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	<title>Amitie Community Italia &#187; migrazione</title>
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		<title>10 domande, 1000 risposte: gli studenti di un&#8217;università USA a Ferrara</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[esprimiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[CIEE – Council on International Educational Exchange -]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco le 10 risposte che Francesca Fabi, pedagogista e docente di sociologia delle migrazioni in una piccola università privata USA a Ferrara (CIEE – Council on International Educational Exchange - Italia), ha raccolto da un gruppo di suoi studenti (2 uomini e 2 donne). Francesca, nel suo ruolo di insegnante, quotidianamente, condivide con i suoi alunni materiali di vario tipo (ad esempio articoli di quotidiani, contenuti di convegni etc.), al fine di ampliare la visione, oltre i normali programmi scolastici, e offrire ai giovani una prospettiva olistica e comparativa che spazi e abbia delle concrete ricadute, specie su tematiche quali le migrazioni. Così, in linea con questo approccio, Francesca ha portato in aula il volantino &#8220;Questa è la mia storia. O la nostra?&#8221;, preso durante un appuntamento del progetto Amitié (Awareness on Migration, Developmente and Human Rights Through Local Partnership), e ha &#8220;intervistato&#8221; i suoi ragazzi. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Migrare è un diritto? Sì, migrare è un diritto, un diritto che tutti abbiamo. Ognuno dovrebbe avere l’opportunità di trasferirsi in un paese per qualsiasi motivo. La migrazione è fonte di sviluppo per l’economia, per la società? Sì, perché il movimento della gente promuove nuove idee e, con sé, porta cambiamenti nella società, nella cultura e nell&#8217;economia. Per la società di sicuro lo è, ma per l’economia non ne siamo sicuri, anche se pensiamo che non le faccia comunque male. Lo sviluppo è un diritto umano? Sì, lo sviluppo e la scelta di sviluppare sono diritti, ma ci possono essere ragioni personali per le quali qualcuno decide di non farlo, e tanti fattori esterni di impedimento per le persone che vogliono creare sviluppo. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione può favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Sì, perché le persone che migrano, a volte, mandano dei soldi nel loro paese d&#8217;origine per aiutarne lo sviluppo e, inoltre, possono anche tornare con nuove esperienze e idee, modernizzandolo. Tuttavia, potrebbe anche non esserlo perché le persone sono risorse e, partendo, sottraggono quindi risorse ai paesi d’origine. Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Contribuisce al benessere sociale essendo sè stesso, nella sua diversità, arricchendo le nostre vite con altri modi di pensare, facendoci conoscere la sua cultura. Inoltre, lavorano in posti che gli altri rifiutano. La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? A proposito, raccogliamo due diversi pareri: 1) nel paese d’accoglienza sì, ma d’origine no. 2) la libertà di movimento aiuta sia il paese di accoglienza che il paese di arrivo con la possibilità di sviluppo. In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Le politiche migratorie decidono i diritti che hanno i migranti e, quindi, decidono la loro opportunità e possibilità di inserirsi. I governi razzisti creano gente razzista, mentre governi che accolgono tutti creano un pubblico che accoglie tutti. Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Con il movimento della gente viene anche il movimento di soldi e idee. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Devono cercare di integrarsi con i nativi: i bambini a scuola, partecipare alla feste della comunità etc., apprezzando il nuovo paese anche se diverso dal loro. Non deve essere solamente il nuovo paese ad accogliere, ma anche viceversa. Hai anche tu una domanda? E&#8217; possibile che la migrazione libera sia la soluzione? &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le 10 risposte che <strong>Francesca Fabi</strong>, pedagogista e docente di sociologia delle migrazioni in una piccola università privata USA a Ferrara (<strong><a href="http://www.ciee.org/" target="_blank">CIEE – <em>Council on International Educational Exchange</em></a> - Italia</strong>), ha raccolto da un gruppo di suoi studenti (2 uomini e 2 donne).<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/ciee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3405" alt="ciee" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/ciee.jpg" width="440" height="220" /></a></p>
<p>Francesca, nel suo ruolo di insegnante, quotidianamente, condivide con i suoi alunni materiali di vario tipo (ad esempio articoli di quotidiani, contenuti di convegni etc.), al fine di ampliare la visione, oltre i normali programmi scolastici, e offrire ai giovani una prospettiva olistica e comparativa che spazi e abbia delle concrete ricadute, specie su tematiche quali le migrazioni. Così, in linea con questo approccio, Francesca ha portato in aula il volantino <em>&#8220;Questa è la mia storia. O la nostra?&#8221;</em>, preso durante un appuntamento del progetto <em>Amitié (Awareness on Migration, Developmente and Human Rights Through Local Partnership)</em>, e ha &#8220;intervistato&#8221; i suoi ragazzi.</p>
<p>Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/" target="_blank">http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/</a></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Sì, migrare è un diritto, un diritto che tutti abbiamo. Ognuno dovrebbe avere l’opportunità di trasferirsi in un paese per qualsiasi motivo.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l’economia, per la società?</strong></p>
<p>Sì, perché il movimento della gente promuove nuove idee e, con sé, porta cambiamenti nella società, nella cultura e nell&#8217;economia. Per la società di sicuro lo è, ma per l’economia non ne siamo sicuri, anche se pensiamo che non le faccia comunque male.</p>
<p><strong>Lo sviluppo è un diritto umano?</strong></p>
<p><strong></strong>Sì, lo sviluppo e la scelta di sviluppare sono diritti, ma ci possono essere ragioni personali per le quali qualcuno decide di non farlo, e tanti fattori esterni di impedimento per le persone che vogliono creare sviluppo.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione può favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Sì, perché le persone che migrano, a volte, mandano dei soldi nel loro paese d&#8217;origine per aiutarne lo sviluppo e, inoltre, possono anche tornare con nuove esperienze e idee, modernizzandolo. Tuttavia, potrebbe anche non esserlo perché le persone sono risorse e, partendo, sottraggono quindi risorse ai paesi d’origine.</p>
<p><strong>Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p><strong></strong>Contribuisce al benessere sociale essendo sè stesso, nella sua diversità, arricchendo le nostre vite con altri modi di pensare, facendoci conoscere la sua cultura. Inoltre, lavorano in posti che gli altri rifiutano.</p>
<p><strong>La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>A proposito, raccogliamo due diversi pareri: 1) nel paese d’accoglienza sì, ma d’origine no. 2) la libertà di movimento aiuta sia il paese di accoglienza che il paese di arrivo con la possibilità di sviluppo.</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p><strong></strong>Le politiche migratorie decidono i diritti che hanno i migranti e, quindi, decidono la loro opportunità e possibilità di inserirsi. I governi razzisti creano gente razzista, mentre governi che accolgono tutti creano un pubblico che accoglie tutti.</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p><strong></strong>Con il movimento della gente viene anche il movimento di soldi e idee.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p><strong></strong>Devono cercare di integrarsi con i nativi: i bambini a scuola, partecipare alla feste della comunità etc., apprezzando il nuovo paese anche se diverso dal loro. Non deve essere solamente il nuovo paese ad accogliere, ma anche viceversa.</p>
<p><strong>Hai anche tu una domanda?</strong></p>
<p><strong></strong>E&#8217; possibile che la migrazione libera sia la soluzione?</p>
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		<title>Percorsi di cittadinanza: Diritti di Cittadinanza e Immigrazione</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Centro interculturale Zonarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti di Cittadinanza e Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 5 aprile si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico “Percorsi di Cittadinanza”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla migrazione come risorsa di sviluppo. Dalle 17.00 alle 19.30, al Centro Interculturale M. Zonarelli (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. A seguire, le testimonianze delle Associazioni del Centro Zonarelli sulla tematica in oggetto e, infine, aperitivo e buffet come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani. Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni. &#160; Introduzione Fausto Amelii (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna) Modera Nazzarena Zorzella (Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri Antonio Mumolo  (Presidente Avvocato di Strada) – La residenza come nuova forma di cittadinanza Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – Europa 2020: la voce di Cittadini Europei Leonardo Barcelo&#8217; (Consigliere Comunale) – Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale Micaela Malena (UNHCR) &#8211; Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive Testimonianze delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito Conclusioni di Ass.re Amelia Frascaroli &#160; Aperitivo e Buffet &#160; Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee! Qui l’evento su Facebook. &#160; [gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"] &#160; &#160; &#160;   &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 5 aprile</strong> si terrà il settimo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri di approfondimento tematico <strong>“Percorsi di Cittadinanza</strong>”, organizzati per promuovere un confronto tra operatori e cittadini su temi comunemente poco trattati dai media mainstream e relativi alla <strong>migrazione come risorsa di sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg"><img class=" wp-image-2978 aligncenter" alt="hakim" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/hakim.jpg" width="510" height="254" /></a></p>
<p><strong>Dalle 17.00 alle 19.30</strong>, al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong></a> (Via Sacci, 14, Bologna), avremo modo di ascoltare i contributi di molti esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari sul tema <strong>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione. </strong></p>
<p>A seguire, le testimonianze delle Associazioni del <strong>Centro Zonarelli</strong> sulla tematica in oggetto e, infine, <strong>aperitivo e buffet</strong> come importante momento di incontro, saluto e ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato all&#8217;evolversi delle nostre riflessioni su Migrazione, Sviluppo e Diritti Umani.</p>
<p>Come sempre, vi chiediamo, non solo di partecipare, ma anche di collaborare a definire il programma dell&#8217;incontro, inviandoci proposte e suggerimenti che possano aiutarci a costruire insieme i nostri spazi di comunicazione e interazione. Qui di seguito trovate il programma dell’incontro del 5 aprile e, compilando il form sotto, potete aiutarci a strutturarlo ulteriormente, condividendo con noi le vostre proposte e suggestioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Introduzione <strong>Fausto Amelii</strong> (Responsabile del Centro Interculturale Massimo Zonarelli di Bologna)</p>
<p>Modera<b> </b><strong>Nazzarena Zorzella </strong>(Componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASGI ) - <em>La cittadinanza e i diritti dei cittadini stranieri</em></p>
<ul>
<li><strong>Antonio Mumolo</strong><b>  </b>(Presidente<b> </b>Avvocato di Strada) – <em>La residenza come nuova forma di cittadinanza</em></li>
<li><strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo) – <i>Europa 2020: la voce di Cittadini Europei</i> <b></b></li>
<li><strong>Leonardo Barcelo&#8217; </strong>(Consigliere Comunale) – <i>Cittadinanza onoraria per le seconde generazioni, approvata dal Consiglio Comunale</i></li>
<li><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) &#8211; <i>Integrazione dei rifugiati: diritti, criticità, prospettive</i></li>
<li><strong>Testimonianze </strong>delle Associazioni dello Zonarelli e dibattito</li>
<li>Conclusioni di Ass.re <strong>Amelia Frascaroli</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aperitivo e Buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per sentire la vostra opinione e le vostre idee!</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/556592814381566/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l’evento su <strong>Facebook.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[gravityform id="1" name="Partecipa! Inviaci il tuo contributo!"]</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura e Migrazione alla Casa di Khaoula</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/cultura-e-migrazione-alla-casa-di-khaoula/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 16:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca casa di Khaoula]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la Biblioteca Casa di Khaoula, il sesto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità? Dopo i saluti di apertura di Michele Righini, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori Maria Chiara Patuelli (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed Enrica Menarbin (Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei Percorsi di Cittadinanza, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca I consumi culturali dei cittadini stranieri, che potete trovare qui), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio. Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della ricerca, ha preso la parola Wu Ming 2, scrittore e docente del Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale organizzato dall&#8217;associazione Eks &#38; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di scrittura meticcia, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (qui) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del divenire creolo. E&#8217; stata quindi la volta di Gian Luca Farinelli (Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia meticcio. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca. Leyla Dauki, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale “LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura. Infine, Blagovesta Guetova, utente della Biblioteca Casa di Khaoula, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la nostra biblioteca”. Sua figlia è cresciuta con e nella biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.  Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3239" alt="biblioteca" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg" width="233" height="270" /></a>Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, il sesto incontro del ciclo <b>Percorsi di Cittadinanza</b> della campagna <b>AMITIE</b>.</p>
<p>Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande<b><i> La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità?</i></b></p>
<p>Dopo i saluti di apertura di <b>Michele Righini</b>, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori <b>Maria Chiara Patuelli</b> (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed <b>Enrica Menarbin </b>(Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei <i>Percorsi di Cittadinanz</i>a, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca <i>I consumi culturali dei cittadini stranieri</i>, che potete trovare <a href="http://www.lelleri.it/report/Dossier_consumi_culturali.pdf" target="_blank">qui</a>), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio.</p>
<p>Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della <a href="http://www.eksetra.net/ecco-i-racconti-collettivi-e-meticci-2012-e-incontro-il-1403-a-bologna-con-wu-ming-2/" target="_blank">ricerca</a>, ha preso la parola <b>Wu Ming 2</b>, scrittore e docente del <strong>Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale</strong> organizzato dall&#8217;associazione Eks &amp; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di <i>scrittura meticcia</i>, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (<a href="http://www.eksetra.net/laboratorio/laboratorio-2012/racconti/" target="_blank">qui</a>) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del <i>divenire creolo</i>.</p>
<p>E&#8217; stata quindi la volta di <b>Gian Luca Farinelli</b> (Direttore della <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong>) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia <i>meticcio</i>. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca.</p>
<p><b>Leyla Dauki</b>, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale <strong>“LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”</strong>, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura.</p>
<p>Infine, <b>Blagovesta Guetova</b>, utente della <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la <i>nostra</i> biblioteca”. Sua figlia è cresciuta <i>con</i> e <i>nella</i> biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.</p>
<p style="text-align: right"> Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
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		<title>10 domande, 1000 risposte: Feisal Bunkheila, dissidente libico ora cittadino bolognese</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 16:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[dissidente]]></category>
		<category><![CDATA[Feisal Bunkheila]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco le 10 risposte di Feisal Bunkheila, un dissidente libico ormai cittadino bolognese, che ha lasciato il suo paese per studiare Medicina in Italia, dove ha deciso di rimanere anche dopo la specializzazione in oncologia e radioterapia. Feisal, durante la Primavera Araba, ha partecipato alla liberazione della Libia organizzando gli aiuti umanitari  per la popolazione, e mettendo a disposizione le sue competenze, collaborando con alcune ONG e comunicando le ragioni della lotta del popolo libico contro la dittatura. Oggi, Feisal vive e lavora in Italia con la sua famiglia, ma continua a mettere a disposizione del suo Paese di origine le sue competenze professionali e umane per la costruzione di una società democratica. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Migrare è un diritto? Il fenomeno migrazione esiste dall’inizio dell’esistenza umana: l’essere umano s’è sempre spostato nel corso dei secoli per n. motivi (pascolo per il bestiame, acqua, cultura, sopravvivenza, libertà etc.), basta vedere la storia del popolo ebraico; credo che chiedere e cercare un rifugio da situazioni catastrofiche sia più che un diritto; la stima è di circa 214 milioni tra migranti e rifugiati nel mondo nel 2010. La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società? Sicuramente sì e non solo da un punto di vista economico, infatti, al di là delle rimesse che vengono indirizzate ai propri familiari (7,4 miliardi di euro nel 2011), il collegamento commerciale con il paese d’origine, è necessario non dimenticare il fattore culturale che è fondamentale per le civiltà. Lo sviluppo è un diritto umano? Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Per rispondere a questo quesito parto dai numeri: facendo riferimento al rapporto Caritas del 2012 &#8220;Dossier Statistico Immigrazione&#8221;, nel quale si riporta che i collaboratori familiari sono poco più di 750 mila, il settore agricolo, l’edilizia, gli immigrati contribuiscono al Pil Italiano con una quota pari al 11%; pagano 7,5 miliardi di  euro all’anno tra tasse e contributi, con un ritorno di servizi di circa 6 miliardi. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Proprio per tutto ciò che abbiamo detto prima, senza ombra di dubbio, la libertà di movimento favorisce sia il paese ospitante che quello di origine dal punto di vista economico e culturale, basti pensare al ruolo delle Università Italiane e al legame creato con migliaia di laureati stranieri, tornati nei propri paesi d’origine per mettere in pratica le competenze acquisite. In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Abbiamo bisogno di una politica proiettata verso il futuro, che non dimentichi i vari problemi legati all’immigrazione; è necessario fare capire ai nuovi cittadini non solo i loro diritti ma anche i loro doveri verso il paese ospitante, tralasciando la demagogia e la falsa solidarietà. Dare pari opportunità a tutti a partire dal diritto di cittadinanza ai figli dei migranti, nati e cresciuti in Italia. Se si parte dal principio che questo fenomeno, se organizzato, rappresenta una risorsa e una ricchezza per tutti, allora, il cittadino straniero costituisce una risorsa per il paese in cui vive. Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Informazione corretta e giusta, programmi chiari, collaborazione attiva e partecipazione con la società civile, inoltre, il coinvolgimento del  mondo della scuola è fondamentale. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Bisogna essere realisti, questo processo richiede uno sforzo e un sacrificio da parte di tutti; per prima cosa e’ fondamentale avere la possibilità di informazione, poi, bisogna avere obiettivi precisi e favorire la partecipazione, iniziando dai quartieri con iniziative comuni che abbiano un’utilità per la società, coinvolgendo i nuovi cittadini, senza mai dimenticare il ruolo fondamentale che la scuola può avere  per favorire una reale partecipazione dei cittadini. &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le 10 risposte di <strong>Feisal Bunkheila</strong>, un dissidente libico ormai cittadino bolognese, che ha lasciato il suo paese per studiare Medicina in Italia, dove ha deciso di rimanere anche dopo la specializzazione in oncologia e radioterapia. Feisal, durante la Primavera Araba, ha partecipato alla liberazione della Libia organizzando gli aiuti umanitari  per la popolazione, e mettendo a disposizione le sue competenze, collaborando con alcune ONG e comunicando le ragioni della lotta del popolo libico contro la dittatura. Oggi, Feisal vive e lavora in Italia con la sua famiglia, ma continua a mettere a disposizione del suo Paese di origine le sue competenze professionali e umane per la costruzione di una società democratica. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/" target="_blank">http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/</a></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Il fenomeno migrazione esiste dall’inizio dell’esistenza umana: l’essere umano s’è sempre spostato nel corso dei secoli per n. motivi (pascolo per il bestiame, acqua, cultura, sopravvivenza, libertà etc.), basta vedere la storia del popolo ebraico; credo che chiedere e cercare un rifugio da situazioni catastrofiche sia più che un diritto; la stima è di circa 214 milioni tra migranti e rifugiati nel mondo nel 2010.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società?</strong></p>
<p>Sicuramente sì e non solo da un punto di vista economico, infatti, al di là delle rimesse che vengono indirizzate ai propri familiari (7,4 miliardi di euro nel 2011), il collegamento commerciale con il paese d’origine, è necessario non dimenticare il fattore culturale che è fondamentale per le civiltà.</p>
<p><strong>Lo sviluppo è un diritto umano? Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p>Per rispondere a questo quesito parto dai numeri: facendo<b> </b>riferimento al rapporto Caritas del 2012 &#8220;Dossier Statistico Immigrazione&#8221;, nel quale si riporta che i collaboratori familiari sono poco più di 750 mila, il settore agricolo, l’edilizia, gli immigrati contribuiscono al Pil Italiano con una quota pari al 11%; pagano 7,5 miliardi di  euro all’anno tra tasse e contributi, con un ritorno di servizi di circa 6 miliardi.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Proprio per tutto ciò che abbiamo detto prima, senza ombra di dubbio, la libertà di movimento favorisce sia il paese ospitante che quello di origine dal punto di vista economico e culturale, basti pensare al ruolo delle Università Italiane e al legame creato con migliaia di laureati stranieri, tornati nei propri paesi d’origine per mettere in pratica le competenze acquisite.</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p><strong></strong>Abbiamo bisogno di una politica proiettata verso il futuro, che non dimentichi i vari problemi legati all’immigrazione; è necessario fare capire ai nuovi cittadini non solo i loro diritti ma anche i loro doveri verso il paese ospitante, tralasciando la demagogia e la falsa solidarietà. Dare pari opportunità a tutti a partire dal diritto di cittadinanza ai figli dei migranti, nati e cresciuti in Italia. Se si parte dal principio che questo fenomeno, se organizzato, rappresenta una risorsa e una ricchezza per tutti, allora, il cittadino straniero costituisce una risorsa per il paese in cui vive.</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p>Informazione corretta e giusta, programmi chiari, collaborazione attiva e partecipazione con la società civile, inoltre, il coinvolgimento del  mondo della scuola è fondamentale.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p>Bisogna essere realisti, questo processo richiede uno sforzo e un sacrificio da parte di tutti; per prima cosa e’ fondamentale avere la possibilità di informazione, poi, bisogna avere obiettivi precisi e favorire la partecipazione, iniziando dai quartieri con iniziative comuni che abbiano un’utilità per la società, coinvolgendo i nuovi cittadini, senza mai dimenticare il ruolo fondamentale che la scuola può avere  per favorire una reale partecipazione dei cittadini.</p>
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		<title>Cittadinanza onoraria ai figli di Bologna!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/cittadinanza-onoraria-ai-figli-di-bologna-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 11:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Centro interculturale Massimo Zonarelli]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Barcelò]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[A causa di problemi tecnici con il blog, non abbiamo potuto pubblicare questo post immediatamente, come avremmo voluto; ma siamo ugualmente lietissimi di condividere adesso con voi questa buona notizia bolognese! La proposta di Leonardo Barcelò, Consigliere Comunale dal background migratorio, è passata l&#8217;11 febbraio 2013 in Consiglio Comunale: 24 voti favorevoli al conferimento della cittadinanza onoraria ai figli nati in Italia da genitori stranieri residenti a Bologna. Leggete con noi gli articoli che parlano di questo, sull&#8217;album fotografico di Facebook. Vi anticipiamo, inoltre, che il 6 aprile si terrà, presso il Centro Interculturale Massimo Zonarelli, una giornata dedicata agli Esercizi di Cittadinanza, durante la quale sarà presente, tra gli altri relatori, anche il Consigliere Barcelò che ci parlerà proprio della sua proposta sulla cittadinanza onoraria. Vi aspettiamo!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p style="text-align: justify">A causa di problemi tecnici con il blog, non abbiamo potuto pubblicare questo post immediatamente, come avremmo voluto; ma siamo ugualmente lietissimi di condividere adesso con voi questa buona notizia bolognese!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3041" alt="bo" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bo.jpg" width="550" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La <strong>proposta di</strong> <strong>Leonardo Barcelò</strong>, Consigliere Comunale dal background migratorio, <strong>è passata l&#8217;11 febbraio 2013 in Consiglio Comunale: 24 voti favorevoli al conferimento della cittadinanza onoraria ai figli nati in Italia da genitori stranieri residenti a Bologna.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Leggete con noi gli articoli che parlano di questo, sull&#8217;<span style="color: #000000"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.490071637719931.1073741826.228272687233162&amp;type=3" target="_blank"><strong>album fotografico</strong></a> </span>di Facebook.</p>
<p style="text-align: justify">Vi anticipiamo, inoltre, che il <strong>6 aprile</strong> si terrà, presso il <strong>Centro Interculturale Massimo Zonarelli</strong>, una giornata dedicata agli <strong>Esercizi di Cittadinanza</strong>, durante la quale sarà presente, tra gli altri relatori, anche il<strong> Consigliere Barcelò</strong> che ci parlerà proprio della sua proposta sulla cittadinanza onoraria.</p>
<p style="text-align: justify">Vi aspettiamo!</p>
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		<title>10 Domande, 1000 Risposte&#8230;Ecco quelle di Alì</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 11:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[esprimiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[10 domande]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco le 10 risposte di Alì, un ragazzo pakistano di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Migrare è un diritto? Più che diritto a volte è l&#8217;unica strada percorribile per molte persone. Nessuno vorrebbe lasciare il paese dove è nato, cresciuto, dove ha una rete sociale consolidata muovendosi verso una realtà sconosciuta, ignota e forse anche inconsapevolmente ignorata. Ma purtroppo la nostra vita a volte non ci da scelte, quindi l&#8217;unica soluzione è migrare e cercare di migliorare le proprie condizioni attraverso questo che è un fenomeno antichissimo e radicato nella storia dell&#8217;uomo, cioè la migrazione. La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società? La migrazione se valorizzata ed utilizzata come dovrebbe essere certamente potrebbe portare innumerevoli benefici alla società e all&#8217;economia della nazione. Ma ahimè, molte, troppe volte la migrazione viene vista dal goverso inizialmente come una risorsa utile ma poi ben presto passa da status di risorsa a quello di &#8220;problema&#8221; e percesìpito quindi dagli stessi cittadini come un &#8220;pericolo&#8221;. Quello che non si conosce fa paura, quindi questa ci fa allontanare da questo fenomeno chiudendo tutte le porte al dialogo e creando falsi pregiudizi. Lo sviluppo è un diritto umano? Lo sviluppo più che diritto credo che faccia parte della natura umana. Ogni essere umano si &#8220;Sviluppa&#8221; nel arco della sua vita. Nasce, cresce, acquisisce una idealogia (che nel corso degli anni può mutare, e muta!) e si muove costantemente per migliorare le proprie condizioni. Cerca incessantemente il proprio &#8220;Sviluppo&#8221;. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante? Certo che può esserlo. Attraverso il dialogo e scambio di idee pensieri e capacità si può solo che uscirne arricchiti. Il paese d&#8217;origine può trarne beneficio dal momento che questi suoi &#8220;migranti&#8221; posso portare all&#8217;interno del paese quelle &#8220;risorse&#8221; in termini di idee e capacità che prima non c&#8217;erano, portanto così la società verso un progretto e uno sviluppo collettivo. Sempre se sostenuto e voluto dal governo d&#8217;origine, cosa molto difficile da realizzare nel fatti! Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Il cittadino straniero, forse talvolta più di quello italiana, contribuisce attivamente a finanziare il cosi detto &#8220;Welfare State&#8221; attraverso le sue tasse che talvolta sono maggiori di quelle del cittadino italiano. Tuttavia credo che per il cittadino il benessere sociale non sia uno dei temi che lo toccano e al quale è particolarmente sensibile. Lo potrebbe diventare se si sentisse VERAMENTE Parte integrante di una società multiculturale e moderna! La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Certo che può favorirlo, come dicevo prima lo scambio di idee e capacità può solo che portare ad uno sviluppo collettivo che non per forza deve essere uno sviluppo economico, ma sopratutto deve essere uno sviluppo mentale e nelle coscienze delle persone! In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Possono dare la possibilità di migliore le proprie condizioni a persone che vivono in posti dove queste possibilità sono assenti Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Credo che bisogna comunicare direttamente col popolo prima di tutto per far cadere tutti i falsi pregiudizi che si sono creati, e che talvolta sono stati portati a crearsi da parte di qualcuno che aveva interesse. Comunicare con queste persone, far vedere le cose come stanno e non come sembrano stiano, far conoscere lo &#8220;straniero&#8221;, il fenomeno della migrazione, solo conoscendo possiamo migliorarci ed integrarci. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Creando eventi adatti a svolgere questo processo che credo non sia una cosa immediata ma abbia bisogno di molto tempo. Noi possiamo solo seminare, poi sarà il tempo e le persone (se vorranno) a far germogliare tutto il resto!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le 10 risposte di Alì, un ragazzo pakistano di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/"> http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ </a></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Più che diritto a volte è l&#8217;unica strada percorribile per molte persone. Nessuno vorrebbe lasciare il paese dove è nato, cresciuto, dove ha una rete sociale consolidata muovendosi verso una realtà sconosciuta, ignota e forse anche inconsapevolmente ignorata. Ma purtroppo la nostra vita a volte non ci da scelte, quindi l&#8217;unica soluzione è migrare e cercare di migliorare le proprie condizioni attraverso questo che è un fenomeno antichissimo e radicato nella storia dell&#8217;uomo, cioè la migrazione.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società?</strong></p>
<p>La migrazione se valorizzata ed utilizzata come dovrebbe essere certamente potrebbe portare innumerevoli benefici alla società e all&#8217;economia della nazione. Ma ahimè, molte, troppe volte la migrazione viene vista dal goverso inizialmente come una risorsa utile ma poi ben presto passa da status di risorsa a quello di &#8220;problema&#8221; e percesìpito quindi dagli stessi cittadini come un &#8220;pericolo&#8221;. Quello che non si conosce fa paura, quindi questa ci fa allontanare da questo fenomeno chiudendo tutte le porte al dialogo e creando falsi pregiudizi.</p>
<p><strong>Lo sviluppo è un diritto umano?</strong></p>
<p>Lo sviluppo più che diritto credo che faccia parte della natura umana. Ogni essere umano si &#8220;Sviluppa&#8221; nel arco della sua vita. Nasce, cresce, acquisisce una idealogia (che nel corso degli anni può mutare, e muta!) e si muove costantemente per migliorare le proprie condizioni. Cerca incessantemente il proprio &#8220;Sviluppo&#8221;.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante?</strong></p>
<p>Certo che può esserlo. Attraverso il dialogo e scambio di idee pensieri e capacità si può solo che uscirne arricchiti. Il paese d&#8217;origine può trarne beneficio dal momento che questi suoi &#8220;migranti&#8221; posso portare all&#8217;interno del paese quelle &#8220;risorse&#8221; in termini di idee e capacità che prima non c&#8217;erano, portanto così la società verso un progretto e uno sviluppo collettivo. Sempre se sostenuto e voluto dal governo d&#8217;origine, cosa molto difficile da realizzare nel fatti!</p>
<p><strong>Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p>Il cittadino straniero, forse talvolta più di quello italiana, contribuisce attivamente a finanziare il cosi detto &#8220;Welfare State&#8221; attraverso le sue tasse che talvolta sono maggiori di quelle del cittadino italiano. Tuttavia credo che per il cittadino il benessere sociale non sia uno dei temi che lo toccano e al quale è particolarmente sensibile. Lo potrebbe diventare se si sentisse VERAMENTE Parte integrante di una società multiculturale e moderna!</p>
<p><strong>La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Certo che può favorirlo, come dicevo prima lo scambio di idee e capacità può solo che portare ad uno sviluppo collettivo che non per forza deve essere uno sviluppo economico, ma sopratutto deve essere uno sviluppo mentale e nelle coscienze delle persone!</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p>Possono dare la possibilità di migliore le proprie condizioni a persone che vivono in posti dove queste possibilità sono assenti</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p>Credo che bisogna comunicare direttamente col popolo prima di tutto per far cadere tutti i falsi pregiudizi che si sono creati, e che talvolta sono stati portati a crearsi da parte di qualcuno che aveva interesse. Comunicare con queste persone, far vedere le cose come stanno e non come sembrano stiano, far conoscere lo &#8220;straniero&#8221;, il fenomeno della migrazione, solo conoscendo possiamo migliorarci ed integrarci.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p>Creando eventi adatti a svolgere questo processo che credo non sia una cosa immediata ma abbia bisogno di molto tempo. Noi possiamo solo seminare, poi sarà il tempo e le persone (se vorranno) a far germogliare tutto il resto! <img src='http://amitie-community.eu/italia/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>10 domande, 1000 risposte&#8230;Ecco le prime!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 12:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco le prime risposte che ci sono arrivate alle 10 domande che proponiamo come blocco di partenza, come stimolo per una discussione aperta. Le abbiamo immaginate come cassetti, nei quali riporre i nostri pensieri, le nostre idee. Se anche voi volete rispondere potete farlo a questo indirizzo: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Ci risponde  Redouane, un ragazzo marocchino di 19 anni. Queste sono le sue 20 risposte Migrare è un diritto? Secondo me è un diritto perchè ognuno di noi merita una vita dignitosa,e se nel suo paese non c&#8217;è questa possibilita allora penso che sia anche un dovere imigrare&#8230; noi (stranieri) chiediamo solo di vivere una vita dignitosa e semplice. La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società? beh sicuremente&#8230;. sia per il paese dove vivi che per il paese d&#8217;origine. La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società? Certo, ma lo sviluppo deve essere un diritto per tutti i paesi e soppratutto per tutte le persone. perchè noi (stranieri) siamo esseri umani è anche noi abbiamo diritto a vivere e quindi allo sviluppo sia economico che sociale e culturale. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante? beh non è che puo ma gia lo fa &#8230;.perchè oltre ai soldi che entrano entrano anche nuove culture e nuove risorse. Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Beh attraverso il suo lavoro ..e i figli fanno parte del futuro dell&#8217;italia. La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Si certo,peccano che nessuno se ne accorge. In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Beh penso che incidono molto&#8230; Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Attraverso la tv, lei che fa vedere i marocchini,albanesi,rumeni ecc come ladri ,assassini ecc e penso che è lei che deve risolvere il problema&#8230;. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Niente razzismo e niente islamofobia ecc]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le prime risposte che ci sono arrivate alle 10 domande che proponiamo come blocco di partenza, come stimolo per una discussione aperta. Le abbiamo immaginate come cassetti, nei quali riporre i nostri pensieri, le nostre idee. Se anche voi volete rispondere potete farlo a questo indirizzo: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/">http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ </a></p>
<p>Ci risponde  Redouane, un ragazzo marocchino di 19 anni. Queste sono le sue 20 rispos<strong>te</strong></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Secondo me è un diritto perchè ognuno di noi merita una vita dignitosa,e se nel suo paese non c&#8217;è questa possibilita allora penso che sia anche un dovere imigrare&#8230; noi (stranieri) chiediamo solo di vivere una vita dignitosa e semplice.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società?</strong></p>
<p>beh sicuremente&#8230;. sia per il paese dove vivi che per il paese d&#8217;origine.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l&#8217;economia, per la società?</strong></p>
<p>Certo, ma lo sviluppo deve essere un diritto per tutti i paesi e soppratutto per tutte le persone. perchè noi (stranieri) siamo esseri umani è anche noi abbiamo diritto a vivere e quindi allo sviluppo sia economico che sociale e culturale.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d&#8217;origine del migrante?</strong></p>
<p>beh non è che puo ma gia lo fa &#8230;.perchè oltre ai soldi che entrano entrano anche nuove culture e nuove risorse.</p>
<p><strong>Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p>Beh attraverso il suo lavoro ..e i figli fanno parte del futuro dell&#8217;italia.</p>
<p><strong>La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Si certo,peccano che nessuno se ne accorge.</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p>Beh penso che incidono molto&#8230;</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p>Attraverso la tv, lei che fa vedere i marocchini,albanesi,rumeni ecc come ladri ,assassini ecc e penso che è lei che deve risolvere il problema&#8230;.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p>Niente razzismo e niente islamofobia ecc</p>
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		<title>Le nostre storie AMITIE &#8211; Idris Hussain Ali</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 16:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[cosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Idris Hussain Ali]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Idris Hussain Ali è originario del Kurdistan iracheno, ha 29 anni, è in Italia dal 2005 e ha un bar nel centro di Bologna. Hai un sogno che vorresti veder realizzato da quando sei venuto in Italia?  Si, ce ne sono tre. Sogno sempre il giorno in cui l’Italia sarà senza problemi economici, politici e gli stranieri potranno vivere qua in tranquillità. Molto spesso gli stranieri che stanno qua pensano di riuscire ad avere la cittadinanza italiana dopo 5 o 6 anni, invece qui passa un secolo prima di averla&#8230;sembra che lo Stato non si fidi di te come cittadino, c’è delusione, c’è amarezza. Per rinnovare il permesso di soggiorno si spendono tempo e soldi quando già ci sono i problemi di tutti i giorni, ci si sente sempre in viaggio, senza la capacità di stabilirsi, di costruire una vita qua. Un sogno personale, invece, è quello di avere tempo per tutto e tutti. Tempo per fare teatro, tempo per lavorare, per andare in vacanza, per gli amici…. avere tempo per fare tutte le cose e non correre sempre solo dietro al lavoro. L’altro sogno è il ritorno nel mio paese, senza aver paura di dittatori che attaccano il paese; poter tornare senza avere paura della guerra e della morte. Qual è la cosa che ti rappresenta di più qua in Italia?  Il mio bar. Una volta è venuta una persona e, parlando al telefono, si chiedeva quale fosse il nome del bar. C’era molta gente, tutti si sono girati e hanno detto “Idris”. Nessuno lo chiama con il nome Swing bar, tutti lo chiamano “da Idris”, mi fa piacere, mi fa sorridere, mi fa stare bene. Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi? Ho sempre lavorato, ho sempre pagato tasse e contributi, ho trovato il tempo e i soldi per studiare  e prendere la patente italiana, lavorando ho anche preso il diploma di scuola media e ho frequentato un corso di teatro per 6 anni; ora che il lavoro è tantissimo, anche se non riesco ad andare alle prove, ci sono con lo spirito. Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine?  Anni fa, prima di avere l’attività, mandavo soldi perché avevo debiti con la mia famiglia. Dopo che ho aperto questo locale ho avuto bisogno di altri soldi da investire e ho anche aiutato amici fuori dall’Italia. Qui è molto difficile avere prestiti e sei obbligato a contattare la famiglia o gli amici che vivono in altri paesi per avere dei prestiti. Qual è un’immagine chiave, legata alla migrazione, che non scorderai mai?  Il viaggio è una cosa che non si può dimenticare. Conservo nella mia memoria migliaia di immagini, quelle che ancora non mi abbandonano appartengono a sentimenti di paura o felicità. Abbiamo viaggiato con il cavallo, in montagna per ore e ore, col freddo, con la neve fino alle ginocchia. Ricordo i posti bui aspettando che alla fine sorgesse il sole.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/bg_8410833.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2364" style="border-right: 10px" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/bg_8410833-300x225.jpg" alt="Idris Hussain Ali" width="300" height="225" /></a>Idris Hussain Ali è originario del Kurdistan iracheno, ha 29 anni, è in Italia dal 2005 e ha un bar nel centro di Bologna.</p>
<p><strong>Hai un sogno che vorresti veder realizzato da quando sei venuto in Italia? </strong></p>
<p>Si, ce ne sono tre.</p>
<p>Sogno sempre il giorno in cui l’Italia sarà senza problemi economici, politici e gli stranieri potranno vivere qua in tranquillità. Molto spesso gli stranieri che stanno qua pensano di riuscire ad avere la cittadinanza italiana dopo 5 o 6 anni, invece qui passa un secolo prima di averla&#8230;sembra che lo Stato non si fidi di te come cittadino, c’è delusione, c’è amarezza.</p>
<p>Per rinnovare il permesso di soggiorno si spendono tempo e soldi quando già ci sono i problemi di tutti i giorni, ci si sente sempre in viaggio, senza la capacità di stabilirsi, di costruire una vita qua.</p>
<p>Un sogno personale, invece, è quello di avere tempo per tutto e tutti. Tempo per fare teatro, tempo per lavorare, per andare in vacanza, per gli amici…. avere tempo per fare tutte le cose e non correre sempre solo dietro al lavoro.</p>
<p>L’altro sogno è il ritorno nel mio paese, senza aver paura di dittatori che attaccano il paese; poter tornare senza avere paura della guerra e della morte.</p>
<p><strong>Qual è la cosa che ti rappresenta di più qua in Italia?</strong></p>
<p><strong> </strong>Il mio bar. Una volta è venuta una persona e, parlando al telefono, si chiedeva quale fosse il nome del bar. C’era molta gente, tutti si sono girati e hanno detto “Idris”.</p>
<p>Nessuno lo chiama con il nome Swing bar, tutti lo chiamano “da Idris”, mi fa piacere, mi fa sorridere, mi fa stare bene.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi?</strong></p>
<p><strong></strong>Ho sempre lavorato, ho sempre pagato tasse e contributi, ho trovato il tempo e i soldi per studiare  e prendere la patente italiana, lavorando ho anche preso il diploma di scuola media e ho frequentato un corso di teatro per 6 anni; ora che il lavoro è tantissimo, anche se non riesco ad andare alle prove, ci sono con lo spirito.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine?</strong></p>
<p><strong> </strong>Anni fa, prima di avere l’attività, mandavo soldi perché avevo debiti con la mia famiglia. Dopo che ho aperto questo locale ho avuto bisogno di altri soldi da investire e ho anche aiutato amici fuori dall’Italia. Qui è molto difficile avere prestiti e sei obbligato a contattare la famiglia o gli amici che vivono in altri paesi per avere dei prestiti.</p>
<p><strong>Qual è un’immagine chiave, legata alla migrazione, che non scorderai mai?</strong></p>
<p><strong> </strong>Il viaggio è una cosa che non si può dimenticare.</p>
<p>Conservo nella mia memoria migliaia di immagini, quelle che ancora non mi abbandonano appartengono a sentimenti di paura o felicità. Abbiamo viaggiato con il cavallo, in montagna per ore e ore, col freddo, con la neve fino alle ginocchia.</p>
<p>Ricordo i posti bui aspettando che alla fine sorgesse il sole.</p>
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		<title>&#8220;La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore&#8221;, AMITIE si presenta a Human Rights Nights 2012</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/la-migrazione-nasce-sempre-dallamore-amitie-si-presenta-a-human-rights-nights-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 14:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
		<category><![CDATA[human rights nights]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[reda zine]]></category>
		<category><![CDATA[stefano andreucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutti coloro che sono mancati alla presentazione di AMITIE di sabato scorso ecco qua un breve riassunto! Tutta la giornata di sabato al festival Human Rights Nights è stata dedicata ai temi della migrazione, dello sviluppo e della cittadinanza attiva. Tra i sapori palestinesi che ci hanno accompagnato per tutta la mattina e l&#8217;ottima musica offertaci dal Capa Cupa Quartet, la presentazione di AMITIE ha significato per tutti un momento di riflessione e condivisione. La proiezione in anteprima nazionale del film &#8220;This Is My Story. Or Ours?&#8221; di Reda Zine (che verrà a breve reso disponibile su questo blog) è stata seguita da un dibattito insieme a tutti i testimoni italiani della campagna che &#8211; oltre ad aver fatto ritardare tutte le proiezioni successive &#8211; ha fortemente coinvolto il pubblico presente. &#8220;La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore&#8230;&#8221; (Fabian Nji Lang, testimone della campagna), dall&#8217;amore per la propria famiglia, dall&#8217;amore per le proprie comunità e dall&#8217;amore per il paese in cui ti stabilisci, con il quale inizi una sorta di corteggiamento, difficile, lungo, a volte doloroso. Quanto questo amore sia corrisposto è anche determinato dai nostri comportamenti e predisposizioni di tutti i giorni verso i migranti. &#8220;Se la migrazione è riconosciuta come risorsa nel suo valore, la sua piena potenzialità può essere sfruttata e canalizzata positivamente.&#8221; Questo non è solo uno dei 10 punti chiave AMITIE, ma anche una frase che rappresenta fortemente quello che è successo sabato sera al Cinema Lumière.  Un ringraziamento particolare va a tutti i presenti! Aspettiamo, invece, tutti gli assenti al prossimo evento AMITIE! A presto. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti coloro che sono mancati alla presentazione di AMITIE di sabato scorso ecco qua un breve riassunto!</p>
<p>Tutta la giornata di sabato al festival <a href="http://humanrightsnights.org/" target="_blank">Human Rights Nights</a> è stata dedicata ai temi della migrazione, dello sviluppo e della cittadinanza attiva. Tra i sapori palestinesi che ci hanno accompagnato per tutta la mattina e l&#8217;ottima musica offertaci dal Capa Cupa Quartet, la presentazione di AMITIE ha significato per tutti un momento di riflessione e condivisione.</p>
<p>La proiezione in <strong>anteprima nazionale del film &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ&amp;feature=relmfu" target="_blank">This Is My Story. Or Ours?</a>&#8221; di Reda Zine</strong> (che verrà a breve reso disponibile su questo blog) è stata seguita da un dibattito insieme a tutti i testimoni italiani della campagna che &#8211; oltre ad aver fatto ritardare tutte le proiezioni successive <img src='http://amitie-community.eu/italia/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; ha fortemente coinvolto il pubblico presente.</p>
<p>&#8220;<em><strong>La migrazione nasce sempre dall&#8217;amore</strong>&#8230;</em>&#8221; (Fabian Nji Lang, testimone della campagna), dall&#8217;amore per la propria famiglia, dall&#8217;amore per le proprie comunità e dall&#8217;amore per il paese in cui ti stabilisci, con il quale inizi una sorta di corteggiamento, difficile, lungo, a volte doloroso. Quanto questo amore sia corrisposto è anche determinato dai nostri comportamenti e predisposizioni di tutti i giorni verso i migranti.</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Se la migrazione è riconosciuta come risorsa nel suo valore, la sua piena potenzialità può essere sfruttata e canalizzata positivamente.&#8221; Questo non è solo uno dei 10 punti chiave AMITIE, ma anche una frase che rappresenta fortemente quello che è successo sabato sera al Cinema Lumière. </strong></p></blockquote>
<p>Un ringraziamento particolare va a tutti i presenti!</p>
<p>Aspettiamo, invece, tutti gli assenti al prossimo evento AMITIE! A presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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