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	<title>Amitie Community Italia &#187; cittadinanza</title>
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		<title>Cittadinanza italiana ai figli dei migranti. Siete d’accordo?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati. Questa stessa domanda ha suscitato una discussione sul sito del TG1 che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog. Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate? In attesa dei vostri commenti, inauguriamo oggi una nuova sessione del blog che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama Storie e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda. Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina:  http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ !]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito come sia “inconcepibile che i minori nati in Italia restino stranieri”</strong>. Nel nostro Paese vige infatti lo “ius sanguinis” in base al quale la cittadinanza si acquisisce per discendenza di sangue. In altri Paesi come Stati Uniti o Francia vige lo “ius soli”: si prende la cittadinanza del Paese in cui si è nati.</p>
<p>Questa stessa domanda ha suscitato una <a href="http://tg1.blog.rai.it/2013/01/02/cittadinanza-italiana-ai-figli-degli-immigrati-siete-daccordo/" target="_blank">discussione sul sito del TG1</a> che ha in questi giorni accesso il dibattito, che vorremmo estendere ai lettori del nostro blog.<strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2386" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/images.jpg" alt="Volevate braccia, sono arrivati uomini e donne" width="275" height="183" /></a></strong></p>
<p>Il punto su cui vorremmo riflettere è anche un&#8217;altro, cioè il tenere semopre in considerazione la crisi che il concetto stesso di cittadinanza sta attraversando. Il termine “cittadinanza” fa appello al termine “sovranità” e, poiché il mondo degli stati sovrani si va via via globalizzando e i rapporti fra i singoli stati si infittiscono visibilmente, è dubbio che in futuro la cittadinanza conservi il significato integro e insostituibile che detiene oggi; ci pare inevitabile non riflettere anche su questo aspetto. Voi che ne pensate?</p>
<p>In attesa dei vostri commenti,<strong> inauguriamo oggi una nuova sessione del blog</strong> che auspichiamo possa stimolare discussioni e prese di posizione sui temi a noi cari; questa nuova rubrica si chiama <a href="http://amitie-community.eu/italia/category/storie/" target="_blank"><strong>Storie</strong></a> e raccoglie le storie di vita dei nostri testimonial (che qui diventano anche i nostri testimoni) e di tutti coloro che hanno voluto raccontarci la loro esperienza di migrazione. Oggi pubblichiamo la Storia di Idris Hussain Ali, curdo iracheno di 29 anni in Italia dal 2005 e venerdì pubblicheremo la seconda.</p>
<p>Se siete interessati a raccontarci la vostra storia inviatecela compilando il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/"> http://amitie-community.eu/italia/la-tua-storia/ </a>!</p>
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		<title>Amitie incontra Eccar, a Bologna!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-incontra-eccar-a-bologna/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 09:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
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		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[La campagna di Amitie sta prendendo piede. Vi stiamo raccontando &#8211; con post e immagini &#8211; le attività che sta promuovendo e gli eventi che organizza al fine di coinvolgere sempre più persone nel design di una città plurale. A questo proposito, Amitie incontrerà ECCAR, la coalizione di città europee contro il razzismo e la xenofobia di cui il Comune di Bologna &#8211; nella persona dell’assessore Matteo Lepore -  è vice presidente. Tolosa, Barcellona, Berlino, Monaco, Gent, Nancy, Villeurbanne, Norimberga, Botkyrka/Stoccolma, Malmoe, Potsdam, Karlsruhe, Graz, Liegi e Bologna sono le città che compongono l’organo direttivo della coalizione (che comprende circa 80 città e l’UNESCO come membro permanente e fondatore). I rappresentanti degli uffici anti-discriminazione, dei servizi per l’immigrazione o dei settori di sviluppo delle varie città saranno a Bologna da giovedì 15 a sabato 17 novembre, grazie anche al contributo dell’Unione Europea. Amitie coglierà l&#8217;attimo e presenterà alle città di ECCAR la campagna di comunicazione in corso (e i suoi strumenti), proponendo di adottare e diffondere il messaggio e di partecipare alla realizzazione della campagna. Le città si confronteranno, dunque, sul metodo aperto e partecipato di Amitie: è un metodo condiviso da altre città? All’ordine del giorno saranno, quindi, anche: la proiezione del film Amitie “This is my story. Or ours?” (e l&#8217;incontro con il regista e i protagonisti), la presentazione della campagna e un confronto sul metodo aperto e partecipato di Amitie come possibile ispirazione per le prossime campagne della rete, sperando che queste città adottino e rafforzino la campagna con altre voci ed esperienze! Le città europee non possono (e non vogliono) fare finta di non vedere che non esiste più un “noi” e un “voi”. Siamo o non siamo, tutti noi, nuovi cittadini…?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La campagna di <strong>Amitie</strong> sta prendendo piede. Vi stiamo raccontando &#8211; con post e immagini &#8211; le attività che sta promuovendo e gli eventi che organizza al fine di coinvolgere sempre più persone nel design di una città plurale.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/eccar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2080" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2012/11/eccar.jpg" alt="" width="257" height="88" /></a>A questo proposito, <strong></strong>Amitie incontrerà <a href="http://www.citiesagainstracism.org/" target="_blank"><strong>ECCAR</strong></a>, la coalizione di città europee contro il razzismo e la xenofobia di cui il <a href="http://www.comune.bologna.it/" target="_blank"><strong>Comune di Bologna</strong></a> &#8211; nella persona dell’assessore <strong>Matteo Lepore</strong> -  è vice presidente.</p>
<p><strong>Tolosa, Barcellona, Berlino, Monaco, Gent, Nancy, Villeurbanne, Norimberga, Botkyrka/Stoccolma, Malmoe, Potsdam, Karlsruhe, Graz, Liegi e Bologna</strong> sono le città che compongono l’organo direttivo della coalizione (che comprende circa 80 città e l’<strong>UNESCO</strong> come membro permanente e fondatore). I rappresentanti degli uffici anti-discriminazione, dei servizi per l’immigrazione o dei settori di sviluppo delle varie città saranno a Bologna <strong>da giovedì 15 a sabato</strong> <strong>17 novembre</strong>, grazie anche al contributo dell’<strong>Unione Europea</strong>.</p>
<p>Amitie coglierà l&#8217;attimo e presenterà alle città di ECCAR <strong>la campagna di comunicazione in corso (e i suoi strumenti), proponendo di adottare e diffondere il messaggio e di partecipare alla realizzazione della campagna.</strong> Le città si confronteranno, dunque, sul metodo aperto e partecipato di Amitie: <em>è un metodo condiviso da altre città?<br />
</em></p>
<p>All’ordine del giorno saranno, quindi, anche: la proiezione del <strong>film Amitie <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBld22HExVQ" target="_blank">“This is my story. Or ours?”</a></strong> (e l&#8217;incontro con il regista e i protagonisti), la presentazione della campagna e un <strong>confronto sul metodo aperto e partecipato di Amitie come possibile ispirazione per le prossime campagne della rete</strong>, sperando che queste città adottino e rafforzino la campagna con altre voci ed esperienze!</p>
<blockquote><p>Le città europee non possono (e non vogliono) fare finta di non vedere che non esiste più un “noi” e un “voi”. Siamo o non siamo, tutti noi, nuovi cittadini…?</p></blockquote>
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