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	<title>Commenti a: Amitie racconta con gli occhi di Marcos Moreno</title>
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	<description>Solo un altro sito  Amitie Community Siti</description>
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		<title>Di: Giuseppe Mandato</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/#comment-26</link>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2012 12:50:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono assolutamente d&#039;accordo, 
credo che il cambiamento debba partire dal cittadino. 
Un cittadino che diventa interlocutore, non destinatario.

Amitie, da questo punto di vista, sono convinto che abbia fatto molto. La prospettiva &quot;dal basso&quot; che caratterizza questa &quot;comunicazione&quot; è senz&#039;altro quella giusta.

Giuseppe]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente d&#8217;accordo,<br />
credo che il cambiamento debba partire dal cittadino.<br />
Un cittadino che diventa interlocutore, non destinatario.</p>
<p>Amitie, da questo punto di vista, sono convinto che abbia fatto molto. La prospettiva &#8220;dal basso&#8221; che caratterizza questa &#8220;comunicazione&#8221; è senz&#8217;altro quella giusta.</p>
<p>Giuseppe</p>
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		<title>Di: Mirca</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/#comment-25</link>
		<dc:creator>Mirca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2012 07:26:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io credo che molte ong e organizzazioni impegnate in ambito umanitario comincino a sensibilizzarsi su questo tema. Alcune hanno adottato dei codici etici interni, altre cominciano a pubblicare posizioni e linee guida. Segno - credo - di un&#039;evoluzione, seppure tuttora in fase embrionale. Allo stesso tempo però anche il cittadino puo essere supportato nell&#039;osservazione degli stimoli che provengono dalle campagne, affinche possa intercettare i messaggi in maniera non passiva e selezionare criticamente gli input.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che molte ong e organizzazioni impegnate in ambito umanitario comincino a sensibilizzarsi su questo tema. Alcune hanno adottato dei codici etici interni, altre cominciano a pubblicare posizioni e linee guida. Segno &#8211; credo &#8211; di un&#8217;evoluzione, seppure tuttora in fase embrionale. Allo stesso tempo però anche il cittadino puo essere supportato nell&#8217;osservazione degli stimoli che provengono dalle campagne, affinche possa intercettare i messaggi in maniera non passiva e selezionare criticamente gli input.</p>
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		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/#comment-24</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 18:46:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie Giuseppe, molto interessante ciò che dici...sono molto d&#039;accordo con te, mi incuriosiva capire che cosa fa la differenza, cioè che cosa fa si&#039; che la dignità sia rispettata pur nella rappresentazione della sofferenza...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giuseppe, molto interessante ciò che dici&#8230;sono molto d&#8217;accordo con te, mi incuriosiva capire che cosa fa la differenza, cioè che cosa fa si&#8217; che la dignità sia rispettata pur nella rappresentazione della sofferenza&#8230;</p>
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		<title>Di: Giuseppe Mandato</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/#comment-23</link>
		<dc:creator>Giuseppe Mandato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 17:48:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Lucia, 
proprio in questi giorni sto leggendo un libro del sociologo francese Luc Boltanski, lo spettacolo del dolore (2000).
Lui analizza le modalità di comunicazione adottate dalle varie ONG, ne estrapola tre (lui le chiama topiche). 
Alla fine arriva ad un interrogativo fondamentale: come sfruttare i media (per i nostri scopi) senza cadere nella &quot;logica dei media&quot;?
Io, riflettendo, credo che le vie siano ben poche... forse nessuna! 
Molte volte, però, si possono riconoscere tentativi di racconto che adottino approcci dignitosi.
Credo che Moreno abbia fatto questo, sia stato umile.
Ha cercato di metterci di fronte alla realtà, a quanto quotidianamente cerchiamo disperatamente d&#039;ignorare per quieto vivere 
e lo ha fatto tutelando al massimo la dignità di queste persone.
Questa, ovviamente, è la mia opinione. 
Giuseppe (autore dell&#039;articolo).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lucia,<br />
proprio in questi giorni sto leggendo un libro del sociologo francese Luc Boltanski, lo spettacolo del dolore (2000).<br />
Lui analizza le modalità di comunicazione adottate dalle varie ONG, ne estrapola tre (lui le chiama topiche).<br />
Alla fine arriva ad un interrogativo fondamentale: come sfruttare i media (per i nostri scopi) senza cadere nella &#8220;logica dei media&#8221;?<br />
Io, riflettendo, credo che le vie siano ben poche&#8230; forse nessuna!<br />
Molte volte, però, si possono riconoscere tentativi di racconto che adottino approcci dignitosi.<br />
Credo che Moreno abbia fatto questo, sia stato umile.<br />
Ha cercato di metterci di fronte alla realtà, a quanto quotidianamente cerchiamo disperatamente d&#8217;ignorare per quieto vivere<br />
e lo ha fatto tutelando al massimo la dignità di queste persone.<br />
Questa, ovviamente, è la mia opinione.<br />
Giuseppe (autore dell&#8217;articolo).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://amitie-community.eu/italia/amitie_marcosmoreno/#comment-22</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 17:14:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le foto di Marcos Moreno mi fanno pensare ai focus group di AMITIE sulla comunicazione sociale, condotti da Leyla al CDLEI, e le prime presentazioni di Giulia e Alice (Cineteca di Bologna) sulla filosofia della campagna AMITIE, insieme ai partner stranieri, dove ci trovavamo tutti d&#039;accordo - o quasi - sulla necessità di evitare la &quot;spettacolarizzazione&quot; della sofferenza per tutelare la dignità delle persone rappresentate. Beh, guardando queste splendide immagini, mi chiedo, perchè mi piacciono? Forse perchè rappresentano anche il momento della speranza e della salvezza? O perchè rendono reale e fanno accadere davanti ai nostri occhi qualcosa che solitamente leggiamo, sentiamo, scorgiamo al volo in un telegiornale, ma su cui non ci soffermiamo mai - o non più - per più di qualche secondo, perchè ormai sappiamo (o anche perchè non vogliamo sapere)?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le foto di Marcos Moreno mi fanno pensare ai focus group di AMITIE sulla comunicazione sociale, condotti da Leyla al CDLEI, e le prime presentazioni di Giulia e Alice (Cineteca di Bologna) sulla filosofia della campagna AMITIE, insieme ai partner stranieri, dove ci trovavamo tutti d&#8217;accordo &#8211; o quasi &#8211; sulla necessità di evitare la &#8220;spettacolarizzazione&#8221; della sofferenza per tutelare la dignità delle persone rappresentate. Beh, guardando queste splendide immagini, mi chiedo, perchè mi piacciono? Forse perchè rappresentano anche il momento della speranza e della salvezza? O perchè rendono reale e fanno accadere davanti ai nostri occhi qualcosa che solitamente leggiamo, sentiamo, scorgiamo al volo in un telegiornale, ma su cui non ci soffermiamo mai &#8211; o non più &#8211; per più di qualche secondo, perchè ormai sappiamo (o anche perchè non vogliamo sapere)?</p>
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