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	<title>Amitie Community Italia &#187; Questa è la mia storia. O la nostra?</title>
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		<title>Cittadinanza italiana ai figli dei migranti. Siete d’accordo?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati. Questa stessa domanda ha suscitato una discussione sul sito del TG1 che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog. Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate? In attesa dei vostri commenti, inauguriamo oggi una nuova sessione del blog che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama Storie e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda. Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina:  http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ !]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”</strong>. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati.</p>
<p>Questa stessa domanda ha suscitato una <a href="http://tg1.blog.rai.it/2013/01/02/cittadinanza-italiana-ai-figli-degli-immigrati-siete-daccordo/" target="_blank">discussione sul sito del TG1</a> che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog.<strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2386" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg" alt="Volevate braccia, sono arrivati uomini e donne" width="275" height="183" /></a></strong></p>
<p>Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate?</p>
<p>In attesa dei vostri commenti,<strong> inauguriamo oggi una nuova sessione del blog</strong> che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama <a href="http://amitie-community.eu/italia/category/storie/" target="_blank"><strong>Storie</strong></a> e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda.</p>
<p>Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/"> http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ </a>!</p>
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		<title>AMITIE N&#8217; MUSICA!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-n-musica/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 10:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra?]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Insieme ad Alison, una delle testimoni AMITIE, ci incontreremo Venerdi’ 30 novembre  all’ ABSOLUTE CAFE’, in via Petroni 1/2b, dalle 19:00 in poi per un aperitivo AMITIE che vedrà come protagoniste la musica, l&#8217;arte e la cultura. Organizzato da un gruppo creativo che nasce a Bologna nel 2011 dall’incontro di 2 musicisti dell’hinterland Bolognese (BASH &#38; LITTLE CYNAR); le prime esperienze in contesti bolognesi differenti alla ricerca di un genere autentico seppur variegato negli stili e nelle sonorità. Sempre alla ricerca di nuove esperienze musicali Bash &#38; Little Cynar per questa occasione sperimentano sonorità Funky, House, Jungle/Drumm n’ bass e Blues insieme alla preziosa collaborazione di Chris Luvin alla console e di Don Kes, vocalist di origine nigeriana. Il contesto è ulteriormente arricchito dalla partecipazione del DJ Kris di origine Jamaicana che propone sonorità prevalentemente Reggae e da DJ Diego con sonorità Funky House. L’incontro artistico diviene anche momento culturale poiché si inserisce e si immerge all’interno del Progetto AMITIE, dove per l’occasione verranno esposte opere dell’artista di origine eritrea Adonai Sebhatu (GruppoMorsurA) fatte prevalentemente con materiale di scarto unitamente alla live performance  di Luca Serio artista poliedrico. Durante l&#8217;aperitivo verrà, inoltre, proiettata la parte bolognese del film &#8220;This is My Story. Or Our?&#8221; di Reda Zine. Le opere dell&#8217;artista Adonai Sebhatu verranno esposte anche al Club Kindergarten, durante l&#8217;evento della griffe United_Music. Ad entrambi gli eventi sarà presente come fotografo Petty Rouge, assistente alla regica di Reda Zine per il film di AMITIE. Abbiamo voluto aderire a questa iniziativa perchè rappresenta un ottimo esempio di come storie diverse si intersecano e diventano una sola. Questa non è più solo la mia storia, è diventata la nostra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Insieme ad Alison, <a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/BASH-LITTLE-CYNAR.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2198" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/BASH-LITTLE-CYNAR-150x150.jpg" alt="" width="201" height="201" /></a>una delle testimoni AMITIE, ci incontreremo Venerdi’ 30 novembre  all’ <a href="http://www.facebook.com/absolutebologna" target="_blank"><strong>ABSOLUTE CAFE’</strong></a>, <strong></strong> in via Petroni 1/2b, dalle 19:00 in poi per un aperitivo AMITIE che vedrà come protagoniste la musica, l&#8217;arte e la cultura.</p>
<p>Organizzato da un gruppo creativo che nasce a Bologna nel 2011 dall’incontro di 2 musicisti dell’hinterland Bolognese (BASH &amp; LITTLE CYNAR); le prime esperienze in <a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/Adonai-Sebhatu-.jpg"><img class="alignright  wp-image-2197" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/Adonai-Sebhatu--300x300.jpg" alt="Adonai Sebhatu" width="251" height="251" /></a>contesti bolognesi differenti alla ricerca di un genere autentico seppur variegato negli stili e nelle sonorità. Sempre alla ricerca di nuove esperienze musicali Bash &amp; Little Cynar per questa occasione sperimentano sonorità Funky, House, Jungle/Drumm n’ bass e Blues insieme alla preziosa collaborazione di Chris Luvin alla console e di <a href="http://www.facebook.com/dkes1" target="_blank">Don Kes</a>, vocalist di origine nigeriana. <strong>Il contesto è ulteriormente arricchito dalla partecipazione del DJ Kris di origine Jamaicana che propone sonorità prevalentemente Reggae e da DJ Diego con sonorità Funky House</strong>.</p>
<p>L’incontro artistico diviene anche momento culturale poiché si inserisce e si immerge all’interno del Progetto AMITIE, dove per l’occasione <strong>verranno esposte opere dell’artista di origine eritrea <a href="http://www.facebook.com/adonai.sebhatumrbrown?fref=ts" target="_blank">Adonai Sebhatu</a> </strong>(GruppoMorsurA)<strong> fatte prevalentemente con materiale di scarto</strong> unitamente alla live performance  di Luca Serio artista poliedrico. Durante l&#8217;aperitivo verrà, inoltre, proiettata la parte bolognese del film &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ" target="_blank">This is My Story. Or Our?</a>&#8221; di Reda Zine.</p>
<p>Le opere dell&#8217;artista Adonai Sebhatu verranno esposte anche al Club <a href="http://www.derkindergarten.it/site/" target="_blank">Kindergarten</a>, durante l&#8217;<a href="https://www.facebook.com/events/154218784723821/" target="_blank">evento</a> della griffe United_Music. Ad entrambi gli eventi sarà presente come fotografo Petty Rouge, assistente alla regica di Reda Zine per il film di AMITIE.</p>
<blockquote><p><strong>Abbiamo voluto aderire a questa iniziativa perchè rappresenta un ottimo esempio di come storie diverse si intersecano e diventano una sola. Questa non è più solo la mia storia, è diventata la nostra</strong>.</p></blockquote>
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		<title>Migrazione e co-sviluppo&#8230; un sogno che si realizza</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/migrazione-e-co-sviluppo-un-sogno-che-si-realizza/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 09:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra? &#8211; la versione italiana del film realizzato da Reda Zine nell&#8217;ambito del progetto AMITIE, sarà presentato all&#8217;Ambasciata Italiana a Dakar in Senegal, insieme al film Life in the City di Abdoulaye Gaye, vincitore nel 2008 della prima edizione del premio promosso da Officina Cinema Sud-Est e Cineteca di Bologna dedicato ai cinesti migranti. La presentazione è ospitata nel programma della settimana della cultura italiana a Dakar, e anticipa l&#8217;apertura di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, dedicato ai diritti umani, che inaugurerà il 5 Dicembre al Centre Culturelle Jacques Thiaroye con il film La Pirogue di Moussa Tourè. L&#8217;ambasciata italiana dedica la serata di apertura degli eventi della settimana delle cultura italiana ai nuovi cittadini (e questa è una prima bella notizia), abbracciando sia le nuove manifestazioni di cinema italiano rappresentate dalle produzioni di cineasti stranieri residenti in Italia, sia aprendo la nozione di cosa significhi essere e vivere in Italia oggi, che viene qui discussa attraverso le parole dei testimoni della campagna AMITIE di Bologna. La presentazione del film Life in the City, che racconta delle difficoltà di giovani Senegalesi senza documenti a Bologna, anche attraverso le parole di senza casa e clandestini, in un ambito prestigioso quale quello dell&#8217;ambasciata italiana, è in sè un riconoscimento della necessità di dare una voce a chi ha i propri diritti negati. Abdoulaye Gaye, esso stesso in un periodo della sua vita irregolare e senza documenti ha voluto esprimere attraverso questo film come si sopravvive comunque, anche se la vita è difficile, attaccandosi ai propri sogni, e attraverso la musica, gli amici, lo sport e i Giardini Margherita. La seconda bella notizia&#8230; a volte i sogni si realizzano, come per il festival AfricanBamba a Thiaroye. Il sogno di Abdoulaye di far nascere, anche in Senegal, un festival come quello in cui ha lavorato in Italia, sul tema dei diritti umani, curando la parte musica e gli eventi di sport di Human Rights Nights Film Festival. Ma realizzare un festival così a Thiaroye è veramente una cosa diversa, con un impatto significativo sulla comunità anche in termini di emancipazione e sviluppo. Quindi,un vero e proprio progetto di co-sviluppo dove il capitale sociale e culturale che si è riusciti a mobilizzare durante il percorso migratorio viene canalizzato anche nel paese di origine, per creare opportunità. Il tema scelto da Abdoulaye, direttore e fondatore di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, è appunto quello della migrazione, per rappresentare la verità sulla migrazione, perchè tutti sappiano che cosa significa il viaggio, quali sono le conseguenze, sia nel bene che nel male. Altro tema focus del festival di quest&#8217;anno è l&#8217;ambiente &#8211; per ricordare che l&#8217;inondazione che regolarmente ogni anno travolge la vita di Thiaroye, Pikine e altre parti del Senegal, e il fatto che nell&#8217;oceano non ci siano più così tanti pesci come prima non è normale, è fonte del cambiamento climatico e di scelte capitalistiche del sistema pesca, che ancora di più rendono difficile la vita dei giovani, che quindi hanno poi come unico sogno quello di partire. AfricanBamba Human Rights Film &#38; Arts Festival inaugura il 5 dicembre a Thiaroye quest&#8217;anno la sua prima edizione, in partnership con Human Rights Nights e Movies that Matters, e in collaborazione con Puma.Creative, la Cooperazione Italiana e l&#8217;Ambasciata del Brasile a Dakar.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/AFRICANBAMBA.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2152" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/AFRICANBAMBA-300x225.png" alt="Thiaroye, dove si terrà AfricanBamba" /></a> Questa è la mia storia. O la nostra?</strong> &#8211; la versione italiana del film realizzato da Reda Zine nell&#8217;ambito del progetto AMITIE, sarà presentato all&#8217;Ambasciata Italiana a Dakar in Senegal, insieme al film <strong>Life in the City di Abdoulaye Gaye</strong>, vincitore nel 2008 della prima edizione del premio promosso da<a href="http://www.officinacinemasudest.org/Benvenuto.html" target="_blank"> Officina Cinema Sud-Est</a> e <a href="http://www.cinetecadibologna.it/" target="_blank">Cineteca di Bologna</a> dedicato ai cinesti migranti. La presentazione è ospitata nel programma della settimana della cultura italiana a Dakar, e anticipa l&#8217;apertura di <a href="http://africanbamba.webs.com/" target="_blank">AfricanBamba Thiaroye Film Festival</a>, dedicato ai diritti umani, che inaugurerà il 5 Dicembre al Centre Culturelle Jacques Thiaroye con il film La Pirogue di Moussa Tourè.</p>
<p><strong>L&#8217;ambasciata italiana dedica la serata di apertura degli eventi della settimana delle cultura italiana ai nuovi cittadini</strong> (e questa è una prima bella notizia), abbracciando sia le nuove manifestazioni di cinema italiano rappresentate dalle produzioni di cineasti stranieri residenti in Italia, sia aprendo la nozione di cosa significhi essere e vivere in Italia oggi, che viene qui discussa attraverso le parole dei testimoni della campagna AMITIE di Bologna.</p>
<p>La presentazione del film <strong>Life in the City</strong>, che racconta delle difficoltà di giovani Senegalesi senza documenti a Bologna, anche attraverso le parole di senza casa e clandestini, in un ambito prestigioso quale quello dell&#8217;ambasciata italiana, è in sè un riconoscimento della <strong>necessità di dare una voce a chi ha i propri diritti negati</strong>. <strong>Abdoulaye Gaye</strong>, esso stesso in un periodo della sua vita irregolare e senza documenti ha voluto esprimere attraverso questo film come si sopravvive comunque, anche se la vita è difficile, attaccandosi ai propri sogni, e attraverso la musica, gli amici, lo sport e i Giardini Margherita.</p>
<p>La seconda bella notizia&#8230; a volte i sogni si realizzano, come per il festival <strong>AfricanBamba a Thiaroye</strong>. Il sogno di Abdoulaye di far nascere, anche in Senegal, un festival come quello in cui ha lavorato in Italia, sul tema dei diritti umani, curando la parte musica e gli eventi di sport di <a href="http://www.humanrightsnights.org/" target="_blank">Human Rights Nights Film Festival</a>. Ma realizzare un festival così a Thiaroye è veramente una cosa diversa, con un impatto significativo sulla comunità anche in termini di emancipazione e sviluppo.</p>
<blockquote><p>Quindi,<strong>un vero e proprio progetto di co-sviluppo dove il capitale sociale e culturale che si è riusciti a mobilizzare durante il percorso migratorio viene canalizzato anche nel paese di origine, per creare opportunità</strong>.</p></blockquote>
<p>Il tema scelto da Abdoulaye, direttore e fondatore di AfricanBamba Thiaroye Film Festival, è appunto quello della migrazione, per rappresentare la verità sulla migrazione, perchè tutti sappiano che cosa significa il viaggio, quali sono le conseguenze, sia nel bene che nel male.</p>
<p>Altro tema focus del festival di quest&#8217;anno è l&#8217;<strong>ambiente</strong> &#8211; per ricordare che l&#8217;inondazione che regolarmente ogni anno travolge la vita di Thiaroye, Pikine e altre parti del Senegal, e il fatto che nell&#8217;oceano non ci siano più così tanti pesci come prima non è normale, è fonte del cambiamento climatico e di scelte capitalistiche del sistema pesca, che ancora di più rendono difficile la vita dei giovani, che quindi hanno poi come unico sogno quello di partire.</p>
<p><strong>AfricanBamba Human Rights Film &amp; Arts Festival inaugura il 5 dicembre a Thiaroye</strong> quest&#8217;anno la sua prima edizione, in partnership con <strong>Human Rights Nights</strong> e <strong><a href="http://www.moviesthatmatter.nl/" target="_blank">Movies that Matters</a></strong>, e in collaborazione con <strong><a href="http://creative.puma.com/us/en/?" target="_blank">Puma.Creative</a></strong>, la <strong>Cooperazione Italiana</strong> e l&#8217;<strong>Ambasciata del Brasile a Dakar</strong>.</p>
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		<title>Amitie&#8217;s community events: perché farli e perché farlo insieme?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/communityevents/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 12:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[International Contest]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
		<category><![CDATA[community events]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mandato]]></category>
		<category><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra?]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i community events di Amitie. Come si costruiscono? A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono? La campagna di comunicazione Amitie ha come mission un nuovo modello di comunicazione sociale e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché i protagonisti siano i cittadini stessi. Costruire, in altre parole, modelli di socialità dal basso, bottom up. Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti. Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette? Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema? Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità. È naturale, quindi, che gli Amitie community events affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini. Amitie costruirà gli eventi lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un noi nuovo. Un saggio, guardando da lontano, grida: &#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221; Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama: &#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221; Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma: &#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221; (Narrazione Orientale). ______________________________ Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i <em>community events</em> di <em>Amitie.</em></p>
<p><strong>Come si costruiscono?</strong> <strong>A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono?</strong></p>
<p>La campagna di comunicazione <em><strong>Amitie</strong></em> ha come mission un nuovo modello di <strong>comunicazione sociale</strong> e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché <strong>i protagonisti siano i cittadini</strong> <strong></strong>stessi. <strong>Costruire</strong>, in altre parole, <strong>modelli di socialità dal basso, bottom up</strong>.</p>
<p>Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti.</p>
<p>Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: <strong>quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette?</strong> <strong>Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema?</strong></p>
<p>Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità.</p>
<p>È naturale, quindi, che gli <strong><em>Amitie community events</em></strong> affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini.</p>
<p>Amitie costruirà gli <strong>eventi </strong>lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che <strong>cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.</strong> Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un <strong>noi nuovo.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div style="text-align: justify;text-indent: 3em">
<div style="line-height: 0.7em;text-align: right" align="right">
<p><em><img class="alignleft" style="border: 1px solid black" src="http://milano.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/258030_bambinocinese.png" alt="Amitie-Community.eu/italia" width="225" height="148" />Un saggio, guardando da lontano, grida:</em></p>
<p>&#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221;</p>
<p>Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama:</p>
<p>&#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221;</p>
<p>Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma:</p>
<p>&#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221;</p>
<p>(Narrazione Orientale).<br />
______________________________</p>
</div>
</div>
<p>Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.</p>
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