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	<title>Amitie Community Italia &#187; migranti</title>
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		<title>Scuola di cucina AMITIE</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 12:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi rico rdate la scuola di cucina di Taifur – Tay Ethnic Food? In novembre avevamo cucinato insieme melanzane, falafel e tante cose buone tipiche del Sudan e della cucina dell’Est Africa. Ora AMITIE inizia un programma di deliziosi incontri: SCUOLE DI CUCINA DAL MONDO AMITIE. Dal 21 Febbraio ci incontriamo per conoscere, assaggiare, cucinare, offrire cose e momenti buoni mentre impariamo qualcosa di nuovo di un&#8217;altra tradizione, incrociamo le nostre specialità, ascoltiamo un po’ di musica, guardiamo un film, leggiamo una poesia e ci scambiamo idee, conoscenze, esperienze, storie, idee. Ecco i primi appuntamenti: al bar &#8220;La Gazzetta&#8221;, Piazza Verdi 21 febbraio – con Marijana Gregorescu, cucina Rumena e dell’Est Europa 7 marzo – con Emy Reana Ferdous, cucina dal Bangladesh e dal Sud Asia – in occasione giornata internazionale della donna 21 marzo – con Abdoulaye Gaye, cucina tradizionale Senegalese, Dj set AfricanBamba – in occasione giornata mondiale contro il razzismo e al Centro Katia Bertasi, via Fioravanti 22 17 marzo – con Arezki Hamidi, apericena dal Maghreb e danze africane con Mamadou Dian Camara – centro Katia Bertasi, Via Fioravanti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vi rico <a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/foto2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3003" alt="foto2" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/02/foto2-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>rdate la scuola di cucina di Taifur – Tay Ethnic Food? In novembre avevamo cucinato insieme melanzane, falafel e tante cose buone tipiche del Sudan e della cucina dell’Est Africa.</p>
<p>Ora AMITIE inizia un programma di deliziosi incontri: SCUOLE DI CUCINA DAL MONDO AMITIE.</p>
<p><strong>Dal 21 </strong><strong>Febbraio c</strong><strong>i incontriamo per conoscere, assaggiare, cucinare, offrire cose e momenti buoni mentre impariamo qualcosa di nuovo di un&#8217;altra tradizione, incrociamo le nostre specialità, ascoltiamo un po’ di musica, guardiamo un film, leggiamo una poesia e ci scambiamo idee, conoscenze, esperienze, storie, idee. Ecco i primi appuntamenti:</strong></p>
<p>al bar &#8220;La Gazzetta&#8221;, Piazza Verdi</p>
<p><strong>21 febbraio</strong> – con Marijana Gregorescu, cucina Rumena e dell’Est Europa</p>
<p><strong>7 marzo</strong> – con Emy Reana Ferdous, cucina dal Bangladesh e dal Sud Asia – in occasione <b>giornata internazionale della donna</b></p>
<p><strong>21 marzo</strong> – con Abdoulaye Gaye, cucina tradizionale Senegalese, Dj set AfricanBamba – in occasione <b>giornata mondiale contro il razzismo</b></p>
<p>e al <a href="http://www.facebook.com/katiabertasi" target="_blank">Centro Katia Bertasi</a>, via Fioravanti 22</p>
<p><strong>17 marzo</strong> – con Arezki Hamidi, apericena dal Maghreb e danze africane con Mamadou Dian Camara – centro Katia Bertasi, Via Fioravanti</p>
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		<title>Cittadinanza italiana ai figli dei migranti. Siete d’accordo?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/cittadinanza-italiana-ai-figli-dei-migranti-siete-daccordo/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/cittadinanza-italiana-ai-figli-dei-migranti-siete-daccordo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra?]]></category>
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		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati. Questa stessa domanda ha suscitato una discussione sul sito del TG1 che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog. Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate? In attesa dei vostri commenti, inauguriamo oggi una nuova sessione del blog che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama Storie e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda. Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina:  http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ !]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”</strong>. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati.</p>
<p>Questa stessa domanda ha suscitato una <a href="http://tg1.blog.rai.it/2013/01/02/cittadinanza-italiana-ai-figli-degli-immigrati-siete-daccordo/" target="_blank">discussione sul sito del TG1</a> che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog.<strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2386" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg" alt="Volevate braccia, sono arrivati uomini e donne" width="275" height="183" /></a></strong></p>
<p>Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate?</p>
<p>In attesa dei vostri commenti,<strong> inauguriamo oggi una nuova sessione del blog</strong> che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama <a href="http://amitie-community.eu/italia/category/storie/" target="_blank"><strong>Storie</strong></a> e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda.</p>
<p>Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/"> http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ </a>!</p>
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		<title>Le nostre storie AMITIE &#8211; Idris Hussain Ali</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 16:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[cosviluppo]]></category>
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		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Idris Hussain Ali è originario del Kurdistan iracheno, ha 29 anni, è in Italia dal 2005 e ha un bar nel centro di Bologna. Hai un sogno che vorresti veder realizzato da quando sei venuto in Italia?  Si, ce ne sono tre. Sogno sempre il giorno in cui l’Italia sarà senza problemi economici, politici e gli stranieri potranno vivere qua in tranquillità. Molto spesso gli stranieri che stanno qua pensano di riuscire ad avere la cittadinanza italiana dopo 5 o 6 anni, invece qui passa un secolo prima di averla&#8230;sembra che lo Stato non si fidi di te come cittadino, c’è delusione, c’è amarezza. Per rinnovare il permesso di soggiorno si spendono tempo e soldi quando già ci sono i problemi di tutti i giorni, ci si sente sempre in viaggio, senza la capacità di stabilirsi, di costruire una vita qua. Un sogno personale, invece, è quello di avere tempo per tutto e tutti. Tempo per fare teatro, tempo per lavorare, per andare in vacanza, per gli amici…. avere tempo per fare tutte le cose e non correre sempre solo dietro al lavoro. L’altro sogno è il ritorno nel mio paese, senza aver paura di dittatori che attaccano il paese; poter tornare senza avere paura della guerra e della morte. Qual è la cosa che ti rappresenta di più qua in Italia?  Il mio bar. Una volta è venuta una persona e, parlando al telefono, si chiedeva quale fosse il nome del bar. C’era molta gente, tutti si sono girati e hanno detto “Idris”. Nessuno lo chiama con il nome Swing bar, tutti lo chiamano “da Idris”, mi fa piacere, mi fa sorridere, mi fa stare bene. Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi? Ho sempre lavorato, ho sempre pagato tasse e contributi, ho trovato il tempo e i soldi per studiare  e prendere la patente italiana, lavorando ho anche preso il diploma di scuola media e ho frequentato un corso di teatro per 6 anni; ora che il lavoro è tantissimo, anche se non riesco ad andare alle prove, ci sono con lo spirito. Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine?  Anni fa, prima di avere l’attività, mandavo soldi perché avevo debiti con la mia famiglia. Dopo che ho aperto questo locale ho avuto bisogno di altri soldi da investire e ho anche aiutato amici fuori dall’Italia. Qui è molto difficile avere prestiti e sei obbligato a contattare la famiglia o gli amici che vivono in altri paesi per avere dei prestiti. Qual è un’immagine chiave, legata alla migrazione, che non scorderai mai?  Il viaggio è una cosa che non si può dimenticare. Conservo nella mia memoria migliaia di immagini, quelle che ancora non mi abbandonano appartengono a sentimenti di paura o felicità. Abbiamo viaggiato con il cavallo, in montagna per ore e ore, col freddo, con la neve fino alle ginocchia. Ricordo i posti bui aspettando che alla fine sorgesse il sole.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/bg_8410833.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2364" style="border-right: 10px" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/bg_8410833-300x225.jpg" alt="Idris Hussain Ali" width="300" height="225" /></a>Idris Hussain Ali è originario del Kurdistan iracheno, ha 29 anni, è in Italia dal 2005 e ha un bar nel centro di Bologna.</p>
<p><strong>Hai un sogno che vorresti veder realizzato da quando sei venuto in Italia? </strong></p>
<p>Si, ce ne sono tre.</p>
<p>Sogno sempre il giorno in cui l’Italia sarà senza problemi economici, politici e gli stranieri potranno vivere qua in tranquillità. Molto spesso gli stranieri che stanno qua pensano di riuscire ad avere la cittadinanza italiana dopo 5 o 6 anni, invece qui passa un secolo prima di averla&#8230;sembra che lo Stato non si fidi di te come cittadino, c’è delusione, c’è amarezza.</p>
<p>Per rinnovare il permesso di soggiorno si spendono tempo e soldi quando già ci sono i problemi di tutti i giorni, ci si sente sempre in viaggio, senza la capacità di stabilirsi, di costruire una vita qua.</p>
<p>Un sogno personale, invece, è quello di avere tempo per tutto e tutti. Tempo per fare teatro, tempo per lavorare, per andare in vacanza, per gli amici…. avere tempo per fare tutte le cose e non correre sempre solo dietro al lavoro.</p>
<p>L’altro sogno è il ritorno nel mio paese, senza aver paura di dittatori che attaccano il paese; poter tornare senza avere paura della guerra e della morte.</p>
<p><strong>Qual è la cosa che ti rappresenta di più qua in Italia?</strong></p>
<p><strong> </strong>Il mio bar. Una volta è venuta una persona e, parlando al telefono, si chiedeva quale fosse il nome del bar. C’era molta gente, tutti si sono girati e hanno detto “Idris”.</p>
<p>Nessuno lo chiama con il nome Swing bar, tutti lo chiamano “da Idris”, mi fa piacere, mi fa sorridere, mi fa stare bene.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo qui, nel paese dove vivi?</strong></p>
<p><strong></strong>Ho sempre lavorato, ho sempre pagato tasse e contributi, ho trovato il tempo e i soldi per studiare  e prendere la patente italiana, lavorando ho anche preso il diploma di scuola media e ho frequentato un corso di teatro per 6 anni; ora che il lavoro è tantissimo, anche se non riesco ad andare alle prove, ci sono con lo spirito.</p>
<p><strong>Come contribuisci allo sviluppo nel tuo paese d’origine?</strong></p>
<p><strong> </strong>Anni fa, prima di avere l’attività, mandavo soldi perché avevo debiti con la mia famiglia. Dopo che ho aperto questo locale ho avuto bisogno di altri soldi da investire e ho anche aiutato amici fuori dall’Italia. Qui è molto difficile avere prestiti e sei obbligato a contattare la famiglia o gli amici che vivono in altri paesi per avere dei prestiti.</p>
<p><strong>Qual è un’immagine chiave, legata alla migrazione, che non scorderai mai?</strong></p>
<p><strong> </strong>Il viaggio è una cosa che non si può dimenticare.</p>
<p>Conservo nella mia memoria migliaia di immagini, quelle che ancora non mi abbandonano appartengono a sentimenti di paura o felicità. Abbiamo viaggiato con il cavallo, in montagna per ore e ore, col freddo, con la neve fino alle ginocchia.</p>
<p>Ricordo i posti bui aspettando che alla fine sorgesse il sole.</p>
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		<title>Amitie racconta con gli occhi di Marcos Moreno</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
				<category><![CDATA[International Contest]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il foto racconto di Marcos Moreno (AMITIE) Spesso sul blog di AMITIE vi parliamo di pluralità, storie di vita che solo apparentemente ci sono estranee. Parliamo di come le città affrontano le questioni relative alla migrazione. Questa volta vogliamo farlo in una maniera diversa, senza parole. Convinti che le migliori storie si raccontino da sé e comunichino anche senza parole, appunto, vogliamo presentarvi oggi questa bellissima galleria fotografica realizzata da Marcos Moreno, un fotografo spagnolo specializzato nel foto racconto. Marcos Moreno è un fotoreport di 37 anni, collabora con moltissime agenzie (AFP &#8211; Agence France-Press, ecc.). Nel 2009 ha vinto il National Journalism Awards con Sorriso di un Naufragio. Ne ha parlato anche www.repubblica.it e questa serie di scatti sta, letteralmente, facendo il giro del mondo. Il titolo, Hastìo y Esperanza, parla da sé. Vi consigliamo vivamente di guardarla con attenzione, ecco il link http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/  e, qualora aveste altre storie o racconti da suggerirci, vi preghiamo di farlo utilizzando i nostri canali Facebook e Twitter (aggiungendo l&#8217;hashtag #stories) o via mail. &#160; Nessuno è colpevole, siamo tutti colpevoli. Così si conclude questa serie di scatti&#8230; &#160; This is my story. Or Ours?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il foto racconto di Marcos Moreno (AMITIE)</h2>
<p>Spesso sul blog di AMITIE vi parliamo di pluralità, storie di vita che solo apparentemente ci sono estranee. Parliamo di come le città affrontano le questioni relative alla migrazione. Questa volta vogliamo farlo in una maniera diversa, senza parole.</p>
<p>Convinti che le migliori storie si raccontino da sé e comunichino anche senza parole, appunto, vogliamo presentarvi oggi questa bellissima galleria fotografica realizzata da <strong>Marcos Moreno</strong>, un fotografo spagnolo specializzato nel foto racconto.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 0px 10px" src="http://www.marcosmoreno.com/wp-content/uploads/2011/06/marcos81.jpg" alt="Marcos Moreno, Fotoreporter" width="194" height="164" />Marcos Moreno è un <em>fotoreport</em> di 37 anni, collabora con moltissime agenzie (AFP &#8211; Agence France-Press, ecc.). Nel <strong>2009</strong> ha vinto il National Journalism Awards con <strong>Sorriso di un Naufragio.</strong></p>
<h1 id="firstHeading"></h1>
<p>Ne ha parlato anche <strong><a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it" target="_blank">www.repubblica.it</a> </strong>e questa serie di scatti sta, letteralmente, facendo il giro del mondo. Il titolo, <em><strong>Hastìo y Esperanza</strong></em>, parla da sé. Vi consigliamo vivamente di guardarla con attenzione, ecco il link <a title="Sito Web Ufficiale di Marcos Moreno" href="http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/" target="_blank">http://www.marcosmoreno.com/inmigracion/  </a>e, qualora aveste altre <strong>storie o racconti da suggerirci</strong>, vi preghiamo di farlo utilizzando i nostri canali <a href="https://www.facebook.com/AMITIEproject?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> e <a href="https://twitter.com/AMITIEproject" target="_blank"><strong>Twitter</strong></a> (aggiungendo l&#8217;<span style="text-decoration: underline">hashtag</span> <strong>#stories</strong>) o <strong>via <a href="mailto:campaign@amitie-project.eu" target="_blank">mail</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right">Nessuno è colpevole, siamo tutti colpevoli.</p>
<p style="text-align: right">Così si conclude questa serie di scatti&#8230;</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center">This is my story. Or Ours?</h3>
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		</item>
		<item>
		<title>AMITIE al Gran Bistrot di Hakim</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-al-gran-bistrot-di-hakim/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-al-gran-bistrot-di-hakim/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 10:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bistrot]]></category>
		<category><![CDATA[GVC]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[reda zine]]></category>
		<category><![CDATA[stefano andreucci]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì sera ci siamo incontrati al Gran Bistrot di Hakim, uno dei nostri testimoni, per iniziare a pensare insieme ai prossimi eventi e alle future iniziative e&#8230; per fare un brindisi! E&#8217; stata un&#8217;occasione per stringerci intorno al progetto e parlare delle prossime evoluzioni, confrontandoci, discutendo e apprezzando le ormai immancabili storie di Fabian, Alison, Idris e Antar e gli anedotti su &#8220;This is My Story. Or Ours?&#8221; del regista Reda Zine. E&#8217; stato anche un momento in cui era palpabile la passione che tutti mettono in AMITIE e la voglia di continuare a lavorare insieme pur nella complessità che constraddistingue questo progetto. Complessità che significa anche partecipazione e voglia di coinvolgere la cittadinanza nel percorso che ci porterà al Festival finale in Aprile. Dopo l&#8217;aperitivo abbiamo fatto una piccola sorpresa ai nostri testimoni, regalando ad ognuno gli ADV in formato gigante! Ringraziamo i presenti per la partecipazione e vi invitiamo tutti (anche gli assenti!) al primo incontro di approfondimento sulla campagna AMITIE, che si terrà martedì 20 novembre, alle ore 17:30 presso l&#8217;Urban Center. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/50333_158912924140368_7903695_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2065" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/50333_158912924140368_7903695_n-150x131.jpg" alt="amitie" /></a>Mercoledì sera ci siamo incontrati al <strong><a href="http://www.facebook.com/hakimbistro?fref=ts" target="_blank">Gran Bistrot</a></strong> di <strong>Hakim</strong>, uno dei nostri testimoni, per iniziare a pensare insieme ai prossimi eventi e alle future iniziative e&#8230; per fare un brindisi!</p>
<p>E&#8217; stata un&#8217;occasione per stringerci intorno al progetto e parlare delle prossime evoluzioni, confrontandoci, discutendo e apprezzando le ormai immancabili storie di <strong>Fabian, Alison, Idris e Antar</strong> e gli anedotti su <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ" target="_blank">&#8220;This is My Story. Or Ours?&#8221;</a></strong> del regista <strong>Reda Zine</strong>.</p>
<p>E&#8217; stato anche un momento in cui era palpabile la passione che tutti mettono in AMITIE e la voglia di continuare a lavorare insieme pur nella complessità che constraddistingue questo progetto. <strong></strong></p>
<p><strong>Complessità che significa anche partecipazione e voglia di coinvolgere la cittadinanza nel percorso che ci porterà al Festival finale in Aprile</strong>.</p>
<p>Dopo l&#8217;aperitivo abbiamo fatto una piccola sorpresa ai nostri testimoni, regalando ad ognuno gli ADV in formato gigante!</p>
<p>Ringraziamo i presenti per la partecipazione e <strong>vi invitiamo tutti</strong> (anche gli assenti!) <strong>al primo <a href="http://amitie-community.eu/italia/events/percorsi-di-cittadinanza-lintegrazione-di-cui-i-media-non-parlano/" target="_blank">incontro di approfondimento sulla campagna AMITIE</a></strong>, che si terrà <strong>martedì 20 novembre</strong>, alle <strong>ore 17:30</strong> presso l&#8217;<strong><a href="http://www.urbancenterbologna.it/" target="_blank">Urban Center</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fantomaras Arte Accessibile: l&#8217;arte come strumento di integrazione e condivisione</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/fantomaras-arte-accessibile-larte-come-strumento-di-integrazione-e-condivisione/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 09:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[arte africana]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Mor Talla Seck]]></category>
		<category><![CDATA[stefano andreucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguriamo oggi, con questo post, una sezione particolare del blog in cui approfondiremo &#8211; di qui in avanti &#8211; le iniziative che ruotano attorno al network di AMITIE, da voi stessi segnalati all&#8217;indirizzo mail campaign@amitie-project.eu. Oggi, in particolare, parliamo di Fantomaras arte accessibile, che propone un&#8217;interessante iniziativa legata all&#8217;arte migrante. Fantomaras arte accessibile è uno spazio dove potrai &#8220;entrare sentendoti libera oppure libero, o anche tutti e due, di restare dieci secondi o due ore. Guardare tutto quello che volete, toccare tutto quello che vedete, cercare pure quello che non vedete, trovarlo e toccarlo. Godere di quello che vedete, toccate e trovate&#8220;. Un luogo dove la prima intenzione è offrire sensazioni e divertimento al pubblico e dare agli artisti la possibilità di offrirle, senza vedere la vendita come prioritaria. Sabato 3 novembre, alle 18, Fantomars propone, nella sua nuova sede di via De&#8217;Marchi 23a, Bologna, il primo appuntamento di una serie che darà voce e spazio ad artisti provenienti da culture extraeuropee. Questo primo incontro sarà incentrato sull&#8217;opera di Mor Talla Seck, artista africano impegnato nella costituzione di un progetto internazionale che ha come scopo la promozione dell&#8217;Arte africana in Europa. Ricco di un talento nativo che ruota attorno ad animismo e magia, Mor Talla Seck è in grado di stabilire un trait d&#8217;union tra plastica tradizionale (con l&#8217;uso della cartapesta, del legno e con le gradazioni tipiche della pece, dell’argilla e del fango) e ispirazione verso un mondo metamorfico e teriomorfo. Una mitologia tutta animale e boschiva e, per ciò stesso, fuori dal tempo. L&#8217;appuntamento e aperto a tutti, anche a coloro che entrano semplicemente perchè fuori piove! &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo oggi, con questo post, una sezione particolare del blog in cui approfondiremo &#8211; di qui in avanti &#8211; le <strong>iniziative che ruotano attorno al network di AMITIE</strong>, da voi stessi segnalati all&#8217;indirizzo mail <a href="http://www.comune.bologna.it/amitie/%5C%22%5C%5C%22%5C%5C%5C%5C%22%5C%5C%5C%5C%5C%5C%5C%5C%22mailto:campaign@amitie-project.eu%5C%5C%5C%5C%5C%5C%5C%5C%22%5C%5C%5C%5C%22%5C%5C%22%5C%22">campaign@amitie-project.eu</a>.</p>
<p>Oggi, in particolare, parliamo di <a href="http://fantomars.jimdo.com/" target="_blank"><strong>Fantomaras arte accessibile</strong></a>, che propone un&#8217;interessante iniziativa legata all&#8217;arte migrante.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/metamorfosi-Mor-Talla-Seck.jpg"><img class="wp-image-1986 alignleft" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/metamorfosi-Mor-Talla-Seck.jpg" alt="" width="293" height="436" /></a></p>
<p><strong>Fantomaras arte accessibile</strong> è uno spazio dove potrai &#8220;<em>entrare sentendoti libera oppure libero, o anche tutti e due, di restare dieci secondi o due ore. Guardare tutto quello che volete, toccare tutto quello che vedete, cercare pure quello che non vedete, trovarlo e toccarlo. Godere di quello che vedete, toccate e trovate</em>&#8220;.<strong> Un luogo dove la prima intenzione è offrire sensazioni e divertimento al pubblico e dare agli artisti la possibilità di offrirle</strong>, senza vedere la vendita come prioritaria.</p>
<p><strong>Sabato 3 novembre, alle 18, Fantomars propone, nella sua nuova sede di via De&#8217;Marchi 23a, Bologna, il primo appuntamento di una serie che darà voce e spazio ad artisti provenienti da culture extraeuropee.</strong></p>
<p>Questo primo incontro sarà incentrato sull&#8217;opera di <a href="http://www.scultura.org/Members/mor_talla_seck" target="_blank"><strong>Mor Talla Seck</strong></a>, <strong>artista africano impegnato nella costituzione di un progetto internazionale che ha come scopo la promozione dell&#8217;Arte africana in Europa</strong>. Ricco di un talento nativo che ruota attorno ad animismo e magia, Mor Talla Seck è in grado di stabilire un trait d&#8217;union tra plastica tradizionale (con l&#8217;uso della cartapesta, del legno e con le gradazioni tipiche della pece, dell’argilla e del fango) e ispirazione verso un mondo metamorfico e teriomorfo. Una mitologia tutta animale e boschiva e, per ciò stesso, fuori dal tempo.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento e aperto a tutti, anche a coloro che entrano semplicemente perchè fuori piove!</strong></p>
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