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	<title>Amitie Community Italia &#187; community events</title>
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	<description>Solo un altro sito  Amitie Community Siti</description>
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		<title>Amitie&#8217;s community events: perché farli e perché farlo insieme?</title>
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		<comments>http://amitie-community.eu/italia/communityevents/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 12:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[International Contest]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
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		<category><![CDATA[bologna plurale]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Mandato]]></category>
		<category><![CDATA[Questa è la mia storia. O la nostra?]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i community events di Amitie. Come si costruiscono? A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono? La campagna di comunicazione Amitie ha come mission un nuovo modello di comunicazione sociale e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché i protagonisti siano i cittadini stessi. Costruire, in altre parole, modelli di socialità dal basso, bottom up. Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti. Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette? Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema? Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità. È naturale, quindi, che gli Amitie community events affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini. Amitie costruirà gli eventi lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un noi nuovo. Un saggio, guardando da lontano, grida: &#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221; Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama: &#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221; Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma: &#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221; (Narrazione Orientale). ______________________________ Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vorremmo discutere dei presupposti che guidano i <em>community events</em> di <em>Amitie.</em></p>
<p><strong>Come si costruiscono?</strong> <strong>A chi si rivolgono? Quali obiettivi si pongono?</strong></p>
<p>La campagna di comunicazione <em><strong>Amitie</strong></em> ha come mission un nuovo modello di <strong>comunicazione sociale</strong> e vuole essere il risultato di una pratica plurale, vedere il coinvolgimento di più soggetti (istituzionali e non) e lavorare affinché <strong>i protagonisti siano i cittadini</strong> <strong></strong>stessi. <strong>Costruire</strong>, in altre parole, <strong>modelli di socialità dal basso, bottom up</strong>.</p>
<p>Occorre, innanzitutto, interrogarsi sul concetto di migrazione e capire come tale concetto si traduca nella pratica di ogni giorno. Capire come, a livello individuale e collettivo, ci si rapporta quotidianamente all&#8217;altro. gni giorno ci troviamo a interagire con gente, lingue, storie diverse. Anche in un contesto di tolleranza, le distanze restano evidenti.</p>
<p>Prima di capire come abbattere muri e costruire incontri è secondo noi necessario porsi alcune domande: <strong>quanto delle mie convinzioni è supportato da esperienze dirette?</strong> <strong>Quanto, invece, risulta essere viziato da rappresentazioni che altri danno del tema?</strong></p>
<p>Riuscire a scindere le informazioni esperibili direttamente da quelle mediate è senz&#8217;altro necessario, un primo passo nella giusta direzione. Potremmo renderci conto di come alcune delle minacce che quotidianamente percepiamo non trovino alcun fondamento nella realtà e siano, piuttosto, il frutto di luoghi comuni alimentati da pregiudizi e molto spesso cavalcati dai media, spinti da fini commerciali più che dalla ricerca della verità.</p>
<p>È naturale, quindi, che gli <strong><em>Amitie community events</em></strong> affondino le loro radici nella convinzione che nulla possa sostituirsi all&#8217;esperienza diretta al fine di produrre informazioni utili a orientare il nostro approccio con gli &#8220;altri&#8221;, che poi sono anche i nostri vicini.</p>
<p>Amitie costruirà gli <strong>eventi </strong>lavorando giorno per giorno, intercettando quei movimenti che sotterraneamente percorrono il tessuto bolognese, facendo in modo che <strong>cittadini italiani e cittadini stranieri s&#8217;incontrino fisicamente e producano da sé quella conoscenza necessaria a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.</strong> Gli eventi di Amitie si rivolgono (abbracciano) a tutta la città e con essa cercano di creare relazioni, esperienze che contribuiscano a diffondere l&#8217;immagine del nuovo vicino non come fonte di timori ma come una risorsa, come un&#8217;opportunità per creare un <strong>noi nuovo.</strong></p>
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<p><em><img class="alignleft" style="border: 1px solid black" src="http://milano.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/258030_bambinocinese.png" alt="Amitie-Community.eu/italia" width="225" height="148" />Un saggio, guardando da lontano, grida:</em></p>
<p>&#8220;Vedo una belva avvicinarsi!!&#8221;</p>
<p>Poco dopo, osservando la medesima figura, esclama:</p>
<p>&#8220;Vedo un uomo venirmi incontro!&#8221;</p>
<p>Infine, quando l&#8217;altro gli è ormai accanto, afferma:</p>
<p>&#8220;C&#8217;è un fratello con me alla mia mensa!&#8221;</p>
<p>(Narrazione Orientale).<br />
______________________________</p>
</div>
</div>
<p>Desideriamo, inoltre, citare www.quattrogatti.info dal quale abbiamo preso a prestito il video pubblicato in calce a questo articolo.</p>
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