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	<title>Amitie Community Italia &#187; Libri</title>
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		<title>Esercizi di comunicazione: prove di democrazia nella società interculturale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Erickson]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Educazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ uscito il numero 1/2013 di Educazione Interculturale, rivista di Erickson, casa editrice trentina specializzata sui temi dell&#8217;educazione. Questo numero, che inaugura il decimo anno della pubblicazione, promossa dal Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione, porta il titolo &#8220;Raccontare l’immigrazione &#8211; letteratura, cinema, musica, fotogiornalismo&#8221; &#8211; curata da Lorenzo Luatti. Monografia che &#8211; come spiega il curatore nell’editoriale &#8211; intende “sintetizzare, in un linguaggio rigoroso ma accessibile” […] &#8220;alcuni temi dell’immigrazione e i differenti linguaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario sull’immigrazione&#8220;. Trai i tanti diversi linguaggi, anche quello della comunicazione sociale con un articolo dedicato al progetto AMITIE di Mirca Ognisanti (Responsabile dell’Unità Intermedia Documentazione e Intercultura, Settore Istruzione – Comune di Bologna) e coordinatrice del progetto. &#8220;Esercizi di comunicazione &#8211; prove di democrazia nella società interculturale&#8220;, questo il titolo dell&#8217;articolo, ripercorre il percorso del progetto, le tante azioni realizzate, gli strumenti prodotti, i soggetti coinvolti e loro contributo di idee e proposte per veicolare un’altra idea di migrazione. Riproponendo il focus group o pratiche di comunicazione basate sulla partecipazione di cittadini, descrive il ruolo determinante, che la comunicazione e l’acquisizione di strategie comunicative consapevoli e realmente partecipate, hanno, nell’attivazione di un reale dialogo interculturale nelle nostre città. di Leyla Dauki – CD &#62;&#62; LEI]]></description>
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<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/EducazioneInterculturale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3051" alt="EducazioneInterculturale" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/EducazioneInterculturale1.jpg" width="130" height="183" /></a>E’ uscito il <a href="http://www.erickson.it/Riviste/Pagine/Scheda-Numero-Rivista.aspx?ItemId=40331" target="_blank"><strong>numero 1/2013 di Educazione Interculturale</strong></a>, rivista di <a href="www.erickson.it" target="_blank"><strong>Erickson</strong></a>, casa editrice trentina specializzata sui temi dell&#8217;educazione. Questo numero, che inaugura il decimo anno della pubblicazione, promossa dal Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione, porta il titolo <strong>&#8220;Raccontare l’immigrazione &#8211; letteratura, cinema, musica, fotogiornalismo&#8221;</strong> &#8211; curata da <strong>Lorenzo Luatti</strong>. Monografia che &#8211; come spiega il curatore nell’editoriale &#8211; intende “<em>sintetizzare, in un linguaggio rigoroso ma accessibile</em>” […] &#8220;<em>alcuni temi dell’immigrazione e i differenti linguaggi che hanno contribuito a costruire l’immaginario sull’immigrazione</em>&#8220;.</p>
</div>
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<p>Trai i tanti diversi linguaggi, anche quello della <strong>comunicazione sociale</strong> con un articolo dedicato al <strong>progetto AMITIE</strong> di <strong>Mirca Ognisanti</strong> (Responsabile dell’Unità Intermedia Documentazione e Intercultura, Settore Istruzione – Comune di Bologna) e coordinatrice del progetto.</p>
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<p>&#8220;<strong>Esercizi di comunicazione &#8211; prove di democrazia nella società interculturale</strong>&#8220;, questo il titolo dell&#8217;articolo, ripercorre il percorso del progetto, le tante azioni realizzate, gli strumenti prodotti, i soggetti coinvolti e loro contributo di idee e proposte per veicolare un’altra idea di migrazione. Riproponendo il focus group o pratiche di comunicazione basate sulla partecipazione di cittadini, <strong>descrive il ruolo determinante, che la comunicazione e l’acquisizione di strategie comunicative consapevoli e realmente partecipate, hanno, nell’attivazione di un reale dialogo interculturale nelle nostre città</strong>.</p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: right">di Leyla Dauki – CD &gt;&gt; LEI</p>
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		<title>Black Italians &#8211; Atleti neri in maglia azzurra</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 09:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[black italians]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro che vi consigliamo oggi non poteva che trattare l&#8217;argomento &#8220;sport e seconde generazioni&#8221;, in attesa dell&#8217;incontro che AMITIE ha organizzato per il  venerdì 25 all&#8217;Urban Center ecco una breve descrizione di &#8220;Black Italians &#8211; Atleti neri in maglia azzurra&#8220;. Lo avete letto? Che ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione su questo libro e magari consigliateci ancora nuove letture da consigliare nella nostra rubrica. Il termine &#8220;Black Italians&#8221; fu a lungo utilizzato, in senso dispregiativo, per indicare e discriminare gli emigranti italiani negli Stati Uniti come in Australia. Allo stesso tempo, paradossalmente, anche gli italiani l&#8217;hanno utilizzato, con altrettanto disprezzo, per indicare gli &#8220;italiani neri e meticci&#8221;, nati e cresciuti nelle colonie e quindi non degni di essere considerati pienamente italiani. Il libro vuole ribaltare il significato di questo termine, evidenziando come i Black Italians siano parte integrante del nostro popolo, un popolo la cui storia è fondata anche sull&#8217;accoglienza e sull&#8217;integrazione di popolazioni e culture differenti. Le interviste, condotte da Mauro Valeri, raccontano le storie di 39 atleti, tra cui Fiona May, Andrew Howe, il pugile Sumbu Kalambay, il cestista Dan Gay, il calciatore Joseph Dayo Oshadogan e la ginnasta Lucy Frasca, che hanno permesso l&#8217;affermazione dell&#8217;Italia in campo sportivo internazionale. La sequenza delle storie segue una suddivisione per discipline sportive e, al loro interno, per anno di affermazione sportiva.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro che vi consigliamo oggi non pote<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/black2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2610" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/black2-300x198.jpg" alt="Atleti Neri in maglia azzurra" width="300" height="198" /></a>va che trattare l&#8217;argomento &#8220;sport e seconde generazioni&#8221;, in attesa dell&#8217;incontro che AMITIE ha organizzato per il  <a href="http://amitie-community.eu/italia/events/percorsi-di-cittadinanza-integrazione-partecipazione-e-sport/" target="_blank">venerdì 25 all&#8217;Urban Center</a> ecco una breve descrizione di &#8220;<a href="http://books.google.it/books/about/Black_Italians.html?id=XP6BAAAAMAAJ&amp;redir_esc=y" target="_blank"><strong>Black Italians &#8211; Atleti neri in maglia azzurra</strong></a>&#8220;. Lo avete letto? Che ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione su questo libro e magari consigliateci ancora nuove letture da consigliare nella nostra rubrica.</p>
<p>Il termine &#8220;Black Italians&#8221; fu a lungo utilizzato, in senso dispregiativo, per indicare e discriminare gli emigranti italiani negli Stati Uniti come in Australia. Allo stesso tempo, paradossalmente, anche gli italiani l&#8217;hanno utilizzato, con altrettanto disprezzo, per indicare gli &#8220;italiani neri e meticci&#8221;, nati e cresciuti nelle colonie e quindi non degni di essere considerati pienamente italiani. <strong>Il libro vuole ribaltare il significato di questo termine, evidenziando come i Black Italians siano parte integrante del nostro popolo, un popolo la cui storia è fondata anche sull&#8217;accoglienza e sull&#8217;integrazione di popolazioni e culture differenti.</strong> Le interviste, condotte da Mauro Valeri, raccontano le storie di 39 atleti, tra cui Fiona May, Andrew Howe, il pugile Sumbu Kalambay, il cestista Dan Gay, il calciatore Joseph Dayo Oshadogan e la ginnasta Lucy Frasca, che hanno permesso l&#8217;affermazione dell&#8217;Italia in campo sportivo internazionale. La sequenza delle storie segue una suddivisione per discipline sportive e, al loro interno, per anno di affermazione sportiva.</p>
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