop/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 09:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[cartoline]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2632</guid>
		<description><![CDATA[Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un punto di partenza. Le idee e le opinioni emerse da un gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il 15 ottobre 2011 al centro Zonarelli -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già un altro modo di comunicare la migrazione, che ha contribuito alla creazione della campagna di comunicazione di AMITIE. La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;ascolto dei cittadini, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella, Sherif, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di restituire potere al cittadino responsabile, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale. Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione, mettendo in luce i difetti della comunicazione per provare a superarli, o l&#8217;inadeguatezza di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità. Attraverso la realizzazione di un video (che troverete in fondo a questo post) e di una serie di cartoline, i partecipanti ai focus group hanno comunicato i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono. QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata! Buona visione! di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI &#8211; Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare oggi l&#8217;esperienza dei <strong>focus group realizzati nella prima fase del Progetto AMITIE</strong>, non è soltanto un modo per valorizzare quel percorso e i materiali prodotti, ma riconoscere in quel percorso di partecipazione attiva una portata che non si è conclusa con l&#8217;attività dei focus, ma che al contrario, ha rappresentato un <strong>punto di partenza</strong>.</p>
<blockquote><p>Le idee e le opinioni emerse da un <strong>gruppo di cittadini provenienti da diversi paesi</strong>, hanno accompagnato tutto il percorso di AMITIE fino ad oggi. La restituzione che i partecipanti hanno fatto &#8211; comunicando il <strong>15 ottobre 2011</strong> al <strong>centro Zonarelli</strong> -  in prima persona alla città le loro idee ed opinioni &#8211; ha rappresentato già <strong>un altro modo di comunicare la migrazione,</strong> che ha contribuito alla creazione della <strong>campagna di comunicazione di AMITIE</strong>.</p></blockquote>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3.jpg"><img class="wp-image-2644 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/foto3-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>La sfida del progetto AMITIE di veicolare un&#8217;altra idea di migrazione a partire dall&#8217;<strong>ascolto dei cittadini</strong>, è iniziata con le storie di un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le loro energie, il loro tempo. Grazie a <strong>Norbert, Jesus, Sana, Diop, Mingshan, Neslie, Donatella, Alice, Giuseppe, Alison, Horst, Raffaella</strong>, <strong>Sherif</strong>, che hanno chiesto ad AMITIE lo sforzo di <strong>restituire potere al cittadino responsabile</strong>, in grado di dare risposte ragionate ma soprattutto di porsi interrogativi sulle cause della migrazione, sui modelli di sviluppo, sui legami tra il locale e il globale.</p>
<p>Con uno sguardo via via sempre pià consapevole, <strong>i partecipanti dei focus group hanno visionato molti messaggi di comunicazione</strong>, <strong>mettendo in luce i difetti</strong> della comunicazione per provare a superarli, <strong>o l&#8217;inadeguatezza</strong> di messaggi con rappresentazioni semplicistiche che non danno conto della complessità.</p>
<p>Attraverso la realizzazione di un <strong>video</strong> (che troverete in fondo a questo post) e di una <strong>serie di cartoline</strong>, i partecipanti ai focus group hanno comunicato<strong> i temi centrali del pregiudizio, dello stereotipo, ma anche messaggi di responsabilità e partecipazione di una comunità che appartiene a tutti e che le storie di tutti arricchiscono.</strong></p>
<blockquote><p>QUESTA E&#8217; LA MIA STORIA O LA NOSTRA? racchiude in sé l&#8217;ascolto attivo anche delle idee e opinioni di questo gruppo di persone. ll progetto AMITIE ha saputo interpretare queste voci, queste richieste per costruire una campagna di comunicazione partecipata!</p></blockquote>
<p>Buona visione!</p>
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI &#8211; Comune di Bologna</p>
<div style="max-width:WIDTHpx;" ><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2wTaEtgmEBQ?wmode=transparent" width="WIDTH" height="HEIGHT" ></iframe></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/lo-scaffale-di-amitie-ecco-i-prodotti-realizzati-dai-partecipanti-dei-focus-gruop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
