<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Amitie Community Italia &#187; Le fasi del Progetto</title>
	<atom:link href="http://amitie-community.eu/italia/category/le-fasi-del-progetto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://amitie-community.eu/italia</link>
	<description>Solo un altro sito  Amitie Community Siti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Feb 2025 12:24:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>La Voce del Tamburo Afro-Brasiliano &#8211; Il tour italiano del Gruppo Pé no chao</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/la-voce-del-tamburo-afro-brasiliano-il-tour-italiano-del-gruppo-pe-no-chao/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/la-voce-del-tamburo-afro-brasiliano-il-tour-italiano-del-gruppo-pe-no-chao/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 13:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community building events]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[AMITIE]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[co-sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Alta Mane Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Parada]]></category>
		<category><![CDATA[Pé no chao]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3478</guid>
		<description><![CDATA[ Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera! Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato. Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa. Ma non è finita qui!!! I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo A voz do tambor afro-brasileiro. Seguendo questi link  http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf e http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli. Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i meninos de rua, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora, l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale. Con il progetto Eco dalla Periferia, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee. Lo spettacolo di danza e percussioni A voz do tambor afro-brasileiro “propone un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia) Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro! Giulia Giovagnoli Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>Sono stati a Bologna una settimana&#8230; ed hanno portato la primavera!</strong></p>
<p align="justify">Insieme agli acrobati-circensi dell&#8217;associazione Parada di Bucarest, i ragazzi del gruppo Pé no Chao sono arrivati da Recife (Brasile) per portare la propria energia e la propria professionalità artistica qui a Bologna. Partner del progetto AMITIE e di due progetti di cooperazione decentrata coordinati dal Comune di Bologna negli scorsi anni, gli educatori e i ragazzi di Pé no Chao sono tornati a trovarci, in occasione dell&#8217;evento conclusivo di AMITIE ed hanno così potuto proseguire le attività di interscambio già avviate con gli educatori del quartiere San Donato.</p>
<p align="justify"><strong>Dal 15 al 17 aprile i giovani artisti e gli educatori di Pé no Chao e di Parada hanno condotto dei laboratori di danza, percussioni, acrobatica, giocoleria e breakdance con i ragazzi dei centri socio-educativi del Pilastro</strong>, che hanno partecipato con entusiasmo sia alla realizzazione dei workshop sia allo spettacolo inaugurale del Festival Human Rights Nights-AMITIE che si è svolto il 18 aprile in Piazza Maggiore. Dopo tre giorni di intense attività, infatti, la felice ed emozionantissima conclusione dei laboratori è stata proprio la performance realizzata in Piazza Maggiore, a cui ha fatto seguito una coloratissima parata durante il Festival della Zuppa.</p>
<p align="justify"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3479" alt="Pe-no-Chao_001[1]" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/05/Pe-no-Chao_0011.jpg" width="549" height="322" /></a></p>
<p align="justify">Ma non è finita qui!!!</p>
<p align="justify">I ragazzi di Parada continueranno la loro tournée in giro per l&#8217;Europa e i Pé no Chao, invece, si fermeranno in Italia fino a fine maggio portando nelle piazze e nei teatri di tantissime città il loro ultimo spettacolo <strong><i>A voz do tambor afro-brasileiro</i></strong>. Seguendo questi link  <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/poster_penochao.pdf</a></span></span> e <span style="color: #000080"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf">http://www.altamaneitalia.org/wp-content/uploads/2013/04/A4_piega_01.pdf</a></span></span>  potete consultare il programma completo delle date degli spettacoli.</p>
<p align="justify">Il gruppo Pé no Chao è nato a Recife, capitale dello stato brasiliano del Pernambuco ed una delle città più importanti e povere del Brasile, nel 1994 per combattere la marginalità sociale e la devianza lavorando con i <i>meninos de rua</i>, i bambini di strada altrimenti abbandonati alla violenza del quotidiano. Da allora,<strong> l&#8217;equipe degli educatori ha saputo elaborare delle pratiche educative che sono riuscite, attraverso l&#8217;uso dell&#8217;espressione corporea, la danza e la musica, ad avvicinarsi a centinaia di giovani delle favelas di Recife fornendo loro strumenti artistici e pedagogici capaci di farli uscire dalla situazione di estremo rischio sociale.</strong></p>
<p align="justify">Con il <strong>progetto Eco dalla Periferia</strong>, per esempio, ogni due settimane i ragazzi di Pé no Chao portano i propri corpi e le proprie voci in luoghi sempre diversi della città di Recife. Occupano strade e piazze, realizzano spettacoli per mettere in scena i loro problemi ed i loro progetti e sbalordiscono i passanti&#8230; ed i loro pregiudizi, secondo i quali non si sarebbero mai aspettati di vedere i ragazzi delle favelas animare il centro con grazia, allegria, danze e Idee.</p>
<p align="justify">Lo spettacolo di danza e percussioni <i>A voz do tambor afro-brasileiro</i> “propone <strong>un “rincontro” tra gli adolescenti del progetto Pé no Chão (Brasile) e i loro antenati africani (Angola e Mozambico) e descrive la resistenza del popolo africano alle colonie europee</strong>. Una simbiosi tra vecchio e nuovo, un misto di tradizione – la cerimonia della successione del re, la forza dei guerrieri, la tradizione religiosa e l’allegria del Frevo (danza tipica del Pernambuco) – e di modernità – l’energia dell’Hip Hop, della Capoeira e della Break Dance.” (Fondazione Alta Mane Italia)</p>
<p align="justify">Se vi siete, come me, innamorati dell&#8217;energia di questi ragazzi o se non avete avuto occasione di vederli qui a Bologna, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di danzare e sognare con loro!</p>
<p align="justify">Giulia Giovagnoli</p>
<p align="justify">Comune di Bologna &#8211; Ufficio Cooperazione  e Diritti Umani</p>
<p align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/la-voce-del-tamburo-afro-brasiliano-il-tour-italiano-del-gruppo-pe-no-chao/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diritti di Cittadinanza e Immigrazione allo Zonarelli&#8230; com&#8217;è andata?</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[comune di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>
		<category><![CDATA[Zonarelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3458</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso 5 aprile si è svolto, presso il Centro Interculturale M. Zonarelli, il settimo ed ultimo incontro dei Percorsi di Cittadinanza AMITIE. Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio. Dopo i saluti di benvenuto di Fausto Amelii (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa Nazzarena Zorzella, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;ASGI, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana. Eugenio Gentile (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia. E&#8217; stata poi la volta di Antonio Mumolo (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare qui le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica. Ha preso quindi la parola Marco Lombardo (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome della nostra nuova cittadinanza europea. Il Consigliere Comunale Leonardo Barcelò ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali. Micaela Malena (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave. Le associazioni dello Zonarelli hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet. Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini! &#160; Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso <strong>5 aprile</strong> si è svolto, presso il <strong>Centro Interculturale M. Zonarelli</strong>, il <a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">settimo ed ultimo incontro dei </a><strong><a href="http://amitie-community.eu/italia/percorsi-di-cittadinanza-diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione/" target="_blank">Percorsi di Cittadinanza AMITIE</a>.</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2567" alt="337124_361824290553854_1953959720_o" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/01/337124_361824290553854_1953959720_o.jpg" width="511" height="189" /></a></p>
<p>Per voler concludere questo ciclo di incontri di approfondimento tematico, ci siamo proposte di riflettere insieme ad autorevoli figure provenienti principalmente dall&#8217;ambito disciplinare giuridico sui contenuti dei diritti di cittadinanza, legati in particolar modo al fenomeno migratorio.</p>
<p>Dopo i saluti di benvenuto di <strong>Fausto Amelii</strong> (responsabile del Centro Interculturale M. Zonarelli), ha aperto i lavori l&#8217;avvocatessa <strong>Nazzarena Zorzella</strong>, moderatrice dell&#8217;incontro e componente del consiglio direttivo dell&#8217;<strong>ASGI</strong>, ricordando la pluralità di ambiti all&#8217;interno dei quali possiamo differentemente intendere ed interpretare la nozione di cittadinanza. A discapito del riconoscimento<br />
delle sue dimensioni sociali, antropologiche e territoriali, la nozione di cittadinanza viene invece fondamentalmente interpretata da un punto di vista meramente giuridico. Tale biunivoca relazione legittima costantemente la subordinazione dell&#8217;esercizio di diritti che si vorrebbero umani e fondamentali all&#8217;acquisizione di uno status giuridico, la cittadinanza, capace di imporre esclusione al loro godimento, tradendone quindi il carattere universale e trasversale all&#8217;intera comunità umana.</p>
<p><strong>Eugenio Gentile</strong> (Ufficio di Piano del Dipartimento Benessere di Comunità &#8211; Comune di Bologna) ha quindi presentato <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-eugenio-gentile-diritti-cittadinanza" target="_blank">i dati sulla popolazione straniera residente a Bologna</a>, sui principali paesi di provenienza e sulle così dette seconde generazioni, composte da figli di genitori stranieri e, giuridicamente, stranieri loro stessi, nonostante nati e cresciuti in Italia.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta di <strong>Antonio Mumolo</strong> (Presidente di Avvocato di Strada) che ha presentato il lavoro con i senza fissa dimora dell&#8217;associazione Avvocato di strada e ha quindi illustrato il ruolo della residenza come condizione necessaria per l&#8217;accesso ad una serie di diritti che si vorrebbero fondamentali (sociali, civili e politici). La residenza si presenta così come un prerequisito per l&#8217;accesso ai diritti di cittadinanza, senza la quale si discrimina la possibilità di godere dell&#8217;assistenza sociale e previdenziale, del diritto al lavoro e all&#8217;accesso alle cure mediche, alla difesa e, infine, del diritto al voto. Potete trovare <a href="http://www.slideshare.net/AMITIEproject/5-0413-avvocato-di-strada-diritti-cittadinanza" target="_blank">qui</a> le slides usate dall&#8217;avvocato Mumolo durante il suo intervento e rivelatesi un prezioso strumento di supporto ad un&#8217;accurata analisi delle basi giuridiche sottostanti il riconoscimento dei diritti legati al tema della residenza anagrafica.</p>
<p>Ha preso quindi la parola <strong>Marco Lombardo</strong> (Dottore di ricerca in Diritto dell&#8217;Unione Europea, Università di Bologna e Strasburgo), che, attraverso il racconto di diverse storie di vita pervenute alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea, ha voluto mostrarci come sia improprio pensare che gli Stati europei stiano cedendo quote di sovranità in favore dell&#8217;Unione Europea, non potendo affermare che si possa cedere qualcosa che in realtà non si possiede. Gli esempi presi dai diversi ambiti di politica penale, sociale e di cittadinanza ci hanno infatti mostrato le potenzialità dell&#8217;Unione Europea intesa come Unione di popoli e cittadini, capace di assicurare l&#8217;esercizio dei diritti nel rispetto di dignità umane riconosciute come tali nelle istanze sovranazionali, in nome<br />
della nostra nuova cittadinanza europea.</p>
<p>Il Consigliere Comunale <strong>Leonardo Barcelò</strong> ha duramente criticato la legislazione italiana sulla cittadinanza, completamente anacronistica ed incapace di comprendere l&#8217;arricchimento culturale che deriverebbe dal riconocere la possibilità di cittadinanze plurali, accogliendo sia i principi dello Ius sanguinis che dello Ius soli. La proposta da lui avanzata e poi accolta dal Consiglio Comunale di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Bologna è stata presentata come atto simbolico capace di non farci dimenticare questa inadeguatezza giuridica e di richiamarci così alla responsabilità di fare pressioni affinché la nostra legislazione si apra al pieno riconoscimento delle nostre nuove comunità plurali.</p>
<p><strong>Micaela Malena</strong> (UNHCR) ci ha, infine, illustrato il lavoro dell&#8217;<strong>Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e le nozioni di diritto d&#8217;asilo e di protezione internazionale</strong>, ricordandoci come, in teoria, ai richiedenti asilo e ai rifugiati dovrebbero essere garantiti gli stessi diritti dei cittadini italiani. In assenza di comunicazione e, soprattutto, di un serio impegno di accompagnamento all&#8217;integrazione socio-economica, gli strumenti di finta accoglienza, quali ad esempio i permessi di soggiorno, si rivelano essere delle mere scatole vuote di cui è stata smarrita la chiave.</p>
<p>Le <strong>associazioni dello Zonarelli</strong> hanno, poi, presentato le loro buone pratiche di cittadinanza e un vivace dibattito ci ha accompagnato verso i nostri calorosi saluti finali tra aperitivo e buffet.</p>
<p>Grazie a tutti i partecipanti, a tutti i relatori e&#8230; a tutti i cittadini!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/diritti-di-cittadinanza-e-immigrazione-allo-zonarelli-come-andata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>10 domande, 1000 risposte: gli studenti di un&#8217;università USA a Ferrara</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/10-domande-1000-risposte-gli-studenti-di-ununiversita-usa-a-ferrara/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/10-domande-1000-risposte-gli-studenti-di-ununiversita-usa-a-ferrara/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[esprimiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[CIEE – Council on International Educational Exchange -]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3378</guid>
		<description><![CDATA[Ecco le 10 risposte che Francesca Fabi, pedagogista e docente di sociologia delle migrazioni in una piccola università privata USA a Ferrara (CIEE – Council on International Educational Exchange - Italia), ha raccolto da un gruppo di suoi studenti (2 uomini e 2 donne). Francesca, nel suo ruolo di insegnante, quotidianamente, condivide con i suoi alunni materiali di vario tipo (ad esempio articoli di quotidiani, contenuti di convegni etc.), al fine di ampliare la visione, oltre i normali programmi scolastici, e offrire ai giovani una prospettiva olistica e comparativa che spazi e abbia delle concrete ricadute, specie su tematiche quali le migrazioni. Così, in linea con questo approccio, Francesca ha portato in aula il volantino &#8220;Questa è la mia storia. O la nostra?&#8221;, preso durante un appuntamento del progetto Amitié (Awareness on Migration, Developmente and Human Rights Through Local Partnership), e ha &#8220;intervistato&#8221; i suoi ragazzi. Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/ Migrare è un diritto? Sì, migrare è un diritto, un diritto che tutti abbiamo. Ognuno dovrebbe avere l’opportunità di trasferirsi in un paese per qualsiasi motivo. La migrazione è fonte di sviluppo per l’economia, per la società? Sì, perché il movimento della gente promuove nuove idee e, con sé, porta cambiamenti nella società, nella cultura e nell&#8217;economia. Per la società di sicuro lo è, ma per l’economia non ne siamo sicuri, anche se pensiamo che non le faccia comunque male. Lo sviluppo è un diritto umano? Sì, lo sviluppo e la scelta di sviluppare sono diritti, ma ci possono essere ragioni personali per le quali qualcuno decide di non farlo, e tanti fattori esterni di impedimento per le persone che vogliono creare sviluppo. La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione può favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? Sì, perché le persone che migrano, a volte, mandano dei soldi nel loro paese d&#8217;origine per aiutarne lo sviluppo e, inoltre, possono anche tornare con nuove esperienze e idee, modernizzandolo. Tuttavia, potrebbe anche non esserlo perché le persone sono risorse e, partendo, sottraggono quindi risorse ai paesi d’origine. Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese? Contribuisce al benessere sociale essendo sè stesso, nella sua diversità, arricchendo le nostre vite con altri modi di pensare, facendoci conoscere la sua cultura. Inoltre, lavorano in posti che gli altri rifiutano. La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine? A proposito, raccogliamo due diversi pareri: 1) nel paese d’accoglienza sì, ma d’origine no. 2) la libertà di movimento aiuta sia il paese di accoglienza che il paese di arrivo con la possibilità di sviluppo. In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive? Le politiche migratorie decidono i diritti che hanno i migranti e, quindi, decidono la loro opportunità e possibilità di inserirsi. I governi razzisti creano gente razzista, mentre governi che accolgono tutti creano un pubblico che accoglie tutti. Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo? Con il movimento della gente viene anche il movimento di soldi e idee. Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa? Devono cercare di integrarsi con i nativi: i bambini a scuola, partecipare alla feste della comunità etc., apprezzando il nuovo paese anche se diverso dal loro. Non deve essere solamente il nuovo paese ad accogliere, ma anche viceversa. Hai anche tu una domanda? E&#8217; possibile che la migrazione libera sia la soluzione? &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le 10 risposte che <strong>Francesca Fabi</strong>, pedagogista e docente di sociologia delle migrazioni in una piccola università privata USA a Ferrara (<strong><a href="http://www.ciee.org/" target="_blank">CIEE – <em>Council on International Educational Exchange</em></a> - Italia</strong>), ha raccolto da un gruppo di suoi studenti (2 uomini e 2 donne).<a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/ciee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3405" alt="ciee" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/ciee.jpg" width="440" height="220" /></a></p>
<p>Francesca, nel suo ruolo di insegnante, quotidianamente, condivide con i suoi alunni materiali di vario tipo (ad esempio articoli di quotidiani, contenuti di convegni etc.), al fine di ampliare la visione, oltre i normali programmi scolastici, e offrire ai giovani una prospettiva olistica e comparativa che spazi e abbia delle concrete ricadute, specie su tematiche quali le migrazioni. Così, in linea con questo approccio, Francesca ha portato in aula il volantino <em>&#8220;Questa è la mia storia. O la nostra?&#8221;</em>, preso durante un appuntamento del progetto <em>Amitié (Awareness on Migration, Developmente and Human Rights Through Local Partnership)</em>, e ha &#8220;intervistato&#8221; i suoi ragazzi.</p>
<p>Se volete anche voi rispondere alle nostre 10 domande compilate il form che trovate in questa pagina: <a href="http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/" target="_blank">http://amitie-community.eu/italia/10-punti-chiave/</a></p>
<p><strong>Migrare è un diritto?</strong></p>
<p>Sì, migrare è un diritto, un diritto che tutti abbiamo. Ognuno dovrebbe avere l’opportunità di trasferirsi in un paese per qualsiasi motivo.</p>
<p><strong>La migrazione è fonte di sviluppo per l’economia, per la società?</strong></p>
<p>Sì, perché il movimento della gente promuove nuove idee e, con sé, porta cambiamenti nella società, nella cultura e nell&#8217;economia. Per la società di sicuro lo è, ma per l’economia non ne siamo sicuri, anche se pensiamo che non le faccia comunque male.</p>
<p><strong>Lo sviluppo è un diritto umano?</strong></p>
<p><strong></strong>Sì, lo sviluppo e la scelta di sviluppare sono diritti, ma ci possono essere ragioni personali per le quali qualcuno decide di non farlo, e tanti fattori esterni di impedimento per le persone che vogliono creare sviluppo.</p>
<p><strong>La migrazione può costituire una risorsa anche per il paese d’origine del migrante? La libertà di movimento e di circolazione può favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>Sì, perché le persone che migrano, a volte, mandano dei soldi nel loro paese d&#8217;origine per aiutarne lo sviluppo e, inoltre, possono anche tornare con nuove esperienze e idee, modernizzandolo. Tuttavia, potrebbe anche non esserlo perché le persone sono risorse e, partendo, sottraggono quindi risorse ai paesi d’origine.</p>
<p><strong>Come contribuisce il cittadino straniero a mantenere i livelli di benessere sociale del nostro paese?</strong></p>
<p><strong></strong>Contribuisce al benessere sociale essendo sè stesso, nella sua diversità, arricchendo le nostre vite con altri modi di pensare, facendoci conoscere la sua cultura. Inoltre, lavorano in posti che gli altri rifiutano.</p>
<p><strong>La libertà di movimento e di circolazione puó favorire maggiori possibilità di sviluppo sia nei paesi di accoglienza sia nei paesi di origine?</strong></p>
<p>A proposito, raccogliamo due diversi pareri: 1) nel paese d’accoglienza sì, ma d’origine no. 2) la libertà di movimento aiuta sia il paese di accoglienza che il paese di arrivo con la possibilità di sviluppo.</p>
<p><strong>In che modo le politiche migratorie incidono sulla possibilità di un cittadino straniero di costituire una risorsa per il paese in cui vive?</strong></p>
<p><strong></strong>Le politiche migratorie decidono i diritti che hanno i migranti e, quindi, decidono la loro opportunità e possibilità di inserirsi. I governi razzisti creano gente razzista, mentre governi che accolgono tutti creano un pubblico che accoglie tutti.</p>
<p><strong>Come comunicare la migrazione come processo di sviluppo?</strong></p>
<p><strong></strong>Con il movimento della gente viene anche il movimento di soldi e idee.</p>
<p><strong>Come favorire una reale partecipazione dei cittadini migranti alla costruzione di una comunità locale coesa?</strong></p>
<p><strong></strong>Devono cercare di integrarsi con i nativi: i bambini a scuola, partecipare alla feste della comunità etc., apprezzando il nuovo paese anche se diverso dal loro. Non deve essere solamente il nuovo paese ad accogliere, ma anche viceversa.</p>
<p><strong>Hai anche tu una domanda?</strong></p>
<p><strong></strong>E&#8217; possibile che la migrazione libera sia la soluzione?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/10-domande-1000-risposte-gli-studenti-di-ununiversita-usa-a-ferrara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amitie e l&#8217;Associazione Gaudeamus per la cultura moldava e rumena</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 07:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Gaudeamus]]></category>
		<category><![CDATA[Centro interculturale Massimo Zonarelli]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3366</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 6 aprile al Centro Interculturale Zonarelli, AMITIE ha incontrato gli studenti moldavi e rumeni dell&#8217;Associazione Gaudeamus, associazione nata proprio dall&#8217;esigenza di riunire gli studenti universitari provenienti da questi due Paesi, ma anche aperta a tutti coloro i quali credono nello scambio culturale e nel dialogo come fonte di arricchimento reciproco. Tra i partecipanti all&#8217;incontro di sabato anche il presidente dell&#8217;associazione, Vladislav Diacenco, che studia economia a Bologna. Il motto dell associazione è &#8220;Insieme, moldavi e rumeni per cambiare la mentalità&#8221;. E in linea con questa idea è stato pensato l&#8217;incontro con AMITIE e la proiezione di &#8220;This is my story. Or ours?&#8221;. Gli studenti hanno potuto esprimere le loro idee e le loro opinioni a partire dalle loro storie! Ci siamo lasciati con l&#8217;impegno di diffondere AMITIE, i suoi valori di rispondere ai 10 quesiti e di rivederci numerosi al Festival AMITIE. Grazie all&#8217;Associazione Gaudeamus che ha promosso l&#8217;incontro e grazie al Centro Interculturale Zonarelli che lo ha ospitato! &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 6 aprile</strong> al <a href="http://www.zonagidue.it/" target="_blank"><strong>Centro Interculturale Zonarelli</strong></a>, AMITIE ha incontrato gli studenti moldavi e rumeni dell&#8217;<a href="http://www.studentitalia.org/" target="_blank"><strong>Associazione Gaudeamus</strong></a>,<strong> </strong>associazione nata proprio dall&#8217;esigenza di riunire gli studenti universitari provenienti da questi due Paesi, ma anche aperta a tutti coloro i quali credono nello scambio culturale e nel dialogo come fonte di arricchimento reciproco.</p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/LogoGaudeamus.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3371" alt="LogoGaudeamus" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/LogoGaudeamus.jpg" width="300" height="221" /></a><br />
Tra i partecipanti all&#8217;incontro di sabato anche il presidente dell&#8217;associazione, <strong>Vladislav Diacenco</strong>, che studia economia a Bologna. Il motto dell associazione è &#8220;Insieme, moldavi e rumeni per cambiare la mentalità&#8221;. E in linea con questa idea è stato pensato l&#8217;incontro con AMITIE e la proiezione di <strong>&#8220;This is my story. Or ours?&#8221;</strong>. Gli studenti hanno potuto esprimere le loro idee e le loro opinioni a partire dalle loro storie!</p>
<p><strong>Ci siamo lasciati con l&#8217;impegno di diffondere AMITIE, i suoi valori di rispondere ai 10 quesiti e di rivederci numerosi al Festival AMITIE.</strong></p>
<p>Grazie all&#8217;Associazione Gaudeamus che ha promosso l&#8217;incontro e grazie al Centro Interculturale Zonarelli che lo ha ospitato!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/DSCN7414.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3415" alt="DSCN7414" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/DSCN7414.jpg" width="528" height="457" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/amitie-e-lassociazione-gaudeamus-per-la-cultura-moldava-e-rumena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>And the winner is&#8230; Ecco i vincitori del Bando Amitie!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[cdlei]]></category>
		<category><![CDATA[cineteca]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3288</guid>
		<description><![CDATA[La commissione per il bando AMITIE sulla Comunicazione Sociale e Creatività Plurali formata da: Giulia Grassilli e Alice Marzocchi (Cineteca di Bologna, 1 voto), Leyla Dauki (CDLEI, 1 voto), Alison Marchiò, Dim Sampaio e Antar Mohamed Marincola (Testimoni Amitie, 1 voto ciascuno) &#8211; dopo aver esaminato tutte le opere in concorso per il bando &#8211; ha selezionato una lista di vincitori e candidati alle nomination per ogni categoria in concorso. Le opere che hanno raggiunto il maggior numero di voti come preferenze vincitore sono state selezionate come vincitrici, le nomination raccolgono le opere che hanno ricevuto almeno due nominations. Qui di seguito la lista di vincitori e candidati alle nomination selezionati, che saranno presentati al festival AMITIE. Per la CATEGORIA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SOCIALE Vincitore: &#8221; E TU COSA CI VEDI&#8221; di Amref Italia. Nomination: &#8220;MIGRANTI&#8221; di Fatema aktar, &#8220;ULYSSES/ 12 RITRATTI MIGRANTI&#8221; di AssociazioneTutamondo, &#8220;FRONTE DI LIBERAZIONE DEI PIZZINNI PIZZONI&#8221; di AssociazioneTaMaLaCà. Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria, saranno presentate nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. L&#8217;opera vincitrice &#8220;E TU COSA CI VEDI&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA CINEMA / VIDEO Vincitori a pari merito: &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; di Giuliana Fantoni e &#8220;LE CUCINE DEI MIRASOLI&#8221; del Teatro dei Mignoli. Nomination: &#8220;2012&#8243; di Tatiana Villani  e &#8220;STESSO SANGUE&#8221; di Multimagine. Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria  saranno proiettate durante tutta la durata del festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, piccolo cinema itinerante che per l&#8217;occasione si fermerà nel cortile del Cinema Lumière per tutta la durata del festival. Le opere vincitrici &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; e &#8220;LE CUCINE DEI MIRACOLI&#8221;, saranno premiate durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA FOTOGRAFIA Vincitore: &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; del Collettivo Ubiq. L&#8217;opera vincitrice &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; sarà esibita nel &#8220;Cinemino&#8221;, e premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per la CATEGORIA LETTERATURA / POESIA Vincitore: &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; di Lorenzo Cimmino. Nomination: &#8221; LEONI LUPI SASSI IENE&#8221; di Alice Keller, &#8220;ASMODEO&#8221; di Stefano Giovannini, &#8220;BELOLIVRO&#8221; di Associazione N.O.V.A..L&#8217;opera vincitrice la &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Le opere di questa categoria saranno presentate durante il festival.  L&#8217;opera &#8220;BELOLIVRO&#8221; sarà presentata nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. Per la CATEGORIA TEATRO Vincitore: &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; di Associazione culturale Youkali. Nomination: &#8220;LE FAUX FOU&#8221; di Compagnie Kakatar (Senegal). L&#8217;opera vincitrice &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. L&#8217; opera &#8220;LE FAUX FOU&#8221; sarà segnalata al festival &#8220;AfricanBamba&#8221; in Senegal. Per la CATEGORIA FUMETTO Vincitore: &#8220;IL MIO VIAGGIO FINO A TE E VOLI INTERROTTI. STORIE ABBOZZATE DI MIGRANTI&#8221; di ExprisComics. L&#8217;opera vincitrice di questa categoria sarè esibita durante il festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, e sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Per le CATEGORIE ARTE e MUSICA Nessuna opera presentata nelle categorie Arte e Musica è stata ritenuta meritevole o conforme ai requisiti richiesti dal bando AMITIE.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>commissione</strong> per il <strong>bando AMITIE sulla <em>Comunicazione Sociale e Creatività Plurali</em></strong> formata da: <strong>Giulia Grassilli e Alice Marzocchi</strong> (Cineteca di Bologna, 1 voto), <strong>Leyla Dauki</strong> (CDLEI, 1 voto), <strong>Alison Marchiò, Dim Sampaio e Antar Mohamed Marincola</strong> (Testimoni Amitie, 1 voto ciascuno) &#8211; dopo aver esaminato tutte le opere in concorso per il bando &#8211; ha selezionato una l<strong>ista di vincitori e candidati alle nomination per ogni categoria in concorso</strong>. Le opere che hanno raggiunto il maggior numero di voti come preferenze vincitore sono state selezionate come vincitrici, le nomination raccolgono le opere che hanno ricevuto almeno due nominations.</p>
<p>Qui di seguito la <strong>lista di vincitori e candidati alle nomination</strong> selezionati, che saranno presentati al festival AMITIE.</p>
<p><span style="color: #3366ff"><strong>Per la CATEGORIA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SOCIALE</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8221; E TU COSA CI VEDI&#8221; di Amref Italia.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;MIGRANTI&#8221; di Fatema aktar, &#8220;ULYSSES/ 12 RITRATTI MIGRANTI&#8221; di AssociazioneTutamondo, &#8220;FRONTE DI LIBERAZIONE DEI PIZZINNI PIZZONI&#8221; di AssociazioneTaMaLaCà.</p>
<p>Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria, saranno presentate nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival. L&#8217;opera vincitrice &#8220;E TU COSA CI VEDI&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #000080"><strong>Per la CATEGORIA CINEMA / VIDEO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitori a pari merito</strong>: &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; di Giuliana Fantoni e &#8220;LE CUCINE DEI MIRASOLI&#8221; del Teatro dei Mignoli.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;2012&#8243; di Tatiana Villani  e &#8220;STESSO SANGUE&#8221; di Multimagine.</p>
<p>Le opere vincitrici e candidate alle nomination di questa categoria  saranno proiettate durante tutta la durata del festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, piccolo cinema itinerante che per l&#8217;occasione si fermerà nel cortile del Cinema Lumière per tutta la durata del festival. Le opere vincitrici &#8220;SHAPES RECORDING&#8221; e &#8220;LE CUCINE DEI MIRACOLI&#8221;, saranno premiate durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #800080"><strong>Per la CATEGORIA FOTOGRAFIA</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; del Collettivo Ubiq. L&#8217;opera vincitrice &#8220;IMMAGINARI DI CONFINE&#8221; sarà esibita nel &#8220;Cinemino&#8221;, e premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><span style="color: #ff6600"><strong>Per la CATEGORIA LETTERATURA / POESIA</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; di Lorenzo Cimmino.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8221; LEONI LUPI SASSI IENE&#8221; di Alice Keller, &#8220;ASMODEO&#8221; di Stefano Giovannini, &#8220;BELOLIVRO&#8221; di Associazione N.O.V.A..L&#8217;opera vincitrice la &#8220;COLLANA IL GIROVAGO&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. Le opere di questa categoria saranno presentate durante il festival.  L&#8217;opera &#8220;BELOLIVRO&#8221; sarà presentata nella sezione &#8220;mostra sulle campagne di comunicazione&#8221; negli spazi  e negli orari di apertura della Biblioteca Renzo Renzi durante il festival.</p>
<p><span style="color: #3366ff"><strong>Per la CATEGORIA TEATRO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; di Associazione culturale Youkali.</p>
<p><strong>Nomination</strong>: &#8220;LE FAUX FOU&#8221; di Compagnie Kakatar (Senegal). L&#8217;opera vincitrice &#8220;LE REGOLE DEL MIGRARE&#8221; sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière. L&#8217; opera &#8220;LE FAUX FOU&#8221; sarà segnalata al festival &#8220;AfricanBamba&#8221; in Senegal.</p>
<p><span style="color: #000080"><strong>Per la CATEGORIA FUMETTO</strong></span></p>
<p><strong>Vincitore</strong>: &#8220;IL MIO VIAGGIO FINO A TE E VOLI INTERROTTI. STORIE ABBOZZATE DI MIGRANTI&#8221; di ExprisComics. L&#8217;opera vincitrice di questa categoria sarè esibita durante il festival nel &#8220;Cinemino&#8221;, e sarà premiata durante la cerimonia di conferimento dei premi &#8220;AMITIE Award&#8221;  che si terrà sabato 20 aprile alle ore 20.00 presso il Cinema Lumière.</p>
<p><strong><span style="color: #800080">Per le CATEGORIE ARTE e MUSICA</span></strong></p>
<p>Nessuna opera presentata nelle categorie Arte e Musica è stata ritenuta meritevole o conforme ai requisiti richiesti dal bando AMITIE.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/and-the-winner-is-ecco-i-vincitori-del-bando-amitie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AMITIE ha incontrato i ragazzi del doposcuola Guinizzelli</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[scuole medie guinizzelli]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3274</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto AMITIE  è stato presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna dove, due volte la settimana, una quarantina di ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza. Tra le attività proposte al doposcuola ci sono uscite in città, laboratori e iniziative di vario genere come, appunto, l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla, che hanno raccontato questo progetto e dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di razzismo e pregiudizi. Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo. Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela. Quello della relazione con l’altro, il cosiddetto straniero (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang, testimone del progetto. Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo! Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230; &#160; 1. Racconta la tua storia Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea. 2. Cosa pensi degli stranieri? Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via. 3. Che cos&#8217;è il razzismo? E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi. 4. Perché dobbiamo combattere il razzismo? Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone. 5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani? Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!) 6. Sai cosa vuol dire integrazione? Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente). 7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri? Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc.. 8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa? Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società. 9. Hai qualcosa da aggiungere? Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>progetto AMITIE</strong>  è stato <strong>presentato al doposcuola Guinizelli di Bologna</strong> dove, due volte la settimana, una quarantina di <strong>ragazze e ragazzi fra gli 11 e i 16 anni</strong> si ritrovano per fare i compiti e studiare [eh sì!], ma anche per fare esperienze di condivisione, di conoscenza.</p>
<p>Tra le <strong>attività</strong> proposte al doposcuola ci sono <strong>uscite in città, laboratori e iniziative</strong> di vario genere <strong>come</strong>, appunto, <strong>l’incontro con Fabien, Giulia e Leyla</strong>, che hanno raccontato questo progetto e <strong>dialogato con gli studenti a proposito di migrazione, diritti umani, integrazione e di un nuovo senso di cittadinanza</strong> che va a poco a poco prendendo forma. Ma anche di <strong>razzismo e pregiudizi.</strong></p>
<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg"><img class="wp-image-3279 aligncenter" alt="fabian" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/04/fabian.jpg" width="510" height="255" /></a></p>
<p>Al Doposcuola ci sono italiani di lunga data, ragazzi nati in Italia con uno o entrambi i genitori stranieri e altri appena arrivati – alcuni da poche settimane – che ancora conoscono pochissime parole della lingua. <em>Storie nate lontane che vanno condividendo un percorso, a tratti decisivo.</em> Sguardi diversi, voci che si scambiano opinioni e vanno intessendosi in un’unica tela.</p>
<p>Quello della<strong> relazione con l’altro, il cosiddetto straniero</strong> (che lo si guardi dall’una o dall’altra parte), <strong>per loro non è semplicemente un tema, è la loro quotidianità</strong> – la loro vita – di cui ci regalano alcuni frammenti in queste <strong>brevi riflessioni stimolate dalle domande di AMITIE e dall’ascolto della storia di Fabian Lang</strong>, testimone del progetto.</p>
<p>Vi lasciamo, dunque, alla lettura di alcune delle risposte date dai ragazzi, ringraziandoli infinitamente per il loro prezioso contributo!</p>
<p>Seguendo la tradizionale griglia AMITIE&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #3366ff">1. Racconta la tua storia</span></h3>
<p>Sono nato a Bologna dove ho anche sempre vissuto da genitori entrambi italiani. Ho studiato in questa città; Sono nata a Bologna, i miei genitori sono stranieri e ho sempre vissuto qui; Quando sono arrivato in Italia credevo che la mia vita sarebbe stata perfetta, ma non è così, mi sbagliavo e ho cambiato idea.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">2. Cosa pensi degli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: right">Che non ci dovrebbero essere differenze nei diritti tra esseri umani legate alla loro origine o al loro aspetto e che l&#8217;immigrazione non dovrebbe essere vista come un problema da gestire o da limitare, ma come l&#8217;apprezzamento da parte di persone esterne per il proprio paese; Le differenze etniche non dovrebbero influire sull&#8217;integrazione degli stranieri, non dovrebbero esserci discriminazioni. L&#8217;immigrazione potrebbe essere una grande fonte di guadagno per lo Stato, invece che emarginarli; Gli stranieri anche se non conoscono l&#8217;italiano vanno comunque accettati e si possono definire cretini quelli che li mandano via.</p>
<h3><span style="color: #800080">3. Che cos&#8217;è il razzismo?</span></h3>
<p>E&#8217; il disprezzo verso persone di altre etnie, molto spesso generata dalla falsa convinzione di stare tutelando i propri interessi; E&#8217; una forma di disprezzo verso coloro che sono di altre nazionalità (in particolare di paesi poco sviluppati) visti come potenziali criminali o in generale come persone che potrebbero recar danno con la loro integrazione; Il razzismo è quando delle persone si credono superiori a delle altre solo perché parlano un&#8217;altra lingua, sono di un altro colore di pelle o sono più ricchi.</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">4. Perché dobbiamo combattere il razzismo?</span></h3>
<p style="text-align: right">Perché è qualcosa di insensato e dannoso ed è solo un caso se noi siamo nati in Italia, non ci siamo &#8220;meritati&#8221; questa &#8220;sicurezza&#8221; rispetto alla nostra  condizione; Perché è basato su convinzioni infondate, in realtà siamo tutti stranieri nei confronti di altri stati, è perciò insensato disprezzare altre etnie per motivi nemmeno basati su verità accertate; Dobbiamo combattere il razzismo perché siamo tutti uguali e non ci devono essere differenze fra le persone.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">5. Secondo te gli stranieri devono avere la possibilità di diventare cittadini italiani?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si; Si ovviamente (questo ci fa ben sperare, diciamo noi!)</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #000080">6. Sai cosa vuol dire integrazione?</span></h3>
<p style="text-align: right">Si, è l&#8217;inserimento sia sociale che legale in una comunità; Significa inserire all&#8217;interno della società gli stranieri sia socialmente che legalmente (cioè ufficialmente).</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #800080">7. Conosci qualche straniero in Italia? Che rapporto hai con gli stranieri?</span></h3>
<p style="text-align: left">Si, mi rapporto con loro come con un qualsiasi italiano; Si, ho un rapporto esattamente uguale a quello che ho con qualsiasi individuo, amico ecc..</p>
<h3 style="text-align: right"><span style="color: #ff6600">8. Pensi che gli stranieri portino qualcosa di positivo all&#8217;Italia? Se si che cosa?</span></h3>
<p style="text-align: right">Penso che portino innovazione e culture diverse e sicuramente interessanti; Penso che l&#8217;integrazione degli stranieri possa portare innovazione, apertura mentale, culture nuove e interessanti e sviluppo economico, essendo comunque cittadini che operano nella società.</p>
<h3 style="text-align: left"><span style="color: #3366ff">9. Hai qualcosa da aggiungere?</span></h3>
<p style="text-align: left">Penso che sebbene siano state aperte alcune porte ne siano anche state chiuse altre. Se, ad esempio, adesso è più facile per un ragazzo immigrato integrarsi grazie alla presenza di strutture nate proprio a questo scopo, dall&#8217;altro lato si sono sviluppate anche nuove forme di razzismo (come ad esempio verso gli est europei); Penso che il razzismo sia un fattore che non dipenda tanto da Stato e burocrazia, bensì dagli italiani stessi, se uno stato è razzista o comunque pone ostacoli all&#8217;integrazione significa che gli stessi cittadini acconsentono a questi metodi. Bisogna perciò agire alla radice del problema, la mentalità delle persone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/amitie-ha-incontrato-i-ragazzi-del-doposcuola-guinizzelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cultura e Migrazione alla Casa di Khaoula</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/cultura-e-migrazione-alla-casa-di-khaoula/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/cultura-e-migrazione-alla-casa-di-khaoula/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 16:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca casa di Khaoula]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi di cittadinanza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3238</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la Biblioteca Casa di Khaoula, il sesto incontro del ciclo Percorsi di Cittadinanza della campagna AMITIE. Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità? Dopo i saluti di apertura di Michele Righini, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori Maria Chiara Patuelli (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed Enrica Menarbin (Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei Percorsi di Cittadinanza, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca I consumi culturali dei cittadini stranieri, che potete trovare qui), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio. Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della ricerca, ha preso la parola Wu Ming 2, scrittore e docente del Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale organizzato dall&#8217;associazione Eks &#38; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di scrittura meticcia, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (qui) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del divenire creolo. E&#8217; stata quindi la volta di Gian Luca Farinelli (Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia meticcio. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca. Leyla Dauki, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale “LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura. Infine, Blagovesta Guetova, utente della Biblioteca Casa di Khaoula, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la nostra biblioteca”. Sua figlia è cresciuta con e nella biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.  Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3239" alt="biblioteca" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/biblioteca.jpg" width="233" height="270" /></a>Lo scorso 14 marzo si è svolto, presso la <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, il sesto incontro del ciclo <b>Percorsi di Cittadinanza</b> della campagna <b>AMITIE</b>.</p>
<p>Abbiamo voluto riflettere insieme ad autorevoli voci del panorama culturale bolognese e ai cittadini fruitori delle proposte culturali della città sul rapporto tra Cultura e Migrazione, tentando di trovare risposta alle domande<b><i> La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità?</i></b></p>
<p>Dopo i saluti di apertura di <b>Michele Righini</b>, responsabile della Biblioteca Casa di Khaoula, hanno aperto i lavori <b>Maria Chiara Patuelli</b> (Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna) ed <b>Enrica Menarbin </b>(Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna), illustrando, come ci siamo sempre proposti di fare all&#8217;interno dei <i>Percorsi di Cittadinanz</i>a, i dati disponibili su Bologna relativi alla tematica oggetto dell&#8217;incontro. E&#8217; stata così presentata la ricerca <i>I consumi culturali dei cittadini stranieri</i>, che potete trovare <a href="http://www.lelleri.it/report/Dossier_consumi_culturali.pdf" target="_blank">qui</a>), frutto della collaborazione nata tra l’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni e la Biblioteca Sala Borsa per comprendere quali sono i bisogni culturali dei cittadini stranieri e come vengono soddisfatti, analizzando la domanda di prodotti culturali e l’offerta disponibile sul territorio.</p>
<p>Dopo la presentazione del Dossier con i risultati della <a href="http://www.eksetra.net/ecco-i-racconti-collettivi-e-meticci-2012-e-incontro-il-1403-a-bologna-con-wu-ming-2/" target="_blank">ricerca</a>, ha preso la parola <b>Wu Ming 2</b>, scrittore e docente del <strong>Laboratorio di Scrittura Creativa Interculturale</strong> organizzato dall&#8217;associazione Eks &amp; Tra. Siamo stati condotti alla riflessione sui processi di <i>scrittura meticcia</i>, possibile solo là dove si riesce a rendere meticcio l&#8217;autore. Abbandonando l&#8217;opzione di una scrittura egotica ed autocelebrativa, il laboratorio si è proposto di lanciare la sfida della ricerca di un punto di vista obliquo, trasversale, affinché il lavoro della scrittura collettiva divenisse una possibilità di creolizzazione, intesa come mescolamento capace di dare vita a risultati imprevedibili&#8230; Abbiamo potuto ascoltare in prima persona i prodotti dei gruppi di lavoro formati da questi nuovi autori meticci, di provenienze geografiche, culturali ed esperienziali differentissime tra loro, che ci hanno introdotto nei loro percorsi attraverso la lettura di brani dei racconti frutto del laboratorio. Non volendo rovinarvi il piacere della lettura e la splendida sorpresa della ricchezza di questi racconti, vi rimando alla pagina web dell&#8217;associazione dove potrete trovarli tutti (<a href="http://www.eksetra.net/laboratorio/laboratorio-2012/racconti/" target="_blank">qui</a>) ed assaporare così anche voi l&#8217;esperienza del <i>divenire creolo</i>.</p>
<p>E&#8217; stata quindi la volta di <b>Gian Luca Farinelli</b> (Direttore della <strong>Fondazione Cineteca di Bologna</strong>) che ha cominciato il suo intervento sottolineando come anche il grande cinema sia <i>meticcio</i>. Sin dagli albori di Hollywood, infatti, i migliori contributi cinematografici sono stati prodotti da registi migranti, che hanno saputo comunicare la ricchezza della pluralità. Ha quindi sottolineato l&#8217;impegno di Cineteca nel non rinchiudersi, come Istituzione, alle élites bensì di continuare a proporre film che corrispondano alla fertilità del mondo e di farlo uscendo anche dagli spazi canonici della fruizione della cultura. Grande esempio di questo è la proposta di cinema di qualità in Piazza Maggiore, che richiama quotidianamente un pubblico di circa 2000 persone. La potenza di questa proposta risiede anche nella possibilità concreta che offre ai cittadini provenienti dalle più disparate nazionalità di incontrarsi in uno spazio ed un momento comuni, contribuendo, così, alla conoscenza reciproca.</p>
<p><b>Leyla Dauki</b>, (mediatrice culturale e collaboratrice Progetto AMITIE) ha portato il suo contributo in relazione al progetto provinciale <strong>“LIBO&#8217; lingua italiana a Bologna”</strong>, relativo all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come lingua seconda. I corsi di italiano proposti hanno avuto grande successo anche  grazie ai luoghi nei quali sono stati organizzati, ad esempio proprio la Biblioteca Casa di Khaoula. Non dobbiamo infatti dimenticare che la ricchezza e la bellezza di un luogo sono parte fondamentale di un percorso di accoglienza condotto con passione e vera apertura verso lo scambio e la socializzazione trasversale. Le bibliotecche possono inoltre offrire la fruizione di libri nelle lingue madri dei migranti, strumento potente per mantenere il legame con le culture di origine e per arricchire quindi la crescita culturale cosmopolita dei figli dei nuovi cittadini. I processi di partecipazione così avviati possono essere sviluppati sempre più attraverso l&#8217;apertura crescente e costante dei luoghi di cultura.</p>
<p>Infine, <b>Blagovesta Guetova</b>, utente della <strong>Biblioteca Casa di Khaoula</strong>, ha portato la sua testimonianza, raccontandoci come “questa è la <i>nostra</i> biblioteca”. Sua figlia è cresciuta <i>con</i> e <i>nella</i> biblioteca, imparando il valore della fruizione di libri sia nella lingua madre sia in italiano, per potersi costruire un futuro che corrisponda alla pluralità del nostro mondo attuale.</p>
<p style="text-align: right"> Giulia Giovagnoli – Comune di Bologna, Ufficio cooperazione e diritti umani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/cultura-e-migrazione-alla-casa-di-khaoula/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I luoghi dello sport e dell&#8217;integrazione</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/i-luoghi-dello-sport-e-dellintegrazione/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/i-luoghi-dello-sport-e-dellintegrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 10:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Cadei]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Etnografica]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3148</guid>
		<description><![CDATA[La ricerca etnografica Luoghi e Memorie dello Sport a Bologna, finanziata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha permesso di compiere un monitoraggio dei luoghi storici e attuali dello sport a Bologna, al fine di riconoscere elementi di continuità e di rottura fra il passato e il presente. Siamo partiti dai luoghi, dalla loro storia e dalla loro frequentazione, per captare narrazioni di persone che li attraversano. Le voci delle persone che hanno fatto da informatori per questa ricerca rendono la complessità di un racconto corale: dal bolognese sessantenne che ha partecipato alla fondazione della polisportiva del suo quartiere, al giovane senza cittadinanza che gioca a basket nel playground di periferia. Il primo elemento di rilievo registrato è che esiste una grande varietà di luoghi dello sport: abbiamo importanti squadre agonistiche con relative scuole, associazioni sportive universitarie, realtà caratterizzate dalla presenza quasi esclusiva di giovani bolognesi a cui si oppongono altre in cui troviamo quasi esclusivamente studenti fuori-sede. E, ancora, polisportive di quartiere (che molto si sono evolute nel tempo), palestre popolari attivate da centri sociali e, infine, una costellazione di luoghi informali di intensa pratica di sport. I luoghi che abbiamo potuto osservare differiscono molto fra di loro per possibilità di accesso, soggetti coinvolti, concezione e finalità dell&#8217;attività sportiva. Questa varietà si declina in due caratteristiche: da un lato, è indicatrice di un&#8217;offerta ricca e varia che caratterizza Bologna, dove quasi tutti gli sport praticati a livello nazionale hanno una propria rappresentanza; dall&#8217;altro, vi si può leggere una tendenza alla frammentazione, alla parcellizzazione, del tessuto sociale impegnato in attività sportive (c&#8217;è chi ha parlato, come per la cultura musicale giovanile, di una sorta di tribalizzazione dell&#8217;ambito sportivo contemporaneo). Quest&#8217;ultimo aspetto si traduce in una difficoltà a entrare in relazione, attraverso lo sport, da parte delle diverse anime della cittadinanza bolognese, che rimangono in qualche modo confinate in uno spazio sportivo costruito “su misura”. Per dirla con un esempio, se negli anni &#8217;50 una manifestazione come il Palio Cestistico Petroniano coinvolgeva tutti i giocatori di basket della città, mescolando agonismo e informalità, oggi è più difficile immaginare iniziative “trasversali” ai diversi contesti di pratica dello sport. Ecco un primo dato che emerge e che mette in discussione il titolo di questo abstract: l&#8217;integrazione non ha a che fare soltanto con i flussi migratori, anzi, mette in gioco questioni più ampie. I luoghi e le situazioni che riescono ad essere terreno di incontro fra espressioni diverse della città rappresentano un grande valore per la comunità nelle sue diverse anime, con i suoi diversi attriti: fra vecchi e giovani, fra periferie e centri, fra chi ha molta e chi ha scarsa disponibilità economica, fra i gruppi di ragazzi che parlano italiano e altri che abitualmente parlano fra loro altre lingue, fra chi ha la cittadinanza e chi non ce l&#8217;ha (e rischia di non conquistarla nemmeno al compimento dei 18 anni). Inutile dire che contesti capaci di favorire un mescolamento di questo genere sono molto rari. Il tema della cittadinanza, in senso crudamente burocratico, e della qualità dell&#8217;integrazione emergono da diversi contesti in cui è forte la presenza di giovani cosiddetti di “seconda generazione” (termine che già crea una classificazione molto forte, conferendo un attributo a dei giovani nati in Italia sulla base delle origini dei loro genitori). Queste due tematiche, emerse dal campo, ci invitano a ricollocare lo sport nell&#8217;ambito più ampio del tessuto esperienziale dei suoi protagonisti. Voglio perciò concludere riportando, in forma anonima e con una lieve riformulazione sintetica, due frasi emerse dalla ricerca, capaci di condensare i due temi accennati: «Senza la cittadinanza italiana sei escluso da molte gare, dalle gare più importanti, non conta se vinci, perché ad alcuni obiettivi non ci puoi arrivare&#8230;» «Non c&#8217;è bisogno che qualcuno venga ad integrarci, se qualcuno vuol giocare a basket noi siamo sempre qui, in Piazza dell&#8217;Unità».   &#160; &#160; Claudio Cadei, Antropologo, claudiocadei@gmail.com]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca etnografica <strong>Luoghi e Memorie dello Sport a Bologna</strong>, finanziata dalla <a href="http://www.fondazionedelmonte.it/" target="_blank"><strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</strong></a>, ha permesso di compiere un monitoraggio dei <strong>luoghi storici e attuali dello sport a Bologna, al fine di riconoscere elementi di continuità e di rottura fra il passato e il presente.</strong></p>
<p>Siamo partiti dai <strong>luoghi</strong>, dalla loro storia e dalla loro frequentazione, per captare narrazioni di persone che li attraversano. Le voci delle persone che hanno fatto da informatori per questa ricerca rendono la complessità di un racconto corale: dal bolognese sessantenne che ha partecipato alla fondazione della polisportiva del suo quartiere, al giovane senza cittadinanza che gioca a basket nel playground di periferia.</p>
<p>Il primo elemento di rilievo registrato è che <strong>esiste una grande varietà di luoghi dello sport</strong>: abbiamo importanti squadre agonistiche con relative scuole, associazioni sportive universitarie, realtà caratterizzate dalla presenza quasi esclusiva di giovani bolognesi a cui si oppongono altre in cui troviamo quasi esclusivamente studenti fuori-sede. E, ancora, polisportive di quartiere (che molto si sono evolute nel tempo), palestre popolari attivate da centri sociali e, infine, una costellazione di luoghi informali di intensa pratica di sport.</p>
<p>I luoghi che abbiamo potuto osservare differiscono molto fra di loro per possibilità di accesso, soggetti coinvolti, concezione e finalità dell&#8217;attività sportiva. Questa varietà si declina in due caratteristiche: da un lato, è indicatrice di un&#8217;offerta ricca e varia che caratterizza Bologna, dove quasi tutti gli sport praticati a livello nazionale hanno una propria rappresentanza; dall&#8217;altro, vi si può leggere una tendenza alla frammentazione, alla parcellizzazione, del tessuto sociale impegnato in attività sportive (c&#8217;è chi ha parlato, come per la cultura musicale giovanile, di una sorta di <i>tribalizzazione</i> dell&#8217;ambito sportivo contemporaneo). Quest&#8217;ultimo aspetto si traduce in una difficoltà a entrare in relazione, attraverso lo sport, da parte delle diverse anime della cittadinanza bolognese, che rimangono in qualche modo confinate in uno spazio sportivo costruito “su misura”. Per dirla con un esempio, se negli anni &#8217;50 una manifestazione come il Palio Cestistico Petroniano coinvolgeva tutti i giocatori di basket della città, mescolando agonismo e informalità, oggi è più difficile immaginare iniziative “trasversali” ai diversi contesti di pratica dello sport.</p>
<p>Ecco un primo dato che emerge e che mette in discussione il titolo di questo abstract: <strong>l&#8217;integrazione non ha a che fare soltanto con i flussi migratori, anzi, mette in gioco questioni più ampie.</strong> I luoghi e le situazioni che riescono ad essere terreno di incontro fra espressioni diverse della città rappresentano un grande valore per la comunità nelle sue diverse anime, con i suoi diversi attriti: fra vecchi e giovani, fra periferie e centri, fra chi ha molta e chi ha scarsa disponibilità economica, fra i gruppi di ragazzi che parlano italiano e altri che abitualmente parlano fra loro altre lingue, fra chi ha la cittadinanza e chi non ce l&#8217;ha (e rischia di non conquistarla nemmeno al compimento dei 18 anni). Inutile dire che contesti capaci di favorire un mescolamento di questo genere sono molto rari.</p>
<p>Il tema della cittadinanza, in senso crudamente burocratico, e della qualità dell&#8217;integrazione emergono da diversi contesti in cui è forte la presenza di giovani cosiddetti di “seconda generazione” (termine che già crea una classificazione molto forte, conferendo un attributo a dei giovani nati in Italia sulla base delle origini dei loro genitori). Queste due tematiche, emerse dal campo, ci invitano a ricollocare lo sport nell&#8217;ambito più ampio del tessuto esperienziale dei suoi protagonisti. Voglio perciò concludere riportando, in forma anonima e con una lieve riformulazione sintetica, due frasi emerse dalla ricerca, capaci di condensare i due temi accennati:</p>
<p><em>«Senza la cittadinanza italiana sei escluso da molte gare, dalle gare più importanti, non conta se vinci, perché ad alcuni obiettivi non ci puoi arrivare&#8230;»</em></p>
<p style="text-align: left"><em><strong>«Non c&#8217;è bisogno che qualcuno venga ad integrarci, se qualcuno vuol giocare a basket no</strong><strong>i siamo sempre qui, in Piazza dell&#8217;Unità».</strong></em></p>
<p style="text-align: center"> <a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bsket.jpg"><img class="size-full wp-image-3149 aligncenter" alt="bsket" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/bsket.jpg" width="500" height="281" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Claudio Cadei, Antropologo, claudiocadei@gmail.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/i-luoghi-dello-sport-e-dellintegrazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;altra scuola è possibile: quello di cui i libri non parlano</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/unaltra-scuola-e-possibile-quello-di-cui-i-libri-non-parlano/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/unaltra-scuola-e-possibile-quello-di-cui-i-libri-non-parlano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 10:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[cdlei]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=3141</guid>
		<description><![CDATA[Questo l&#8217;impegnativo tema che, nell&#8217;ambito di Amitie, è stato dibattuto il 2 Aprile 2012 presso il CDLEI di Bologna, con l&#8217;obietttivo di confrontarsi sul tema dell&#8217;immigrazione e dei fenomeni migratori, e di fornire e sviluppare assieme ai partecipanti chiavi di lettura ed informazioni utili ad affrontare tali temi nelle aule scolastiche. Consapevoli che il tema dell&#8217;immigrazione trascina con sè stereotipi, emozioni e pregiudizi, che il mondo giovanile lo affronta associando spesso mancanza di informazione e riproposizione di slogan poco approfonditi, ma anche di una scuola corresponsabile in quanto essa stessa fatica ad andare oltre a ciò, l&#8217;incontro è ruotato attorno ai principali fattori che determinano la nostra &#8211; occidentale &#8211; percezione dell&#8217;altro-da-noi e, in particolare, dei migranti. Il 19 Aprile 2012 lo stesso gruppo di insegnanti e studenti si è incontrato per affrontare un altro aspetto, complementare al primo: a partire dal consumo, sensibilizzare i giovani alla cittadinanza globale attraverso il consumo critico. L&#8217;obiettivo è stato il cercare chiavi di lettura che permettessero di affrontare nelle aule scolastiche i temi connessi alla migrazione, alla geo-politica ed alle relazioni tra noi ed i paesi da cui origina la migrazione verso l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, riuscendo a confrontarsi con i giovani tramite questioni &#8211; come la moda ed il vestire &#8211; che li coinvolgono direttamente. Giorgio Dal Fiume]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo l&#8217;impegnativo tema che, nell&#8217;ambito di Amitie, è stato dibattuto il <strong>2 Aprile 2012</strong> presso il <strong>CDLEI</strong> di Bologna, con l&#8217;obietttivo di <strong>confrontarsi sul tema dell&#8217;immigrazione e dei fenomeni migratori, e di fornire e sviluppare assieme ai partecipanti chiavi di lettura ed informazioni utili ad affrontare tali temi nelle aule scolastiche.</strong></p>
<p>Consapevoli che il tema dell&#8217;immigrazione trascina con sè stereotipi, emozioni e pregiudizi, che il mondo giovanile lo affronta associando spesso mancanza di informazione e riproposizione di slogan poco approfonditi, ma anche di una scuola corresponsabile in quanto essa stessa fatica ad andare oltre a ciò, <strong>l&#8217;incontro è ruotato attorno ai principali fattori che determinano la nostra &#8211; <em>occidentale</em> &#8211; percezione dell&#8217;altro-da-noi e, in particolare, dei migranti.</strong></p>
<p>Il <strong>19 Aprile 2012</strong> lo stesso gruppo di insegnanti e studenti si è incontrato per affrontare un altro aspetto, complementare al primo: <strong>a partire dal consumo, sensibilizzare i giovani alla cittadinanza globale attraverso il consumo critico.</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo è stato il <strong>cercare chiavi di lettura che permettessero di affrontare</strong> nelle aule scolastiche <strong>i temi connessi alla migrazione</strong>, alla geo-politica ed alle relazioni tra noi ed i paesi da cui origina la migrazione verso l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, riuscendo a confrontarsi con i giovani tramite questioni &#8211; come la moda ed il vestire &#8211; che li coinvolgono direttamente.</p>
<p style="text-align: right">
<p>Giorgio Dal Fiume</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/unaltra-scuola-e-possibile-quello-di-cui-i-libri-non-parlano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un nuovo prodotto AMITIE sulla comunicazione: chiedine una copia!</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/</link>
		<comments>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fasi del Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[cdlei]]></category>
		<category><![CDATA[guidelines]]></category>
		<category><![CDATA[scaffale amitie]]></category>
		<category><![CDATA[THIS IS MY STORY. OR OURS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amitie-community.eu/italia/?p=2986</guid>
		<description><![CDATA[Lo scaffale dei prodotti AMITIE, dopo oltre un anno di attività di ricerca, di sperimentazione di nuove forme partecipative indirizzate a coinvolgere cittadini non nativi di origine straniera, lo scaffale si arricchisce di un nuovo strumento: le guidelines, ovvero indicazioni operative per la comunicazione sui temi della migrazione, dello sviluppo, dei diritti umani, indirizzate e pensate per chi opera in questi settori, ma soprattutto per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Non si tratta di un manuale, ma di indicazioni operative, che nascono da una serie di interviste a interlocutori chiave, soggetti che lavorano che da tempo contribuiscono alla promozione di un’altra idea di sviluppo, di partecipazione oltre che di una promozione dei diritti umani. Questo volume guida il lettore in un percorso di riflessione che spinge ad adottare un approccio più consapevole, teso all’erogazione di un’offerta comunicativa davvero capace di unire al discorso sulla tutela dei diritti dei nuovi cittadini, lo sguardo globale ai processi di cui la migrazione costituisce solo uno degli aspetti chiave. Un documento aperto ai feedback di chi è interessato, ai suggerimenti ma anche alle critiche, che verranno utilizzate come stimoli per mantenere vivo un dibattito che si è aperto anche grazie al progetto AMITIE e che avrà come obiettivo, anche, quello di portare alla luce competenze all’interno degli enti locali, fra operatori dei servizi legati alla migrazione e alla cooperazione. È possibile richiedere gratuitamente una copia all&#8217;indirizzo email: cdleibiblioteca@comune.bologna.it Oppure recarsi presso la Biblioteca del CD&#62;&#62;LEI, in via Ca&#8217; Selvatica 7, orari di apertura: Martedì e giovedì: dalle 9 alle 14 e dalle 14.30 alle 17.30. &#160; Mirca Ognisanti &#8211; Settore Istruzione Comune di Bologna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>scaffale dei prodotti AMITIE</strong>, dopo oltre un anno di attività di ricerca, di sperimentazione di nuove forme partecipative indirizzate a coinvolgere cittadini non nativi di origine straniera, lo scaffale si arricchisce di un nuovo strumento: le <strong>guidelines</strong>, ovvero <strong>indicazioni operative per la comunicazione sui temi della migrazione, dello sviluppo, dei diritti umani,</strong> indirizzate e pensate per chi opera in questi settori, ma soprattutto per i <strong>dipendenti della Pubblica Amministrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto4.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2996" alt="foto(4)" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto4.jpg" width="411" height="411" /></a></p>
<p>Non si tratta di un manuale, ma di<strong> indicazioni operative, che nascono da una serie di interviste a interlocutori chiave</strong>, soggetti che lavorano che da tempo contribuiscono alla promozione di un’altra idea di sviluppo, di partecipazione oltre che di una promozione dei diritti umani. Questo volume guida il lettore in un percorso di riflessione che spinge ad adottare un <strong>approccio più consapevole</strong>, teso all’erogazione di un’offerta comunicativa davvero capace di unire al discorso sulla tutela dei diritti dei nuovi cittadini, lo sguardo globale ai processi di cui la migrazione costituisce solo uno degli aspetti chiave.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto3.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2997" alt="foto(3)" src="http://amitie-community.eu/italia/files/2013/03/foto3.jpg" width="404" height="404" /></a></p>
<p>Un<strong> documento aperto ai feedback di chi è interessato</strong>, ai suggerimenti ma anche <strong>alle critiche</strong>, che verranno utilizzate come stimoli per <strong>mantenere vivo un dibattito che si è aperto anche grazie al progetto AMITIE</strong> e che avrà come obiettivo, anche, quello di portare alla luce competenze all’interno degli enti locali, fra operatori dei servizi legati alla migrazione e alla cooperazione.</p>
<p>È possibile richiedere gratuitamente una copia all&#8217;indirizzo email: <a href="mailto:cdleibiblioteca@comune.bologna.it" target="_blank">cdleibiblioteca@comune.bologna.it</a></p>
<p>Oppure recarsi presso la Biblioteca del CD&gt;&gt;LEI, in via Ca&#8217; Selvatica 7, orari di apertura: Martedì e giovedì: dalle 9 alle 14 e dalle 14.30 alle 17.30.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Mirca Ognisanti &#8211; Settore Istruzione Comune di Bologna</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://amitie-community.eu/italia/un-nuovo-prodotto-amitie-sulla-comunicazione-chiedine-una-copia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
